Le ragazze attendono l'Amore. Quando arriva, il fulgore le abbaglia. Tanto che a volte non ne distinguono bene il volto. Melania, lunghi capelli mossi color castagna e due sopracciglia pennellate alla Rossella O'Hara, abita in centro a Firenze con la sua amica Franca. Potrebbero sembrare due studentesse fuori sede. In realtà sono solo due ragazze fuori corso a cui finora il tanto studio ha portato arguzia e cultura, ma non un principe azzurro. Per Melania, però, tutto cambia in un giorno di maggio, in cui si ritrova a pagare un caffè ad Axel, un giovane straniero atterrato lì da chissà quale altro mondo. Ha un volto da etrusco, ma è svedese. Corre, ma non è in fuga. Stenta a rispondere, ma non perché gli manchino le parole. La bellezza sfacciata di Firenze e il cuore colorato di Melania danno esca al fuoco dell'amore, un calore che a lei scoppia dentro e che lui desidera da sempre. Poi, si sa, la passione si impone sulla vita: perciò, quando Axel deve ritornare in Svezia, Melania decide di seguirlo, lasciando tutto, lavoro, amici, rassicuranti consuetudini e quotidiane certezze. Ma come distinguere il volto del vero Amore, quell'amore che è una tela da tessere insieme? E come non lasciarsi confondere da fantasmi evanescenti e dalla proiezione dei propri sogni?
Dopo il successo dei suoi primi due romanzi che scandagliavano i temi delle nuove famiglie e della relazione madre-figlia, Chiara Francini si cimenta in una prova narrativa più ambiziosa percorrendo l'evoluzione di un amore che prende una piega sbagliata, una trappola spietata in cui tante donne cadono accecate da sentimenti sinceri e dai veli dell'autoillusione. Ne scaturisce un racconto magnetico, con un formidabile crescendo drammatico, personaggi convincenti e una prosa originale che definiscono Chiara Francini come una scrittrice vera e matura.
Salve lettori! Oggi vi parlo dell’ultimo romanzo di Chiara Francini: “Un anno felice”, edito da Rizzoli.
La prima parola che mi viene in mente pensando a questo libro è inaspettato. Nonostante fossi andata alla presentazione del romanzo, nessuna delle tante parole che ho sentito mi aveva preparata a quello che avrei trovato e vissuto lungo la lettura.
La storia è quella di Melania. Si fa chiamare così, con il suo secondo nome, e si presenta come Beatrice, suo primo nome, solo quando si emoziona di fronte a qualche sconosciuto. Melania vive a Firenze, dove divide un appartamento con Franca, che per lei è come una sorella, e lavora come editor per una casa editrice. È una ragazza piena di vita e di voglia di vivere e scoprire, ma soprattutto di amare ed essere amata a sua volta. Ama i libri, il cinema e il teatro, per lei la felicità è fatta delle cose semplici: una schiacciata con affettato fresco, le chiacchiere con gli amici, una passeggiata per le strade piene di storia e magia di Firenze, condividere con gli altri quello che ha e che conosce.
È convinta che le cose peggiori le succedano sempre a maggio, ma forse questa è la volta buona per cambiare idea. È il primo maggio quando nel suo bar preferito, che per lei è sempre stato come essere a casa dei nonni, entra un ragazzo alto, moro, in tutto e per tutto simile a un eroe romantico. E quando scopre che è svedese e che il suo nome è Axel ne è sicura, quel ragazzo è speciale, è come un principe venuto apposta per una romantica sognatrice come lei. Non può essere un caso che quest’uomo straordinario si chiami proprio Axel, come l’uomo che aveva rubato il cuore della regina Maria Antonietta, uno dei suoi personaggi storici preferiti in assoluto. Nel suo viso coglie qualcosa di dolce e dolente che la attrae in maniera forte e irresistibile, così lo rincorre fuori dal locale e lo invita ad uscire. Axel e Melania non potrebbero essere più diversi, sia dal punto di vista estetico che da quello caratteriale: tanto lui è alto e imponente, quanto lei è piccola e graziosa; tanto lui è serio, rigoroso e taciturno, quanto lei è solare, frizzante e ironica. Eppure l’attrazione è reciproca e i due iniziano a frequentarsi e a innamorarsi l’una dell’altro con una Firenze romantica a fare da sfondo.
“È il momento in cui salti e per quanto piccolo sia lo spazio, per quanto lunghe e allenate siano le gambe, sotto c’è sempre il vuoto. Il nulla. Non lo puoi controllare, salti. E, in quel volo, c’è la misura della vita.”
La loro diversità è quasi un dono prezioso, perché l’una rappresenta ciò che l’altro non è e, in quanto tale, è in grado di completarlo e arricchirlo in modo perfetto, come due metà di una stessa mela fatte apposta per incastrarsi. Axel non è abituato alle chiacchiere di Melania, al suo entusiasmo, alla sua simpatia travolgente che la fa amare da tutti, eppure ne resta affascinato, se ne innamora così profondamente che, quando è costretto a tornare in Svezia per riprendere la propria vita e i propri doveri, non smette di cercarla. Fino a quando Melania non prende la decisione più importante della sua vita: lasciare tutto per rincorrere la propria felicità, che al momento riesce a vedere solo con Axel, anche se questo significa trasferirsi in Svezia da lui.
Ma una volta arrivata in Svezia, il suo calore italiano, la sua gioia di vivere, la sua voglia di fare, creare e scoprire, iniziano a spegnersi, poco alla volta, giorno dopo giorno. E nemmeno l’atmosfera grigia e fredda svedese, così diversa da quella colorata, calda e chiassosa italiana, è capace di fare tanto. No, non è il clima rigido della Svezia, e neanche il fatto che per gli svedesi parlare troppo o a voce troppo alta sia un comportamento inadatto, quasi da maleducati. È un insieme di cose: l’immensa proprietà della famiglia di Axel in cui sembra non esserci un vero posto per lei; la nonna di lui, così rigida, arcigna e darwinista; le stanze senza colore, arredate con mobili antichi e quadri inquietanti; l’impossibilità di parlare, ridere, perfino respirare senza porsi alcun freno; la scoperta che il modo migliore per andare d’accordo con Axel non è essere sua complice ma assecondare i suoi momenti no e i suoi momenti sì, in tutto e per tutto.
Eppure Axel appare agli occhi di Melania come una creatura superiore, un maestro in tutto ciò che fa. E quando viene a conoscenza, a poco a poco, dei suoi difetti e delle sue profonde insicurezze, si sente ancora più legata a lui, a questo uomo che dietro la corazza di acciaio nasconde un animo ferito e in trappola da un passato che lo ha segnato così a fondo da non lasciargli scampo. Saperlo così pieno di cicatrici e imperfezioni glielo fa amare ancora di più, perché tanto più difficile e tormentato è il carattere di Axel, quanto più grande e profondo è il bisogno che lui ha di lei e del suo amore. Lei sente di poterlo aiutare a vincere contro ciò che lo tormenta da anni, è fiduciosa nella loro storia, perché ama e sa di essere amata. Lo sa perché lo vede nelle piccole attenzioni che ogni tanto Axel ha solo e soltanto per lei. E visto come fa fatica uno come lui a esprimere i propri sentimenti e i propri pensieri, non può ritenersi più fortunata di così.
Nonostante tutto Melania, forte dei suoi sogni e del suo amore, continua a costruirsi pezzo per pezzo questa nuova vita svedese e, dopo un periodo di stallo, scopre un negozio che per lei diventa presto una seconda casa grazie all’atmosfera piena di vita che si respira e alle persone che ci lavorano, le prime a essere vive, accoglienti e calorose con lei. Melania è finalmente pronta a prendere nuovamente in mano la sua vita. Ormai ha capito come funzionano le cose in Svezia, in particolare all’interno della famiglia di Axel, e grazie al lavoro trovato in questo negozio e alle nuove amicizie che è riuscita a crearsi, è di nuovo piena di vita e di progetti da realizzare. Ma è proprio quando tutto sembra sereno che la tempesta si prepara all’orizzonte, meditando il momento perfetto per portare scompiglio e, a volte, tragedia.
Il romanzo è narrato in terza persona con uno stile unico, toccante e un po’ particolare, che è riuscito a convincermi e a coinvolgermi quasi sempre, tranne in alcune battute di dialogo che purtroppo ho trovato poco realistiche. La cosa che più mi piace della scrittura di Chiara Francini è la sua straordinaria capacità di creare immagini nitide e forti che riescono a restituire al lettore proprio quello che vuole esprimere: sia esso un sentimento, piuttosto che la descrizione di un luogo caro a un personaggio. Le sue descrizioni sono sempre originali e ben fatte, mai banali. Il suo è uno stile poetico, fatto di immagini, suoni e colori immediati, che arrivano al lettore a volte come un pugno, a volte come una carezza. Inoltre, tanti sono gli aneddoti storici e letterari che ho scoperto durante questa lettura, così come gli spunti di riflessione che ha saputo regalarmi.
Per quanto dentro di me sapessi che questa storia non avrebbe avuto il classico lieto fine, avevo immaginato almeno tre finali possibili per la storia di Melania, e nessuno di questi era anche solo lontanamente vicino a quello che alla fine è successo. E questo significa soltanto una cosa: che forse somiglio a Melania più di quanto pensassi. È un finale che è come un temporale: vedi i nuvoloni neri addensarsi all’orizzonte, ma pensi che siano troppo lontani, che rimarranno lì dove sono, che prima o poi andranno via invece di esplodere in tutta la loro potenza. Poi un tuono squarcia ogni cosa e, alzando gli occhi, ti ritrovi già completante fradicia e circondata da nuvole nere e dense. È uno di quei finali che senti arrivare pian piano, tanto che quando te ne accorgi è già troppo tardi e quasi non vuoi crederci, ma poi arriva e ti piomba addosso con tutto il suo peso. Eppure per certi versi mi è sembrato incompleto e adesso non riesco a smettere di pensarci, sono già pronta a ricominciare la lettura daccapo. Vi ho incuriosito abbastanza? Spero di sì. Alla prossima miei cari lettori!
Inizia come un romanzo leggero, o almeno tale credevo fosse, ma quando Melania, la protagonista, pianta tutto per seguire in Svezia questo ragazzo, Axel, che conosce durante una di lui vacanza a Firenze e se ne innamora alla follia anche se praticamente non lo conosce (se l'avesse fatto forse l'avrebbe evitato come la peste, ma 10 giorni di conoscenza non possono certo farle capire di stare alla larga) comincia ad assumere un tono sempre più cupo, anche se a ciò si alternano rari momenti di leggerezza, di speranza, che coincidono con le situazioni in cui lei è libera, indipendente e si trova un lavoro in un negozietto locale gestito da immigrati iraniani. Andando avanti nella lettura, lui sfoga sempre di più su di lei le sue frustrazioni, il suo senso di inadeguatezza nei confronti della propria industrialmente produttiva famiglia (improntata a uno spietato criterio di selezione naturale in cui soccombe qualsiasi cosa non sia "utile", persone comprese), la sua necessità di sentirsi superiore a questa italiana figlia di un dio minore (non mancano frequenti scontri tra il calore mediterraneo e la fredda riservatezza scandinava, non avendone esperienza diretta però non posso dire se sia più verità o stereotipo)... Insomma, una spirale di violenza domestica altalenante, con chiari campanelli d'allarme, che la protagonista coglie in parte ma davanti ai quali non agisce e continua a sperare di salvare quell'essere immeritevole che è lui, immolandosi al suo ruolo di crocerossina. A ogni pagina verrebbe da gridarle di scappare, perché come può essere amore una cosa del genere, nata da praticamente niente, solo da una bellezza nordica e algida in lui che lei costantemente rimarca, che prosegue con violenze verbali e fisiche? L'autrice dipinge bene tutto questo, ma leggerlo provoca un dolore fisico. È come leggere una versione estesa dei tanti articoli di cronaca nera in cui le donne finiscono vittime dei loro carnefici. Suona orribilmente famigliare.
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Fino all'ultimissimo capitolo, avrei dato tre stelline. Infatti la storia sembra un romance di quelli un po' edulcorati, tipo la Kinsella, sex and the city ecc. La scrittura è piuttosto strampalata, citazionista e sperimentale, il che è apprezzabile a momenti mentri in altri diventa un po' ridondante e forzata, specialmente nei dialoghi: il bambino dotato si esprime come un 50 enne colto, insomma non è propriamente così nemmeno per questi bambini con caratteristiche cognitive particolari, comunque sorvoliamo. I personaggi poi... la protagonista ha 34, 35 anni non ricordo con precisione, ma si comporta e parla come una ragazzina di venti, a dire tanto. E' tutta scoppiettante, colta e ironica, ma anche un po' sopra le righe. Credo che a frequentarla mi verrebbe il mal di testa! Immagino sia un po' la personalità della Francini, che ritengo bellissima e molto simpatica, in effetti in alcune interviste su riviste parlava più o meno così. Tornando al libro, la protagonista Melania si trasferisce in Svezia con uno svedese appena conosciuto e leggendo il libro è evidente fin dall'inizio che è un tizio introverso fino al patologico, rigido, verbalmente abusivo, problematico e antipatico da morire. Come una 35 enne non colga subito questi elmenti la dice lunga sulla condizione della donna in Italia. Però giustifica il tutto dicendo che lui è bello, boh. Comunque molto Kinsellamente Melania riesce a trovare la felicità anche in questo scenario relazionale, affettivo e geografico sconfortante al massimo. Conosce dei 'profughi' iraniani e la cultura decisamente più affine rende le cose meno penose, tanto appunto da farle invece che notare maggiormente i segnali di pericolo a stemperarli. E anche qui, boh. Comunque non spoilero nulla, l'ultimo capitolo è eccelso, spiazzante anche se avevo vagamente intuito prima, e soprattuto da un sapore e un senso completamente diverso a tutto quello che lo precede. Dopo averlo letto, Melania vi apparirà diversa, capirete che in fondo non è solo allegrotta, mediterranea e stramba, ma infantile, romantica all'eccesso, debole e insicura, impreparata a vedere la realtà e i suoi aspetti negativi e inquietanti. E' un finale che mi ha molto colpita e mi ha fatto completamente rivalutare il tutto, ribaltando la prospettiva a 360. Io vi consiglio di leggerlo, non mollatelo se non vi sembra niente di che, va proprio finito. Unico dubbio rimasto: la Francini racconta sempre di essere fidanzata da anni con uno svedese: spero per lei che non si sia ispirata al compagno!
Storia che inizia in maniera molto leggera e spensierata e che man mano diventa più cupa, toccando temi oggigiorno caldi. Se cercate una lettura leggera, non lo è... Personalmente, ho vissuto con un po' di angoscia le ultime pagine, ma complessivamente il libro mi è piaciuto. Un romanzo scritto bene, a tratti descrittivo, a tratti sul poetico andante ma con certe scelte lessicali e di dialogo da me sentite un po' forzate. La Francini fa riflettere sulla natura umana, sulle dinamiche relazionali e sulla realtà che molte donne si trovano a dover affrontare...anche se non sempre con l'esito previsto.
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Ho comprato il libro dopo aver assistito alla sua presentazione. Devo dire non è assolutamente come sembra. Mi aspettavo qualcosa di diverso dalla presentazione ovviamente! Ma non direi assolutamente che è un brutto libro, sicuramente non è una lettura leggera come può sembrare all’inizio. Ma diciamo racconta una storia attuale, e dovrebbe servire a tanta gente per capire e che può succedere a chiunque ma bisogna essere FORTI.
Chiara Francini is a well-known Italian actress, television personality, and writer whose outspoken charm has made her popular with a broad audience. Occasionally involved in show-business controversies, she’s recognised for candidly tackling taboos around gender and relationships in both her public and literary life. “Un anno felice” is a contemporary novel that explores themes of female friendship, love, identity, and emotional healing. It will appeal to readers who appreciate modern fiction with a strong Italian voice and a focus on intimate relationships, particularly women navigating self-discovery. The story follows Clara and her two closest friends as they traverse a year marked by upheaval and transformation. Clara embarks on a risky relationship abroad, driven by hope but shadowed by the pain of past losses. Francini captures the oscillation between longing and loneliness as Clara and her friends confront betrayals and inner fears, gradually realising that happiness often hides in unexpected, quietly supportive moments. The writing is vibrant and adequately detailed but avoids melodrama, remaining true to everyday vulnerability. Some characters remain underdeveloped, with secondary stories occasionally overshadowed by the main narrative’s emotional focus. Memorable Quote “Un cuore che si rompe non fa rumore, ma neppure smette di battere.” (“A heart that breaks makes no sound, yet it never stops beating.”)
Un manuale al contrario. Leggete questo libro per imparare a pensare e a fare il contrario di quello che fa Melania con Axel. Non giustificare tutto per ostinazione nel credere giusta una scelta sbagliata. Non credere imperterrite in un ideale che si scontra con la realtà. Non si tratta di essere generose, comprensive e altruiste quando si resta al fianco di chi non lo merita. È solo una debolezza che presenta il conto quando si finisce di essere obnubilate dall’illusione che quello è l’amore che si stava aspettando. A volte, anche se ci vuole poco per capire, si resta intrappolati da se stessi. Ma non è mai troppo tardi per abbandonare il campo della mortificazione. @chiarafrancini @rizzoli #amoreilluso #limerenza #credereinciochesivuole #trappoladellamore #svedesestyle #abbassareleaspettative #accontentarsidellebriciole
3 stelle e 1/2 - 4 stelle meno per questo romanzo che ho ascoltato in audiolibro, esperienza splendida visto che è letto dalla scrittrice e attrice Chiara Francini. Una storia raccontata con uno stile accurato e un lessico ricco, piena di citazioni cinematografiche e letterarie, in cui ironia e ombre si danno la mano fino alla fine. Non è un romanzo rosa, non è un chick-lit, non è neanche un libro di conforto. Lo definirei un romanzo verità. Melania è la protagonista di un innamoramento che la porterà lontana da Firenze e dai suoi amici di sempre, dal suo lavoro da editor, eppure è una ragazza piena di risorse che riesce a comporre scampoli di felicità anche in Svezia. Quello che sottovaluta è il retrogusto amaro di certe scelte fatte per amore, fino alle conseguenze tossiche. Lo farei leggere per curare certi eccessi di romanticismo e per mettere in guardia le donne di ogni età.
E' sicuramente un romanzo che va letto fino alla fine per essere totalmente apprezzato. Fino all'ultima pagina, dove una morte è descritta con una tale delicatezza che suscita una piccola fitta al cuore. Non parte con i migliori presupposti, almeno per me: all'inizio sembra infatti di trovarsi di fronte alla solita storia d'amore con il bel tenebroso, straniero e ricco. Man mano che la storia di sviluppa, si vedono le note stonate e le diversità: Axel ha una serie di problematiche, sicuramente, ma Melania non le vede o le sminuisce accecata dall'amore (ma quelle note stonate lei le sente, le percepisce... semplicemente le ignora); i momenti di oscurità con la famiglia di lui contrastano con i momenti di luce che Melania passa nella prima parte con gli amici in Italia e poi con quelli in Svezia. I segnali ci sono, vengono ignorati. Consigliato
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Questo libro mi ha segnata profondamente. In parte perché mi ci sono ritrovata appieno, trasferirsi per amore in un paese del nord Europa, dove quasi tutto a primo impatto sembra più freddo dell'Italia, del suo calore e non parlo solo di quello del sole. È un romanzo romantico e solare ma anche tanto doloroso, a tratti straziante che mi ha stretto il cuore. A volte in senso buono, altre purtroppo, no. Lo stile dell'autrice è meraviglioso, magnetico. Grazie Chiara.
Potrei dire che di una stella perché non mi è piaciuto il finale.
In realtà la do per la leggerezza con cui è stato trattato l’argomento del femminicidio.
Per il 50% il libro è pura chicklit, ridi, sorridi.
Poi entra in un mood tragico senza una reale transizione.
Convalida l’idea della vittima malata d’amore e del carnefice con l’infanzia tragica. Niente di più lontano dagli orrori quotidiani che leggiamo sui giornali
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Quando parti con pregiudizi su una scrittrice e poi ti ricredi. Finale super che ti lascia pensare a cosa succederà dopo. Purtroppo molto adatto ai nostri tempi.