What do you think?
Rate this book


Un mondo dove l’unica cosa certa è l’incertezza, dove vale tutto e il contrario di tutto, dove non esiste un prima e un poi e un oggetto può trovarsi nello stesso tempo in posizioni differenti: è il mondo della meccanica quantistica. «Non mi piace, e mi spiace di averci avuto a che fare» disse Erwin Schrödinger, uno degli artefici della prima rivoluzione quantistica, ribellandosi all’idea di un universo governato dai capricci del caso. Spirito scanzonato e irriverente, Terry Rudolph, che di Schrödinger è nipote, trae invece uno speciale piacere dalle bizzarrie di questa affascinante teoria che da ormai un secolo appassiona e divide il mondo della fisica, e vorrebbe condividerlo con il maggior numero possibile di persone, convinto com’è che persino un lettore ignaro di conoscenze matematiche (se si escludono le quattro operazioni) possa essere introdotto ai suoi misteri. Ha scritto così un libro sorprendente dove, evitando scrupolosamente quelle espressioni di gergo specialistico il cui uso improprio è spesso fonte di confusione, utilizza mezzi semplicissimi: palline bianche e nere che entrano ed escono da scatole in luogo di fotoni ed elettroni; simpatiche figure in luogo di pesanti apparati matematici e lunghi ragionamenti; e divertenti, piccole storie che vedono protagonista il lettore stesso. Altro non serve. Al termine della lettura scopriremo di essere stati iniziati, senza accorgercene e in maniera quasi indolore, ai concetti chiave del mondo quantistico: sovrapposizione, separabilità, azioni a distanza, non-località. E la nostra percezione della realtà fisica, ereditata dalla tradizione occidentale degli ultimi due o tre millenni, non sarà più la stessa.
229 pages, Paperback
First published July 30, 2017
Chi ficca il naso elimina il caso
Alla fine non credo di poter sfuggire alla mia fede nel realismo ingenuo e all'idea che esista una materia e abbia proprietà fisiche indipendenti dalle mie preoccupazioni. Sono disposto a considerare la possibilità che tutte le proprietà fisiche che implicitamente considero fondamentali non siano che prodotti dell'evoluzione della percezione umana, e che la loro presunta importanza sia un errore antropocentrico. Quando rifletto sulle correlazioni non locali, mi chiedo talvolta se persino lo spazio e il tempo - proprietà importanti anche per le scimmie quando devono procacciarsi il cibo o accoppiarsi - non siano irrilevanti, per la vera realtà sottostante dell'universo, quanto il gradevole aroma di una banana.