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Eva

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Il romanzo, che a detta di Verga, doveva essere consegnato per la stampa "assolutamente agli editori di Milano" esce per i tipi Treves nel 1873: fin da subito fu un successo e uno scandalo. Articolato su più livelli narrativi, Eva offre il ritratto dell'artista nell'Italia unita agli albori della civiltà urbano-borghese. Con note di febbrile concitazione melodrammatica, il pittore Enrico Lanti rievoca le sue avventure d'amore e d'arte, sullo sfondo della "civiltà delle Banche e delle Imprese industriali". Al centro del romanzo si staglia il profilo inedito e sorprendente di Eva, una ballerina dal fascino radioso e impudico che proclama con limpida voce: "Una donna non è che come vuol essere". Una figura femminile che, per arditezza spregiudicata, confligge non solo con le tante silhouette sbiadite della nostra letteratura romantico-sentimentale e le femmes fatales dei racconti fantastici della Scapigliatura, ma anche con le protagoniste della produzione del Verga verista. Eva colpisce per la schiettezza borghesemente moderna dei suoi discorsi e comportamenti: e così, nella Milano della Belle époque, riscatta con le sue scelte di autonomia e libertà la malasorte delle tante traviate che, nei libri o sulle scene teatrali, redimevano con il sacrificio e la morte un'esistenza da "peccatrici".

125 pages, Paperback

First published January 1, 1873

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About the author

Giovanni Verga

437 books196 followers
Giovanni Verga was an Italian realist writer, best known for his depictions of life in Sicily, and especially for the short story Cavalleria Rusticana and the novel I Malavoglia.

The first son of Giovanni Battista Catalano Verga and Caterina Di Mauro, Verga was born into a prosperous family of Catania in Sicily. He began writing in his teens, producing the largely unpublished historical novel Amore e Patria (Love and Country); then, although nominally studying law at the University of Catania, he used money his father had given him to publish his I Carbonari della Montagna (The Carbonari of the Mountain) in 1861 and 1862. This was followed by Sulle Lagune (In the Lagoons) in 1863.

Meanwhile, Verga had been serving in the Catania National Guard (1860-64), after which he travelled to Florence several times, settling there in 1869.
He moved to Milan in 1872, where he developed his new approach, characterized by the use of dialogue to develop character, which resulted in his most significant works. In 1880 his story collection Vita dei Campi (Life in the Fields), (including Fantasticheria, La Lupa, and Pentolacchia) most of which were about rural Sicily, came out; it included the Cavalleria Rusticana, which was adapted for the theatre and later the libretto of the Mascagni opera. Verga's short story, "Malaria", was one of the first literary depictions of the disease.

He then embarked on a projected series of five novels, but only completed two, I Malavoglia and Mastro-Don Gesualdo (1889), the latter of which was the last major work of his literary career. Both are widely recognized as masterpieces.
In 1894 Verga moved back to the house he was born in. In 1920 he was elected a senator. He died of a cerebral thrombosis in 1922.

The Teatro Verga in Catania is named after him.

In the book by Silvia Iannello Le immagini e le parole dei Malavoglia (Sovera, Roma, 2008), the author selects some passages of the Giovanni Verga' novel I Malavoglia, adds original comments and Acitrezza' photographic images, and devotes a chapter to the origins, remarks and frames taken from the immortal movie La terra trema (1948) directed by Luchino Visconti.

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Community Reviews

5 stars
45 (18%)
4 stars
86 (35%)
3 stars
81 (33%)
2 stars
22 (9%)
1 star
6 (2%)
Displaying 1 - 23 of 23 reviews
Profile Image for ©hrissie ❁ .
93 reviews475 followers
November 3, 2021
5 stelle spasmodiche! 🌟❣️

Eccolo qui, il Verga che adoro! Quello che entra in dialogo con tutta una tradizione di amore cortese e la problematizza, rivelandone le illusioni. Quello che mette a dura prova gli ideali del Romanticismo. Quello che si allontana da una poetica prettamente Verista, per accogliere elementi del Naturalismo e un fare letterario tipicamente francese (come non ricordare l'incredibile Madame Bovary?).

Eva è immerso nel mondo dell'artista: di colui - Enrico, il narratore principale, spesso chiamato pazzo - che è preso da eccessi di passione e clamorosa irrazionalità nei confronti di colei, Eva, artista teatrale capricciosa, oggetto di desiderio e ammirazione, dea-fantasma in un mondo retto sulle illusioni, e per questo resa ben consapevole dell'effimeralità e insensatezza delle passioni e dell'amore (ma non per questo immune ai suoi spasmi).

Certo, verrebbe da definirla vampirista, se non fosse per quel reale problema - anch'esso legittimato - del ritrovarsi in bilico fra due spinte, condizioni di vita e affetti, ritenute notevolmente contrastanti. È qui che Verga diventa maestro del determinismo: nello scrupolo con cui riconosce tutti quegli inesorabili contesti che impediscono ai suoi protagonisti di essere padroni dei loro destini. 

La lucidità dimostrata in questo breve romanzo, mista alla potenza di un sublime delicatamente sfiorato, è quasi straziante. Una carrellata di parossismi febbrili, deliri, e melodramma, eppure tutto appena contenuto; smorzato da una sofferenza resa palpabile, dall'acuta commiserazione che si prova dinanzi al dolore lacerante di Enrico, dal morso di illusioni reali. L'inconsistenza dell'amore, la complessità dei rapporti umani, la condizione creaturale e insieme caricaturale dell'essere umano: tutti temi meravigliosamente intrecciati in questo tardo, poco noto testo verghiano.

Un vero capolavoro, che rileggo molto volentieri di tanto in tanto.
Profile Image for Hayez.
15 reviews7 followers
December 19, 2019
Romanzo verghiano che occupa una posizione particolare all'interno della poetica dell'autore siciliano. Precede la stagione verista e, volendo utilizzare le etichette della critica, viene perciò a iscriversi nel novero dei "romanzi mondani", dizione cui è sottesa una certa distinzione assiologica neppure troppo velata. Ma non si può non riconoscere che qui Verga ha dato vita a un personaggio femminile straordinario, di una modernità che difficilmente si rinviene nel resto della sua produzione, e forse in tutta quella dei connazionali coevi, visto lo scandalo che il romanzo destò in Italia al suo apparire. La ballerina Eva infatti è l'unico fra i personaggi ad aver compreso il mutato statuto dell'arte e ad accettarlo senza illusioni nè infingimenti, cosa che invece il suo amante si rifiuta tenacemente di fare, con le conseguenze che le ultime pagine dell'opera tratteggiano con molta cura.
Sicuramente lo stile non è ancora all'apice della maturità e paga certe influenze scapigliate inclini ad un facile pathos (non manca il caso di un personaggio morente che esclama "Io muoio!" decine di volte prima di morire) e soprattutto la descrizione del paesaggio siciliano è ancora impregnata dei toni idilliaci che durante la stagione verista lo stesso Verga si premurerà di smantellare.
Ciò non toglie che sia una lettura assolutamente gradevole.
Profile Image for Alexiel Dubois.
108 reviews11 followers
December 9, 2023
Verga ha creato un dandy!

Enrico Lanti venticinquenne siciliano si trasferisce a Firenze per seguire il suo sogno d’artista, la sua malattia d’arte.
Ci crede al punto da incarnare l’aspetto dell’artista: capello lungo, baffi alla moda.

La sua, una vita tranquilla pregna di quella che è l’atmosfera artistica, poi una sera incontra lei: Eva.

D’apprima non gli piace, ma poi una sera esce con lei, gli basta passare qualche istante, i suoi modi, la sua voce, lo incantano. Enrico è finito, si innamora perdutamente di lei, ma ancora non lo sa.

Le promette che il giorno seguente tornerà a trovarla, ma poi non si muove, si sente malato d’amore, come un morbo che lo affligge eppure non ha ancora provato niente dell’amore. Sì costringe a non andare da lei, ma lei triste lo raggiunge. Trascorrono del tempo insieme e Enrico non può più nulla, ormai è avvinto.

Da qui comincia il turbinio di passioni, la vera malattia d’amore di Enrico che lo spinge verso un sentimento tossico. Un amore tossico che lui non riesce a gestire, troppo insicuro, troppo incapace. Doveva pur immaginare che una ballerina poteva essere soggetta a regali, adulazioni e corteggiamenti, ma lui, nonostante con il pensiero ci arrivi, con il cuore no. La gelosia lo devasta, l’odio lo corrompe.

Questo libro è dolorosamente attuale per certi fatti accaduti.

Enrico è pazzo di gelosia totalmente accecato da questo morbo che lo assale chiede a Eva di abbandonare tutto per lui e di raggiungerlo a casa sua.

Se in un primo momento Eva gli dice di no in un secondo tempo la ritrova a casa con i pochi beni che possiede pronta a iniziare la convivenza con Enrico.
Qui nasce la tragedia sebbene Enrico credesse che vivere con lei potesse riempirlo di gioia, in realtà si trasformerà in tutto il contrario fin quando lei non deciderà di abbandonarlo con un messaggio.

Enrico passerà un bruttissimo periodo fin quando non sarà un amico ricco a rimetterlo in sesto. Questo amico muore e lui rivede Eva insieme al conte Salviati.

Se prima sembrava non provare gelosia ora che la rivede bellissima e non più povera il suo morbo d’amore si riaccende.

Non è un amore puro, un amore agape, è un amore Eros.

Lui vuole possedere il corpo di Eva vuole Eva e non vuole che nessun altro la possieda.

Arriverà a confessare al suo amico amico trovato lì per caso al teatro che vuole sfidare a duello il conte e così accade.

Questo romanzo è un punto importante per Verga perché inizierà la sua carriera prestigiosa che poi darà il via al ciclo dei vinti.
in questo romanzo seppur breve Verga riesce ad assorbire tutta l’ispirazione letteraria di Milano e prendendo spunto dai romanzi dei suoi amici scapigliati.
È un romanzo a intrecci nido d’ape con il doppio narratore dove Verga usa il tu quando confida la storia di Eva tramite Enrico all’amico trovato a teatro. Un espediente narrativo che verga usa sia per la narrazione doppia sia per rivolgersi al lettore stesso.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Chiara CiPi.
59 reviews
August 14, 2022
Dalla finestra vedevo la gente andar lesta certuni avevano la cera sorridente, molti una tranquilla spensieratezza: tutti erano certi di trovare a casa il desinare. Vedevo i camini che fumavano, e, attraverso i vetri delle finestre di faccia alla mia, donne affaccendate e fumo di vivande. Vedevo tutto ciò con una dolorosa lucidità di pensiero, e fermavo il mio pensiero in mezzo a tante domestiche felicità, che vedevo o che indovinavo, con una penosa voluttà, e domandavo a me stesso, con immenso sconforto, se fosse possibile che tutta quella gente felice potesse credere che a venti passi c'era un uomo che moriva di fame.
Profile Image for manuleggecose.
14 reviews
January 17, 2025
Per me è molto difficile mettere cinque stelle solitamente, ma questo breve capolavoro di Verga mi ha fatto capire, sin dall’incipit (spettacolarmente veritiero e terribilmente attuale), che le meritava.
Verga è stato in grado di regalarci un concetto, che dovrebbe essere ribadito ogni giorno nella società retrograda in cui viviamo e che, evolvendosi, non fa altro che peggiorare: “Una donna non è che come vuol essere”.
Scrive di Eva, una donna impudica, femme fatale, che ricorda anche Marina di “Malombra” di Antonio Fogazzaro (proprio per questo, Giovanni Verga ne apprezzò la sua caratterizzazione ai tempi in cui fu stato scritto).
E, allo stesso tempo, abbiamo il nostro Enrico, che sembra rappresentare gli uomini di ieri e di oggi, che scambiano vanità per amore, e successivamente ritengono il loro amore una ragione per cui impossessarsi di una donna, che non è un oggetto, e di conseguenza non può essere posseduta.
In “Eva” abbiamo un tipo di epilogo, forse proprio perché anche Verga ripugnava l’idea di scrivere di un omicidio, dunque scrisse un finale che si discosta gravemente da quello che ci saremmo aspettati.
Ma perché ci aspettiamo un finale così tragico, leggendo tutta questa gelosia nelle parole di Enrico e così tanta voglia di poter essere come si è nelle parole di Eva?
Perché forse, se questo libro dovesse rappresentare la realtà attuale, l’epilogo sarebbe quello del femminicidio.
Ma, anche il verismo di Verga aveva un limite.

La scrittura l’ho amata, e non me lo aspettavo (forse perché la scuola ci presenta certi scrittori come mostri di cui aver paura).
In realtà, credo che “Eva” sia un buon modo per approcciarsi a Verga, poiché la lettura si presenta breve e, sotto un mio punto di vista, scorrevole.

Ho messo cinque stelle perché l’ho trovato impeccabile, non ho nulla di negativo da dire.
spero solo che venga letto da più adolescenti come me.
Profile Image for Guendalina Guarnieri.
42 reviews1 follower
April 28, 2023
Eva è uno dei primi romanzi dell’autore siciliano, motivo per cui il suo stile è ancora distante dal verismo che lo caratterizzerà negli anni a venire. L’opera in questione presenta una trama molto semplice, la quale mira a soddisfare il pubblico borghese, alla costante ricerca di emozioni proibite. Per comprendere al meglio questo libro è infatti importante leggere attentamente la prefazione, un vero e proprio manifesto, in cui lo stesso Verga, rivolgendosi direttamente ai lettori, dichiara la veridicità della narrazione (indipendentemente dal fatto che gli eventi siano avvenuti o meno), continua spiegando che la scelta dell’ambientazione mondana è volta al soddisfacimento dei gusti di un audience altolocato ma ormai involgarito, per poi concludere la parte introduttiva con la definizione di arte come lusso adatto a coloro che non sono interessati a lavorare, ma anche come specchio della società. Dunque, essendo Eva una forma d’arte, altro non è che la traduzione letteraria dei gusti del pubblico. La vicenda principale vede come protagonista il giovane Enrico Lanti, artista brillante, ma divorato dai sentimenti che prova per Eva, ballerina di bell’aspetto e dalla personalità audace ed intraprendente, caratteristiche tipiche di coloro che hanno a che fare con il mondo del teatro. La confidenza a cui il pittore si lascia andare ricalca il modello classico dei carmina di Catullo, in cui ciò che l’uomo prova per la donna è a metà strada tra l’amore e l’odio. Un miscuglio di emozioni e sentimenti che, dopo varie vicissitudini, porterà alla rovina del giovane.
Profile Image for Alessandra Ale.
373 reviews10 followers
July 5, 2023
Romanzo struggente di un giovane perduto in un amore che non riesce a gestire, dapprima perché amanti, poi perché, chiestole di abbandonare la sua vita di attrice teatrale, con tante amicizie maschili, non riesce a gestire la quotidianità spenta. Infine, quando, da lei lasciato, entrambi tornano a vivere, tra agi e frivolezze, la incontra di nuovo e torna pazzo per lei che, ragionevolmemte, dopo l'errore di averci provato, lo rifiuta. Il giovane perso e malato, sfida a duello il suo amante ma si conclude senza alcuna risoluzione. Oltretutto Oltretutto lui è molto malato.
Il romanzo è in forma di racconto dell'amico che raccoglie la testimonianza del giovane pittore e del suo amore folle, nonché gli ultimi suoi momenti di vita.
Verga ci cattura e ci coinvolge facendoci partecipi della disperazione del ragazzo e lasciandoci fortemente scossi.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Sara Fiordelmondo.
19 reviews
July 18, 2020
Eva è una figura femminile singolare che spicca (e affascina) per la modernità dei suoi comportamenti, così come per i suoi discorsi. Donna indipendente e coraggiosa, Eva è consapevole del mondo che la circonda, del contesto storico-sociale in cui vive e del ruolo che ha nella società in quanto donna. Interessante è la figura della ballerina, una perfetta rappresentazione di come l'arte, nel mondo moderno, si trovi quasi costretta a piegarsi ai gusti e alle richieste poco raffinate - e a volte poco dignitose- del grande pubblico.
Profile Image for cle.
2 reviews
May 27, 2025
Loved the psychological introspection and emotional torment. Even though it is more Romantic in tone he starts giving early signs of Realism. The narrative irony, typical of Verga, makes me want to criticise Enrico but also empathise for him. The novel offers a compelling perspective on how men idealize women, projecting their own desires and illusions onto them, often with harmful consequences. It’s kinda of a hidden gem that deserves more attention.
Profile Image for Valentina Pasqualone.
8 reviews1 follower
April 5, 2021
La storia mi ha ricordato molto "La Signora delle Camelie" di Dumas. Molto scorrevole nonostante le numerose descrizioni molto accurate soprattutto dei personaggi.
Profile Image for Dolci Fusa.
495 reviews2 followers
June 16, 2022
Una storia d'amore tormentata, conturbante, con due protagonisti sinceri e onesti nel riconoscere i propri limiti e difetti. Il Verga che mi piace e che avvince.
Profile Image for Veronica.
176 reviews4 followers
August 2, 2022
una follia non si fa due volte, o diventa sciocchezza
10 reviews
July 8, 2024
eva è una regina enrico quando è morto ho festeggiato
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for sara.
6 reviews
March 7, 2025
Ho iniziato questo romanzo senza aver letto la trama, proprio per riservarmi il piacere della “sorpresa”.
La prima metà del libro mi è piaciuta molto, in particolare il primo incontro tra Eva e il protagonista, Enrico. È narrato in maniera poetica e originale.
Dopo, secondo me, si va un po’ a perdere in pensieri che possono risultare pesanti e banali. Enrico riflette per pagine e pagine sempre sulle stesse cose, usando solo parole diverse. Peccato!
È stata comunque una lettura piacevole e scorrevole.
Profile Image for Arlene.
76 reviews
March 5, 2025
“Che v’importa se in questo momento non amo che voi! Mi crederete almeno giacché sono così franca! Sì sarà un capriccio, una pazzia.- Vi amo perché siete ingenuo, perché non siete ricco, perché non siete elegante, perché avete in cuore tutte le follie dell’arte, perché mi guardate con quegli occhi, e anch’io diventi come voi non vi riconosco più!- Ecco perché via amo. Domani forse mi piacerà di più la cravatta di un bel giovane, come a voi piaceranno le mani rosse di una sartina. (…) Oggi mi piacete, vi piaccio, e sono felice di dirvelo, ecco! Domani… chi lo sa il domani? Dunque vedete che se vi parlo con tanta franchezza avete torto di essere geloso”

3,5 ⭐️

Ho trovato questa storia di Verga molto interessante sopratutto per le figure che rappresenta in questo romanzo breve: la ballerina e l’artista.
Enrico e Eva hanno una relazione che possiamo definire in partenza senza possibilità proprio per la differenza con cui essi la vivono.
Questa differenza la possiamo vedere molto bene dalla citazione riportata che mostra come per Eva sia una storia, si che la intriga, ma che vede come un momento in cui prova certi sentimenti e questi sentimenti quando cambieranno la porteranno nelle braccia di qualcun altro(come poi sarà effettivamente).
Questa leggerezza è tipica della figura della ballerina della fine del 1800; le ballerine infatti erano donne che per arricchirsi non avevano altro che usare il loro corpo e la loro bellezza.
Enrico invece è un artista, un sognatore ad occhi aperti che vive in modo molto profondo questa relazione tanto da esserne annientato alla fine.
Enrico è l’emblema dell’artista che non riesce ad arricchirsi poiché oltre che ad essere trasportato dal sentimento, il suo lavoro nell’epoca del positivismo e della fede nella scienza sta perdendo importanza.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Lisa Pitrolo Savà.
Author 1 book10 followers
January 3, 2021
"E vidi quella leggiadra testolina che si affacciava fra le cortine del letto incorniciata dai biondi capelli e dai candidi merletti - saettandomi il delirio del suo sorriso, le ebbrezze dei suoi sguardi e il fascino del suo silenzio."
𝓖𝓲𝓸𝓿𝓪𝓷𝓷𝓲 𝓥𝓮𝓻𝓰𝓪, 𝓔𝓿𝓪

Il mio primo approccio alla prosa di Verga e sono assuefatta dall'uso che fa della mia lingua madre. "Eva" è un romanzo molto breve che ho deciso di leggere per allontanarmi brevemente dalle numerose pagine di "Nanà" di Zola e che ho divorato in pochissimo tempo e sottolineato allo stremo. Non avevo idea, nello sceglierlo, che mi sarei ritrovata di fronte alla figura di un'altra donna di piacere - proprio come Nanà. Leggerli in contemporanea è stato osservare due figure differenti, per quanto uguali. A cambiare radicalmente, infatti, è il punto di vista. Conosciamo Eva attraverso gli occhi di un amante ammalato di gelosia e, pertanto, un narratore inaffidabile: così questa è un attimo prima elevata fino a sedere al fianco di Afrodite, mentre quello successivo è volgare, corrotta e la sola causa di ogni disgrazia del protagonista. Questo fa sì che di lei, per tutto il racconto, non vi sia davvero traccia.
Gli indizi ad indicare l'inaffidabilità del protagonista nel raccontarla sono disseminati da Verga qui e là nel testo dal principio del racconto: Enrico infatti è un artista che fino a quel momento ha amato soltanto la sua arte, incapace di provare lo stesso per ciò che è umano ed imperfetto, ma perfettamente capace di proiettare gigantesche illusioni in coloro che incontra sul suo cammino. Ed è proprio questo ad accadere nel momento in cui scorge Eva danzare in teatro.

"Eva", come "La Signora delle Camelie", è il triste racconto di quanto semplice sia innamorarsi di una donna che vende il proprio amore e dell'impossibilità di avere, insieme ad essa, un comune lieto fine.
Profile Image for Feseven.
101 reviews46 followers
March 21, 2016
Eva, il titolo del libro, è la protagonista di questa breve storia di Verga.
E’ una ballerina molto affascinante e bella di cui si innamora perdutamente Enrico, un pittore squattrinato. Il sentimento viene subito ricambiato ed Eva abbandona la carriera e il lusso per andare a vivere con Enrico. Ma non è tutto oro quello che luccica e le difficoltà e le incomprensioni si riveleranno presto più pesanti e limitanti rispetto all’amore, fino all’inevitabile rottura.
Questa storia viene narrata dallo scrittore in prima persona al quale Enrico confida i fatti come si sono svolti.
Non mi ha entusiasmato molto questo libro anche perché continuo ad avere problemi coi classici o comunque con gli scritti di secoli precedenti al nostro. Ogni libro che leggo di questo genere è una conferma che per me richiedono fatica e sono poco coinvolgenti. C’è da dire anche che la banalità di questa storia non aiuta molto ad apprezzarla.
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