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Kornelíus, un poliziotto islandese possente come un troll, che canta musica folkloristica in un coro di donne, trova un cadavere in una solfatara, spellato dal ventre in giù. Mentre cerca una spiegazione per quel delitto associato a uno strano rituale, è anche alle prese con la mafia lituana, a cui deve dei soldi; per estinguere il suo debito, s’impegna a ritrovare due chili di cocaina rubati da un mozzo durante una transazione in mare. Negli stessi giorni, giunge in Islanda il giornalista Jacques Soulniz: quarant’anni dopo aver visitato l’isola con un gruppo di amici, vi fa ritorno con la figlia Rebecca, la sua ribelle Beckie, con la quale cerca di riallacciare un rapporto compromesso. Sin dalle prime tappe, però, il loro soggiorno prende una piega inaspettata: l’uomo è inseguito dalle ombre del suo passato e sembra avere un conto in sospeso con quelle terre misteriose, che hanno in serbo per lui un’implacabile vendetta. Le strade di Kornelíus e Soulniz si incroceranno in un gioco crudele orchestrato dal destino.
Dopo le steppe mongole della trilogia di Yeruldelgger, Ian Manook ci accompagna in Islanda, fra ghiacciai, vulcani, antiche leggende, scogliere impervie a picco sul mare: un paese di una bellezza abbagliante, modellato dalla collera millenaria dell’oceano. Un’Islanda arcana e luminosa, in cui dietro ai paesaggi immacolati si celano traffici illeciti di ogni sorta. Un thriller dal ritmo serrato, con personaggi indimenticabili e un’ambientazione unica: Ian Manook è tornato e non deluderà i suoi molti fan.

«Un viaggio di iniziazione nelle terre islandesi. Dietro una scrittura straordinaria, ritroviamo con piacere il talento di Ian Manook nel mettere in scena la natura, la cultura e i riti ancestrali di un paese».
«Le Parisien»

«Un road trip islandese. Una storia di vendetta che si tinge di magia sullo sfondo di paesaggi spettacolari».
«Le Devoir»

«Ian Manook al suo meglio».
«Page des libraires»

456 pages, Paperback

Published October 1, 2019

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About the author

Ian Manook

33 books68 followers
Pseudonym of Patrick Manoukian

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Profile Image for The Reading's Love Blog.
1,340 reviews187 followers
December 16, 2019
RECENSIONE QUI: https://thereadingslove.blogspot.com/...

description
Sin dalle prime pagine sono stata catturata da questo avvincente thriller pieno di azione che calamita il lettore in un crescendo di suspense e mistero. Ci troviamo in Islanda, una terra antica dove si ha l’incontro del rosso della lava fusa che erutta dai vulcani e del blu delle acque dell’oceano che si infrangono sugli scogli. Uno scenario mozzafiato in cui i colori caldi dei vulcani si scontrano con i colori freddi della neve e del freddo. E proprio in questa atmosfera si svolge questa storia travolgente e intrigante. Protagonista di questa storia è l’ispettore Kornelius, un tipo insolito che è chiamato ad indagare su una misteriosa morte avvenuta in una solfatara. Kornelius è un gigante buono, una figura ben caratterizzata che l’autore ci fa conoscere lentamente, dal suo hobby di cantare canzoni folkloristiche fino alla sua personalità accattivante, forte e indipendente, che infrange le regole e risolve le indagini come ritiene opportuno. Dall’altra parte conosciamo il giornalista Sulniz, un uomo e un padre che ritorna in quella stessa terra quarantanni dopo, per riallacciare il rapporto con la sua figlia ribelle Beckie. Un viaggio padre-figlia che non avrà luogo dove aveva pensato il padre e che lo porterà sulla strada del passato. Ben presto Sulniz si rende conto che nell'ombra qualcuno li segue e li pedina, e quell'oscurità comincia a lasciargli addosso un brivido di freddezza e di inquietudine. Quello di Ian Manook è un thriller intenso e magistrale, con quel ritmo incalzante che fa appassionare il lettore alle vicende, alle rivelazioni e ai colpi di scena descritti. Sono molto entusiasta di poter recensire questo libro, sia perché i thriller sono in assoluto il genere che più amo, sia perché questo in particolare è veramente meritevole sotto ogni aspetto. È un thriller in cui l’autore francese ci racconta azioni e vicende che si susseguono e si intersecano con i ritmi giusti, in modo pulito e perfetto a cominciare dal prologo in cui anticipa ciò che poi verrà sviscerato nei capitoli successivi, calamitando l’attenzione del lettore fino all'ultima parola. La storia viene costruita nei minimi dettagli, caratterizzando perfettamente i personaggi e l’intrigo poliziesco, come anche quella sua atmosfera chimerica, quasi ostile che se una parte ti attira, dall'altra ti spinge a fuggire. Un romanzo ipnotico e affascinante ambientato in un Paese selvaggio, cullato da leggende antiche, intriganti e mostruose, che conferiscono al libro un aspetto irreale, quasi mistico. Un thriller che ci offre un panorama che non è del tutto bianco o nero, ma iridescente. Con i romanzi di Ian Manook dobbiamo aspettarci di tutto, anche l’impossibile, e se proviamo a condurre le indagini e a fare congetture, non troveremo mai il colpevole perché la sua storia ci porta da tutt'altra parte. L’inchiesta e la tensione aumentano in un crescendo sempre più di intrighi e misteri. Con questo thriller l’autore ci insegna che gli essere umani sono diversi, che nascondono delle crepe, altri invece che hanno un passato difficile da dimenticare. Pagina dopo pagina mi sono immersa in questo viaggio straordinario, che il lettore ha l’impressione di fare davvero insieme ai personaggi, di vedere un Paese incantato e al tempo stesso difficile, che cambia a seconda di dove ci troviamo...

CONTINUA SUL NOSTRO BLOG. VENITE A TROVARCI
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Profile Image for The Cannibal.
657 reviews23 followers
January 17, 2019
Ayant découvert la Mongolie avec l’agence de voyage Manook, je me réjouissais de rependre mon paquetage et de repartir avec lui sur les pistes mongoles.

Pas de bol, il a arrêté cette destination et cette année, puisqu’il nous proposait l’Islande, j’ai mis mon passeport à jour et j’ai embarqué pour le pays des trolls, des elfes, des fées, des légendes et des petits chevaux à l’allure si confortable du tölt.

Après avoir lu Yeruldelgger, je n’avais qu’une seule envie, partir en Mongolie et voilà qu’une fois de plus, je rêve de visiter l’Islande, cette terre perdue que j’avais déjà explorée avec ce bon vieux Erlendur, le policier bougon d’Arnaldur.

Niveau dépaysement policier, j’ai été servie puisque Kornélius, notre policier, a plus du Yeruldelgger que du Erlendur ! Baraqué comme une montagne, costaud comme un Troll, se fichant de la hiérarchie, menant son enquête comme il l’entend et, tout comme son homologue mongolien, il s’envoie en l’air avec la médecin légiste !

Mais dans ce pays, tout le monde se balade à poil, baise avec tout le monde, à deux ou plus, sans que cela pose le moindre problème à personne… Ils sont libérés ! Et le premier qui chante ♫ libérée, délivrée ♪ je l’assassine !

Sinon, la comparaison s’arrête là car la trilogie mongole n’a rien à avoir avec ce polar islandais.

Visiter un pays, avec l’agence Manook, c’est, entre autre, bouffer des sites majestueux, mais aussi explorer la face plus sombre du pays, son côté moins carte postale, le tout accompagné de personnages hauts en couleur que l’on a du mal à laisser sur place pour réintégrer la réalité.

Si les voyages forment la jeunesse, alors, l’agence Manook me propose une sacrée cure de rajeunissement à chaque roman, tout en m’instruisant pendant que l’on enquête sur les morts qui parsèment chacune de mes excursions.

On pourrait penser que le voyage proposé par notre Tour-Operateur est tout organisé et que nous n’aurons aucune surprise durant notre périple. Que nenni !

Suivez bien les coordonnées GPS et vous tomberez ensuite sur de multiples petits fils rouges qui au final, n’en formeront qu’un seul, vous donnant un panorama où tout n’est pas noir ou blanc, mais irisé de multiples couleurs et où tout le monde a quelque chose à se reprocher.

Ne plus aller en Mongolie m’avait profondément attristée, mais je suis prête à signer pour repartir en Islande, que ce soit en voiture, en hélico, en drone, à pied, à vélo ou à cheval. Ma valise est prête, m’sieur Manook !

Un polar qui part dans une direction inattendue et un voyage père-fille qui ne se déroulera pas tout à fait comme le père l’avait pensé, lui qui voudrait ressouder les liens avec sa fille et qui va se retrouver à cavaler sans plus savoir à quel saint (sein ?) se vouer.

Normal que tout ne se passe pas comme prévu, nous sommes sur des terres de légende, dans un pays exceptionnel où la Nature et les Hommes sont imprévisibles (et les banquiers véreux).

Anybref, excellent moment de lecture avec ce polar islandais, mélange de road-movie et de thriller, mêlant habillement le périple de deux Français en Terres Islandaises avec ses légendes, ses paysages époustouflant, ses habitants bien campés, ses policiers non armés, son passé et ses cadavres en tout genre.

Je ne peux que vous recommander de vous envoler pour l’Islande en compagnie de Manook Ian Air. Veuillez éteindre vos cigarettes et attachez vos ceintures !

Ah non, on ne dit plus ça… Veuillez éteindre vos portables !
Profile Image for Aria's .
1,226 reviews20 followers
November 1, 2019
Non conoscevo la maestria di Ian Manook e devo dire che mi sono buttata a capofitto in questa lettura perchè nutro un certo fascino per i thriller nordici. Con mio sommo stupore mi sono trovata tra le mani un testo che travalica le leggi del genere, facendo un viaggio che mi ha portato sulle tracce di un mistero da risolvere, tra le fantastiche immagini di una terra sospesa tra leggende e folk popolare, come se il grande freddo avesse fermato il tempo, l'Islanda.
Il giornalista Jacques Soulnitz decide di fare ritorno in Islanda, luogo dove quarant'anni fa è stato in viaggio con amici. Una sorta di secondo viaggio che ripercorre la sua giovinezza che ora ha il significato di un rito, accompagnato dalla figlia Beckie con la quale ha un pessimo rapporto. L'uomo spera in questo modo di recuperare l'irrecuperabile e rinsaldare un legame che sembra oramai perduto, in seguito alla morte della moglie.

Soulnitz ha però un passato che lo perseguita e reclama vendetta nel modo più crudele e il suo viaggio si dimostrerà presto un incubo.
«Lui è convinto che è tutto dimenticato. Che tutti noi ci siamo dispersi nel mondo, ognuno con la propria piccola vita, o che abbiamo chiuso gli occhi. Ma non tutti quelli che hanno gli occhi chiusi dormono e lui se ne accorgerà. Conoscerà il furore del nostro risveglio. Soffrirà come abbiamo sofferto noi».
Manook ci presenta poi un'altra figura, che ha rapito la mia attenzione. Le strade del giornalista, infatti, si incrociano con un personaggio che sembra emergere da una fiaba nordica: l'ispettore Kornelíus, una gigante di un metro e novantacinque a metà tra un troll e un vichingo, che canta un'inquietante litania della tradizione folkloristica medioevale del luogo, mentre osserva un macabro ritrovamento. Il poliziotto si accorge che il crimine di cui si sta occupando ha dei riferimenti alle leggende del luogo, in particolare alla maledizione dei nábrók, secondo la quale se viene scorticata la parte inferiore di un uomo per farne pantaloni di pelle (i necropant) ci si può appropriare della sua forza, inoltre se ci s’infila una moneta tra lo scroto e i pantaloni di pelle, si può carpire anche la sua ricchezza. Il cadavere ritrovato nella solfatara, orrendamente scuoiato, presenta troppe similitudini perchè Kornelìus li ignori. Un'indagine difficoltosa complicata anche dal fatto che Kornelìus è implicato anche nella ricerca di un carico di droga andato perduto, per conto della mafia lituana con cui ha contratto un debito.
Una trama intricata, piena di lati oscuri e magistralmente orchestrata che vale la pena scoprire pagina dopo pagina.
Ian Manook costruisce non solo un ottimo thriller, ma un'opera che è un vero inno all'Islanda, una terra piena di fascinazioni, suggestiva nella sua asprezza selvaggia, che l'autore con il suo stile tagliente restituisce al lettore piena di ipnotica potenza.
Impossibile rimanere immuni alle ambientazioni e alle descrizioni fatte da Manook, tanto che ho sentito l'esigenza di andare a cercare i luoghi descritti. Si respira aria di leggenda, un misticismo reverenziale che non manca di influenzare storia e personaggi.

In un progressivo crescendo di azione e tensione, tra raffinate descrizioni e implicazioni con la mafia lituana, assistiamo al percorso di un'indagine che si immerge nelle profondità delle tradizioni di un popolo che vive in un posto che a prima vista sembra impossibile da abitare. Distinguere quello che è un rituale leggendario da ciò che potrebbe essere l'atto di un semplice psicopatico diviene difficile e mi sono posta molti interrogativi col procedere della lettura.

Kornelíus canticchia il krummavísur e osserva quella che potrebbe essere la scena di un crimine. Si dice che esistano di sicuro tanti modi di morire nel fetore di una solfatara. I seni nasali corrosi dall’acido solforico, per esempio. Le meningi e le mucose liquefatte dai vapori di mercurio a cinquecento gradi. L’interno degli occhi abraso dal biossido di zolfo. Oppure la gola e i polmoni impeciati di silice in fusione. E il biossido di carbonio non serve soltanto a spingere fuori la schiuma della birra alla spina...
I personaggi sono tutti intriganti e corposi, nessuno completamente positivo, nessuno realmente negativo. Soprattutto ho adorato la figura di Kornelìus, un gigante che canta musica folkloristica in un coro di donne, una personalità complessa e sfaccettata. Lo si sente intonare il krummavísu, il lamento del corvo, un canto lugubre, come si intona un motivetto per raccogliere le idee davanti a qualcosa che richiama la nostra attenzione.
Un racconto dall'andatura sincopata, con capitoli non troppo lunghi che fanno il modo di mantenere serrato il ritmo anche quando ci si perde tra le attente descrizioni crepuscolari di una terra misteriosa.
Ricco di dettagli culturali, etnici e naturalistici, con Heimaey si ha l'impressione di fare un vero e proprio viaggio. Un territorio vulcanico, solforoso, sferzato da venti gelidi e onde potenti che si infrangono su scogliere impervie e inospitali.
Una lettura mai banale, trascinante. Un thriller dai toni tipicamente nordici, pieno di azione e dialoghi interessanti, capace di affrontare descrizioni di luoghi dell'interiorità e dell'esteriorità. Ho fatto davvero un'ottima scelta.
https://ariaswild.blogspot.com/2019/1...
Profile Image for Chicky Poo.
1,030 reviews25 followers
February 28, 2022
J'ai vraiment passé un excellent moment avec ce roman ! J'ai aimé le côté thriller qui nous embarque très vite, mais j'ai aussi adoré les descriptions de l'Islande et de ses légendes, ça m'a ramenée à mon voyage en 2018 et j'ai vraiment beaucoup aimé. Une chouette découverte dont je lirai la suite !
Profile Image for Andree-Anne Pelland.
35 reviews2 followers
July 14, 2022
Descriptions des paysages comme si on y était. Histoire qui nous garde sur le qui vive mais qui termine un peu trop abrupte voire précipitée. En sommes, bon divertissement.
Profile Image for Raphaelle Turgeon.
43 reviews
March 13, 2025
Enfin terminé! J'ai bien aimé, mais je crois que je l'aurais apprécié encore plus si je l'avais lu plus rapidement.
Profile Image for Huguelet Michou.
324 reviews5 followers
October 17, 2018
Un bon Manook. Un bémol: après avoir lu Heimaey, on n'a plus du tout envie de se rendre en Islande. Tant mieux pour les Islandais ?
Profile Image for Gabz.
19 reviews
August 8, 2025
sachant que c est mon premier polar je mets 4,5
Profile Image for Red Kedi.
531 reviews21 followers
January 26, 2022
Senza troppi preamboli, dato che è un giorno di festa e quindi, avrete sicuramente voglia di far qualcosa di tranquillo e piacevole, vi dico che per me il libro è bocciato.

Da una scala da uno a dieci, si meriterebbe un tre e solo perchè alla fine, ci sono delle cose discretamente interessanti.

Andiamo però con calma.

Questa non è solo una storia, ma un contenitore che racchiude tante vite ed intrighi. Certo, tutti sono legati tra di loro, ma è come se prima di tutto, fosse una raccolta di racconti.

---Continua su Red Kedi---
https://redkedi.it/2019/10/heimaey-ia...
Profile Image for Camilla Varzi.
23 reviews2 followers
November 17, 2020
Non mi ha convinto del tutto. Troppi aggettivi, nelle descrizioni ci sono troppi colori (esempio inventato per non fare spoiler: i fiori lilla, il cielo azzurro con le vele bianche sul mare blu... stomachevole). Inoltre il finale è scontato, di cosa si tratti lo si capisce dopo poche pagine.
Profile Image for Aude Bouquine Lagandre.
725 reviews218 followers
October 26, 2018
"Nous étions jeunes et larges d'épaules
Bandits joyeux, insolents et drôles
On attendait que la mort nous frôle
On the road again
On the road again."
Désolée Monsieur Manook, mais je dois être trop vieille pour connaitre la version de Tryo (que j'ai dû chercher). Ca c'est Lavilliers, ce sera toujours Lavilliers ;-)
Ok, j'arrête mes taquineries pour parler de votre bouquin.

Après la mort de sa femme et le traumatisme familial que celle-ci a provoqué au sein de sa famille, Soulniz décide d'emmener sa fille Beckie en Islande, terre déjà foulée en 1973 alors qu'il n'était qu'un ado. C'est l'opération de la dernière chance pour reconquérir sa fille qui le considère responsable de la mort de sa mère et qui l'a fuit de nombreuses années.
Soulniz espère que devant les lieux et paysages de ce pays un peu magique, le dialogue finira par se renouer entre sa fille et lui.
C'est sans compter le caractère de cette ado têtue qui est fermement décidée à emmerder son père par toutes les moyens.
C'est sans compter la résurgence d'un décès vieux de plus de 40 ans qui avait entaché les aventures islandaises du père.

Vous me dites Islande ? j'ai déjà froid, c'est psychosomatique. Pas du tout envie d'aller me geler les orteils dans ce pays reculé qui m'évoque un No Man's land perdu au milieu de nulle part.
Sauf que je vis en Californie, au chaud et que de temps en temps, j'aime lire des romans où on se caille. (Je sais, je suis un peu masochiste)

Ian Mannok a réussi un tour de force inespéré (pour mon mari surtout, qui avait réussi à me trainer en Alaska, après une promesse dont je ne me souviens pas et une soirée légèrement arrosée) : envisager un trip en Islande en 2019 !! De mon plein gré !

Qu'on se le dise, ce bouquin est une ode à la terre islandaise !
Avant de commencer la lecture, j'ai pris en photo la carte du pays, je l'ai imprimée, et j'ai suivi le road trip de Beckie et Soulniz.
Tour de force absolu ? J'ai cherché TOUS les lieux évoqués par l'auteur en contemplant ébahie, des paysages de toute beauté, où l'homme ne semble pas être le bienvenu tant la nature a repris les pleins pouvoirs.
S'en est hypnotisant, fascinant, et diablement jouissif.
"Heimaey" est un guide de voyage vers une contrée sauvage, bercée de contes et légendes plus fascinantes les une que les autres, qui donne au livre une ambiance irréelle, voire mystique.
"Le soleil perce à travers les roches noires de l'horizon et creuse la lande d'ombres bleues dans lesquelles flamboient les corolles de pavots. Le lac se cuivre sous le ciel qui rosit."

Le livre s'ouvre sur une scène digne d'un "Mission Impossible". En quelques pages seulement, j'ai été happée par la promesse d'un livre riche en action, flagellée par les eaux furieuses qui s'écrasent sur les rochers.
L'histoire se monte progressivement, toute en détails et en construction millimétrée des personnages, comme la lecture que je ne souhaitais pas se voir finir tant l'invitation au voyage de Ian Mannok était forte.
Une fois dans l'ambiance, impossible de quitter ces terres de son plein gré.
J'ai beaucoup aimé la façon que l'auteur a de décrire cet univers presque hostile en vous poussant en même temps à vouloir vous y rendre à tout prix.
Venez plonger dans les eaux volcaniques du Blue Lagoon, marcher sur le pont des Continents, découvrir les solfatares, les fulmars et l'étrange pouvoir des corbeaux.
Venez vous dépayser dans des paysages subjuguants et envoûtants. Le tout peuplé de légendes (mention spéciale pour la malédiction du Nábrók), et d'un chant étrange dont je vous mets le lien plus bas.
L'intrigue policière est très aboutie dans ce paysage lunaire, les personnages très réussis, tout particulièrement celui de Beckie qui m'a fait sourire étant moi même maman, et d'ado !
Dans cette ambiance chimérique, rajoutez l'émergence des instincts primaires dont le corps, dénué de tout artifice s'autorise un épanouissement dans une totale liberté.
"On ne peut que se présenter nu et désarmé devant tant de beauté."
Le livre n'est pas dénué de poésie, de reflexions sur notre monde, de nos incohérences humaines, et de magie.
"Pedda redast, petta kemur" est un mantra qui sonne comme la promesse certaine qu'il peut toujours y avoir un miracle, quelle que soit la situation, même désespérée.

"Ami sais-tu que les mots d'amour
Voyagent mal de nos jours
Tu partiras encore plus lourd
On the road again
On the road again"

Bon voyage à tous !
Profile Image for LettriceAssorta.
391 reviews159 followers
October 22, 2019
Un antico detto islandese recita così: petta reddast, ossia tutto si rimetterà a posto con l'acqua fredda, una sorta di perenne scusa degli islandesi pronti a credere che tutto finirà con l'aggiustarsi, ma che in sottofondo rende perfettamente l'atmosfera che si respira in Islanda, isola dagli scenari straordinari, dove i fiumi scorrono in mezzo ai deserti e la lava fusa erutta dal ghiaccio, un'area dai contrasti intensi. Un Paese in cui le condizioni ambientali danzano perennemente tra fuoco e ghiaccio, durante inverni con notti infinite ed estati in cui il sole non tramonta mai.

Sono questi gli ingredienti principali, oltre che il sentimento di vendetta e il richiamo a riti magici ancestrali, dell'avvincente thriller che ho letto in questi giorni intitolato Heimaey scritto dal talentuoso Ian Manook. Di seguito un breve accenno della trama da me elaborata per voi.

L'ispettore Kornelius Jakobsson osserva la scena di un delitto canticchiando un macabro motivo folkloristico medioevale. E' un tipo alquanto strano, sembra un troll e torreggia su tutti dall'alto del suo metro e novantacinque di altezza: davanti a lui il cadavere di un uomo in una solfatara. Il corpo bollito era stato in precedenza scuoiato dalla pancia fino ai piedi. Un crimine tremendo, che rimanda a un'antica quanto mostruosa leggenda. In quei luoghi si trova anche il giornalista Sulniz, che ha deciso di ripercorrere, assieme alla figlia Beckie, le stesse strade di quarant'anni prima, quando era adolescente e spensierato. Beckie è tutto ciò che gli rimane dopo la morte della moglie, e Sulniz sta cercando di recuperare in tutti i modi il rapporto con questa figlia piuttosto tormentata. Ben presto però, si accorge che non sono soli: qualcuno li spia, e si diverte a lasciare inquietanti bigliettini sul cruscotto della macchina...

Heimaey è un thriller raffinato, scritto davvero bene. Si distingue soprattutto per l'ambientazione e le superbe descrizioni, a mio parere la punta di diamante di questo romanzo. Ho amato la perfezione con la quale l'autore cesella con le parole i paesaggi islandesi. Sembra quasi di essere lì con i protagonisti, immersi nella bellezza di quei luoghi a respirare la calma impressionante, che cristallizza tutto in un senso di solitudine che non lascia indifferenti. I corvi accompagnano la narrazione, e contribuiscono a influenzarne il clima. Volteggiano, osservano e sorvegliano oscuri, sempre presenti, sia nel canto di Kornelius, il krummavisur, sia nel paesaggio circostante e perfino presso la capanna dell'uomo spaventoso e taciturno che tiene prigioniera Beckie, che parla solo con loro. La trama è tentacolare e si sviluppa seguendo vari personaggi. In particolare, quello dell'adolescente inquieta Beckie, figlia del giornalista di cronaca, che mi ha fatta più volte arrabbiare. Mi sono messa nei panni del padre che cerca di riannodare con lei le fila di una relazione interrotta, e si ritrova davanti una persona sboccata, maleducata, e totalmente fuori controllo. Sono mamma anche io e mi sono più volte chiesta cosa avrei fatto al posto di Sulniz. Con il procedere della storia, si assisterà a questo proposito, ad un risvolto molto drammatico. Discorso a parte per il poliziotto, il gigante buono Kornelius, padre fallito pure lui; una figura davvero originale che emerge piano: all'inizio lo troviamo in una posizione quasi marginale rispetto agli altri personaggi, e si fa notare soltanto per il suo hobby di cantare in un coro canzoni folkloristiche assieme ad un gruppo di vecchie zitelle; successivamente, il suo ruolo diventa più marcato e rilevante ai fini della storia, e s'intreccia con quello degli altri protagonisti. A pagina trecento, la tensione è mantenuta altissima, e i misteri da risolvere ancora sono tanti.

Heimaey è un thriller elegante, dalla scrittura evocativa. Il finale non è sbalorditivo, ma appaga ugualmente. Very good!







Profile Image for Angélita Manchado.
746 reviews7 followers
November 17, 2018
Résumé Heimaey de Ian Manook
Aux Etats-Unis, deux amis se retrouvent après s’être perdus de vue pendant 40 ans. L’un des deux décède.

Soulniz entreprend un voyage en Islande avec sa fille Beckie pour tenter de se rapprocher d’elle.

Avis Heimaey de Ian Manook
Vous aimez les voyages, vous aimez découvrir diverses contrées, les us et coutumes des pays. Et surtout vous aimez lire un bon polar. C’est Ian Manook qu’il vous faut. J’ai lu et adoré son dernier roman qui nous emmène en Islande. Et je dois avouer que j’ai été bluffée par mon voyage dans ce pays que je ne connais pas du tout, sauf pour ces éruptions volcaniques. Ian Manook entreprend un sacré voyage. Il met en scène Soulniz et sa fille, Beckie. L’un et l’autre ne se parlent plus. Ce voyage en Islande, avec toutes ces étapes bien préparées, pourraient leur permettre de se parler à nouveau, de faire connaissance et surtout qu’un père retrouve l’amour de sa fille. Voyage initiatique ou retour aux origines pour Soulniz ? En effet, il y a quarante ans, il avait entrepris le même voyage. Il était jeune alors. Sur les traces de sa jeunesse dans un pays qui a forcément changé mais dont il retrouve la magie, la beauté et sa dureté.

Des éléments extérieurs vont contrecarrer les plans de Soulniz, des petits riens qui vont s’accumuler jusqu’à ce qu’il doive affronter une sacrée perte. Sur leur route, divers personnages qui donnent une très belle matière au roman. Des personnages tous différents qui représentent diverses couches de la société islandaise, sachant qu’ils sont nombreux à avoir tout perdu lors de la crise. Des Islandais qui sont profondément endettés. Avec Ian Manook, il faut s’attendre à tout et, même si on tente de mener l’enquête, on ne trouvera pas forcément le coupable. Cela a été mon cas. L’enquête et la tension montent crescendo. Mais je n’ai senti, toutefois, aucune urgence dans cette quête. Arriver toujours au point de chute sans savoir ce que l’on va trouver. Il nous offre également une belle référence cinématographique. Imagination avec un flic islandais qui n’en fait pas qu’à sa tête, qui fait tout en solo sans en référer à quiconque. Mais malgré tout, c’est un très bon flic qui arrivera à faire éclore la vérité. Pris dans l’engrenage de ses dettes, il va accepter une mission. Mais il semblerait que tout se recoupe vu les relations nouées par les uns et les autres. Dès le départ, on sait qu’il y a une histoire de vengeance qui est en route. Vengeance contre qui et pourquoi ? Les êtres humains sont tous différents et malgré leur talent, pour certains, des éléments du passé sont très durs à oublier. Les êtres humains cachent tous des fêlures et une rencontre permet de se confier sans jugement aucun.

Ian Manook m’a donné envie de visiter l’Islande, comme il m’avait donné envie d’aller dans le pays de Yeruldegger, la Mongolie. Cette magie de description est réellement profonde. On a l’impression de faire entièrement le voyage, de voir un pays qui peut être très beau mais aussi difficile, un pays où le paysage change selon le point où l’on se trouve. Il m’a donné envie de voir ces cascades, de me baigner dans ces sources chaudes alors qu’il fait un froid épouvantable et qu’on est pas à l’abri qu’un volcan se réveille. Ian Manook est un maître des mots, des situations qui deviennent rocambolesques, mais qui pourraient arriver à tout un chacun lorsqu’un élément du passé refait surface. Allez, maintenant dans l’attente du prochain roman qui saura, j’espère, me séduire, tout autant, même si ce n’est pas tout à fait un coup de coeur.
Profile Image for Libri e Altri Disastri.
734 reviews85 followers
June 18, 2020
Recensione a cura di Barbara :

Un viaggio progettato per ricucire il rapporto con la figlia Rebecca si trasforma per Soulniz, un giornalista francese, in un incubo; sulle onde dei ricordi di un viaggio simile compiuto quarant'anni prima con degli amici, decide di visitare l'Islanda in lungo e in largo, ma il suo rapporto disastroso con Beckie reso così dalla morte della moglie di cui lei lo ritiene responsabile, rende faticoso qualsiasi tipo di interazione e discorso tra loro. Rebecca reagisce infatti con fastidio e astio a qualsiasi tentativo di dialogo, e trincerata nella sua musica e nel suo silenzio cerca in ogni modo di sfidare e indispettire il padre.

Tutto diventa ancor più difficile già in aeroporto, quando Soulniz trova un biglietto infilato sotto il tergicristallo della macchina, e se a una prima impressione pare uno scherzo di cattivo gusto, il perdurare di tali episodi lo convince di essere osservato e di essere in pericolo per un motivo che non riesce a spiegarsi e che sembra essere collegato al passato e a un incidente avvenuto nel suo viaggio precedente.

Una sera in un bar, dopo l'ennesimo scontro con Rebecca, conosce un poliziotto del luogo, Kornelius.
Con una storia molto simile di fallimento matrimoniale e di rapporti burrascosi con le figlie, i due si ritrovano a confidarsi davanti a numerose birre. Quando tutto per Soulniz si complica e la vacanza si trasforma in una corsa contro il tempo e la morte, ricorre all'aiuto del poliziotto, che per un bizzarro e complicato numero di coincidenze si ritrova molto più coinvolto di quanto vorrebbe.

Kornelius, infatti, ha dei conti in sospeso con un trafficante lituano e per estinguere tale debito decide di aiutarlo a recuperare un pacchetto contenente della droga che gli è stato sottratto. In contemporanea si ritrova a dover risolvere un caso di omicidio particolare e legato a delle strane superstizioni islandesi.

Tutto è però indissolubilmente collegato e in uno strano intreccio di situazioni e personaggi emersi dal passato, nuovi e vecchi rancori, realtà e credenze popolari conosciamo a fondo i protagonisti e tutte le persone che fanno parte della loro vita.

I personaggi, principali e secondari, sono ben delineati; ognuno di loro è infatti descritto senza risparmiare le imperfezioni caratteriali e prestando particolare attenzione agli egoismi e al loro modo di rapportarsi con gli altri e con le situazioni che gli si presentano.

Kornelius si ritroverà a fare i conti non solo con tutti i problemi legati al lavoro e al suo modo inusuale di risolvere i casi, ma anche con tutte le donne della sua vita e con cui non riesce ad avere un rapporto solido e duraturo. Soulniz invece dovrà affrontare Rebecca e cercare di recuperare un rapporto che sembra ormai destinato al fallimento, riportare a galla un passato ormai dimenticato e andare avanti con la propria vita.

In un paese dominato dal fuoco e dal ghiaccio, con una natura selvaggia e quasi incontaminata a far da sfondo e descritta minuziosamente tanto da riuscire a immaginare tutto benissimo, questo thriller incentrato sull'occhio per occhio, ti aggancia e ti tiene sospeso in attesa del finale, della scoperta di ogni segreto e verità nascosta.

Quindi cari disastri amanti dei thriller, è un libro che consiglio non soltanto a chi ama la suspense ma anche a chi ama i libri con descrizioni minuziose della natura e dei paesaggi. Buona lettura!!
Profile Image for L'atelier de Litote.
651 reviews41 followers
January 15, 2019
Comme souvent après avoir lu un ethno polar de Ian Manook, je suis proche d’un état de sidération. Impressionnée par la richesse des détails sur la géographie, la culture et l’art culinaire d’un pays, ici l’Islande mais aussi par une enquête fabuleuse, digne d’un circuit touristique mené tambour battant ou devrais-je dire krummavisur battant par un voyagiste, écrivain hors pair, bravo Ian. En fait j’ai eu l’impression de faire un voyage, j’avais mon smart phone à côté de moi et dès qu’un nouveau lieu était annoncé, google image était mon ami, ainsi j’ai pu mettre des images sur la poésie descriptive de l’auteur c’était enrichissant et je n’ai qu’une envie aller à mon tour découvrir les merveilles naturelles de l’Islande. Heimaey petite île du sud de l’Islande a été le théâtre d’une éruption volcanique de l’Helgafell en 1973, ce qui a eu pour effet de créer un nouveau volcan l’Eldfell. Alors préparez-vous à ressentir les caprices de la nature puissance dix. Des volcans, des terres de lave, des geysers, des eaux chaudes et soufrées et bien entendu des falaises battues par la mer et son ressac. Pourtant l’homme a su trouver sa place sur cette terre inhospitalière en gardant un rapport à la nature exceptionnel moi aussi je veux faire trempette dans un hot pot.
Il n’y a pas un personnage que je n’ai pas aimé, tous, des gentils aux méchants. Les personnages qu’ils soient féminins ou masculins ont de l’épaisseur. Soulniz revient sur une partie de sa jeunesse qu’il a passé en Islande, il décide d’y retourner, accompagné de sa fille Beckie. Un peu comme un voyage de la dernière chance pour resserrer des liens familiaux distendus. Mais dès le départ, on a l’impression que le jeu est pipé, quelqu’un les suit, laisse des mots anonymes inquiétants. Le livre est construit en suivant le circuit touristique établit pas Soulniz pour Beckie. Côté polar, je ne me suis pas lassée de l’enquêteur principal, descendant direct des vikings « Kornélius ». Il va être confronté à un enlèvement, à la mafia lituanienne, au folklore islandais (effrayant quand même cette histoire de nécropant) et tout cela va nous révéler une personnalité attachante, forte au combien indépendante et désobéissante aussi. Une belle aventure à découvrir entre fjords et volcans. Bonne lecture.
Profile Image for Simona Stefani.
433 reviews18 followers
October 9, 2023
Come sempre l'intento di Ian Manook non è solo quello di raccontare una storia, ma anche quello di farci conoscere un Paese, sarà il suo passato da tour operator? Probabilmente sì, ma sta di fatto che Manook ci porta in posti davvero poco convenzionali, facendoci accompagnare da personaggi altrettanto particolari.
L'Islanda del primo libro di questa trilogia è una terra aspra e bellissima, abitata dallo stesso numero di abitanti di Mestre, in cui il sesso viene vissuto in maniera moooooolto libera, la nudità è normale, i poliziotti non sono armati, tutto costa tantissimo e molti problemi si risolvono in una pozza di acqua calda solforosa. È in questa terra sempre in movimento a causa dei terremoti e dei vulcani attivi che l'ispettore Kornelius dovrà dipanare una matassa abbastanza intricata che coinvolge un cadavere recuperato in una solfatara spellato dalla vita in giù (i necropant mi hanno dato qualche incubino), la mafia lituana a cui Kornelius deve dei soldi, due chili di cocaina rubati da un mozzo durante una transazione in mare e le ombre del passato del giornalista francese Soulniz, in visita sull'isola con la figlia Rebecca.

Direi che dopo la Mongolia di Yeruldegger, Manook ancora non mi delude.
E ora tutti a cantare il krummavisur

SPOILER FINALE
23 reviews
November 24, 2022
Après l’extraordinaire trilogie mongole des « Yeruldellger », Ian Manook se lance cette fois-ci à l’assaut des fjords, lagunes, icebergs et volcans islandais.
Malheureusement, on a du mal à retrouver la verve et la puissance des aventures mongoles. Le road trip de Soulniz et de son ado (tête à claque) de fille Beckie (aidés de Kornélius, le flic géant local en perdition) patine un peu. Comme leur 4x4 sur les pistes boueuses de l’île. La vengeance (très) ancienne (40 ans, rien que ça !) à laquelle doit faire face Soulniz est, en effet, totalement rocambolesque (pour ne pas dire parfois à la limite de l’incohérence).
Reste donc un polar touristique à lire comme un guide (on peut suivre la progression des héros sur la carte de l’île), agrémenté de descriptions de paysages lunaires et de légendes qui ne le sont pas moins, ainsi que de considérations sociologiques bien senties sur la vie en Islande après la crise de 2008.
Mais l’intrigue n’arrive pas à se hisser au niveau du guide et du documentaire, empêchant de nous faire oublier les vastes steppes mongoles et les bas-fonds d’Oulan-Bator. Il faut dire que la barre était tellement haute…
Profile Image for Sylvianne.
168 reviews5 followers
March 12, 2019
This guy, Ian Manook is a genius. This is the second book I read from him and both time, I went to Google to see what he was talking about. In Yerruldelger, he made me discover Mongolia and their culture. In this one, I learned about that beautiful and mysterious country Iceland. I guarantee that you will be curious to see everything he describes. Very good!
Profile Image for Luca Cozzi.
Author 15 books87 followers
January 13, 2020
Lo stile di Manook è particolare. Si capisce il suo amore sviscerato per l'Islanda i cui panorami descrive utilizzando molto i colori. Le regole grammaticali sono spesso calpestate, con frasi senza soggetto e senza predicato verbale (!) ma l'effetto in parte riesce anche se la narrazione è spesso difficoltosa
Profile Image for Sophie.
10 reviews2 followers
June 25, 2023
Je n'ai pas réellement aimé l'histoire. L'intrigue était assez bonne, mais j'ai presque envie de dire "tout ça pour ça ?". Les dialogues entre les personnages sont de temps en temps puérils, certaines situations sont trop tirées par les bords, trop simplifiées. Quant à la résolution, je m'attendais à plus de cohérence, c'est presque un peu naïf.
Profile Image for Sibylle Seys smets.
1,339 reviews21 followers
November 8, 2019
Pas accroché. Il y a de jolis passages, mais ça fait trop guide touristique systématique, l intrigue est mince, et l absence d empathie pour les personnages me fait passer à côté de la nostalgie et des émotions dépeintes.
219 reviews
April 6, 2020
Ian Manook é o autor dos 3 livros sobre a Mongolia. Esta se passa na Islandia. Ja li livros de autores islandeses e havia preparado uma eventual viagem la. Este livro te leva num Tour da Islandia, com uma intriga policial (como os outros dele). O estilo dele é muito interessante.
Profile Image for Madeleine Decker.
145 reviews
July 9, 2020
J'aime bien ses intrigues, mais comme avec Yeruldellger, il y a toujours un personnage inutile, Galdur. Et ses longues et répétitives descriptions de paysages, bof!
Un bon 30 pages de moins aurait gardé l'histoire plus vivante.
Profile Image for Flapidouille.
878 reviews3 followers
September 16, 2023
Vraiment très bien. Beaucoup d'humour, des descriptions de paysages à couper le souffle et des informations sur l'intelligence des corbeaux. Dommage qu'il n'y ait que deux livres de cet auteur qui se passent en Islande!
Profile Image for Sonia.
277 reviews8 followers
August 16, 2025
Di questo poliziesco ho amato soprattutto le descrizioni dei paesaggi islandesi e dei tanti luoghi d’interesse: più evocative di una guida turistica. Ma… c’è un ma: troppa azione per i miei gusti e coincidenze un po’ forzate che finiscono per togliere verosimiglianza alla storia. Un vero peccato.
1 review
April 28, 2020
C'est une ode à l'Islande, les paysages tourmentés et les légendes de trolls
Profile Image for Laure.
101 reviews3 followers
March 21, 2021
J'ai beaucoup aimé les descriptions de l'Islande que nous donne l'auteur. L'intrigue est intéressante ! Mais je n'ai pas vraiment accroché aux personnages principaux.
60 reviews1 follower
October 15, 2023
J’ai adoré me replonger en Islande
Il y a la le mélange du tour opérateur et d’un roman policier : sympa
Je vais le relire juste pour noter les endroits à voir 😃
This entire review has been hidden because of spoilers.
Displaying 1 - 30 of 34 reviews

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