Jump to ratings and reviews
Rate this book

La mischia

Rate this book
«Ci sono scrittori che più che esordire irrompono sulla scena. Scrivono romanzi che, di colpo, sconvolgono le regole del gioco. Valentina Maini è una di questi.»
Andrea Bajani

Siamo nel 2007 in una Bilbao psichedelica, sfinita dagli ultimi fendenti del terrorismo basco. Gorane e Jokin hanno venticinque anni, sono gemelli e figli di due militanti dell’ETA. Cresciuti senza regole, prendono direzioni opposte e complementari: del tutto accondiscendente e passivo, Jokin, batterista eroinomane, sembra ricalcare le orme dei genitori, mentre Gorane, ambigua e introversa, prova a scostarsi dal loro insegnamento rifugiandosi in un mondo astratto che prosegue dentro di sé. A unirli però c’è un sentimento viscerale, anarchico, incomprimibile.

Quando Jokin – che non regge più alla pressione – fugge e i genitori vengono coinvolti in una tragica vicenda, Gorane è preda di strane allucinazioni che la costringono ad andare da uno psichiatra. A Parigi Jokin conosce Germana, una splendida ragazza italofrancese con bizzarre manie da piromane, e inizia a suonare in giro per locali con un gruppo drum’n’bass. Eppure, nonostante la distanza fisica, le vite dei gemelli sembrano destinate a non separarsi mai. Sarà infatti il romanzo di uno scrittore francese a ricongiungerli.

La mischia è un’opera polifonica, un mondo che collega la realtà ai nostri sogni più reconditi, un mondo dove l’unica forza trainante sembra essere quella cieca della violenza.
Può la libertà – fragile e illusoria conquista del nostro tempo – rivelarsi uno strumento di tortura che occulta gabbie che non avevamo previsto? Valentina Maini risponde con le pagine di questo esordio sorprendente – una rete di storie che coinvolgono famiglie borghesi, spacciatori, maniaci, scrittori, tagliatori di valigie, cartomanti e donne delle pulizie – e lo fa con la decisione di Roberto Bolaño e Mathias Énard: guardando il caos dritto negli occhi.

512 pages, Kindle Edition

First published February 20, 2020

6 people are currently reading
630 people want to read

About the author

Valentina Maini

23 books5 followers
Valentina Maini, born in Bologna in 1987, is an Italian writer and translator. She holds an International Doctorate in Comparative Literature (Bologna-Paris) and is the translator of several French and English authors, such as Sophie Lambda, Emma Clit, Emmanuelle Richard, Karen Taïeb and Louise Kennedy.

Valentina Maini is also the author of the novel La mischia (Bollati Boringhieri, 2020) and the collection of poems Casa rotta (Arcipelago Itaca, 2016) for which she won the Anna Osti prize. Her short stories have appeared in numerous Italian and foreign magazines and anthologies. She herself translated into French her report dedicated to obsessive-compulsive disorder, Généralement, ce qui s’altère en premier, ce sont les couleurs, published in October 2021 by Editions la Variation.


Her residency at the Cité internationale des arts is for her the opportunity to work on French comics, focusing on non-fiction titles capable of addressing complex themes such as feminism and mental health. In the context of this project, Valentina Maini intends to consider the unique capacity of comics to convey in an effective, accessible and entertaining way issues that tend to discourage many readers. Her ambition today is to find a title that can address these delicate subjects in an intelligent, moving and original way.


Valentina Maini is recipient of the Farnese Grant for young translators.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
95 (43%)
4 stars
73 (33%)
3 stars
36 (16%)
2 stars
8 (3%)
1 star
8 (3%)
Displaying 1 - 30 of 33 reviews
Profile Image for Cosimo.
443 reviews
September 28, 2024
Rompere il vuoto ritrovato

“Era lo sconfinamento a interessarmi, i sentimenti non chiari, l’assenza di recinti a cui ci costringono certe forme di amore. A volte per la passione che qualcuno ci ispira non c’è parola, forse la troveremmo in un’altra lingua a cui però non abbiamo accesso. Quella mancanza fa paura, è spesso carica di senso di colpa e dolore, ma è anche un privilegio, l’attestazione dell’unicità di quel legame. Nella vita questi tipi di relazioni vengono quasi sempre rifiutati, repressi, solo a volte, se sono molto potenti, riemergono nei sogni. Quella voragine nel linguaggio – non è amore casto, non è erotico, non è incesto – era il posto in cui mi sembrava importante viaggiare”.

Valentina Maini, conversazione di Antonio Galetta per Treccani 05/12/2020

Su questo romanzo si è scritto molto materiale interessante e prezioso, sia con la voce della critica che con quella, singolare e profonda, dell'autrice. Vorrei cercare di portare qualcosa di personale, muovendomi dentro alle trame, intime ed esteriori, del romanzo. Colpisce la pericolosità simbolica del testo, dove gli incontri avvengono in uno spazio vuoto tra la vita e la morte, e così questa pericolosità si fa letale e lascia il lettore sospeso nell'enigma finale. L'amore non ha contato niente, scrive Maini nell'illusione del reale e nella fuga della scrittura. La narrazione è disseminata di fantasmi e indizi, come in una detective story: violenza e dipendenza, terrore e meraviglia, vuoto e pieno si alternano su una scena trasformativa e speculare, come personaggi di un dramma classico e archetipico. Jokin e Gorane sono gemelli, tra sfiducia e simbiosi, spariscono e si inseguono, nella follia e nel potere, esercitando un dominio sulla propria natura e cadendo iterativamente nella voragine impulsiva dell'appartenenza, in una sensazione ineliminabile di sofferenza: chi non guarisce si serve della propria malattia. Ogni frammento trova posizione contro un'ombra sonora che duplica la specifica autocoscienza dei personaggi; le esplosioni, la polizia, le periferie, le prigioni, la sessualità, le predizioni. Il romanzo presenta introversione, astrazioni disarticolate e correlazioni oggettive: gli errori elencati in modo inclemente, le ferite profonde di pessimi genitori, la mano corale di un percepire espanso e triste. Eppure tutto è arte e aria, quando si va a fare una corsa, vicino al lago, con una meta deserta, condannati all'insieme; lo spazio si libera di regole e misure e l'interno si riempie di ignoto; appaiono ovali originari e ellissi metafisiche. Il non sapere diventa sole freddo, giocare con calma, cielo senza catene, vedere da lontano. La dialettica fra stile multiforme e contenuti stratificati trova una corrispondenza nel modo in cui l'autrice alimenta la personalità di Gorane, Jokin e Germana Luque; la dimensione affabulatoria traccia i contorni dell'intimità estranea del vissuto psicologico dei personaggi. La violenza passa dai fatti storici alle interiorità dei singoli e lo spazio del terrore contamina il luogo della difesa, nell'incertezza persistente dei punti di vista. Il romanzo procede per fratture e strappi, eppure è costruito in modo musicale e fruibile, senza interdizioni retoriche. I desideri del lettore seguono il fiume dei pensieri che guardano mondi e disegnano corpi. La mischia rappresenta nel racconto come separare il sogno, la fuga e il coraggio, come distinguere la giustizia e la brutalità, come arrendersi alla libertà o consegnarsi alla sfrontatezza; mette nelle mani del lettore la maledizione e l'incoscienza. E a un certo punto il ruolo del lettore è non credere più al caso, accettare l'invisibilità e collegare i fili e scoprire di essere ancora disperatamente vivo.

“Nella mia famiglia c'era tutto, comprese le mancanze. Non ho cercato mancanze altrove, non ho cercato dolori altrove. Avevo già tutto in partenza. Allo stesso tempo, agli altri non potevo dare niente. Con Jespersen le cose si sono messe male da subito perché io non vedevo, ero come accecata, o troppo illuminata. C'erano questi abbagli improvvisi nel nero. In fondo la mia vita è sempre stata così, un'altalena di eccessi. L'unico capace di darmi equilibrio è Jokin, anche se so che è lui la causa del mio dolore, come io lo sono del suo. Avremmo dovuto essere la stessa persona, invece siamo nati rotti, separati. Quando qualcuno ci serve, significa che ci farà soffrire. È un anno che non vedo mio fratello, per questo sono diventata pazza e ho pensato di morire. Era solo per Jokin, perché non so cosa pensa, non so se mi odia, perché non so se è vivo. Lui amava i miei genitori più di quanto li amassi io. Credo dipendesse dal fatto che loro preferivano lui a me, credo fosse una specie di baratto. Lui doveva a loro molto più amore di quanto gliene dovessi io. Per questo ora Jokin potrebbe odiarmi oppure potrebbe essermi grato. Gli ho tolto nutrimento ma gli ho anche dato una libertà che da solo non poteva procurarsi perché l'amore, soprattutto quello ricevuto, è uno strozzino. Può tornare in qualsiasi momento a riscuotere il debito e Jokin lo sapeva. Adesso lui non deve più niente a nessuno e neanch'io”.
Profile Image for Amanda Rosso.
336 reviews29 followers
October 13, 2020
La mischia è un libro difficile, da leggere, da scrivere sicuramente, da recensire. Non so cosa dire de La mischia, perché da una parte c'è uno stile unico e illuminante di Maini, una penna matura e articolata, molto più esperta e controllata di un'esordiente. Dall'altra ci sono personaggi difficili, da amare, da capire, con cui è quasi impossibile empatizzare, Jokin perché non parla, perché la sua storia non gli appartiene e viene sempre e solo raccontata per vie traverse, la sua voce, letteralmente, non si sente, dall'altra Gorane, una narratrice assolutamente imprevedibile e inaffidabile.

Penso sia una lettura assolutamente impossibile da regolare su toni pacati, e sono quasi altrettanto sicura che i pareri su questa opera siano intensamente polarizzati. Da una parte non si può non rimanere esterrefatti dal talento di Maini, dalla capacità di tessere e intessere il suo linguaggio e di andare a fondo nella psiche dei personaggi. Non si può negare la creatività e la voglia di sperimentare generi e linguaggi diversi all'interno dello stesso lavoro. Sfiora la politica e l'ideologia abbastanza da renderla parte fondante ma mai la rende protagonista.
Dall'altra non è un libro scorrevole, che si beve. Non è un libro da comodino o da viaggio, non è un romanzo che non si può mettere giù. Si può e si deve, perché alle volte la tossicità che emana è forte e si deve smettere, tirare una boccata d'ossigeno, guardare i fiori.

Maini non sembra scrivere per piacere o compiacere, credo emblematica sia la figura dello scrittore, il giudizio che Maini sembra dare di quell'ipocrisia borghese che si nutre di dolore e trauma per darsi un tono, ma con il distacco del privilegio. Forse raccontare storie e scrivere altro non è che appropriarsi del dolore altrui per riempire le pagine dei libri, per quel respiro trattenuto e quelle lacrime versate per procura suo dolori di altri e altre, ma Maini restituisce un po' del tolto ai suoi personaggi con una lucidità e una maturità che costa sempre cara alla scrittrice, ma è necessaria.

I suoi personaggi sono travisati e filtrati attraverso l'incomprensione di chi li circonda e la malafede di un sistema che non può silenziarli, per cui li demonizza, e Maini non smette mai di lasciarci intravedere l'ipocrisia del tutto, la facilità con cui le "versioni dei fatti" si intersecano e sempre mentono, non necessariamente per malafede, ma perché raccontare significa interpretare e la memoria è sempre atto di immaginazione.

Sentiremo sicuramente parlare ancora di Maini, per fortuna.
Profile Image for Laura Gotti.
594 reviews610 followers
Read
June 19, 2020
Ho mollato a meno di 100 pagine dalla fine, nonostante tutti i giudizi positivi e nonostante ci riconoscessi delle qualità. Le prime 50 pagine sono state di buio totale, non capivo nulla, non capivo dove volesse andare a parare. Poi le riconosco dello stile, di scrittura intendo, che cambia ad ogni personaggio, un registro e un'impostazione differente e, senza dubbio, ci vuole capacità.

Però, per quanto mi riguarda, è un libro, uno stile, una trama e dei personaggi che fanno fatica ad arrivare, mi disturbano, non mi coinvolgono, non arrivano dove io voglio che arrivi un libro.

Problema mio, ma stavolta non avevo voglia di impormi di finirlo a tutti i costi.

Profile Image for Cristina (Cricci) Casanova.
144 reviews34 followers
October 18, 2021
Mi sono approcciata alla lettura de La Mischia senza nulla sapere dell’autrice, lasciandomi risucchiare dalle parole, dalle immagini oniriche, deliranti e dalla crudezza disarmante.
Le prime cinquanta pagine le ho lette in apnea, seguendo il ritmo allucinato, la musicalità; estrapolando informazioni utili ad inquadrare la storia, cercando di capire dove volesse arrivare, ma senza preoccuparmene più di tanto.
I temi esplorati sono complessi e molteplici: la dipendenza, i lacci familiari, le fratture, la memoria, la libertà. Il doppio, i giochi di specchi, le immagini farneticanti, il dissociamento dalla realtà: quello che ci troviamo a maneggiare è una storia che non è mai quello che sembra. Il finale, poi, è una vera catarsi.
Ogni parte ha un suo stile particolare e preciso. La scrittura è magnetica e fuori dagli schemi: cambia tono e ritmo, passando da momenti in cui è delirante e asfittica ad altri in cui le sfumature sono più liriche e laceranti.

È un libro complesso, impegnativo, uno dei più particolari che abbia letto finora, ma alla fine delle oltre cinquecento pagine ne sono riemersa appagata.
Un’esperienza di lettura che mi ha colpita e mi ha conquistata nel profondo.
Profile Image for mela✨.
392 reviews85 followers
July 18, 2023
"Nella mia famiglia c'era tutto, compreso le mancanze. Non ho cercato mancanze altrove, non ho cercato dolori altrove.
Avevo già tutto in partenza."

Una delle mie letture preferite dell'anno, a mani basse.
Un romanzo appassionato, coraggioso e brillante come pochi nel panorama letterario italiano contemporaneo, a cui si possono perdonare anche alcuni difettucci, anche perché questo è l'esordio dell'autrice.
Un romanzo di legami, di pensieri, di emozioni, di riflessioni sull'arte, sulla scrittura, di personaggi che lasciano il segno, insomma un romanzo assolutamente pieno di vita.
Adesso vado a riunire piano piano i pezzetti del mio cuore distrutto dal finale di questa meravigliosa storia.
Profile Image for Benedetta Ventrella (rienva).
225 reviews48 followers
August 12, 2020
Considerato uno degli esordi più promettenti del 2020, "La mischia" stupisce perché non sembra un esordio, non ha infatti i difetti della maggioranza degli esordi di narrativa italiana.
E' ricco, complesso, è stato definito "romanzo-mondo", è coraggioso, l'autrice maneggia con abilità registri differenti e allestisce un'architettura articolata e polifonica. I temi sono tanti, due mie parole su uno in particolare: https://medium.com/@rienva/educazione...
Profile Image for Elisa.
89 reviews4 followers
November 12, 2023
Questo libro ha stile, intreccio, metanarrazione, contenuto, riflessioni sull’idea di romanzo e di autore e quella qualità che possiamo chiamare “aura ” che lo eleva ad opera letteraria di valore.
Ha tutto per essere una grande opera, mancano solo i lettori.
Profile Image for Carlo Soldati.
17 reviews7 followers
January 7, 2021
Indubbiamente bisogna sopportare di arrivare a metà romanzo, pur godendosi frattanto la varietà di stili adottati dall’autrice in ogni capitolo, per disbrogliare una trama che appare non spiccare mai il volo in pagine e pagine che si sostengono solo sull’indubbia e provata capacità narratoria della Maini.
Nervosismo, spaesamento, ogni tanto qualche faro che sembra far luce nel buio da cui ci si sente avvolti per tutta la prima parte del romanzo, sono le principali sensazioni provate. Poi di quei fari se ne capisce la gittata. Infine se ne apprezza la luminosità rimanendo incollati alle pagine di questa “Mischia”.
Tutto è funzionale a sviluppare nella seconda parte un alambicco di amore, attesa e dolore che vanno a comporre un romanzo che sa di freschezza, moderno ed anti-convenzionale.
Lodevole narrazione densa di cambi stile, figure retoriche, sperimentazione di vari generi letterari, allusioni e rimandi.
Se un romanzo vi farà provare sentimenti così contrastanti, ecco, quello è un Romanzo.
Profile Image for Flavia Cecconi.
115 reviews
August 29, 2021
Il racconto di un disperato legame di sangue, che parte da una famiglia basca legata all'ETA, per perdersi poi tra le strade di Parigi. Un libro complesso, che alterna i registri e lo stile in base ai personaggi e alla trama: ha un inizio intimo e lento, che si velocizza nella parte centrale fino a concludersi con un epilogo sorprendente ma frettoloso.
Profile Image for Martina S..
109 reviews2 followers
October 8, 2021
Uno di quei libri che speri non finiscano mai. Valentina Maini è la migliore scrittrice italiana esordiente(!) che mi sia capitata sotto le mani. Un romanzo suo, diverso, coraggioso, che non ci ammorba con le solite saghe familiari del sud italia e che parla con una voce di una bellezza incredibile.
Non troverete niente di simile. Mi rimarrà dentro per moltissimo tempo.
Profile Image for Viola.
13 reviews
August 22, 2020
Non metterei tre stelle piene piene, però goodreads non mi fa scegliere.
Profile Image for Marco Simeoni.
Author 3 books87 followers
September 23, 2022
🌟🌟🌟🌟 1/2

Io non sopporto le mescolanze perché ci sono cresciuta, nella mischia, perché nessuno mi ha insegnato come separare il sogno dalla veglia

Gorane Da✸✸ a ✸✸✸✸✸ (Non come un crescendo ma come una marea)
Jokin✸✸✸ 1/2
Arrautza✸✸ 1/2
Primo&Secondo movimento✸✸✸✸
Stile e molti personaggi secondari ✸✸✸✸✸

Ci sono scrittori e scrittrici che ti prendono per mano e ci sono scrittrici e scrittori che ti gettano in un fosso assieme agli attrezzi che ti permetteranno di risalire. Sono scarpe con i chiodi e piccozze, nulla di tecnologico né di facile. La Mischia è un romanzo che si impone e rischia, rischia tantissimo di essere abbandonato (la risalita la si può sempre fare in funivia)

Parte ostico, tanto ostico. Lo stile è denso quasi incomprensibile e, come se non fosse già complesso di suo, in media res. Bisogna operare nella mente quanto si fa alla gamba quando ci si addormenta. Muoverla anche se il formicolio sembra peggiorare la situazione.

L'opera prima della Maini è una cascata che cerca di stare negli argini. Era da "I detective selvaggi" che non sottolineavo così tanto un testo. Da tutte le evidenziazioni ci potrei tirare fuori un racconto lungo psichedelico e questo è merito della voce della scrittrice.

la parte geografia basca in realtà non esiste. Il concetto basco è un'etica di vita, una lente su come si vede il mondo. Non perché la Maini non si sia documentata ma perché questo romanzo è un'apnea nelle dipendenze (d'amore, di droga, di credo). Tanto da dare l'impressione che sia più sviluppata la parte su Parigi. Ciò che mi ha stupito nello studio dell'autrice è quando cambia totalmente registro con i personaggi secondari. Hanno poco spazio e proprio per questo risalta la bravura nel caratterizzarli (esempio: I pensieri del terapeuta sono quanto un terapeuta fa quando auto analizza i suoi stati d'animo di fronte al paziente)

Le polarità di
Gorane Lo cercava come si cerca la propria ombra proiettata sul muro. Con lo stupore di vederla simile e diversa.

E

Jokin Sotto di me, sotto l'epidermide, c'era un Jokin che non conoscevo, che nessuno conosceva; era lui che mi faceva scoppiare in lacrime a casaccio, lui che governava le mie mani che picchiavano qualcuno. Era lui a crescere

non lasciano spazio ai genitori (infatti il capito Arrautza ha risentito della voce di Gorane facendomelo sentire come una ecolalia della sua personalità). Poi mi convinco che l'unica protagonista sia Gorane stessa e mentre me ne convinco so già che sono stato ingannato.

Alla fine del percorso penso di avere un po' barato e usato a tratti quella funivia, ma sul resto del viaggio ho usato quanto l'autrice mi ha dato e ne esco fortificato e arricchito (le vesciche passano).

P.S: Andando di inconscio, il primo e secondo movimento ho deciso fossero un omaggio a Tondelli

P.P.S: Quanto ho riso con l'editor e Trevi, quanto ho sentito rivelatori i tarocchi di Madame La Coupe e il diario di Carl J.
3 reviews
February 19, 2021
"Io ho sempre capito che i miei genitori ci credevano davvero in quello che facevano per questo è stato impossibile fermarli. I miei genitori erano degli artisti della morte. Avrebbero dovuto costruire in palazzo o scrivere un libro o fare un disco e invece hanno deciso di raddrizzare un paese e per raddrizzarlo dovevano prima distruggerlo e per distruggerlo non erano disposti ad aspettare troppo tempo, a demolire pezzo per pezzo quello che non andava, ma volevano farlo con i gesti eclatanti degli innamorati, in maniera gloriosa e sensazionale. I miei genitori erano dei dilettanti. Volevano rimanere nella storia distruggendo la storia. Io da un po' di tempo provo a ricordarmi solo delle cose negative perché mi mancano da morire. Ogni giorno raccolgo i loro difetti, i momenti in cui mi hanno umiliata o fatta sentire fuori posto, faccio la collezione delle volte in cui hanno preferito qualcun altro a me e non si sono risparmiati di farmelo capire, afferro tutto il male che hanno fatto alla mia gente e lo contemplo per ore, ma la verità è che penso di non farcela senza di loro."
da La mischia, Valentina Maini (Bollati Boringhieri, 2020)
Gorane e Jokin, gemelli e figli di terroristi dell'ETA, a 25 anni si trovano in due città diverse, Bilbao e Parigi, a fare i conti con un'educazione "piena di spazi liberi in cui sbagliare", ma che li vuole bandiera e voce di qualcosa che è sopra e cha parla un'unica lingua, il basco.
A questa libertà che è una gabbia Gorane reagisce costruendosi una gabbia più piccola ma sua, una casa di rabbia, allucinazione e nostalgia, una casa la cui porta è nascosta e quasi sempre chiusa. Nella gabbia di Jokin invece non ci sono porte, né finestre né tetto, chiunque, che sia un lavoro, la musica, una ragazza o l'eroina, può entrare e spostarne i mobili, o portarseli via.
Uno sguardo allucinato, inaffidabile e mai didascalico sulla nostra storia recente, sull'educazione, la violenza, il limbo tra adolescenza ed età adulta. Una storia che ti arricchisce di domande e ti rapisce con la sua scrittura fluida e in continua evoluzione.
Profile Image for Alex Di Nepi Finzi.
78 reviews5 followers
April 29, 2020
Uno dei migliori esordi che abbia mai letto. Sia per intreccio che per scelte linguistiche. Molto consigliato. Il finale...
3 reviews8 followers
June 24, 2020
Lingua pienissima, magistrale, uno dei migliori esordi del 2020.
Profile Image for Caterina.
241 reviews30 followers
March 14, 2021
"Mio fratello si è accucciato al mio fianco e mi ha guardato con gli occhi lucidi dell’ubriacatura o della commozione, poi mi ha detto: sogno un concerto senza applausi. Sogno di finire il mio pezzo e stare a guardare un pubblico muto, che non batte le mani, che non urla niente. E sogno che anche dopo il concerto, la gente esce e continua a stare zitta, e non parla di dove andare a mangiare, e non ride, e non dice quanto è stato bello. Sogno questa gente rapita dalla musica, e sogno di averla rapita io. Gorane, io sogno di fare questa rapina al mondo."

Mi sa che sono stata rapinata.
Profile Image for Rosanna Castagneri.
153 reviews6 followers
November 12, 2020
Ci importa di loro ma ci importa soprattutto che riescano a cavarsela nella vita. Non abbiamo voluto per loro nessuna gabbia. Gorane un giorno ci ha detto la libertà è una gabbia, sappiate. Cit

Noi siamo ciò che abbiamo fatto freddamente senza scuse. Siamo davanti a un tribunale. Cit

Pensiamo essere artisti è abitare questo intervallo spurio e felice. Vivere mentre non si vive non vivere mentre si vive. Cit

Se vi abituerete a distruggere da soli quello che amate non saranno gli altri a farlo. Cit

...anche se io non mi sono mai affezionata a nessuno, esclusi i membri della mia famiglia. Nella mia famiglia c’era tutto, comprese le mancanze. Cit

So che quando c’è qualcuno vicino, quando c’è qualcuno che vive con te, è più difficile morire di pazzia perché la pazzia non trova spazio, non esonda come succede nella solitudine, e se non esonda è per la vergogna di mostrarsi ad un estraneo. Quando hai qualcuno vicino, soprattutto qualcuno che non ami, ma per cui provi rispetto, è difficile che la pazzia prenda il sopravvento su di te perché quello che ti preme di più non è essere nudo di fronte all’altro, ma esporgli la tua mercanzia. Finché tra due esseri umani continuerà a intercorrere uno spazio di finzione, la pazzia rimarrà il carattere accessorio di una personalità unica e non priva di fascino. Cit

Io non sopporto le mescolanze perché ci sono cresciuta, nella mischia, perché nessuno mi ha insegnato come separare il sogno dalla veglia, l’infanzia dall’adolescenza dall’età adulta e dalla vecchiaia, l’essere figlio dall’essere genitore, la giustizia dalla brutalità, la libertà dall’incoscienza, la maleducazione dalla sfrontatezza, la fratellanza dall’amore, la follia dall’intelligenza, il sogno dalla fuga, la fuga dal coraggio, il coraggio dalla bellezza, la bellezza dalla maledizione. A me hanno insegnato solo qual era il bene e qual era il male, ma non mi hanno spiegato perché, mi hanno consegnato la loro verità come la fiamma olimpica a una staffetta, sperando che io la portassi in giro a testa alta, e su questo io non ero d’accordo, non avevo la fortuna di essere d’accordo come succedeva a Jokin che sapeva sfrecciare senza avere idea di cosa avesse in mano. Cit


Profile Image for Maria Beltrami.
Author 52 books73 followers
December 31, 2020
Alla fine del libro, nella pagine Ringraziamenti, l'autrice ringrazia XY perché "non ne avrebbe cambiato nemmeno una virgola". Ecco, io di virgole ne avrei cambiate molte, e non solo quelle, soprattutto nei primi due capitoli, dove virgole - appunto - tempi verbali e sintassi sono del tutto a casaccio. E non c'è nemmeno la scusa della scrittura onirica, come invece accade nel terzo capitolo.
Se da lì in avanti le cose vanno meglio, se non altro per la grammatica, cosa che comunque permette di seguire un po' la storia, è proprio sulla storia che si comincia a farsi domande, delle quali la principale è: perché la Maini ha voluto tirare in ballo Euskadi, la terra basca, in una vicenda dove Euskadi è tirata per i capelli persino come sfondo? Non ce n'era bisogno, non per descrivere una famiglia disfunzionale, non per giustificare i problemi di droga del protagonista né la visionarietà della sorella gemella. Nemmeno di Parigi c'era bisogno, sebbene l'autrice abbia fatto i compiti e verificato le fermate della metropolitana: tutta la storia avrebbe potuto benissimo essere ambientata tra quattro mura e sarebbe stata la stessa. O meglio, un'ambientazione meno pretenziosa le avrebbe forse fatto bene. Un libro di cui non si sentiva la mancanza.
Profile Image for Alessandra Brignola.
697 reviews5 followers
August 4, 2022

La mischia è un romanzo caleidoscopico, con toni e stili plurali, una vera e propria polifonia, in cui si dipanano storie speculari e interconnesse e ci si interroga sul binomio violenza-libertà.
Stesso ambiente d’origine, due facce della stessa medaglia, senza avere la presunzione di parlare di un’etica universale, ma dando al lettore molteplici chiavi di lettura per farsi la propria idea della storia raccontata.
Mi viene da dire solo una cosa: romanzo d’esordio straordinario.

“Io non sopporto le mescolanze perché ci sono cresciuta, nella mischia, perché nessuno mi ha insegnato come separare il sogno dalla veglia, l’infanzia dall’adolescenza dall’età adulta e dalla vecchiaia, l’essere figlio dall’essere genitore, la giustizia dalla brutalità, la libertà dall’incoscienza, la maleducazione dalla sfrontatezza, la fratellanza dall’amore, la follia dall’intelligenza, il sogno dalla fuga, la fuga dal coraggio, il coraggio dalla bellezza, la bellezza della maledizione. A me hanno insegnato solo qual era il bene e qual era il male, ma non mi hanno spiegato perché, mi hanno consegnato la loro verità come una fiamma olimpica a una staffetta, sperando che io la portassi in giro a testa alta”.

5✨
Profile Image for MonicaVandina.
138 reviews19 followers
June 16, 2021
Bilbao e Parigi. Gorane e Jokin, gemelli, figli di militanti dell’ETA. ‘Li abbiamo tirati su come due selvaggi ... Abbiamo permesso ai loro vizi di diramarsi in ogni direzione di crescere e acuirsi senza opporre alcun attrito. Abbiamo osservato i nostri figli perdersi cadere rialzarsi esausti senza porre loro freni limiti condizioni... non abbiamo voluto per loro nessuna gabbia. Gorane un giorno ci ha detto la libertà è una gabbia sappiate.’
Le prime decine di pagine sono ostiche, sembra disarticolata la presentazione dell’allucinato personaggio di Gorane.
Resistete. Il disordine e’ apparente in questo romanzo che distrugge e costruisce, che mescola stili diversi con verbali di polizia e diari di psicologi, scrittura ipnotica, ossessiva e poi ironica, al punto da essere anche divertente.
Da parecchio non leggevo un libro italiano di questo valore.
Profile Image for Cristina Trinci.
20 reviews1 follower
October 23, 2023
Un vero e proprio compendio di stili, ntreccio e piani narrativi, con digressioni personali e profonde, che però avrebbe potuto cogliere l'opportunità di narrare meglio il contesto in cui la vicenda si svolge. L'ETA, la Spagna, il terrorismo, il concetto stesso di patria e autodefinizione dei popoli, il concetto di violenza e quello di giustizia risultano sfumati, confusi, proprio perché filtrati dai due protagonisti, incapaci di analisi e riflessione perché accecati dai propri vissuti traumatici.
Profile Image for Alessia.
35 reviews4 followers
November 9, 2021
"La vita, nelle sue storture, porta con sé doni meravigliosi, anche quando sembra che ti stia punendo, e ti si para davanti con sentieri ripidi che aveva spacciato per discese, proprio mentre stai per stramazzare ti ricorda in qualche modo che nella strada sbagliata che hai intrapreso c'è un regalo, un regalo che potevi trovare solo lì e che nessuna buona strada avrebbe mai potuto offrirti."
Profile Image for Valerio Amanti.
159 reviews2 followers
February 3, 2022
Un libro perfetto. Se fossi uno scrittore sarebbe il libro che avrei voluto scrivere senza esserne capace.

Anche se ha solo un abbozzo di trama, che rispetto alle quasi 500 pagine copre una frazione minima, cosa che in genere mi lascerebbe piuttosto freddo, la scrittura di Valentina Maini è qualcosa di indescrivibile per quanto è coinvolgente. Non pensavo davvero che si potesse arrivare a scrivere muri di parole con paragrafi lunghissimi di un flusso di coscienza che rapisce nel suo fluire di parole che si può solo contemplare con ammirazione.
Profile Image for Stefano.
121 reviews1 follower
December 25, 2025
stefano_borg Il particolare diventa universale, la prosa diventa il riflesso della poesia, lo stoicismo infrange ciò che prima era già incrinato.

'La mischia' è un romanzo che si dirama, che cresce esponenzialmente, che protrae il grido dell'anima fino a fargli raggiungere le pareti dell'universo. In questo modo l'eco che si genera evoca emozioni di comune condivisione, resuscita tormenti assopiti, irrompe nel torpore mentale a costo di far vacillare le deboli e confortevoli certezze fornite dalla solitudine.

Una storia di frattura personale e famigliare, di separazione: prosaiche immagini di quotidianità in grado di ritrarre laceranti mancanze, mancanze più recondite della paura stessa.
Profile Image for Paolo Di nicola.
23 reviews5 followers
October 23, 2020
Osannato un po' da tutti, è carino, in alcuni punti molto bello in altri molto palloso. Con 100 pagine di meno sarebbe stato meglio
Profile Image for Cristian Taglia.
72 reviews6 followers
December 29, 2020
Se nel 2019 a brillare era stata Claudia Durastanti e la sua straniera , il 2020 è l'anno di Valentina Maini, un esordio incredibile per stile e maturità. E' nata un'altra stella nel firmamento della narrativa italiana, alla faccia di Laterza rimasto fermo alla Ginzburg e alla Morante.
Displaying 1 - 30 of 33 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.