Tian Haifeng, l’ispettore capo dell’ufficio di pubblica sicurezza di Nanchino, ha ormai visto così tanti omicidi da non riuscire più a tenerne il conto. Eppure i resti mummificati di una donna, estratti da una torbiera nella regione cinese dello Xinjang, catturano la sua attenzione. Il corpo è irriconoscibile, ma i tratti somatici appartengono indiscutibilmente a una donna di origini occidentali. Poco dopo il corpo viene distrutto da un incendio e con esso scompare ogni prova della sua esistenza. Insospettito da ordini superiori che gli imporrebbero di chiudere in fretta l’indagine, Haifeng decide di occuparsi comunque del caso. Nello Xinjiang, sullo sfondo dei violenti scontri tra i musulmani Uiguri, perseguitati dal regime, e le forze di sicurezza cinesi, Haifeng comprende di aver portato alla luce molto più di una semplice i tratti caucasici della donna attesterebbero la presenza di colonizzatori ben prima dell’arrivo dei cinesi, un vero smacco per la propaganda governativa. Ma quando nuovi scavi portano alla luce mummie dai tratti somatici cinesi, Tian Haifeng capisce di essere coinvolto in un torbido intrigo politico che rischia di cambiare per sempre le sorti della Cina. Tra falsi storici, insabbiamenti e omicidi, la posta in gioco è altissima – forse troppo per un semplice ispettore – ma la verità non può rimanere sepolta ancora a lungo…
Martin Long has been writing fiction for over fifteen years. As a speaker of Mandarin, he regularly explores China in search of themes for his novels.
Moving on from his early work on children's fiction and sci-fi, he now concentrates on Chinese crime fiction, mixing realism with a touch of imagination in his highly-entertaining and informative Tian Haifeng Crime Series.
Recently published: Paris 206, giving a unique vision of Paris through fiction and photographs
3.5 stelle per questo poliziesco ambientato in Cina. Era la prima volta che mi imbattevo in questo scrittore, e devo dire che la trama mi ha molto affascinato, nonostante preferisca i thriller/crime ai polizieschi.
L'ispettore Haifeng deve indagare sul ritrovamento della mummia di una donna, in un torbiera nella regione autonoma dello Xinjang. Da quel momento in poi succederanno vari fatti strani: un incendio distruggerà la mummia, un archeologo verrà cacciato e un giovane studente sarà trovato morto. Sono solo fatti accidentali e scollegati tra loro, oppure ciò che li lega ha a che fare con la politica e con la regione dello Xinjang dove convivono i cinesi han e i turchi Uiguri.
In alcuni momenti della lettura mi sono bloccata per la necessità di cercare fatti realmente accaduti inerenti questa regione, in quanto per comprendere a pieno le varie vicissitudini, è necessaria una conoscenza di base di questi luoghi.
Un po' diverso dai polizieschi occidentali: persone corrotte ai più alti livelli, che non esitano a bloccare le ricerche, anzi, si rischia di essere esautorati e mandati chissà dove. Una frase ricorrente, che ho trovato in qualche altro giallo orientale è: "salvarsi la faccia" Curioso e, mi pare, tipicamente cinese, un'altra cultura.
Romanzo coinvolgente ambientato in una regione poco conosciuta come lo Xinjiang. L'autore ha saputo unirvi la finzione alla realtà. Spero di leggerne altri!