Altopiano della Vigolana … un posto dei più tranquilli, in una provincia, quella di Trento, anch’essa tra le più tranquille d’Italia, dal punto di vista dell’ordine pubblico. Eppure una notte avviene un fatto di sangue mostruoso, degno di un racconto dell’ un uomo viene ucciso facendolo passare attraverso le lame di un cippatore, che lo riducono in pezzi, come dice il carabiniere incaricato dell’indagine, “non più grandi di una saponetta”. Per cercare di individuare i colpevoli collaborano la polizia di Stato e l’Arma dei carabinieri; tra di essi, il capitano Giorgio Moser, esperto in balistica forense e cecchino provetto, e il vicecommissario Chiara Paradisi, entrambi reduci da fallimenti sentimentali. Ma non c’è tempo per pensare a sé stessi, perché gli assassini colpiscono ancora, bruciando viva la seconda vittima. Cosa può aver scatenato una simile furia omicida? Alla fine Giorgio riuscirà a capire che le origini di tutto risalgono ad un evento che, mesi prima, ha sconvolto la geografia stessa del territorio trentino. E mentre Chiara viene ferita, e qualcuno cerca di incastrare lui, si profila una minaccia ancora più grave, dovuta ad una mente ancora più folle. Egli dovrà tornare ad imbracciare un fucile di precisione per scongiurarla, ed affrontare un avversario spietato nello scenario delle Dolomiti, i famosi monti pallidi che sono uno dei simboli di quella terra.
Il libro mi è piaciuto, i personaggi sono ben costruiti e realistici, tuttavia un po' troppo estremizzati, mi viene da dire. Il testo in generale scorre spesso velocemente, mentre in altri momenti si appesantisce con inutili descrizioni più che approfondite o monologhi (interiori e non) superflui o non necessari allo svolgimento della trama. Il finale è un po' troppo smielato per i miei banali gusti, se non per la parentesi esageratamente tragica della funivia. Comunque consigliato a chi vuole un testo di thriller/giallo puramente italiano.
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Molto buona la costruzione e lo sviluppo dell'indagine. Poco realistiche le interazioni tra i due protagonisti: i dialoghi e l'introspezione psicologica risultano un po' superficiali.