Nessuno sa cosa significhi vivere come un Omega. In una società dominata dagli Alpha, i Beta possono solo immaginare e sognare di vivere un'esistenza agiata al loro servizio. Erik, un ordinario ragazzo Beta, a seguito di un incontro accidentale con il rampollo della famiglia Akerson, gli Alpha più potenti della nazione, sta per scoprire una realtà sconosciuta alle masse. Il suo odore è flebile, quasi inesistente, e il giovane Akerson Lucifer, incuriosito da questa anomalia decide di assaggiare il suo sangue per comprendere la reale natura di Erik. La scoperta è sconvolgente quanto squisita: il sangue di Erik ha un sapore di una squisitezza incomparabile e questo lo rende un Omega a tutti gli effetti. Erik viene portato nell'istituto dove i rampolli delle famiglie Alpha vengono istruiti prima di intraprendere ognuno la propria strada. Il suo solo scopo è offrire il proprio sangue per il loro nutrimento, ma ben presto Erik scoprirà che gli Alpha non usano gli Omega esclusivamente come fonte di cibo. Unico Omega costretto a servire cinque giovani Alpha annoiati, Erik si rende conto che la vita da Omega non è quell'idillio che tutti i Beta credono. Soggiogato dai loro morsi afrodisiaci, si abbandona al loro volere come un pezzo di carne succulenta da gustare morso dopo morso in attesa che il suo destino si compia: diventare una proprietà esclusiva del giovane e spietato Akerson Lucifer.
Se vi piacciono Diabolik Lovers, Obey Me! e sapete leggere ad occhi chiusi, questo libro potrebbe fare per voi.
(Scherzo.)
Partiamo dal presupposto che io sarei, in linea teorica, il pubblico perfetto per questa storia: mi piace l'omegaverse, mi piace l'omegaverse che si inserisce in una realtà politica distopica, e mi piace l'omegaverse distopico che inserisce peculiarità come succede in questa storia con gli alfa succhiasangue. Il fatto che ci fossero poi pratiche di dubbio gusto (tra schiavitù sessuale, elevate dosi di dubcon e sounding a frotte) sarebbe stato perfetto se solo il libro non fosse stato così tremendamente becero.
I problemi sono tanti, ma i principali: 1) La trama "inizia" al 50% del libro. Dico "inizia" con le virgolette perché a tutti gli effetti c'è giusto un piccolo, misero accenno, ma almeno qualcosa si smuove. Solo che tutto il fulcro di quella che potremmo chiamare trama se fossimo così generosi si concentra nelle ultime 20 pagine, il che davvero non è concepibile.
2) Lo stile. Per carità, la punteggiatura è impeccabile, persino la grammatica, a parte qualche congiuntivo sballato, sarebbe perfetta. Ma il lessico, santo il cielo. "Glande rorido", "membro colossale", la sondina chiamata "gingillo", in generale l'utilizzo di parole così auliche da risultare pretenziose e a tratti (molto frequenti) ridicole. I dialoghi poi sono piatti, tutti uguali, non dicono niente.
3) Il corpo umano non funziona così. Se blocchi l'uretra con una sonda, lo sperma deve o fuoriuscire oppure il tratto si blocca e lo sperma torna indietro. Per favore, ho sofferto troppo per colpa di questo "gingillo".
4) Erik è un'ameba. Mi dispiace dirlo perché il mio gatto si chiama Erik e non se lo merita, ma l'Erik di questo libro è veramente privo di vita e di caratterizzazione. Nella prima scena, letteralmente, viene investito e poi morso da un estraneo che gli dice: nah, tu sei un omega, e la sua reazione principale è: questo estraneo ha proprio ragione, non vedo motivo di dubitare di quel che dice. Ma si potrà? Capisco che questa fosse di base una fanfiction e il PG da cui prende ispirazione non sia poi molto più emotivo, però almeno Kuroko sa tenere svegli i suoi neuroni.
5) Proprio il problema della fanfiction. Attenzione, il mio problema non è che questa storia sia nata come una fanfiction, anzi. Il problema è che non è stato fatto il lavoro di studio dei personaggi necessario per poterli rendere tuttotondi una volta separati dal loro canon. Le dinamiche che nel canon di KNB permettono di rendere interessanti le relazioni tra i PG e le loro caratterizzazioni in questo libro proprio non ci sono. Non aiuta il fatto che 99% del libro sia puro sesso in cui tra l'altro Erik è inebriato, quindi non ci sono nemmeno scambi che possano permettere di vedere il background dei personaggi, le loro motivazioni, o anche soltanto che fanno nella vita oltre a bere come sanguisughe. Tutti i PG sono mezzi abbozzati, vagamente colorati solo nell'ultimo 5% del libro.
(Tra parentesi, specifico che questa era una fanfiction semplicemente perché ci sono alcune parti in cui non sono stati cambiati i nomi dei personaggi. Un PG di nome Terence all'improvviso si chiama Himuro. Forse sarebbe il caso di modificarlo.)
La cosa che mi lascia più scocciata è che l'idea di base mi era anche piaciuta, ma il fatto che l'unica parte relativamente interessante sia saltata fuori nell'ultima pagina è ridicolo. Ancora peggio perché ora ho questa voglia masochistica di provare anche con il secondo libro, non è possibile
Un incrocio tra Histoire d'O e Twilight a tematica gay. Ho amato la trama anche se si sviluppa dalla metà in poi e diventa ricca di colpi di scena e mi sono piaciuti molto i personaggi che anche se non sono molto introspettivi e molto caratterizzati , è una caratteristica che in un romanzo erotico può essere perdonata e si concentra molto sull'aspetto erotico e del gioco di potere tra Alpha e Omega. Le scene HOT sono molto bene descritte e non scadono nel volgare soprattutto nella terminologia che è molto casta . non vedo l'ora di leggere il secondo.
Questo libro è arrivato nel posto giusto al momento giusto. Era ESATTAMENTE questo che volevo leggere in un periodo così intenso come quello che sto vivendo e Miss L.A. Pearl me l'ha dato senza riserve, in tutta la sua semplicità. Grazie. Ti ho scoperta e intendo continuare a seguirti anche in capo al mondo, se continui così! Parto col dire che, per amor di verità anche nei confronti delle mie altre letture a cui ho dato un voto molto più severo e quasi cattivo, Alphaversum non è un libro perfetto che può piacere a tutti. Su Amazon ho notato che l'hanno stroncato, per esempio. Io ho dato cinque stelline perché mi ha talmente ringalluzzita dall'inizio alla fine che sono entrata in una sorta di dipendenza da storie del genere. Questa, infatti, è una categoria di romanzo molto particolare che le fujoshi come me ameranno visceralmente in tutto il suo splendore, una sorta di otome-game su carta però con un harem totalmente gay e con un protagonista maschile circondato da figoni vampiri (doppia felicità, insomma). Dall'esterno storie simili potrebbero sembrare nient'altro che trash, ma per me "chiamale, se vuoi, emozioni". Non scrivo la trama, leggetevela. Dico solo alle amanti dello yaoi, degli MM, dei morsi afrodisiaci e dei vampiri che questo è il libro che fa per voi.
Ci sono però alcuni punti che vorrei chiarire con l'autrice, niente che mi abbia precluso la lettura per carità, ma spunti di riflessione e consigli che mi sento di darle per rendere ancora più curato il testo: 1) Mi sarebbe piaciuta una narrazione al passato remoto, lo confesso. Il presente ha reso tutto molto più "asettico" e distante. Sono gusti personali, ci mancherebbe, però anche il passato remoto non sarebbe malaccio, ecco. Alcune cose avrebbero preferito un approfondimento migliore (come la costruzione in generale del mondo e delle nazioni e le varie famiglie di vampiri), altre invece era meglio non dirle così nel dettaglio. E attenzione alle ripetizioni: non c'è bisogno che mi spieghi sempre a che serve il benedetto tubicino che il protagonista ha nel pene, lo so già, tranquilla. 2) I nomignoli e i vezzeggiativi. No. Per cortesia, specie da un personaggio buzzurro tutto muscoli e niente cervello. Mi hanno un po' irritata, devo essere sincera, specie perché si vedeva che erano vezzeggiativi italiani: trattandosi di personaggi con nomi inglesi, magari, se proprio volevi metterli, era meglio crearli come farebbe un inglese (che non usa l'-uccio, quello è prerogativa della lingua italiana). Li ho trovati un po' fuori luogo, avrei preferito il diminutivo, a quel punto. 3) Alcuni termini li ho trovati un po' troppo aulici, magari evita un registro narrativo troppo elevato o dosarlo a seconda delle situazioni. 4) La storia parte subito con il protagonista che scopre di essere un Omega e viene letteralmente rapito. Avrei magari iniziato approfondendo di più la sua vita da Beta: il lettore avrebbe così percepito un maggior senso di abbandono e perdita. 5) Erik lo avrei fatto un tantino meno passivo, considerando il suo trascorso, con una lingua più tagliente e più combattivo. Anche la storia d'amore con Drake parte subito: l'inizio è stato molto simile a quello di tutti gli altri. Avrei inserito qualche episodio scatenante per rendere il loro legame più forte.
Per il resto, good job, Pearl. Ci vediamo al prossimo libro.