Chi è realmente Nakamura Himari? E Fabio Assili è veramente uno studente squattrinato? Davvero Sarah Connors è una violinista che sogna i grandi palcoscenici? I gemelli Bonafede sono proprio ciò che dicono? E cosa unisce queste persone? Perché le loro vite sono così collegate fra loro come i frammenti di vetro colorato di un caleidoscopio che ad ogni piccolo movimento si dispongono in modo diverso per generare nuove e differenti combinazioni? La risposta è lì, in via Roma al numero 18. O forse no, la risposta è già dentro ognuno di noi.
L'autore Franco Filiberto è nato in Calabria nel luglio del 1948. Per circa dieci anni è stato ufficiale presso la Brigata Paracadutisti Folgore a Pisa e Livorno. Attualmente vive e lavora a Pisa dove svolge l’attività di pubblicitario con il ruolo di art director. Suoi racconti sono presenti in varie raccolte e antologie. Il suo thriller “Le ali sulla pelle” è stato premiato al “Festival Internazionale Giallo Garda 2015” e al “Holmes Awards 2016”. Nel 2016 ha pubblicato una raccolta di racconti gialli dal titolo “Di nuvole, brugole ed altri misteri”, premiato al “Festival Internazionale Giallo Garda” nella categoria ebook. Nel 2017 ha pubblicato il thriller “La mossa del gambero” sequel di “Le ali sulla pelle”. Nel 2019 ha pubblicato con la Oakmond Publishing “La madonna del fosso”, “Blowin’ in the wind” e “29 Febbraio”.
Un parà scrittore di gialli, lui è Franco Filiberto e questo è un libro dove i nomi non sempre appartengono agli stessi personaggi, tranne Micia, la gatta sorniona e onnipresente nel condominio di via Roma 18 in una città non ben definita. Tante storie, una più accattivante dell'altra. Tra annunci di lavoro, di ricerca appartamenti, di cessioni di attività, conosciamo un'umanità variegata e a volte psicologicamente disturbata che dà vita a episodi a volte costruiti con maestria.