Alzi la mano chi non ha mai avuto sensi di colpa. Innocui o mostruosi, tutti abbiamo provato quella sensazione di fastidio, di sentirsi in difetto(o in eccesso) di qualcosa, di aver fatto/ detto pensato cose che poi ci han lasciato addosso una sorta di malessere, di dubbi, di complessi, di aver fatto qualcosa di sbagliato.
E Olivia Moore, autrice di questo libro, parte proprio dal senso di colpa, dalla sua definizione, dalla sua applicazione in praticamente ogni ambito dell’esistenza…per arrivare a sradicarlo senza troppe moine.
Facendo una distinzione tra il senso di colpa oggettivo e soggettivo, e sottolineando quanto sia potente e pratico avvalersene per evitare di fare qualcosa o per giustificarsi, come ad esempio scaricare una persona che ormai non ci interessa più ( e che magari non è mai stata nostra amica, ma che ormai è da tanto nella cerchia dei conoscenti e ci fa sentire tanto più in gamba perché lei/lui non ha lo stesso nostro successo) o continuare a fare un lavoro che non ci gratifica e così via.(Nel libro troverete tanti, tanti esempi).
Senso di colpa che, in più e spesso, è autoindotto ( ci auto incolpiamo per qualcosa di reale o immaginato) o che gli altri ci inducono per ottenere quel che vogliono ( approfonditi nei capitoli : genitori-figli- anziani- egocentrici).
E come fare a liberarsene senza andare in terapia ?
Semplice: gridando “culpafuck!”
Un neologismo che mi fa drizzare i peli delle braccia come quando esco sul balcone e fuori la temperatura è sotto zero.
O come quando sbaglio – o qualcuno sbaglia- un congiuntivo.
Non c’è niente da fare, non mi suona bene (forse suonerà meglio per il pubblico francese, je ne sais pa!). Però mandare a fanculo i sensi di colpa può essere liberatorio. A patto che ci rendiamo davvero conto di essere nel loop dell’autocritica/giudizio distruttivo.
Dire “culpafuck!” diventa allora un modo per alleggerirsi, per fare un passo indietro e diventare osservatori di noi stessi e dei meccanismi che più o meno consciamente mettiamo in atto nei contesti in cui ci troviamo.
Facile, anche troppo. E anche troppo semplice.... Può essere utile e divertente, una valvola di sfogo. Ma non so se lasciar giù la zavorra dei sensi di colpa possa risolversi con una parola “magica”. Lascio agli esperti e agli altri lettori il giudizio critico.
Il mio è due stelline, date più per le ristate relative alle “top ten” delle frasi “colpevolizzanti” e relative risposte; al paragrafo sulla religione dove è Dio/a sfogarsi su quanto siano imbecilli gli uomini; e al paragrafo sul sesso e il sugo di pomodoro.
Una lettura( a volte un po’ troppo ironica, il confine con l’acidità è ad un passo) per trascorrere una mezz'oretta in posta o dal dottore e magari, tra le pagine, trovare la risposta da dare a quel signore che ci passa davanti perché deve chiedere una cosetta al volo, che ha un sacco di cose da fare. Lui. ….(culpa)Fuck!
Buone letture e alla prossima!!