«Ti penso di giorno e ti sogno di notte, e ti aspetto nel mio personale eremo per vivere la nostra seconda, si spera lunga, giovinezza. Fai in fretta che c’abbiamo entrambi novant’anni. Tu di più!»
La vecchiaia non è certificata – solo e sempre – dall’età. È per questo che la Secca, la Marescialla, Peppino lo Sciancato e gli altri pensano e agiscono come se avessero ancora mezza vita davanti. E così, tra un morto, una busta sigillata, un mezzo incendio e femori rotti, ci trascinano nel loro mondo affacciato su un lago. Un romanzo, questo, che è un inno alla speranza di un’altra giornata di sole, anche quando il tempo è ormai agli sgoccioli. Un romanzo che fa venire voglia di invecchiare come loro: i vecchietti di Villa Vistamare. Perché il mare, a volte, basta immaginarlo per vederlo davvero.
Patrizia Fortunati nasce nel secolo scorso nella città di San Valentino. Fondamentali per la sua formazione sono i nonni materni, appassionati di fritto e petrangola, grazie ai quali sviluppa una sana passione per la quarta età. E così, in attesa di godersi una lunga e arzilla vecchiaia con vista sul mare, si diletta a scrivere.
Una storia raccontata in un linguaggio semplice ma preciso e allo stesso tempo divertente ed esilarante. Un libro che ci fa capire che la vita continua anche dopo la pensione e che le sfide si possono accettare in qualsiasi momento, ma che soprattutto ci mostra che vale la pena vivere ogni giorno al meglio delle nostre possibilità. La felicità non è una sensazione effimera, ma può essere coltivata e addirittura prolungata: non si smette di mettersi in gioco perché si invecchia, ma si invecchia perché si smette di mettersi in gioco.
I really enjoyed this story! (Sorry for leaving my review in English, but it would take too long to write in Italian, and any grammatical errors would only detract from my message.)
This book was funny, heartwarming, and a pleasure to read! The pacing is fast, propelled by frequent, short chapters (50 in all, mostly 2-4 pages in length) and chock-full of witty, realistic dialogue and action with just the right amount (not excessive) description and flowery language.
In fact, this book is anything but pretentious literature—although quite well-written, it's modern, direct, clear, and funny, but not without a message and a philosophy.
(No spoilers.)
Others have already described the plot: set in the "present" (which feels to me like around 2000-2010), a group of residents of a "retirement home" a senior living center, if you will, in an unspecified part of Italy (we know it's on a lake though), have some interesting and amusing adventures. A couple of the chapters are backstory of one of the women's past, when she had the one romantic fling of her life, but the majority of the story moves forward following the death of an (elderly, naturally) resident and the unlikely events his death precipitates. Things get a bit wild towards the end!
So many wonderful characters! I would recommend, however, making notes as you begin to read, with the characters' names and their nicknames and a sentence or two about them to help you keep everyone straight because there really is a rather large cast here! (But the author does an admirable job of repeating core attributes to help the reader along.)
I loved the sly, sardonic sense of humor (including the defecating parrot), and will definitely read this again down the road. With its light tone and short chapters, it's perfect for taking along to read on the bus/train, or during those stray moments during the day (when most people now tend to check their phones). Really, people, reading a good book is a far better use of your time than checking your phone umpteen times every hour!
It is a rather short novel, only 195 pages, but about 40 of those are blank space between chapters, plus, the font and spacing leave far fewer words per page than a typical novel, so it's probably around 110 pages of so of more traditionally formatted text—this length is actually a strength, because the story doesn't feel "padded" or "bloated." The editing was superb, in that everything unimportant was cut out, leaving only "the good stuff."
Yes, this book is all "good stuff" and highly recommended.
In questo carinissimo e divertente romanzo, i personaggi sono dei monelli. Paiono usciti da un libro per bambini, anche se si tratta di un romanzo per adulti. Guerrino Visentin è forse il più simpatico, sempre a farsi i fatti suoi e cercare sigarette in giro, per poi addormentarsi su un letto qualunque. La Secca, la Marescialla sono le condottiere di questa scompisciata truppa; la seconda delle due sorelle Melchiorre, coi suoi completi rosa e il mitico e misterioso uomo della sua vita apparentemente da zitella; il Bellachioma, ossessivamente alla ricerca del suo corno, il Bersagliere, sempre in crisi ipoglicemica alla ricerca di un panozzo e col suo tremito continuo. E forse il personaggio che ho amato di più è Peppino lo Sciancato, che usa la sua napoletanità per assumere il ruolo di filosofo, e poi è amico di Ernesto Fumagalli, l'uccellino defecatore che mi ricorda una certa Celestina... Sono i personaggi che danno colore, ritmo e spasso continuo al lettore in questo libro, la cui trama è quasi un pretesto per seguirli e per fare un discorso per niente banale sulla vecchiezza e sui nostri "antenati", che in questi tempi di pandemia diventa ancora più attuale pensando a quante perdite abbiamo avuto in queste comunità. Finale aperto, cui forse sarà dovuto un seguito, che si aspetta con gusto.
A villa Vistamare, luogo incantevole di accoglienza per non più giovanissimi che spicca per la sua eleganza e maestosità tra il verde degli ettari di terra che lo circondano, la quotidianità dei vecchietti viene rotta da un evento, la dipartita del Conte Giovanni Alfonso Maria Visconte terzo della Smeraldina. Una quiete interrotta, non tanto per la sua prevedibile prematura scomparsa, quanto per quella missiva lasciata e all’interno della quale è dato in eredità ai residenti della casa di cura un capitale pari a due milioni di euro. E certamente una lettera del genere e con un così lauto tesoro non si lascia incustodita. Da qui hanno inizio le avventure di questi amabili vecchietti che ci fanno assaporare le emozioni nostalgiche di quel tempo che passa e che non torna. un romanzo che è un inno alla vita, un inno al sorriso, alla consapevolezza. Perché la morte è inevitabile, ma c’è tanta strada da percorrere e con quel giusto grammo di allegria, è più facile traversarla. Occorre coraggio, forse. Occorre vincere l’incertezza di quei limiti che tendono quotidianamente a frenarci, chissà. Occorre semplicemente osservare, osservare da una prospettiva più ampia.
"Ciò bella gioia, che ce l'hai una sigaretta?". Rido, rido e ancora rido. Questo romanzo mette un buon umore che fa bene all'anima. Direi di considerarlo come terapia per giorni grigi. I vecchietti di Villa vista mare dovranno svolgere una missione che si sono auto affidati. Certo, svolgerla alla loro veneranda età vorrà dire fare i conti con femori rotti, bisogni fisiologici impellenti e tic di vario genere. Un pizzico di Pepe nelle loro giornate monotone e tanta, ma tanta voglia di vita a noi lettori. #puzzadimortoavillavistamare #patriziafortunati #mursia #romanzo #cosafainellavitaleggo #vecchiettiarzilli #letturechemettonobuonumore #leggiamocheèmeglio
Dopo un inizio un po' confuso, per via dei tanti nomi e soprannomi da memorizzare, ci si affeziona in fretta agli abitanti di Villa Vistamare. Ognuno di loro, con le proprie stramberie, strappa una risata al lettore specie quando i dialoghi si infittiscono. Ma è la penna di Patrizia, la vera ironia di questo romanzo. Quindi, in sintesi, romanzo bellissimo. Personaggi caratterizzati a puntino, finale inaspettato (come ogni giallo che si rispetti) e tante risate. Complimenti, Patrizia!