1914-1918. Il continente più progredito del mondo precipita nella guerra più feroce mai combattuta. Per cinquantatre mesi, milioni di soldati vivono nelle trincee una quotidiana esistenza di degradazione e di orrori, massacrandosi in inutili carneficine di massa. È la catastrofe della modernità.
Dieci milioni di morti, tre imperi secolari annientati, rivoluzioni, guerre civili, nuovi Stati, nuovi nazionalismi, nuove guerre. E la fine del primato europeo nel mondo. Sono queste le conseguenze dei due colpi sparati a Sarajevo il 28 giugno 1914. Un mese dopo esplode la guerra europea: in quattro anni, diventa la prima guerra mondiale. Nel continente che domina il mondo, la modernità trionfante della Belle Époque si trasforma nella modernità massacrante di una guerra totale. La prima guerra mondiale lascia un marchio tragico nella coscienza umana: venti anni dopo, una seconda guerra mondiale, con cinquanta milioni di morti, lo rende indelebile. Gli storici interrogano la Grande Guerra: perché scoppiò, perché tanti milioni di soldati furono massacrati e perché altri milioni continuarono a combattere per tanto tempo? Conoscere la sua storia è la condizione per trovare una risposta. Emilio Gentile racconta con parole e immagini l'evento che ha dato origine all'epoca in cui viviamo.
Emilio Gentile (born 1946 in Bojano) is an Italian historian specializing in the ideology and culture of fascism. Gentile is considered one of Italy's foremost cultural historians of fascist ideology. He studied under Renzo De Felice and wrote a book about him.
Gentile is a professor at the Sapienza University of Rome. He considers fascism a form of political religion. He also applied the theory of political religion to the United States after the September 11 attacks.
Poco più di 200 pagine scritte in modo scorrevole e corredate da una nota storiografica e da molte fotografie e immagini complementari al testo. Il libro è recentissimo, chiaro, e ideale per chi cerca un'opera completa ma non troppo ponderosa sulla Grande Guerra.
Nel titolo è racchiusa tutta l’essenza di questo libro.
Scritto in maniera scorrevole, è stato molto interessante e ha spiegato, senza dilungarsi troppo in minimi dettagli, i momenti fondamentali della prima guerra mondiale.
Leggere della Grande Guerra mi mette sempre addosso una tristezza infinita (lo so, dovrei smettere di leggere libri sulla guerra). Si pensa che i dieci milioni di morti a cui accenna il titolo, siano “solo” le morti direttamente legate alla guerra, di soldati morti in trincea o durante le battaglie (la maggior parte uomini nel pieno della loro gioventù). Ma in realtà, tra gente morta di fame o dalle malattie che, date le pessime condizioni di vita durante la guerra, si sono diffuse più facilmente, si contano una ventina di milioni di morti. Più gli invalidi e mutilati. Che orrore e che spreco di giovani vite umane!
Un’Europa nel pieno della sua crescita economica e morale e che si vantava di esportare la propria civiltà “superiore” nel resto del mondo, che si è letteralmente suicidata e non ha saputo sistemare i propri conflitti interni usando la civiltà di cui tanto si vantava.
E se non l’avessi studiato a scuola non ci crederei che dopo vent’anni, l’Europa sia sprofondata nuovamente nello stesso orrore.
Un piccolo ed ottimo lavoro del Prof. Emilio Gentile, che costituisce una buona introduzione alle vicende della Prima Guerra Mondiale. Il libro è utile anche per affrontare il tema della partecipazione italiana a questo conflitto armato, spesso dimenticato dalla storiografia anglosassone e francese.
Una straordinaria introduzione alla Grande Guerra. Gentile ha una scrittura godibile e fresca. Talvolta sembra di scivolare sulle pagine saponate del saggio per cadere in un romanzo, ma la storia nuda e cruda, poi, ti prende per i capelli.
Bella l'idea di utilizzare immagini e di dare voce ai soldati come agli intellettuali ma la prosa è un po' piatta. Tutto sommato un buon libro, a metà tra un'introduzione ed un approfondimento.
Emilio Gentile ripercorre passo dopo passo ogni tappa della grande guerra dall’Attentato a Sarajevo fino alla Conferenza di Pace di Parigi, ponendo l’accento sul fatto che quella guerra in realtà era attesa in tutta Europa, la quale viveva un’epoca di pace e prosperità che cominciava a stare stretta all’uomo desideroso di un’avventura facile, rapida e gloriosa. Ma così non fu: da qui inizia la progressiva degenerazione del conflitto e la consapevolezza che nulla sarà più come prima. Bastarono due colpi di pistola quel 28 giugno 1914 per provocare 10 milioni di morti e la fine di un mondo! “Diamo più senso alla storia, la pace, unica vera grande vittoria”.