Molto bello anche questo secondo volume, dove vengono trattati i disturbi dello spettro autistico e di quello bipolare. Ovviamente non mancano gli spunti di riflessione: - mai minimizzare il proprio malessere o interrompere le terapie alla prima giornata buona: i disturbi trattati in questo volume non sono malattie da cui si può guarire nel senso tradizionale del termine, ma diventano un qualcosa con cui convivere per il resto della propria vita. Ecco perché diventa di fondamentale importanza per i pazienti comprendere appieno la natura del loro disturbo, senza avere paura di chiedere aiuto, così da poter affrontare la situazione in maniera serena. E, siccome repetita iuvant, disturbo psichiatrico non è automaticamente sinonimo di pazzia. È inutile autosabotarsi per via dei dei preconcetti legati al mondo dei disturbi mentali, non si fa altro che soffrire di più; - qui si parla un po' di incentivi e programmi per l'inserimento nel mondo del lavoro delle cosiddette categorie protette, che in Giappone, ormai da qualche anno, comprendono anche le persone affette da disturbi mentali, in modo da dar loro l'opportunità di rendersi indipendenti e di costruirsi una vita sociale. Posti di lavoro in cui mettere a frutto il proprio talento, nel pieno rispetto delle rispettive criticità.
Il nostro dottore è sempre molto bravo a gestire i pazienti: li approccia sempre in maniera tranquilla e paziente, spiegando tutto in maniera chiara, fornendo loro tutto il supporto necessario. Cosa importantissima, non si permette mai di giudicare, non mette mai a disagio la persona che ha di fronte. È sempre dalla parte dei suoi pazienti. Anche lui deve aver avuto qualche trauma in passato, ma penso che prima o poi verrà spiegato tutto.