Moto Hagio (萩尾望都 Hagio Moto) is a manga artist born in Ōmuta, Fukuoka Prefecture, Japan, though she currently lives in Saitama Prefecture. She is considered a "founding mother" of modern shōjo manga, and a member of the Year 24 Group (24-Gumi). She helped pioneer modern shōjo manga, modern science fiction manga, and BL manga. In addition to being an "industry pioneer", her body of work "shows a maturity, depth and personal vision found only in the finest of creative artists". She has been described as "the most beloved shōjo manga artist of all time."
Moto Hagio made her professional debut in 1969 at the age of 20 with her short story Lulu to Mimi on Kodansha's magazine Nakayoshi. Later she produced a series of short stories for various magazines for Shogakukan. Two years after her debut, she published Juichigatsu no Gimunajiumu (The November Gymnasium), a short story which dealt openly with love between two boys at a boarding school. The story was part of a larger movement by female manga artists at the time which pioneered a genre of girls' comics about love between young men. In 1974, Hagio developed this story into the longer Toma no shinzo (The Heart of Thomas). She was awarded the Shogakukan Manga Award in 1976 for her science fiction classic Juichinin iru! (They Were Eleven) and her epic tale Poe no ichizoku (The Poe Family).
Quando Jeremy piange davanti alla psicoterapeuta e lei inizia a piangere con lui, ho sentito un grande dolore e sono scese le lacrime anche a me. La costruzione di quella scena è magistrale. Nessuno sa raccontare il dolore come fa Moto Hagio.
Sapevamo tutti che sarebbe successo. Ancora quando quel mostro di Greg era vivo e vegeto, c'è sempre stato un filo invisibile a legare Ian e Jeremy. Un filo che entrambi hanno tirato a più riprese, chi forte e chi piano, facendolo diventare sempre più teso. Costringendosi ad avvicinarsi l'uno all'altro, man mano che la tensione aumentava.
Lo abbiamo intravisto fin dall'inizio. Una serie di piccole azioni che alludevano a un desiderio di vicinanza che sfociava oltre il legame famigliare acquisito col matrimonio dei rispettivi genitori. Negato, mascherato, soppresso. Quel filo lo hanno spezzato nel momento in cui i loro corpi si sono toccati e legati sul serio.
Le loro azioni aprono a due possibili strade, entrambe dolorose. Noi lettori adesso cosa faremo? Vogliamo girarci anche noi dall'altra parte come hanno fatto tutti? Come continuano a fare tutti a parte Ian? Io terrò gli occhi ben aperti fino alla fine, qualsiasi sia il loro epilogo.
Ian ha finalmente trovato Jeremy, il quale dopo essere scappato di casa è caduto nell’incubo di droga e prostituzione. A peggiorare ulteriormente la situazione ci sono i sensi di colpa che lo portano a continuare a vedere lo spettro di Greg che torna regolarmente a tormentarlo, anche dopo che Ian riesce a convincerlo a tornare in Inghilterra. Di nuovo, come sempre, chi potrebbe adoperarsi per aiutarlo a migliorare la sua situazione sceglie di eclissarsi e sparire (in questo caso, di nuovo Natasha che continua a dimostrarsi vigliacca ed egoista). Ian, che finalmente ha scoperto le nefandezze del padre, sembra essere l’unico a voler fare qualcosa, soprattutto per senso di colpa, ma ora è Jeremy ad opporre uno strenuo rifiuto, convinto ormai come è di essere irrecuperabile. In tutto ciò si incastrano una serie di altri personaggi disfunzionali (la sorella di Nadia e suo cugino, un ex compagno di scuola tossico) e un improvviso plot twist nel rapporto tra Ian e Jeremy che complicano ulteriormente la situazione. Il tenore del racconto è sempre piuttosto teso, a tratti alquanto opprimente anche se, rispetto ai volumi precedenti, la narrazione si è fatta un po’ più macchinosa. Resta comunque un’opera di assoluto valore da parte di una delle più importanti firme del manga.