La vita. Nascere e crescere. Andare male a scuola, occupare la scuola, fare fuga da scuola per andare al parco. Andare al parco e farsi una canna sotto il sole. Avere le allucinazioni. Pensare a mille cose, non pensare proprio a nulla. Domandarsi che cos’è il nulla? Che forma ha, che odore fa il nulla? Pensare a quanto è bello il sesso, dentro una macchina, dietro un’aiuola. La sera starsene a casa sul letto a sognare. Le stelle, gli abissi, i buchi neri. Nella mente. I Radiohead. Nello stereo. I System of a Down. Sulla maglietta. E poi d’estate al mare. La spiaggia, gli ombrelloni, le ragazze. La vita. Nascere e crescere, e poi… E poi si va a lavoro. L’ufficio, il capo, la scrivania. Giacca e cravatta. Buongiorno e buonasera. Perdere il lavoro, trovarne un altro. Perdere l’altro, cercarne uno nuovo. Vivere per lavorare. Lavorare per vivere. Era meglio fare l’università. Fare l’università e capire che non è servita a nulla. Lo stipendio, poco o niente. Andare a ballare per non pensare al mondo. Il mondo fa schifo ma la vita è bella. Anche quella ragazza è bella. Il suo corpo, bello. La sua voce, bella. Sposarla, farci i figli, forse un giorno divorziare. L’amore. Che cos’è l’amore? L’amore non esiste, non è niente, è tutto. Ma che significa tutto? Com’è fatto il tutto? La vita. Nascere e crescere, e poi… Sesso, droga e lavorare è l’autobiografia del nostro tempo, un romanzo di formazione scritto dal gruppo che più ha saputo dare voce alle speranze e alle delusioni di un’intera generazione. Un libro che racconta chi siamo stati, chi siamo e chi forse saremo, e in cui i protagonisti, alla fine, siamo proprio noi.
Lo stato sociale è una band di Bologna. Con i due album Turisti della democrazia (2012) e L’Italia peggiore (2014) hanno ottenuto un grande successo di pubblico, con dischi in classifica, tour di concerti sold-out e un seguito in vertiginosa crescita. "Il movimento è fermo" è il loro primo romanzo.
Una bella storia, ma niente di più. Purtroppo secondo me manca di struttura. I temi che affronta sono molto interessanti: l'invecchiare, l'essere giovani, la vita famigliare, il crearsi una famiglia, lavorare e studiare insieme, decidere cosa fare nella vita, il guadagnarsi da vivere... c'era tanta roba di cui scrivere, ma l'impressione che ho avuto è che chi ha scritto si sia procurato un po' di collante e abbia messo tutto insieme con un po' troppo disordine. Il risultato è secondo me un mapazzone (si dice così a Bologna), un polpettone gigante in cui si riconosce qualche ingrediente ma che sostanzialmente è insipido. Peccato, mi sarebbe piaciuto fosse stato scritto meglio!
La vita di Arturo dall’adolescenza, passando per il lavoro fatto di grandi successi e poi fallimenti, un amore forte che si sgretola col tempo e un figlio. Un ritratto della generazione attuale con alcuni spunti di riflessione ma senza grande profondità
Un bel libro, una interessante e fedele fotografia dell'oggi e di quello che potrà facilmente essere il domani. Una lettura intrigante, anche ironica e con tanti spunti di riflessione
Bel libretto per essere un'opera prima e un'opera corale.
Bella soprattutto la prima parte che ha l'aria di essere un'autobiografia in cui vengono condensati sul protagonista le esperienze dei vari autori. I comportamenti e il modo di pensare dei teen-agers sono molto ben descritti, con una buona dose di autoironia da parte del protagonista.
La seconda parte, che si svolge nel futuro e precisamente nel 2032 è meno riuscita della prima. Si è voluto introdurre una "storia", anche se piuttosto debole e già vista. Una intelligenza artificiale potrebbe risolvere il problema della disoccupazione se l'umanità si affidasse ad essa per qualsiasi decisione. Anche il finale non è azzeccatissimo; ma l'impressione generale è comunque stata quella di una lettura piacevole e interessante.
Attendo Lo stato sociale ad un'altra prova, e anche se hanno tutti almeno 30 anni, sicuramente matureranno ulteriormente.
Un libro inaspettato, intrigante, semplice e intelligente. Dalle sgangherate penne de Lo Stato Sociale per il Saggiatore https://www.voxreading.it/2020/05/11/...
Avevo aspettative altissime e sono un po' rimasta delusa. Ho trovato la storia un po'troppo lenta in alcuni momenti ma sicuramente non si smette mai di ridere e di certo non è qualcosa di pesante.
Uno scorcio molto realistico sulla vita moderna, le preoccupazioni, i fallimenti, le illusioni e le piccole gioie, che van pur ricercate in un presente che consapevolmente si sa esser fatto di ingiustizie e precarietà. Quello della precarietà è proprio il sentimento che mi lascia il racconto, e insieme la speranza, sebbene un po' disillusa, di poterci star sopra, in un costante fragile equilibrio, come un surfista sull'onda. É questa la vita.