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La mafia ha vinto: Intervista con Tommaso Buscetta

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Il primo grande pentito di mafia traccia un bilancio desolante dello stato della lotta alla criminalità organizzata, dopo la stagione delle bombe e gli assassinii di Falcone e Borsellino. In una lunga e appassionata intervista concessa a Saverio Lodato nel 1999, pochi mesi prima di morire, Buscetta spiega perché l'intreccio fra mafia, politica e istituzioni non è stato sciolto, mentre ripercorre piccole e grandi tappe della propria vita. Il risultato è un j'accuse duro e argomentato nei confronti della classe politica italiana e della nuova omertà, che rischia di condurre ancora una volta nel cono d'ombra dell'indifferenza il più nocivo cancro criminale del nostro Paese.

210 pages, Kindle Edition

First published January 1, 2007

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About the author

Saverio Lodato

29 books14 followers
Saverio Lodato è di padre siciliano (di Canicattì) e di madre milanese. I genitori, dipendenti statali, furono sottoposti a trasferimenti continui per essere simpatizzanti del PCI; così Lodato, prima di trasferirsi a Palermo ad otto anni, ha abitato a Reggio Emilia, Modena, Pisa e Livorno[1].

Laureato in Filosofia, ha iniziato a scrivere nel 1979 sul quotidiano L'Ora. Dal 1980 scrive su L'Unità come corrispondente da Palermo[2]. Fu arrestato nel 1988 insieme al collega Attilio Bolzoni di Repubblica per aver pubblicato le rivelazioni del pentito Antonino Calderone, violando il segreto istruttorio[3]. Furono entrambi assolti nel 1991 dall'accusa di peculato e amnistiati per quella di rivelazioni del segreto istruttorio [4].

Nei suoi articoli e nei suoi saggi, Lodato affronta e sviluppa i temi e le connessioni della politica italiana, con particolare attenzione alla mafia. In proposito è autore di una cronaca del fenomeno mafioso, continuamente aggiornata; l'ultima edizione (Quarant'anni di mafia) è stata pubblicata nel 2012.

In altre opere ha incontrato i protagonisti della lotta alla mafia (i Pubblici ministeri Piero Grasso e Roberto Scarpinato) e i pentiti Tommaso Buscetta e Giovanni Brusca.

A dicembre 2012 ha aderito al manifesto del comitato promotore “Io ci sto”, il cui primo firmatario è il magistrato Antonio Ingroia, quale candidato premier del movimento Rivoluzione civile.

Collabora con il sito Antimafiaduemila.com

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Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for Marco Agello.
30 reviews1 follower
October 24, 2019
Assolutamente meraviglioso.
Non si tratta di un romanzo, si tratta di ripercorrere la lotta alla mafia dal punto di vista di Buscetta, un uomo per il quale non basterebbe una serie da 10 stagioni per raccontarne la vita.
Una lettura che rapisce dalla prima pagina, perchè il racconto è diretto, senza tanti giri di parole, si va al concreto fin da subito sia parlando della "vita" di Buscetta sia parlando della mafia e dei suoi collegamenti con lo Stato.
Da leggere !!!
Profile Image for Gibson.
732 reviews1 follower
May 4, 2026
Il soldato che diede allo Stato le armi per combattere la mafia

Buscetta era un soldato che ragionava da Capo - a differenza di Brusca, che era un Capo che ragionava da soldato. Mentre il secondo eseguiva ordini feroci senza una visione d'insieme, Don Masino possedeva una lucidità strategica che lo portava a guardare oltre le dinamiche interne dei clan. A lui però non è mai interessato esserlo formalmente, ha avuto la capacità di mantenersi saldo a certe logiche d'onore, un onore ovviamente tutto interno ai codici di Cosa Nostra, specchio di una criminalità tradizionale che si è dissolta sotto i colpi della ferocia corleonese. È proprio lo scontro tra queste due visioni che emerge nell'intervista di Lodato: da un lato l'illusione di una criminalità con un proprio principio etico, dall'altro la natura di un'organizzazione che, rinnegando ogni regola, ha finito per vincere e infiltrarsi ovunque.

Alla fine della lettura, pur ricordando che parliamo pur sempre di un criminale, è difficile non provare una forma di rispetto per quest'uomo. Un rispetto che nasce non dall'assoluzione delle sue colpe, ma dal riconoscimento di quel codice personale e di quella statura mentale che lo hanno reso l'antitesi dei macellai che lo volevano morto. Questo rigore fu la chiave del suo rapporto con Giovanni Falcone, fondato su un profondo e reciproco riconoscimento umano. Da primo grande pentito di Cosa Nostra, Buscetta non si limitò a fare dei nomi, ma fornì a Falcone la mappa concettuale e le chiavi di lettura per decodificare l'intera struttura dell'universo mafioso. Una svolta indispensabile, che ha finalmente permesso di iniziare a combatterla sul serio.

Il libro di Lodato raccoglie però l'eredità più amara di Buscetta. Nonostante le vittorie delle forze dell'Ordine nate dalle sue confessioni, il titolo dell'opera non lascia spazio a illusioni. Verso la fine della sua vita, Buscetta consegna al giornalista una lucida e drammatica consapevolezza: la mafia non è affatto sconfitta, ha solo cambiato pelle, diventando più silenziosa, economica e sommersa. Ha vinto perché si è normalizzata.

Un altro elemento centrale che emerge dall'intervista è la radiografia sociale che Buscetta fa di Cosa Nostra. Il boss spiega come questo potere non sia mai risieduto soltanto nella forza militare, ma nella sua capacità di infiltrarsi nella società civile e nelle istituzioni, godendo di coperture eccellenti tra colletti bianchi e politici, e sostituendosi allo Stato laddove era assente.

In conclusione, La mafia ha vinto non è solo la storia del primo grande pentito, ma un documento storico indispensabile e disincantato, che costringe a guardare in faccia la realtà del nostro Paese, senza retorica e senza facili trionfalismi.
Profile Image for Anita Shevek.
47 reviews5 followers
May 17, 2023
Troppo bello, e troppo tutt’ora rilevante a distanza di quasi 24 anni. Un documento di vitale importanza per capire davvero la colonna vertebrale dell’organizzazione criminale che ci ha reso tristemente famosi oltreoceano.
1 review
December 3, 2025
Un libro che mi ha aperto un mondo sul pentitismo e sulla vita di Buscetta. Personaggio scomodo per molti che però ha aiutato a comprendere la mafia quando ancora non si sapeva nulla di come si muoveva e delle sue regole interne. Un uomo che ha pagato a caro prezzo la sua scelta di passare dall’altra parte, da quella giusta.
Ho apprezzato molto il fatto che, il libro non voglia farlo passare come vittima (nemmeno lui lo avrebbe voluto) ma, come un uomo che ha deciso da che parte stare e non ha mai cambiato idea nonostante, in alcune occasioni, avrebbe potuto farlo.
Libro scritto molto bene, chiaro e toccante.
Profile Image for Marco.
146 reviews
July 8, 2025
Libro molto utile e formativo che chiunque dovrebbe leggere.

Tommaso Buscetta è stato il pentito di mafia più famoso al mondo.
Contiene dichiarazioni vere e inconfutabili molto forti che davano, danno e daranno fastidio a molti, specie a coloro legati e/o all'interno della politica.

La lotta alla mafia è una lotta che lo stato non vuole realmente combattere, da molti anni a questa parte.
Perchè anche esso è colluso.

La mafia ha vinto, come il titolo del libro.
Profile Image for Paca.
10 reviews
July 7, 2020
Il punto di vista è quello del primo pentito di mafia: Tommaso Buscetta. Attraverso la sua intervista, l'autore, riesce a ricostruire il panorama, passato e attuale, della criminalità organizzata. Molto interessante per chi volesse approfondire la questione unendo vari "puntini", apparentemente, sconnessi.
Profile Image for Sira.
65 reviews
January 17, 2026
He tardado una vida entera en leer este libro porque no estaba TAN familiarizada con todos los nombres de Cosa Nostra. Si bien Tommaso Buscetta no fue el primer pentito, sí fue el primero en romper con la omertà, por lo que este libro está genial para entender todo el proceso que hubo después y todo lo que tuvo que luchar.
Profile Image for Annamaria.
53 reviews20 followers
January 23, 2020
La sensazione che questo libro lascia è quella di essere stati parte terza del colloquio. È come se la voce sconosciuta di Buscetta rimbombi e arrivi dritta alle orecchie, come se accanto a Lodato ci fosse un'altra persona, il lettore.
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