Kip è single e lavora a Wall Street, guadagnando parecchio.
Thaddeus, invece, ha moglie e figli, ma è disoccupato da anni e non è più in grado di mantenere la propria casa, l’enorme villa a cui è affezionatissimo.
Quando Thaddeus chiede aiuto economico all’amico, il legame che li unisce inizia a cambiare. Per Kip, infatti, diventa sempre più difficile nascondere la sua omosessualità e il fatto di essere segretamente innamorato di Thaddeus da sempre.
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“Un oceano senza sponde” affronta diverse tematiche.
👉🏻 Quella centrale riguarda la difficoltà di dichiarare il proprio amore a un’altra persona. Kip vorrebbe confessare all’amico i propri sentimenti, ma, per paura di un rifiuto o di perdere l’amicizia con Thaddeus, non fa che rimandare il momento. In questo modo si condanna a una vita di grande sofferenza, una vita fatta di attese e false speranze.
👉🏻 Collegato a questo tema c’è quello dell’omosessualità e della difficoltà di parlarne pubblicamente - problema molto diffuso all’epoca in cui è ambientata la storia, a fine anni ‘90. Kip non teme solo il giudizio dell’amico, ma quello di quasi tutte le persone che lo circondano e, pertanto, indossa sempre una maschera: si fa vedere in compagnia di donne, mente a conoscenti e genitori e vive nella costante paura di essere scoperto.
👉🏻 Molto importante, poi, è il tema dell’idealismo e dell’incapacità di rinunciare ai propri sogni quando è palese che non si realizzeranno mai. Thaddeus è convinto di poter sfondare come sceneggiatore e si rifiuta di vedere l’evidenza: che le sue bozze non piacciono a nessuno. Nemmeno il rischio di perdere la sua casa - l’immensa dimora in cui vive trincerato da anni e alla quale è estremamente affezionato - lo spinge a cercarsi un altro lavoro. Thaddeus è, di fatto, un Gatsby moderno: un eterno sognatore, desideroso di riscatto e incapace di fare i conti con la realtà.
👉🏻 Infine, c’è il tema del denaro. Thaddeus non ne ha ed è infelice, Kip invece ne ha fin troppo, ma è ugualmente infelice.
Quando Kip decide di aiutare Thaddeus, la situazione dovrebbe migliorare per entrambi: Thaddeus avrebbe i soldi per tirare avanti e Kip la gioia di aver salvato l’amico. E, invece, la situazione peggiora ulteriormente. Questo apre le porte a tante riflessioni. La prima, quella più scontata, è su come il denaro possa modificare la natura dell’uomo e rovinare i legami con altre persone.
Aggiungo che la scrittura di Scott Spencer mi è piaciuta tantissimo, così come ho apprezzato i numerosi riferimenti letterari che si trovano lungo tutto il romanzo.
Leggerò altro di suo? Sicuramente!
COMMENTO PIÙ APPROFONDITO
Kip e Thaddeus ci appaiono, all’inizio, due personaggi quasi agli antipodi.
Il primo, pur essendo molto intellettuale, ha scelto un lavoro a Wall Street, un lavoro che ruota tutto attorno al denaro. Ha continuato a leggere, a frequentare teatri e mostre, ma l’ha fatto nel tempo libero, concependo la cultura come un qualcosa di “extra”, che va oltre il lavoro - che per lui serve unicamente a garantire stabilità. Kip, quindi, è stato capace di superare i sogni e gli ideali che si hanno in gioventù, comprendendo l’importanza di altri aspetti, più pratici.
Quello che a Kip manca, invece, è una vita sentimentale. L’amore - segreto - che prova per Thaddeus, oltre a logorarlo, gli impedisce di crescere, di crearsi una relazione stabile. Ci sono situazioni, nel romanzo, in cui Kip si trova a contatto con altre coppie gay e le invidia, rendendosi conto di quanto siano felici e spensierate mentre lui è, di fatto, come “congelato”, nell’attesa del “momento giusto”, il momento in cui riuscirà a rivelare tutto all’amico. E, nell’attesa, si rifugia in avventure di una notte, spesso con prostituti e con la costante paura di essere scoperto.
Thaddeus ci appare, inizialmente, come l’esatto opposto.
Da un punto di vista sentimentale sembra soddisfatto: ha una moglie che adora, due figli, tanti animali e una casa immensa di cui va fiero (ovviamente questo è quello che appare da fuori, la realtà è ben diversa).
Dal punto di vista lavorativo, invece, è un completo fallimento. Dopo aver tentato, da giovane, di intraprendere la carriera di sceneggiatore, ha ottenuto sempre meno incarichi, fino a diventare disoccupato. Molti, al suo posto, avrebbero cercato di reagire, di trovare un altro tipo di lavoro, uno qualsiasi pur di guadagnare i soldi per tirare avanti.
Ma lui no.
Lui persevera nel suo sogno, convincendosi che, prima o poi, qualcuno accetterà le sue proposte e lui diventerà famoso. Il problema di Thaddeus non è la mancanza di voglia di lavorare - lui lavora forsennatamente a scrivere sceneggiature -, ma l’incapacità di conciliare sogno e realtà. Vive trincerato nella sua villa, che gli ricorda quelle di tanti romanzi che ha amato (in primis “Il grande Gatsby”) e non capisce che la vita non va sempre come si desidera. Ovviamente il richiamo al Grande Gatsby non è solo nella villa, ma in tutte le varie sfaccettature di Thaddeus. Lui è, di fatto, un Gatsby moderno: la sua Daisy è la carriera di sceneggiatore.
È molto importante notare che entrambi i protagonisti, all’inizio del romanzo, sono “bloccati”.
Kip è bloccato sentimentalmente e pertanto si rifugia sempre di più nel lavoro, mentre Thaddeus è bloccato professionalmente e si chiude sempre di più nella sua villa fuori dal mondo.
Cosa permette di sbloccare una situazione in stallo da anni?
I soldi.
Quando Thaddeus si rende conto di non essere più in grado di mantenere la sua amata villa, chiama Kip, chiedendogli aiuto. E Kip non può certo rifiutare.
Entra quindi in gioco il tema del denaro - tema che verrà ripreso continuamente nel romanzo (non a caso, Kip è un intellettuale che ha scelto un lavoro basato unicamente sui soldi e questo lo spinge a fare tante riflessioni interessanti sul loro significato).
Questo passaggio di denaro da Kip a Thaddeus interrompe l’immobilità che durava da anni e consente due tipi di cambiamenti: l’evoluzione di dei personaggi e l’evoluzione del rapporto che li unisce.
Entrambi i cambiamenti sono molto complessi, in quanto hanno sia risvolti negativi che positivi. Da un lato, il denaro permette di avvicinare ancora di più i due amici e, ipoteticamente, di trasformare l’amicizia in amore, come desidererebbe Kip. Dall’altro, però, i soldi, o meglio il bisogno di soldi, fanno venire fuori quella che è la vera natura dell’uomo e quelle che sono realmente le sue priorità.
Qui ci sarebbero tante riflessioni da fare, ma per evitare spoiler mi limito a dire che sia Kip che Thaddeus riusciranno a trovare la strada che avevano smarrito - chi nel bene e chi nel male, chi con maggiore consapevolezza di sé stesso e chi con meno.
“Un oceano senza sponde” non è quindi solo la storia di un amore segreto e logorante, così come non è solo la storia di una persona gay incapace di ammettere la propria omosessualità: è anche una storia di formazione molto profonda e ricca di riflessioni.