Winki è come un amico che ti racconta dei suoi viaggi e scrive esattamente con la stessa chiave interpretativa, cosa che lo allontana dalla chiave dei romanzi. Sembra che manchi qualcosa, proprio come accade quando, preso dall'entusiasmo, vuoi parlare di tutto ma finisci per tralasciare comunque alcune parti. Inoltre devo dire che ci sono parecchi refusi. Eppure, sebbene avrei visto lo stile di Winki più appropriato per un blog, non posso dire che non mi sia piaciuto. È stato emozionante e ho apprezzato particolarmente il discorso sull'In Lak'Ech - con cui avevo già familiarità - e i capitoli "Arrivederci Re Ismaele" e "Home Sweet Home", rispettivamente per il rapporto puro e autentico con Ismaele e per la descrizione del momento in cui il protagonista si addormenta e ripercorre con profonda emozione i simboli del viaggio appena concluso. Adesso andrò ad ascoltare la Travel Soundtrack per concludere l'esperienza. La musica associata alla narrazione va sempre a colpo sicuro con me.