Il cercatore di ricordi. Adalberto Buzzin è ancora in movimento. Lo incontriamo virtualmente aVologda, una cittadina russa a circa cinquecento chilometri a nord di Mosca, con molte storie da raccontare. È proprio di ricordi e nostalgie che parliamo con “Jamal e Komi (i luoghi che mi hanno permesso l’incontro con i nenets) sono ormai distanti, eppure già mi mancano… l’atmosfera era irreale ma vera. La notte (molto lunga, circa diciannove ore), mi ha dato delle sensazioni sapevo dove mi trovavo, ma mi sentivo perso mentre le poche luci giocavano con le ombre come fantasmi. Camminavo in cerca di emozioni. Sono viaggi che si fanno dopo molta esperienza e per cercare l’estremo. Devi spingerti in angoli remoti per vivere un momento indimenticabile. Poi i ricordi non cancellano il tempo, ma lo alimentano con quelle piccole emozioni che ti fanno sentire grande".Discorsi forse un po’ complicati se non li si vive, "ma pensate che noia se fossimo tutti uguali” EDIZIONE CARTACEA CON IMMAGINI E FOTOGRAFIE