"La paura del buio è il terrore di sentirsi soli, smarriti nel mare di questa vita che onde burrascose rendono pericoloso. È perdere la cognizione del tempo, dello spazio, la consapevolezza di essere se stessi. Il buio è il caos, il vuoto, il niente assoluto", scrive Romano Battaglia, ed è proprio di questo terrore che è pervasa l'anima di Maria, una donna che, superati i due terzi del cammino della sua vita, si ritrova a dover affrontare i fantasmi del passato. Un viaggio in treno si trasforma inevitabilmente nel tuffo negli abissi di un cuore martoriato da incubi e momenti di terribile violenza, che hanno reso la donna un involucro pronto a esplodere. Dal momento stesso in cui Maria prende il treno, la sua mente viene travolta dai ricordi, che scrupolosamente avvia a trascrivere su un diario nel tentativo di liberarsi per sempre dell'insopportabile peso che grava sulla sua anima in pena. Una carrellata di immagini e flashback le scorre nella mente alla velocità dei suoi anni trascorsi, e porterà Maria, alla fine del viaggio, a chiudere gli occhi e a rassegnarsi al buio. Riuscirà, dopo aver letto dal principio le pagine del suo diario, a ritrovare se stessa?
Sono sempre stata appassionata, fin da quando non ero che una buffa bambina dai riccioli d'oro e dalle guance paffute, alla narrazione, e mi ha sempre colpito, soprattutto da lettrice, l'impatto e l'influenza che essa ha sulle persone e sulle decisioni che prendono nella vita. Sarà forse anche per questo che mi piace coinvolgere gli altri nei miei nuovi progetti e amo molto tuffarmi a capofitto nella ricerca, quella che mi porterà alla produzione di storie di cui valga la pena scrivere (a mio modesto parere). Sono un'autrice curiosa e attiva, spesso mi capita anche di risvegliarmi dal sonno notturno con un'idea nuova da mettere subito nero su bianco, da imprimere immediatamente sulla carta, perché non mi sfugga. Scrivere è un'arte difficile, che si affina col tempo e con l'esperienza, è un'arte che ti permette di vivere mille vite, in mille volti e molti mondi, e spero che la mia vena non mi abbandoni mai!