Torquay, Devon. 1830.Percival Webster, duca di Clarendon, è determinato a chiedere in moglie la compita lady Albertina, pertanto si reca nella tenuta della sorella per comunicarle la notizia. Durante questa visita, scopre che Emma, figlia del cognato e sua temibile avversaria negli scacchi, non è più la ragazzina impertinente che gli estorceva lezioni, ma una giovane donna in procinto di recarsi a Bath per trovare un marito che ovvii alla sua incresciosa condizione di figlia illegittima.Introdotta in società, la fanciulla attira l'attenzione di un conte dalla reputazione poco raccomandabile, il che porta Percival a dover fare i conti con i propri principi più radicati, un sentimento stordente e un'attrazione tanto potente quanto inaspettata
“I matrimoni d'amore sono una sciocchezza, un'assurdità.” “La penso come voi.” “Bravo. Non è produttivo essere innamorati della propria moglie, se così fosse si finirebbe per vivere in modo barbaro e incivile.”
Percival Webster, duca di Clarendon, è un uomo freddo, compìto, ligio alle regole e all'etichetta, per cui l'amore e l'esternazione dei sentimenti sono per popolane e contadini. Per questi motivi la sua futura duchessa dovrà essere non meno che irreprensibile, e tutto sarebbe andato bene se la piccola Emma, la bimba che lo seguiva e lo riempiva di domande, sua allieva e avversaria nel gioco degli scacchi, non fosse improvvisamente diventata una splendida donna che scatena in Percy un'attrazione fortissima. "Scacco matto vostra grazia" si svolge alcuni anni dopo "dita come farfalle" e qui ritroviamo gli stessi personaggi alle prese con una famiglia molto numerosa dove Emma, ormai diciottenne, si appresta a fare il suo debutto in società per trovare marito. Emma è cresciuta in un ambiente ovattato, amata e protetta da familiari e amici, ma presto a Bath si renderà conto dei pregiudizi e dell'avversione della società verso la sua condizione di figlia illeggittima attirando l'attenzione di uomini spregevoli, e qui Percival inizierà una lotta tra ragione e sentimento. La Quasi non sbaglia mai un colpo e ci regala un'altra splendida storia che farà emozionare le amanti del regency e non solo. 4,5 (mezza stellina in meno perché nonostante nei ringraziamenti l'autrice spiega che è stato notevolmente ridotto il numero di “masturbazioni cerebrali” mi sarei aspettato che un uomo così intelligente come il duca si rendesse conto prima che non c'era più partita 😉)
Percival Webster duca di Clarendon vuole chiedere in moglie lady Albertina , per lui perfetta per il ruolo di duchessa così si reca dalla sorella Caroline per comunicarglielo e li scopre che la piccola Emma figlia illegittima di suo cognato , temibile compagna di giochi a scacchi non è più una ragazzina pelle e ossa ma è piuttosto cresciuta , Emma intanto sta per recarsi a Bath per mettere fine alla sua etichetta di figlia illegittima , qui Emma viene corteggiata da un conte poco raccomandabile e Percival fa di tutto per tenerlo alla larga... Semplicemente meraviglioso !!!!! Mi dispiace con la fine di questo libro ho letto tutti i libri di Rebecca per me una scrittrice piena di talento in tutti i campi sia storici che contemporanei i suoi libri mettono sempre di buon umore e vorresti che il libro non finisse mai . Ho adorato questa storia di Percy ed Emma che già nel primo libro avevo sperato in una storia tra loro due , Emma mi è piaciuta tantissimo , ha lottato con la sua astuzia per ciò che ha sempre voluto ed ha vinto la sua partita più importante mentre Percy dietro la facciata di uomo ligio alle regole e all’etichetta con Emma non ci è mai riuscito . Percy e il Cane esilarante. Per me ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
Io non ho più aggettivi da attribuire alla bravura di quest'autrice, a ogni suo romanzo , che sia storico o contemporaneo, mi conquista sempre di più, non desidero che il libro finisca, talmente è il buonumore e la felicità che riescono a trasmettere 😍... E la storia tra Percival duca di Clarendon e miss Emma, non ha fatto certo eccezione! Due personaggi favolosi, Percival così ligio alle rigide convenzioni sociali dell'epoca, ha fatto tutto un programma sul suo futuro, ha già scelto chi sarà la sua duchessa, proprio tenendo presente tutte le regole vigenti nell'alta società, fino a quando non rivede Emma, figlia illegittima del marito della sorella, colei a cui ha insegnato a giocare a scacchi fin da bambina, la ritrova cresciuta e bellissima, e per lui inizia un vero e proprio combattimento interiore tra l'attrazione che prova per lei e le regole che sono marchiate a fuoco nella sua mente, testa e cuore chi l'avrà vinta? Al contrario Emma è una giovane donna educata in modo anticonformista per l'epoca, soprattutto tenendo presente la sua condizione di figlia illegittima, per lei è venuto il momento di debuttare in società e trovare marito, ma il suo cuore batte per Percival; tra loro inizia un interessante partita a scacchi, tra cuore e ragione, tutte e due sono pronti a muovere le loro pedine, tra gelosie, pianificazioni e strategie varie, si sviluppa una storia meravigliosa, piena di ironia e romanticismo.... Ho adorato Percival nella sua gelosia, ho riso tanto, quando elaborava piani molto dettagliati su come affrontare Emma con raziocinio e puntualmente succedeva tutt'altro 😂 il rapporto tra lui e Percival II il cane è veramente spassoso e tenero 😍.... Ho amato Emma, una ragazza forte, che non si è fatta abbattere dalle circostanze della sua nascita, ma ha lottato per ciò che desiderava, facendo capitolare il duca con astuzia...
Lo so che non è uno storico che rispetta i canoni; lo so che Percy è un uomo monodimensionale; lo so che Emma avrebbe potuto fare di meglio e il suo atteggiamento non è consono al periodo storico. So tutto. A me comunque piace così com'è! Quando leggo un libro di Rebecca mi estraneo da quello che è il contesto perché la sua bravura sta proprio nel farti amare i personaggi con tutti i loro difetti e me ne frego altamente se le tende di broccato, all'epoca, non erano previste. In "Scacco matto Vostra Grazia" troverete un uomo con più paturnie di una donna in preciclo e una donna che ha (fortunatamente) la razionalità di un uomo; una zia scaltra e adorabile e un cane, Percy anch'esso, che è caratterizzato meglio degli umani. E ora? Scrivi Rebecca, scrivi...
Recensione in ANTEPRIMA . Emanuela - per RFS . Grande ritorno di Rebecca Quasi al Regency Style con questo romanzo, Spin-Off di Dita come farfalle, del quale vi avevo parlato non molto tempo fa (Qui La recensione http://www.romanticamentefantasy.it/r...), che ci entusiasma con due personaggi non ignoti ai fan dell’autrice: Emma, figlia illegittima di James Cavendish, duca di Rothsay, e il cognato del Duca, l’irreprensibile Duca di Clarendon, Percival.
Figure ricche di sfumature nel puro stile Rebecca Quasi: Emma è una giovane donna dotata di solida cultura e di naturale eleganza, cresciuta dalla matrigna Caroline come una Lady, in una famiglia piena di calore e amore. Nonostante la sua posizione di figlia illegittima, perciò a malapena accettata nella società dell’epoca, Emma sogna un matrimonio d’amore, un compagno degno di rispetto e meritevole del suo cuore. Il suo ideale è il matrimonio del padre con Caroline, una donna piena di qualità e una madre eccezionale.
Questo ideale d’uomo, naturalmente, è già presente nella sua vita ed è una persona che Emma frequenta e stima sin dall’infanzia: è Percival, il fratello di Caroline. Egli, al contrario della sorella, è un giovane tutto d’un pezzo, fedele ai principi del suo casato, nobilmente ancorato alle piccole manie della nobiltà dell’epoca e perciò fortemente in contrasto con l’idea dei genitori di mandare Emma a Bath per farle vivere l’ebbrezza della Stagione e dell’ingresso in società, nella speranza che qualche nobile di cuore la prenda in moglie, sorvolando su quella piccola pecca che è il diritto di nascita: la giovane è infatti illegittima ma straricca e perciò facile preda di cacciatori di dote.
Percival, che ha un bellissimo rapporto con la giovane sin dall’infanzia, non immagina che per Emma lui possa essere qualcosa di più di un amico di famiglia. Ciononostante, per lui, ossessionato dall’idea di trovarsi una moglie nobile e utile alla sua posizione, risulta terribilmente difficile disinteressarsi delle sorti di Emma, dalla quale non riesce a stare lontano e verso la quale prova un’attrazione sempre più violenta, tanto da mettere a repentaglio il suo proverbiale self-control.
In un susseguirsi di piccoli e grandi scontri, il rapporto tra i due arriverà a un bivio a causa di personaggi di pochi scrupoli che metteranno a repentaglio la vita e l’integrità di Emma, ma Percival avrà un asso della manica…
Una storia frizzante, fresca e ricca di sfumature, popolata, come di consueto, da tanti personaggi caratteristici che aggiungono verve a spirito al meraviglioso quadro della storia.
Un’incantevole storia d’amore dove i protagonisti non dimostrano assolutamente i duecento anni che ci separano da loro.
“Se Emma si fosse sposata, (e sarebbe successo, perché era ricca e bellissima), la loro strana amicizia sarebbe finita del tutto. Nessun marito sano di mente avrebbe permesso alla moglie di giocare a scacchi con un altro, di questo Percival era certo. Almeno lui non glielo avrebbe permesso. Troppo intimo. Giocare a scacchi, per certi versi, è come fare l'amore.”
Leggere i romanzi di Rebecca Quasi è sempre un’esperienza meravigliosa che mi lascia soddisfatta e felice. Avevamo già incontrato la piccola Emma, figlia amatissima ma illegittima di James il Duca di Rothsay, e Percival Duca di Clarendon e fratello di Caroline nel primo libro. Dopo undici anni il Duca di Clarendon si accorge che Miss Emma Thomson è diventata davvero una splendida giovane donna e non tollera l’idea che lei debutti in società per trovare marito. Emma, dal canto suo, è consapevolmente innamorata fin da bambina di questo nobile gigante, così rigido e attento all’etichetta e alle convenzioni sociali dell’epoca ma che non le ha mai nascosto la verità su nulla e da cui ha imparato tanto. Degno spin-off di Dita come farfalle, la loro storia, il loro tira e molla tra passione e lucidità si sviluppa proprio come una partita a scacchi e le mosse dell’uno e dell’altra sono studiate per sfidare l’avversario a fare la mossa successiva che ci si aspetta. Emozionante, divertente, intelligente questo libro è fedele allo standard elevato a cui l’autrice ci ha abituate con personaggi originali, ben caratterizzati, assolutamente moderni per l’epoca e che interagiscono con naturalezza tra di loro e con tutti gli altri che gli gravitano intorno. Le scene in cui Percival è costretto a soffocare la sua furente gelosia sono tra le più divertenti e dolci che abbia letto.
“La scena che gli si aprì davanti era silenziosa: zia Augusta fingeva di leggere in poltrona, Percival II, il cane, sonnecchiava davanti al camino e Emma stava giocando a scacchi con un altro. Lord Osborne. Se non si aprirono le cateratte del cielo e il Dio delle Vendette non mandò un secondo diluvio, fu solo per mancanza di scambi diretti tra Lui e il duca.”
La prosa è sempre elegante e ricercata anche nella descrizione delle scene d’amore che risultano molto intime e appassionate. Periodi brevi, dialoghi frizzanti e ritmo serrato ne fanno una lettura piacevolissima e coinvolgente. Anche stavolta il pov è in terza persona ma l’autrice è talmente brava che riesce a farmi apprezzare anche questo stile di narrazione che di solito non mi piace.
L’autrice è indubbiamente brava, ma la storia non mi è piaciuta, credo dipenda dalla mia avversione per gli storici, ma ho trovato frustrante soprattutto la prima metà del libro. Ho apprezzato di più l’altro episodio di cui questo libro è il seguito
Molto bello, unico neo i tre giorni da sposini, avrei gradito tre giorni di vita matrimoniale soprattutto dopo tutte le pippe mentali del duca, mi aspettavo un qualcosa in più.
3,5 - Molto bello sino al 70%. Alcune battute mi hanno strappato risate a kindle acceso. Adorabili Cane e zia Augusta. Il restante 30% (tutta la parte della visita medica, il passaparola dei domestici... il tira e molla tra i due... a che pro?) è il fiocchetto superfluo che la commessa aggiunge a una confezione che andava già bene e che rischia di rovinarla.
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...Mia cara,gli uomini non sono creature maneggevoli. Il buon senso? Del tutto recluso,per non parlare delle verità lapalissiane che sfuggono loro inesorabilmente. Ora non possiamo impegnare quantità bibliche di tempo per condurli a vedere la luce con consapevolezza. A volte .... occorre prendere piccole scorciatoie per il loro bene..." 😂 Molto arguta lady Hussain. E niente.....anche qui ci vanno le ⭐⭐⭐⭐⭐...☺️
Scacco Matto Vostra Grazia mi ha letteralmente conquistata. Rebecca Quasi con lo stile asciutto e ironico che la contraddistingue ha creato due personaggi che mi hanno fatta innamorare.
Emma, figlia illegittima del duca di Rothsay che ritroviamo nel romanzo Dita come Farfalle, è diventata ormai una donna e deve affrontare il momento più atteso per una fanciulla, cioè il debutto in società. Intelligente, spigliata, raffinata, furba, di una bellezza che conquista, Emma sembra avere tutte le carte in regola per fare un buon matrimonio, ma non è così. Le circostanze relative alla sua nascita pongono un freno a ciò che Emma può davvero aspirare nonostante la dote da capogiro. Il fatto di essere una figlia illegittima non verrà dimenticato di certo dalla società inglese e dalla stessa nobiltà circoscritta a regole rigide e ben definite. Stesse regole che lo stesso duca di Clarendon, fratello della matrigna di Emma, le ha più volte spiegato nel corso degli anni per renderle più chiara la sua posizione.
Percival Webster, duca di Clarendon, è uno di quei nobili che si attiene strettamente alle regole descritte dalla società, per lui ogni cosa deve essere al suo posto, comprese le persone. Il fatto che Emma sia stata educata e cresciuta in casa del padre e della sorella nonostante la sua nascita lo ha messo in difficoltà. Da un lato è fermamente convinto che le regole siano giuste e fatte per essere rispettate, dall'altro non riesce a pensare che queste si debbano applicare anche ad Emma. Percival vive una sorta di epifania quando incontra la stessa bambina a cui aveva insegnato ad giocare a scacchi ora divenuta una donna. Una donna bellissima a cui sembra non riuscire a resistere, sebbene ci provi davvero in tutti i modi e per molto tempo.
La relazione tra Emma e Percival è come una lunga partita a scacchi, le mosse devono essere ponderate, ben piazzate, gli stessi dialoghi sembrano una continua tensione verso la vittoria dell’una o dell’altro. Gelosie, bugie, agguati, ironia, controllo tutti questi sono elementi del loro rapporto odio/amore. Un equilibrio sia personale che “sociale” sarà difficile da conquistare, ma non per questo impossibile. Entrambi hanno un piano di gioco in mente, ma punteranno davvero allo stesso obiettivo?
Una relazione che s’intreccia tra eventi mondani, garden party, balli e passeggiate a cavallo, prima a Bath e poi Londra, e che vede degli ostacoli nei pettegolezzi e nella malvagità di uomini e donne che giustificati dal nome o da un titolo nobiliare pensano che le loro azioni possano essere giustificate o accettate. Molti i personaggi secondari, sempre ben caratterizzati e ben descritti, che svolgeranno, nel bene e nel male, un ruolo fondamentale per lo sviluppo della storia e del rapporto tra Emma e Percival.
Nessun marito sano di mente avrebbe permesso alla moglie di giocare a scacchi con un altro, di questo Percival era certo. Almeno lui non glielo avrebbe permesso. Troppo intimo. Giocare a scacchi, per certi versi, è come fare l’amore.
In conclusione, se amate come me il genere e avete adorato Dita come farfalle, non potete perdervi Scacco matto Vostra Grazia perché è un romanzo che vi cattura e non vi lascia più andare.
Percival Webster, Duca di Clarendon, è il fratello di Caroline, la protagonista del bellissimo romanzo “Dita come farfalle.”
Emma è anche lei un personaggio già conosciuto nel precedente libro, si tratta infatti della figlia illegittima di James Cavendish, duca di Rothsay e cognato di Percival.
In un’epoca in cui il mondo reale è spietato e insidioso, la giovane Emma, lotta contro una società retrograda e limitante, tipica dell’epoca.
L’unico modo per liberarsi della sua condizione è sposarsi. A questo scopo si reca dunque a Bath, accompagnata dalla fedele Lady Augusta.
Qui però, non essendo abituata ai modi affettati delle Lady e le troppe libertà che si concedono i Lord, viene protetta dalla mitica zia Augusta, che la trascina ai vari ricevimenti, e da Percival, che assume il suolo non richiesto di mastino napoletano brontolone.
Questo romanzo è divertentissimo. Emma è una giovane donna scaltra, bellissima e disarmante, dotata di una mente acuta, fin troppo per una donna con il sangue “azzurrino”.
Ma questa sua acutezza è anche un errore di Percival, visto che quando Emma era ancora una bambina, le aveva insegnato tutto quello che sapeva sulla società e sul gioco degli scacchi, rendendola l’avversaria più degna del circondario, e creando con lei una sintonia speciale.
Unico inconveniente? Emma da bambina si è trasformata in una splendida donna e Percival, il duca tutto d’un pezzo con la scopa in culo, fa fatica a limitare la confidenza con lei, come la società imporrebbe.
Il papabile matrimonio del Duca con Lady Albertina sconvolge gli equilibri e se poi ci aggiungiamo la presenza di un farabutto alle costole di Emma, allora è proprio semplice perdere il controllo e mandare a pallino le leggi non scritte della società!
“Quell’uomo era imprevedibile, fuoco sotto la cenere…”
Se anche voi siete curiosi di leggere la storia di Emma e Percival, non perdetevi questo libro! I dialoghi tra i due sono veramente esilaranti!
Certo, magari alla fine vi viene voglia di entrare dentro al kindle e prendere a testate il buon duca… ma tutto è bene quel che finisce bene!
Bravissima come sempre la nostra Rebecca, oramai riconoscibile tra mille, per stile e plot.
Un romance tutto sommato piacevole, a tratti divertente e ironico, scritto bene. Mi è sembrato però un po' troppo tirato per le lunghe e quindi, ad un certo punto, le elucubrazioni di Clarendon, le sue paturnie, la sua fissa per il decoro, il rispetto della forma e bla bla bla mi hanno annoiato un po'...
Avete presente quando aspettate di vedere come un’autrice di storici riesce ad aggirare ostacoli che le regole sociali del periodo impongono? Quando ho letto la trama di questo ultimo lavoro di Rebecca Quasi, ero davvero curiosa: dopotutto al tempo non si scherzava e il Ton non perdonava e nemmeno si curava di amori puri e profondi… Ma come sempre quest’autrice mi ha saputa stupire! Va comunque detto che lei stessa confessa di essersi presa delle licenze, ma la trasformazione che ha saputo imprimere a Vostra Grazia il Duca di Clarendon è stata magnifica.
Ma partiamo dall’inizio: i protagonisti di Scacco matto Vostra Grazia sono comparsi nel precedente storico di Rebecca Quasi, quel Dita come farfalle che mi aveva permesso di conoscere una nuova strepitosa autrice italiana, la Quasi appunto. Emma era la figlia illegittima del duca di Rothsay, allevata amorevolmente da lui e dalla sua sposa, Caroline Webster; suo fratello, Percival Webster, integerrimo e austero erede del titolo, aveva intessuto un profondo rapporto con la bambina e le aveva insegnato a giocare a scacchi in modo superbo. Ora Emma è cresciuta: ha la giusta età per debuttare in società e trovarsi un marito. Certo non sarà facile per lei, che pur disponendo di una ricchissima dote, è e rimane una figlia illegittima. Tuttavia può contare sull’aiuto di Lady Hussain, la zia di Caroline e Percival, che si prodiga in ogni modo possibile per aiutare la bellissima ragazza. Ma, stranamente, anche Percival decide di non abbandonare Emma al suo destino, spinto dal desiderio di aiutarla; o almeno è questo che si ripete quotidianamente, perché in realtà il pensiero che Emma vada in sposa a chiunque lo inquieta assai…
Percival è però un Duca fatto e finito: consapevole della diversa condizione sociale e convinto assertore della necessità di mantenere e perpetuare queste nette differenze. Tanto che ha pianificato la sua vita in ogni particolare, decidendo di maritarsi unicamente per avere un erede e scegliendo la sua futura duchessa con analisi pressoché matematica; paradossalmente infatti Lady Albertina, occhi bovini, è la candidata perfetta perché, udite udite, non è bella, né troppo intelligente; non è brillante ed è assolutamente poco appariscente. Requisiti ideali da cercare in una moglie!!! Peccato che il conteggio di certe ore lo mandi in tilt… Fin dalle prime righe cogliamo l’ironia che è un tratto distintivo di quest’autrice, da me molto apprezzato. Ironia e stile elegante, che rendono la lettura scorrevole e seducente. Mi sono divertita anche a leggere degli equivoci sorti sulla scelta del nome del nuovo cane di Emma; è assodato: adoro l’umorismo sottile, ma permeante, di Rebecca Quasi!
Ora, Percival è sconcertato dal cambiamento di Emma: aveva lasciato una ragazzetta ossuta e ritrova una donna dalla bellezza disarmante; ma la cosa che rende tristi il Duca ed Emma, è comprendere nell’arco di pochi minuti che il loro rapporto è oramai cambiato: la complicità di un tempo ha lasciato il posto a una certa inquietudine d’animo, che turba il Duca e lascia amareggiata Emma, consapevole di aver perso la confidenza profonda che l’ha sempre legata a Percival. Ma sarà davvero così? Intanto sembra che i due non riescano a stare lontani: e cos’è quella strana tensione che serpeggia improvvisamente tra di loro? Anche la reazione di Percival allo stuolo di corteggiatori che circondano Emma nelle occasioni di ritrovo della nobiltà inglese puzzano un po’; per non parlare del fatto che arriva addirittura a farle da chaperon! Molto poco ducale direi…
Le vicende si snodano con risvolti inaspettati e con conseguenze inattese; mai ci abbandona la grande capacità di Rebecca Quasi di creare situazioni verosimili e soprattutto condite di dialoghi molto avvincenti e appassionanti. Assistiamo ammirati e trepidanti alle loro schemaglie e al loro confrontarsi in mezzo alla folla che anima il bel mondo. Si studiano anche da lontano e la partita a scacchi che giocano a distanza stranamente continua anche in senso figurato. Il personaggio di Emma è inoltre riuscitissimo: è bella, ma non si tratta solo di questo; è audace, intuitiva, brillante, e sa giocare molto bene! Non solo agli scacchi: la partita che sta giocando ora è fatta di mosse caute e studiate, proprio come sulla scacchiera, ma l’obiettivo finale è di altro genere.
Il compassato duca di Clarendon sembra perdere parte del suo aplomb, soprattutto quando gli tocca vedere certe scene ed è davvero divertente assistere alla sua trasformazione. In una società rigidamente incasellata come quella della nobiltà inglese dell’Ottocento era davvero difficile essere diversi: ognuno occupava un posto nella scacchiera della vita ed era costretto a recitare la sua parte senza possibilità di cambiarne il copione. La separazione sociale era così netta, che era impensabile un rimescolamento delle carte: lo stesso Percival è fermamente convinto che sia impossibile stravolgere la situazione e a mente fredda e lucida emette sentenze che lasciano poche speranze a Emma e alla sua condizione di figlia illegittima. Cosa lo spinga quindi a cambiare idea e soprattutto come avvenga questa trasformazione è tutto nella magica penna di Rebecca Quasi. Bella, no, bellissima, la descrizione dell’incontro tra Emma e Percival nel salotto dopo il concerto tenuto dal soprano italiano: un condensato di quella che è la situazione tra loro. Ho amato particolarmente la disamina dell’autrice sul Duca di Clarendon: è evidente la sua lotta interiore! E la confessione di Emma il giorno dopo mi ha lasciato con il fiato sospeso: è davvero coraggiosa questa giovane donna! Mi è piaciuta fin da subito la sua capacità di affrontare le cose a testa alta, con serenità, nonostante la sua condizione la ponga in situazioni sgradevoli e talvolta imbarazzanti, se non addirittura pericolose. È una provocatrice, Emma, e il Duca ha trovato in lei una degna avversaria nel combattere la battaglia della vita. Tuttavia è necessario un drammatico incidente per smuovere le acque… Povero Duca! Vi confesso che a un certo punto mi ha fatto una grande tenerezza; non vi posso svelare il motivo, ma diciamo che la partita non è più in mano sua…
Altri due grandi personaggi alla Quasi: maestoso lui, ma strepitosa lei, una di quelle eroine a cui tutte vorremmo assomigliare, capace di grande forza, ma anche di arguzia e intelligenza. Dalla sua ha fin dall’inizio un altro portento della natura: quella Lady Hussain che è un’altra voce fuori dal coro della società del tempo; mi ha fatta morire dal ridere in certe situazioni, soprattutto se le contestualizziamo nel periodo storico di svolgimento! Ovvio che lei ed Emma abbiano stretto un rapporto molto intimo e confidenziale: sono due donne fenomenali e troppo avanti per le menti abiette e retrograde del Ton descritto dall’autrice. Insomma, di più non vi posso dire, se non di non perdere la lettura di questo romanzo, soprattutto se amate gli storici o i libri magnificamente scritti!
Rebecca Quasi è una di quelle autrici di cui ho sempre sentito parlare tanto, e sempre molto bene, ma di cui non avevo mai letto nulla. E devo dire che questa prima lettura mi ha fatto capire molto bene perché sia così tanto apprezzata, e il perché io debba darmi una mossa a recuperare il resto della sua bibliografia.
Ho trovato la trama davvero intrigante sin dalla primissima pagina. Per questo motivo mi è stato davvero difficile mettere giù il libro, tant’è che mi sono ritrovata a divorare il romanzo: l’ho letto talmente velocemente che nemmeno mi sono accorta che si trattava di un libro da 450 pagine! E questo è merito sia della bellissima trama, sia, soprattutto, della scrittura dell’autrice, che ho trovato molto fluida e che mi è proprio piaciuta: è una scrittura piacevole, che si fa leggere volentieri.
Per quel che riguarda i protagonisti, Emma mi è piaciuta molto. L’ho trovata una ragazza molto sveglia e risoluta, e anche molto simpatica. Percival, invece, è stato il neo di tutto il romanzo, l’aspetto davvero negativo del libro. Non sono proprio riuscita a sopportarlo, dalla prima all’ultima pagina. Ogni volta che apriva bocca e tirava fuori le sue idee mi veniva voglia di strangolarlo. All’inizio speravo vivamente che andando avanti cambiasse, ma presto mi sono accorta che non solo non era così, ma anzi, più leggevo più peggiorava, anche perché i suoi pensieri diventavano sempre più confusi e contrari ai suoi modi di fare.
Nel complesso un libro molto carino. Devo decisamente recuperare gli altri di quest’autrice!
Da ragazzina passavo l’estate a guardare film ambientati in altri secoli; ho letto tutta la bibliografia di Jane Austen; Jane Eyre è in assoluto uno dei miei libri preferiti; fino a qualche tempo fa, se mi avessero chiesto in quale epoca avessi voluto vivere, avrei asserito che il mio secolo era l’Ottocento, senza se e senza ma (non me lo richiedete oggi!). Rebecca Quasi, pur rivisitando in maniera tutta sua quel secolo, è riuscita a farmi riappassionare, ancora, ad una lettura che credevo di non riuscire ad amare più, almeno non così tanto.
Sarà che la sua penna ormai per me è certezza di gradimento, sicurezza che attraverso le sue pagine sognerò, riderò, rifletterò ed avrò voglia di entrare, proprio, nelle sue storie, ma questo libro, ha ampiamente superato le mie aspettative, facendomi sognare, un po’; facendomi ridere, tantissimo; facendomi venir voglia di entrarci dentro e conoscere Percy - l’uomo, ancora di più che tantissimo!
È uno storico, come dicevo inizialmente, in cui, come dice la scrittrice stessa, non ci sono uomini “malaticci, sporchi e poco attraenti” e le donne sono forse più volitive di come fossero in realtà, gli obblighi sociali sembrano non solo non esistere ma sono derisi attraverso le voci dei protagonisti stessi. La sua penna va talmente leggera e sicura che potrebbe anche descrivere situazioni completamente anacronistiche ma io crederei comunque a tutto ciò che lei scrive.
Ciò che contraddistingue i romanzi della Quasi, sia i contemporanei e sia gli storici, forse anche più in questi ultimi, è il suo elevatissimo senso dell’ironia. Sono i suoi dialoghi irriverenti, intelligenti, spigliati ed assolutamente spassosi. Ho riso. Fondamentalmente ho riso, ma non per scene comiche, anche se non sono certo mancate, ma perché Rebecca è una che sa far sorridere, e non è da tutti farlo senza scadere nel ridicolo, nel patetico e nell’ovvio.
I suoi personaggi, primo tra tutti “Percy - l’uomo” e non certo “Percy -il cane”, è l’uomo dei miei sogni. Senza dubbio. Non è romantico, è estremamente pragmatico e realista, usa il suo potere ed i suoi soldi per ottenere non ciò che vuole, ma per realizzare le cose giuste. Ha una lingua tagliente ed un’intelligenza al di sopra della media. Spiccatamente ironico, ma anche sensibile ed accorto, almeno nei confronti di chi gli interessa. Veramente e profondamente. Come è tipico del suo tempo, ha un senso dell’onore altissimo ed ha un unico punto debole: Emma, la figliastra non riconosciuta di sua sorella. Educata in maniera molto liberale ed aperta, fregandosene addirittura di obblighi e circostanze, ma pur sempre facente parte di una società in cui se sei una figlia nata fuori dal matrimonio, anche se tuo padre è ricco ed è un nobile, anche se la moglie di tuo padre ti ha riconosciuto come sua figlia, ti ha cresciuto ed amato come tale, Emma resta sempre una figlia illegittima. Impossibile poter aspirare ad un matrimonio “importante”, facoltoso e canonico, ma alla nostra Emma non interessa fare un matrimonio vantaggioso, perché lei ha un solo punto debole: Percy.
Percival che l’ha vista crescere, che non l’ha mai vista solo come una dolce e debole creatura, che l’ha sfidata in mille occasioni per farle uscire il suo carattere ed il suo notevole acume, che le ha permesso di conoscerlo attraverso il gioco degli scacchi, che l’ha scrutata attraverso una scacchiera e che non ha potuto proprio evitare di innamorarsi di lei. Anche se lui non deve innamorarsi. Anche se è fuori luogo che un matrimonio contempli l’amore, anche se lei è l’ultima persona da cui sentirsi attratto e da amare.
Rebecca Quasi ci ricorda che nei libri non è solo lecito SOGNARE, ma è doveroso farlo, soprattutto se la sua penna ci restituisce tante espressioni ebeti e tanti sani sorrisi.
Il punteggio reale sarebbe tra le tre e le quattro stelle, ebbene si lo ammetto, questo è uno dei romanzi della Quasi che mi è piaciuto meno, soprattutto quando entra in gioco la cantante italiana. Per fortuna nell’ultima parte c’è un notevole miglioramento. Ho trovato il protagonista poco interessante, troppo attento alle regole della società e un po’ bigotto. Mi è piaciuta tantissimo la zia, è l’unica che ha capito tutto e che sa cosa davvero conta e cosa bisogna fare, oltre al fatto che ha un umorismo davvero sarcastico.
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Dopo aver letto e adorato Dita come farfalle ho voluto leggere anche questo libro, che è assolutamente autoconclusivo, ma i protagonisti li abbiamo già conosciuti nel precedente.
Emma è una figlia illegittima di un Duca, cresciuta secondo una rigida educazione al Ton, ma con anche la possibilità di elaborare un pensiero suo, anzi spronata a farlo. Sa che è una condizione speciale e difficile, in quanto il fatto di essere illegittima la pone in condizione di essere additata come diversa, come di non “degna” rispetto agli altri appartenenti al Ton, ma aver vissuto insieme alla famiglia titolata ed essere educata in modo inappuntabile la rende desiderabile. Oltretutto è bellissima e con una dote da capogiro. In tutto questo entra in gioco Percival, Duca di Clarendon e fratello della moglie del padre della ragazza. Nessun legame di sangue, ma una conoscenza, e reciproca ammirazione, che ha le basi da tempi lontani.
Percy non ha mai infiocchettato la verità a Emma, le ha sempre presentato la realtà cruda di come la società la vede. Nel contempo le ha insegnato a ragionare, attraverso gli scacchi, a elaborare strategie che lei ora che ha 18 anni ed è in cerca di marito, non può non attuare. Ma cosa succede se i sentimenti si mettono in mezzo e rovinano tutti i piani ben congeniati?
Ho adorato questo libro, mi è piaciuto tantissimo. La Quasi mi piace, il suo stile è coinvolgente e sempre con un sottofondo ironico, che lascia un sogghigno, più che un sorriso, sulle labbra.
Non sono navigata nei romanzi storici, ho iniziato a cercarli da poco, ma ho adorato la rappresentazione della società londinese di quel periodo. Mi è piaciuta la questione delle classi sociali, del Ton, della falsità intesa quasi come qualità, dell’apparenza che è fondamentale per tutto. Secondo me l’autrice ha fatto un ottimo lavoro nella costruzione dell’ambientazione, facendo capire bene al lettore il pensiero della gente di quell’epoca. ... continua sul blog
"Era strano, ma si aveva sempre la sensazione che fosse l'estate a portarsi via il tempo e le cose. Quando cambiava l'anno sul calendario, era pieno inverno, tra dicembre e gennaio non c'era mai una differenza. Con agosto, invece, si chiudeva sempre qualcosa di importante: una vacanza o un periodo spensierato; quell'anno addirittura finiva l'infanzia con i suoi straordinari privilegi."
"Ancora una volta constatò che chi aveva inventato il rito del tè doveva essere un genio. Per quanto piccola, una tazza di tè, tenuta in equilibrio sul piattino e rimestata inutilmente da un cucchiaino, costituiva un'occupazione eccellente per celare stati d'animo e non dire più di quanto non si fosse disposti a rivelare"
"Chi vive per commentare i casi altrui, chi non ha interessi vivi e veri e deve prendere in prestito quelli degli altri, non è così raffinato nel ragionare. Sta in superficie, beve e riporta, copia e ricicla le chiacchiere che sente, senza porsi su di esse la benché minima domanda."
La prima metà si meriterebbe cinque stelline: l'ho trovata davvero deliziosa e piena di correnti sotterranee, ma non troppo, fra i due protagonisti. Purtroppo nella seconda parte il rapporto fra Emma e il duca perde molta della verve e dei sottintesi nascosti fra loro, finendo in un tira e molla incomprensibile, e per questo il mio giudizio complessivo viene molto ridimensionato. Bellissimi i personaggi di Cane/Percy secondo, e di zia Augusta e mr.Moran.
Torquay, Bath, Londra. 1830. “I matrimoni d’amore sono una sciocchezza, un’assurdità” E’ con questa convinzione, che Percival Webster, duca di Clarendon, pondera con assennatezza, di chiedere la mano di Lady Albertina. Rispettando colei alla perfezione tutti i canoni che la società richiede, il fatto che non sia così bella, ne intellettualmente intrigante, sono elementi che passano in secondo piano. L’attrazione fisica, peggio ancora l’amore, rende l’uomo debole e la figura del duca integerrimo, non può essere scalfita da sentimenti frivoli tipici delle donnicciole… o come quegli smidollati dei duchi di Rothsay.
A proposito di questi, un anno è passato dall’ultima visita di Clarendon a sua sorella Caroline, ma sembra sia trascorsa una vita di fronte alle tante novità che gli si prospettano. La famiglia continua a crescere ma soprattutto rimane stupito di fronte a quel fiore sbocciato così in fretta. “Emma era alta, flessuosa, bella. Splendente, anzi. I riccioli neri erano trattenuti in modo un po’ arruffato sulla nuca, lasciando scoperto il collo lungo e sottile. (…) A quel punto si degnò pure di guardarlo, trafiggendolo con quegli occhi del colore di un oceano in tempesta. Percival ricordava quella tonalità di verde, ma non il taglio da gatta. Una donna perbene non poteva avere occhi simili.” Miss Emma Thomas, ragazza senza titolo e dalla nascita etichettata, presto dovrà essere condotta in società, con lo scopo di farla maritare. La complicità, l’esperienza ma soprattutto il prestigio di zia Augusta, si riterranno necessari ad introdurla al Ton. Piuttosto che l’insidiosa Londra, la discrezione di Bath risulta essere la soluzione più opportuna.
Emma, ragazza dai gusti difficili, si trova a rifiutare anche quelle poche proposte. Percival non solo concorda con le decisioni della giovane, ma piuttosto preferirebbe che se ne tornasse nella tranquillità del Devonshire. Ma perché quell’irrequietezza? Ha captato qualcosa di losco il duca, o semplicemente sta lottando perché il seme dell’amore non germogli mai in lui? E se ci fossero più motivi validi a destabilizzarlo? Emma, dal canto suo, ha le idee chiare e prende l’idea di iniziare a fare i suoi esperimenti… “Io sono per i sotterfugi. (…) Tutto è pericoloso o insidioso. Ho intenzione di giocare sporco, o barare. Non mi va che solo perché il mondo considera sconveniente una cosa, questa mi sia preclusa.” Lui le ha insegnato a giocare a scacchi, svelando trucchi e strategie. Anni nei quali, Emma ha digerito tutto ciò che Percival le metteva sul piatto con durezza, nel bene e nel male… ed è forse anche per merito suo se è diventata arguta, scaltra intelligente e brillante. Ora si sfidano alla pari. L’allieva che tiene testa al maestro, lei che non aspetta altro che fare “Scacco Matto”… Non sarà così facile, figure torbide si metteranno sul loro cammino e cercheranno di minare ancor di più la posizione scomoda di Emma cercando di trarne dei vantaggi. Lotte estenuanti per sfuggire, per non avvicinarsi, per difendersi e per proteggere. Tutta per colpa di quel sentimento stupido ed inutile che è l’amore… Ma poi resta sempre quell’interrogativo… Come occupare quelle quindicimila ore?
Ogni volta che prendo in mano un romanzo di Rebecca Quasi, penso che non ce ne possa essere un altro più bello, e invece quello successivo è pronto a lasciarmi per l’ennesima volta a bocca aperta. L’autrice, approdata alla Dri Editore con “Dita come farfalle”, si è appropriata della classifica Amazon in brevissimo tempo. Un grandissimo successo, Dita, che ha lasciato un giovane ed una bambina, entrambi saccenti, arguti e intellettualmente complici, fermi su una scacchiera, con una partita in corso… La Quasi li ha rimessi uno di fronte all’altra, per riprendere quella partita… che si rivelerà ostica, intrigante, pericolosa, ammaliante e dipendente. Dipendenza per il lettore, che dopo due mosse ben studiate, rimarrà incollato lì, giocando a rimpiattino tra uno scambio di battuta e l’altro, dei protagonisti. Avvalendosi l’autrice della terza persona, ci avvicinerà ancor di più ai pensieri dei protagonisti, che ancora una volta è riuscita a sviscerare per mostrarceli anche sotto ogni loro debolezza. Si aggiungono in “Scacco matto, Vostra Grazia” personaggi di spessore, e non mi riferisco solo ad Emma e Perci. Tra le tante, una personalità scaltra, lungimirante, furba sopra a tutti, pronta a farvi fare anche qualche sorriso sarà zia Augusta, che a tratti sembrerà quasi tenere le fila, cadenzando ritmo e tempi … “… hai il mondo in tasca e non lo sai” Un romanzo diverso, a mio avviso, per la Quasi. Rispettosa delle etichette, dell’epoca, sempre ben inserita nel contesto storico, ho trovato Scacco Matto veramente sublime. Ad una bella storia d’amore ha aggiunto, oltre qualche pagina in più , suspense e un intreccio più ampio… tanto che ad un certo punto, per una penna meno esperta, il romanzo avrebbe potuto fermarsi. Ma l’autrice non si è limitata ed ha voluto darci il suo “Scacco Matto”. Da leggere, per capire che esistono diversi punti di vista che possono alla fine convergere, creando qualcosa di meraviglioso. Alchimie e complicità nascoste pronte a scatenare uno tsunami di emozioni. L’ennesimo inchino a Rebecca Quasi . “Un vero Scacco Matto”
Un altro bel colpo di Rebecca Quasi. Mi sono divertita tantissimo a leggere di Emma e Percy (non il cane). Due caratteri agli antipodi che troveranno il loro punto d'incontro, anche se il nostro duca ci farà penare. Mamma mia che zuccone!
posso dirlo? Amo la scrittura della Quasi, amo i suoi romanzi e i suoi protagonisti, anche se questo libro l'ho trovato diverso dal suo solito stile, ma andiamo per gradi. Dopo questa prima premessa viene una seconda, ho amato “Dita come farfalle” che per me rimane, tra i suoi storici, il mio preferito e alla fine di quel libro mi è nato un desiderio e … eccolo realizzato. Questo libro è infatti uno spin-off e i protagonisti Emma e Percival, li incontriamo già nel precedente. Va detto che per quanto questo sia uno spin-off si può leggere tranquillamente come auto-conclusivo, anche consiglio la lettura di “Dita come farfalle” per due motivi: 1) è una storia bellissima e sarà difficile non innamorarsi di James e Caroline 2) conosciamo dei giovani Emma e Percival e, forse, riusciamo a capire meglio certi pensieri dei personaggi, per quanto la Quasi è stata davvero perfetta nel descriverli.
Dopo questa lunga premessa, entriamo più nel dettaglio. Come già detto i protagonisti di questo libro sono Percival Webster, settimo duca di Clarendon, fratello di Caroline, ed Emma Thomas figlia illegittima di James Cavendish Duca di Rothsay.
Percival è il classico duca, figlio di quella società e di quel tempo. Rigido, inflessibile, secondo lui le leggi della società sono sacrosante e inviolabili, ogni essere umano nasceva in un dato posto e li doveva stare, anzi alcune persone non dovevano proprio nascere perchè “La suddivisione dei ceti era il capisaldo delle sue più radicate convinzioni” (cit). Non dovevano esistere persone senza posto nel mondo, e nel caso dovevano restare in disparte, nell'ombra, tutto doveva rientrare in una logica sociale appunto. I sentimenti? Non servono a niente, anzi creano solo problemi, sopratutto all'interno del matrimonio, è disdicevole che ci siano dei sentimenti tra i coniungi, il matrimonio è un istituto atto a portare avanti il casato a creare un erede, marito e moglie devono interagire il meno possibile. La sua più grande passione?? gli scacchi Emma è l'amata illegittima di un duca, accolta e amata come una figlia naturale da Caroline. Haricevuto un'educazione pari a quelli dei fratelli nati dal matrimonio tra il padre e Caroline, ha ricevuto un'istruzione accademica ed è cresciuta in un ambiente amorevole. Vuole trovare il suo posto nel mondo, un marito che la ami e la rispetti, che non la tratti con supponenza e indifferenza, che tenga conto del suo pensiero e la tratti come sua pari, insomma vuole quello che ha respirato per un decennio nella sua famiglia. A cercare di porre rimedio agli “errori nell'educazione” ci penserà il fratello della matrigna, Percival con cui instaura fin dalla più tenera età un rapporto fatto di dialogo e conoscenza, dove schiettezza e sincerità saranno messi al primo posto. La sua passione? Gli scacchi Saranno quelle lunghe partite face to face o protratte per lettera che permetteranno a Percival e Emma di costruire nel tempo un forte legame. Tutto cambia quando Emma cresce, e da allampanata adolescente diventa una bellissima donna. Tutto cambia quando i duchi di Rothasay decidono di far debuttare Emma in società. Percival si troverà a combattere una dura lotta tra se stesso, quello in cui ha sempre creduto e quello che Emma suscita in lui. Emma sa cosa vuole, sa che vuole Percival e farà di tutto per combattere contro i suoi pregiudizi e le sue idee. Cosa può unire un duca e una figlia illegittima??? La vita, come gli scacchi, è fatta di mosse e di attesa, di studio e conoscenza dell'avversario, e così come in una partita a scacchi Emma e Percival si troveranno a fare le loro mosse nello scacchiere della vita, ma niente è come sembra e niente va come dovrebbe andare. Meravigliosi sono i personaggi secondari su tutti spiccano Percival il Cane e Lady Hussain, zia di Caroline e Percy, che prenderà sotto la sua ala protettrice la giovane Emma, accompagnandola a Bath per debuttare in società e poi a Londra. Non mancheranno personaggi da odiare tra tutti la “duchessa perfetta” Lady Adelina e Lord Osborne corteggiatore di Emma. Come ho detto precedentemente ho atteso questo libro e ho atteso di veder capitolare “Percynonilcane” ma devo dire che questo capitombolo la Quasi ce lo ha fatto sospirare, anche se … Dire che ci sia stato qualcosa che non mi è piaciuto, non è corretto, diciamo che qualcosa non gli ha permesso di raggiungere la perfezione, e questo qualcuno è priprio il suo protagonista, da un personaggio così intelligente mi sarei aspettata un diverso uso della suddetta intelligenza. Proprio questo aspetto del protagonista maschile così rigido, ligio, integerrimo ha tolto un po' di quel brio che solitamente trovavo nei libro di questa autrice. Un libro che consiglio? Senza ombra di dubbio si, se si ama lo storico, se si vuole una bella storia, anche se un po' “mentale” e non ci si fa fermare da questo aspetto.