Sei stressato? Troppi impegni, compiti, doveri? Tutti ti dicono fai questo, fai quello? Non sai più chi sei? Fermati! Hai bisogno di una vacanza speciale. Nell'isola del tempo perso. Notizie utili sull' posizione sconosciuta; bambini liberi come l'aria, adulti svagati, cannibali; fauna e porcospini derelitti, galline e cavalli smarriti. Piante i cui semi vengono trascinati via dal vento. Inspiegabile presenza di mirtilli; caratteristiche un vulcano attivo, fumarole mefitiche, una palude bianca. Strane nuvole colorate; risorse tutto ciò che viene eruttato dal vulcano. Vale a dire ciò che noi perdiamo sulla Terra; perfetto. Tramonti lunghissimi; indicazione per l' basta perdersi, il resto del viaggio viene da sé. Età di da 9 anni.
This book is so sweet... And the funny thing is that when I was little I also used to think that when I lost something it would stay in a place until I find it. I loved this book...
Probabilmente il mio libro preferito per ragazzi. Crea un mondo sognante e surreale, ma che è uno specchio perfetto del nostro, personaggi a tutto tondo, a cui è facile affezionarsi e difficile dimenticare, per niente scontati, molto sfaccettati. Le trovate fantasiose con cui è descritta l'Isola, lo rendono affascinante per ragazzi e per adulti, è impossibile non rimanerne incantati. La trama è coinvolgente e per niente scontata, anche il colpo di scena finale riesce a coglierci veramente di sorpresa. La scrittura è semplice e asciutta, scorrevole, ma in grado di cogliere gli aspetti fondamentali di ogni situazione, luogo e personaggio.
Tra i miei libri preferiti di sempre. Di certo a prima vista non sembra un grande capolavoro, è infatti scritto molto semplicemente, ma nel suo piccolo questo libro fa veramente sognare!!si crea un illusione perfetta, tanto che non si riesce più a distinguere la realtà dalla fantasia! A mio parere è un libro per tutte le età...a patto che si sia ancora disposti a sognare!
Letto con il GDL dedicato ai libri per ragazzi, che seguo con molto piacere.
La storia mi è piaciuta, anche se non l’ho trovata troppo originale. L’autrice ci racconta l’avventura di due ragazzine che si trovano catapultate su un’isola, dove finiscono tutte le cose e le persone che si perdono. Mi ha molto ricordato un libro che ho letto recentemente, forse per questo non l’ho apprezzato a pieno. Mi ha dato un po’ l’idea di un mix di storie per bambini già sentite, come ad esempio Il signore delle mosche.
In generale comunque mi è piaciuta l’idea e il messaggio che l’autrice ha voluto trasmettere. Infatti, tramite i bambini protagonisti e le loro parole l’autrice ci trasmette un messaggio importante: a volte dobbiamo accettare il fatto che non vogliamo fare nulla, che non abbiamo voglia di lavorare, e goderci il momento di ozio.
Non sono però rimasta colpita ne dalle protagoniste ne dallo stile dell’autrice, per questo la mia votazione.
Questo volumetto al quale non avrei dato un soldo e che mi era stato regalato da mia cugina Giulia (quasi per carità, perché immaginavo che se se ne voleva sbarazzare le doveva aver fatto davvero schifo) si è rivelato un gioiellino!!! È' certamente il migliore tra i libri della Gandolfi, però anche gli altri sono davvero davvero belli! Dopo aver letto questo me li sono voluti prendere tutti
Io AMO questo libro! E' il mio preferito da quando l'ho letto la prima volta :) E dopo averlo finito sono subito andata sulla pagina wiki (parecchio fornita eh -.-') di Silvana Gandolfi e leggermi la biografia... indovinate perché! :P
Uma das melhores histórias desta colecção da estrela do mar. Não só para um público mais jovem, mas qualquer adultx que deseje lembrar-se de como é ser criança e como bem aproveitar o seu tempo. O que fazemos na vida e o que é prioritário. De facto, um livro a recomendar a todxs e quem sabe se não o repito, daqui a uns anos, o que é raro fazer, só mesmo em livros verdadeiramente especiais.
I didn't like this book. I mean, the story is original, but it's too childish for me. It sends a good message, that we need to spend more time relaxing and doing nothing and avoid stress, but the story is so unrealistic!
Als Kind hat dieses Buch einen so nachhaltigen Eindruck bei mir hinterlassen inmitten der wirklich Unmengen an Kinderbüchern, die ich verschlungen habe, dass es mir Jahrzehnte später (vor 2 Wochen) wieder total deutlich in den Sinn kam und ich erst Mal Variationen von "Kinder auf verlorener Insel" googlen musste, um den Titel wiederzufinden und es dann gebraucht kaufen zu können. Die Prämisse einer Insel von verlorenen Gegenständen finde ich nach wie vor großartig, wobei es dann direkt problematisch wird wenn gesagt wird jedes "Gebiet" (wüsste zu gern welches italienische Wort hier im Original steht) besäße seine eigene Insel damit die Leute sich dann verstehen können. Sind das (politische) Länder? Sprachgebiete?? Naja, Kinderbuch und so. Meine beiden Erinnerungen an das Buch waren einerseits wie cool es ist, dass die auf der Insel gestrandeten Kinder dann das verlorene Zeug sammeln und sich coole Hütten bauen, und anderseits wie krass gruselig ich das Konzept des weißen Sumpfes und der Kannibalen fand. Und tatsächlich geht's mir als Erwachsene immer noch so, wobei es bei den Kannibalen jetzt mehr so ein ungläubiges "das ist einfach in diesem Kinderbuch??" ist. Aber das Konzept, dass Leute von "schwarzer Zeit" zu Verrückten werden und sich dann selbst langsam Stück für Stück aufessen, könnte so komplett in einem Horrorbuch sein. Ist aber hier nur eine Möglichkeit, ein bisschen Konflikt in die Handlung zu bringen und dramatisch auf einem Pferd zu reiten. Insgesamt fallen mir jetzt beim Lesen schon auch starke Schwächen des Buches auf. Es ist insgesamt sehr kurz, wodurch viele Sachen nur so halb ausgearbeitet werden. Dann gibt es eine ganze Rahmenhandlung um die fiktive Autorin, die dieses Buch schreibt und zwischendrin in Briefen ihre eigene Handlung analysiert. Als Kind fand ich das schlichtweg langweilig, als Erwachsene ziemlich bizarr warum man so viel Metaebene in seinem Kinderbuch wollen würde. Insgesamt ist es aber doch ein Buch, was mich auch geprägt hat, und ich bin froh dass ich es nochmal lesen konnte (würde es jetzt aber nicht unbedingt aufbewahren um es Mal meinen eigenen Kindern vorzulesen).
Insomma, immaginate di perdervi mentre camminate per strada, mentre siete in macchina, mentre andate a scuola e fate una scorciatoia, mentre andate nel nuovo posto di lavoro. O magari semplicemente siete nella vostra stanza, e vi perdete nei vostri pensieri, mentre bevete una tazza di tè o di cioccolata. Beh, rischiereste seriamente di risvegliarvi sull'isola del tempo perso, risputati da un vulcano. E incontrereste un sacco di bambini, e qualche adulto, liberi come l'aria, che raccolgono tutto quello che la sabbia nasconde agli occhi e che le persone hanno perso.
Succede ad Arianna e Giulia, mentre si trovavano con i compagni di scuola in visita in una miniera, ma per via di un pipistrello perduto le due amiche si ritrovano magicamente altrove... Sull'isola, appunto. E conoscono così Daniele e Bruno, il professore, il plancton del vulcano, la palude e i cannibali. Ma soprattutto vedranno la luna orizzontale, avranno un sacco di tempo a disposizione per capire dove si trovano.
" mi rispose il fisico con tono scherzoso. ".
Un libro veramente splendido questo, illustrato da Giulia Orecchia e che, molto probabilmente, finirà tra le mie letture preferite dell'anno.
Quello che mi aspettavo da questo libro e di cui avevo bisogno in questo momento era una storia allegra e spensierata. Invece mi sono trovata davanti una vicenda lenta e noiosa in modo quasi esasperante, in cui non si riesce ad affezionarsi ai personaggi (ancora una volta, noiosi e finti, troppo costruiti) né si ha la curiosità di proseguire nella lettura dato che di base non succede niente. Ma il peggio è tutto l'apparato allegorico e metaforico su cui si basa il funzionamento dell'isola del tempo perso, pagine di spiegazioni senza azione e divertimento. Se l'ho trovato pesante io non voglio immaginare dei bambini. Nemmeno l'idea di base è originale, dato che è ripresa dall'Orlando Furioso. E poi perché tutti i bambini vogliono restare sull'isola dato che lì non succede niente? Non capisco. Ok il piacere di non dover sottostare alle regole degli adulti e non dover andare a scuola, ma dopo un po' che noia! Poi non litigano nemmeno tra di loro, sono tutti bambini pacifici (e noiosi), uff. Non commento poi la scena dei cannibali (gli unici "antagonisti" della storia) che hanno la stessa utilità degli spaventapasseri. Insomma, non mi ha convinto.
Giulia e Arianna si perdono durante una gita scolastica all’interno di una miniera e giungono inaspettatamente sull’isola del tempo perso, nella quale arrivano persone, cose, animali e sentimenti che vengono persi sulla Terra. In quel luogo sconosciuto e inizialmente spaventoso fanno amicizia con il gruppo dei bambini, andranno alla scoperta delle varie zone abitate fino a conoscere anche la palude in cui vivono i cannibali. Un grave pericolo però incombe sull’isola e i bambini cercheranno di capire come poterla salvare in quanto sulla Terra le persone non vogliono più oziano , il tempo libero, “perso” sembra diminuire ogni giorno di più. Un romanzo particolare, che desidera insegnare ai ragazzini che l’ozio non è il padre dei vizi, ma è del tempo per se stessi, per rilassarsi, pensare ecc.. La narrazione è piuttosto scorrevole, ma alcune riflessioni poste dalle protagoniste non sono di così facile comprensione per un bambino di dieci anni, paiono fatte da adolescenti con una certa maturità, quindi il racconto diventa a tratti noioso ed è difficoltoso entrare in empatia con i personaggi. In conclusione, quest’anno abbiamo letto libri più coinvolgenti sull’importanza del tempo.
Che cos'è l'isola del tempo perso? Il luogo in cui l'ozio è la regola e non significa non fare nulla ma impegnarsi nel fare quelle piccole cose che non producono altro che spensieratezza e gioia e curiosità, quelle attività tipiche dei bambini. Ecco perché nell'isola i bambini perduti si trovano tanto bene. Il romanzo ha un'ambientazione bellissima e poetica e questa è la sua vera forza. La missione dell'ozio, poi, dà alle vicende di Giulia e Arianna un significato profondo. Tutto diventa ancora più magico e desiderabile, come un'isola che non c'è in cui ognuno di noi può tornare se solo per un momento smette di pensare e preoccuparsi.
andando avanti negli anni i ricordi della mia infanzia sembrano via via più sfumati, ma questo libro sarà sempre un tratto di pennarello indelebile nella mia memoria scrivendo questa review perché vorrei rileggerlo ora durante i miei anni numero 25, magari ritrovo quello che ho perso ritornando nell’isola e questa volta mi terrò a debita distanza dai cannibali
i pianti inconsolabili per questa storia d’amore che ho respirato sullo strapiombo delle cose perdute, come se leggendo e rileggendo quelle parole potessi trovare un’ancora di realtà, veramente un segno indelebile della mia infanzia❤️🩹