Dipita è cresciuto in rue de Berne, nel cuore del quartiere a luci rosse di Ginevra, accudito da una combriccola di wolowoss, lucciole affettuose e pettegole che gli insegnano come stare al mondo e difendersi da spacciatori, «mariti di professione» e venditori di kebab. Ora che è rinchiuso nel carcere di Champ-Dollon, e ha tempo per riflettere sulla propria vita, il ragazzo decide di ricostruire le tappe del viaggio che ha condotto la sua famiglia da un piccolo villaggio del Camerun alla ricca metropoli a partire dalle disavventure di sua madre Mbila, introdotta a sedici anni nel giro della prostituzione dopo essere sbarcata in Europa in compagnia di trafficanti e ballerine di bikutsi. Un destino, quello di Mbila, propiziato dal fratello Démoney, ex funzionario pubblico che ha investito tutto quello che aveva per far partire la sorella, da lui cresciuta come fosse una figlia, e salvare la famiglia dalla miseria. Ma, soprattutto, Dipita ci racconta la sua storia personale, quella di un giovane immigrato di seconda generazione che a poco a poco prende coscienza della propria omosessualità ed è costretto a fare i conti, in un tumulto di incontri stupefacenti, con una doppia diversità.
Max Lobe is a Swiss-Cameroonian novelist, short story writer, and poet. In 2017, he received the Ahmadou Kourouma Prize for his novel Confidences about the Cameroon war of independence. He currently lives in Geneva where he founded GenevAfrica, an association that builds bridges between Swiss and African authors.
Merci à Justine pour ce super roman genevois. A la fois drôle et touchant, une histoire très puissante. J’ai aussi beaucoup aimé le style haut en couleur qui nous fait réellement entrer dans l’univers du narrateur (parfois même l’impression d’entendre un accent en lisant!). Un coup de coeur!
Libro veramente godibile. Scrittura non particolarmente complessa, probabilmente perché il protagonista del racconto è un diciottenne. Ho apprezzato molto la leggerezza mai superficiale con cui vengono trattati temi di per sé difficili. Veste grafica meravigliosa. In questo la 66th and second non delude mai
Ritratto triste e turpe di una parte della società moderna che noi occidentali spesso facciamo finta di non vedere, quella di una famiglia costretta alla povertà da una politica corrotta da decenni di un paese come il Camerun, che prova ad uscire dalla bidonville affidando la propria sorella alla tratta della prostituzione facendola finire sui marciapiedi della ricca Ginevra, con tutto ciò che ne consegue.
Il Narratore protagonista è il figlio adolescente della giovanissima prostituta, in un alternanza fra ricordi delle vacanze in camerun e la scoperta della propria identità in un contesto del genere. La scrittura è a tratti molto cruda, rozza ma la storia merita di essere narrata.
La veste grafica di questa edizione di 66 con dei disegni tratteggiati in copertina merita una lode.
Scrittura molto acerba, un po' macchinosa. Il libro fatica a catturare l'attenzione. Seconda parte meglio, anche per quel che riguarda la scrittura. Interessante il modo di trattare temi di un certo peso con leggerezza, ma rispetto.
Une façon d’aimer très possessive, comme si l’autre était notre chose (toutes les sortes d’amour: filiale, maternelle, amicale, amoureuse (gay); toujours la même manière d’aimer, malsaine).
Je ne sais si cela, qui transparaît dans l’oeuvre, est volontaire de la part de cet auteur, d’origine camerounaise. Peut-être est-ce le seul type d’amour qu’il a connu et que cela se reflète dans son roman? Toujours est-il que cela fait parti des raisons pour laquelle j’ai trouvé intéressant ce livre.
39 rue de Berne se passe en grande partie à Genève (Suisse), place des Nations. Un auteur et un roman à découvrir!