Scrivere un proprio pensiero su un libro che racconta una storia vera e soprattutto che tratta di un tema così importante è davvero difficile.
Penso che tutti conoscano la storia di Falcone e della sua lotta contro la mafia che gli è costata la vita.
In questo libro l'autore ci racconta la sua vita da quando era piccolo, e già si schierava dalla parte dei più deboli, fino a quando si trova a combattere contro il mostro.
Una delle cose che ho apprezzato di più è il saper raccontare una storia così dura e straziante dell'autore in modo semplice, chiaro e delicato. E' un libro che si rivolge soprattutto ai più giovani, è infatti raccontata attraverso gli occhi di un ragazzino di dieci anni, quindi è per tutti di facile comprensione ed aiuta a comprendere meglio cosa c'è dietro alla macchina infernale della mafia, il polipo che per decenni ha terrorizzato i cittadini portandoli a diventare sui succubi.
«A forza di pagare, alla fine sembra una cosa normale, giusta, come pagare il canone della televisione. Capisci?»
Il mondo sembra capovolto, non si capisce più dove sia il bene e il male, non c'è più giustizia, il mostro diventa sempre più potente e chi non è dalla sua parte paga con la vita.
«La mafia è un mostro che vive nutrendosi di soldi e sangue.
E' un mondo a pare, invisibile ma presente dappertutto.»
Il padre, come promesso a Giovanni, come regalo per il suo decimo compleanno gli dona la storia di Falcone e quella del suo pupazzo preferito con le zampe bruciate, Bum; lo porta con lui in giro per le strade di Palermo a visitare i luoghi che hanno avuto un significato importante. Questa è una delle tante cose che più mi sono piaciute del romanzo, visitare insieme ai protagonisti quei luoghi, vederli chiaramente davanti ai miei occhi, un lungo viaggio fino ad arrivare all'albero Falcone.
Una storia che fa paura, straziante, che arriva forte, come un pugno nello stomaco, che lacera e fa a pezzi, ma soprattutto che fa riflettere, conoscere e capire cosa hanno dovuto affrontare queste persone per donarci un mondo migliore, diverso, più giusto, e soprattutto la libertà di pensiero e scelta.
Non conoscevo così a fondo la storia di Giovanni e questo romanzo mi ha dato modo di avvicinarmi ad un argomento così fragile e delicato che sicuramente approfondirò con altre letture.
Il messaggio più importante e bello che ha voluto lasciarci Giovanni è quello della speranza, nulla è impossibile se ci si crede davvero ed è solo lottando per le nostre idee che riusciremo a cambiare un mondo malato, che si crede potente, intoccabile.
«Giovanni non voleva lasciare la sua città nelle mani di questa gente. Voleva che un giorno anche a Palermo valesse una legge sola: la legge giusta. Per questo ha speso tutta la sua vita a combattere il mostro.»
A questo si unisce anche il messaggio dell'autore che attraverso il piccolo Giovanni fa capire ai più piccoli che non è mai troppo presto per difendere gli altri e l'indifferenza e la paura sono la scelta più sbagliata.
Leggendo di alcuni avvenimenti non si riesce quasi a credere che la cattiveria dell'uomo sia arrivata fino a questo punto.
Giovanni è stato tante volte ostacolato, denigrato, messo in un angolo perchè era la paura delle conseguenze a decidere.
Lavora duro, rinuncia a tutto per la lotta che da anni porta ormai avanti e quando finalmente ottiene il risultato sperato, arrestando e facendo ottenere una condanna a centinaia di mafiosi la gente continua comunque a giudicarlo, si lamenta, protesta, gli punta il dito contro dicendo che con il suo comportamento sta pensando solo alla carriera e al successo. Sono accuse false ma le voci girano e al posto di essere visto come un eroe si trova tutti contro, anche chi gli era amico. «E' proprio questo che voleva la mafia indebolirlo e isolarlo.» Ma nonostante questo ha continuato a lottare, sempre e comunque.
«Le parole possono ferire più dei proiettili, e se ne possono sparare anche più di seicento al minuto. La lingua non va ricaricata, è anche megliodi un kalashnikov.»
E' arrivato a vivere come un topo, rintanato in un bunker, tutto per lui era troppo pericoloso: andare al cinema, al ristorante...la gente inizia ad avere paura di stargli accanto.
«Prima di Giovanni non c'era tutta questa fiducia in un futuro migliore, c'era rassegnazione.»
Leggetelo, merita davvero tanto.
«L'amore è un mostro invincibile che arriva dappertutto.»