"Inciampi" è un libro particolare, costituito da racconti che mescolano emozioni, riflessioni, situazioni paradossali o di assoluta quotidianità, il tutto condito con il pizzico letterario di un Gian Marco Griffi in grande spolvero. E così, tra un sogno in cui il protagonista è un sidecar e l’incontro con un tasso moribondo, tra le paturnie scatenate da un improvviso terremoto e i problemi causati dai cartelli stradali del Monferrato, l’autore riesce a descrivere un mondo strano e bizzarro, ma al contempo più normale di quanto non si pensi. In queste pagine dense e capricciose c’è un po’ di tutto e un po’ di tutti noi, divagando tra alluci valghi, cartoline sdrucite, soldati assonnati, insetti russi da ammazzare, riviste improbabili e poetiche, case abbandonate e case da arredare, per giungere, infine, a un concerto di Umberto Tozzi.
Ciò che rimane impressa dalla lettura di questa raccolta è la sensazione persistente di densità che scaturisce dalla prosa e dalla propensione immaginifica dell’autore. Non sempre questa densità è ben giostrata causando dei momenti di noia qua e là, mentre alcuni racconti brillano di ironia ed ingegno. Per chi ha letto Ferrovie del Messico, è bello trovare i germogli di conoscenze.
Ammetto che ormai sono diventato una "bimba di Gianmarco" perciò la valutazione massima é d'obbligo.
Tante piccole storie che per me possono essere elevate alla decima se ben contestualizzate in un prossimo romanzo. Apprezzo tanto i rimandi a "Digressione" che trovo come piccoli spoiler di quel che sarà l'opera citata in futuro.
L'unica punta amara che mi sento di puntualizzare é il fatto che non ho più nient'altro da leggere di G.G. Ciò che rimane é aspettare chiedendomi di cosa tratterà il prossimo romanzo... Chi lo sa⚫🐺?