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Frères sorcières

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Trois voix puissantes, toutes liées au théâtre, à la féminité, au chamanisme et à la mort. Dans un pays de montagnes et de désert, une petite troupe itinérante est attaquée par des bandits. Bien vite, l'unique survivante est entraînée dans la vie criminelle et sauvage de ses ravisseurs. Esclave sexuelle d'un chef, elle reste obsédée par un cantopéra composé de vociférations magiques qui s'adressent à toutes les petites soeurs du malheur et qui les guident vers l'apaisement, vers l'art de mourir ou vers d'autres mondes. La deuxième voix reprend intégralement le texte de la pièce étrange qui habite la comédienne. La troisième voix répond aux deux autres. Elle raconte en une seule longue phrase sorcière le parcours sans fin, de renaissance en renaissance, d'un être sans genre, tantôt masculin, tantôt féminin, qui erre dans l'espace noir. Des aventures violentes et démoniaques, marquées par une sexualité délirante mais aussi par la nostalgie de la déclamation, de la parole et du souffle. Et de la survie coûte que coûte.

288 pages, Paperback

Published March 3, 2020

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About the author

Antoine Volodine

36 books168 followers
Antoine Volodine is the primary pseudonym of a French author. Some of his books have been published in sf collections, but his style, which he has called "post-exoticism", does not fit neatly into any common genre.

He publishes under several additional pseudonyms, including Lutz Bassmann and Manuela Draeger.

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4 (5%)
Displaying 1 - 14 of 14 reviews
Profile Image for Jongorenard.
254 reviews22 followers
February 5, 2019
« Frères sorcières » est le premier livre que je lis d’Antoine Volodine ou de ses hétéronymes post-exotiques. J’y suis entré par curiosité, attiré par le mélange des genres dans le titre et j’en ressors un peu en transe et encore plus curieux. La première partie a été lue très rapidement tant la qualité du récit sous forme d’interrogatoire m’a tenu en haleine. Petit chef-d’œuvre de roman d’aventure, l’écrivain nous emmène sur les traces sanglantes d’une compagnie itinérante de théâtre décimée et de sa seule survivante, Eliane Schubert. L’écriture est puissante, directe et évocatrice. La deuxième partie est fascinante. 49 séries de vociférations nous sont offertes à la lecture. Elles sont déjà présentes dans la première partie du livre car profondément enracinées dans la mémoire d’Eliane Schubert. Déclamation incompréhensible ou mystérieuse, cette poésie incantatoire me semble relier mondes réels et imaginaires, vivants et morts. La troisième partie du livre est un monologue d’une seule phrase de plus de cent pages. J’en ai commencé la lecture un peu déboussolé et puis un autre rythme s’installe. Une respiration sans point, une voix sans genre nous raconte les sauvageries d’un personnage à travers les âges dans une prose qui distille l’humour même au cœur des atrocités. Changeant d’identité mais sans changer de nom ni perdre la mémoire, cette figure démoniaque à la sexualité délirante voyage dans l’espace et le temps, se nourrit du noir, se déforme, se contracte au gré de ses métamorphoses. C’est surprenant, difficile à suivre ou à comprendre par moment mais finalement j’en suis ressorti séduit et comme envouté.
Profile Image for Gianni.
396 reviews51 followers
June 4, 2021
Chissà se il titolo originale Frères sorcières avrebbe potuto essere Streghe fratelli (che non suona granché), piuttosto che Streghe fraterne, perché a un certo punto, nella terza parte del libro, le trasformazioni-reincarnazioni-possessioni metempsichiche avvengono anche senza soluzione di continuità tra uomini e donne e quindi al di là della questione di genere.
Ammetto che è un libro piuttosto particolare, suddiviso in tre parti stilisticamente differenti in cui la seconda mi sembra funzioni da ponte tra le altre due che non hanno apparentemente altri collegamenti.

La prima parte, Teatro o morte, è più simile ad altri romanzi di Volodine che ho letto ed ha una forma più famigliare; la narrazione fa perno su una sorta di interrogatorio piuttosto serrato che l’attrice Èliane Schubert subisce. Non si sa nulla di colui che pone le domande, ma si percepisce che non si tratta di un intervistatore neutrale, il suo compito è, da un lato, quello di costringere Èliane, spesso in modo secco e scostante, a limitarsi a esporre i fatti senza interpretarli, senza colorirli, senza divagare, quasi una negazione del raccontare, ”Basta con considerazioni soggettive e basta con gli aggettivi. I fatti. Dove andavate e perché.”, e, dall’altro lato, quello di rendere consapevole Èliane che si trova al trapasso, sta varcando la soglia del regno dei morti (ma l’intervistatore sta accompagnando Èliane dall’altra parte o si trova già di là e la sta accogliendo?). Il racconto di Èliane non solo è un crescendo di violenza, spesso gratuita, utilizzata sempre come forma di dominio e sottomissione, ma lascia spazio anche agli aspetti ambigui dell’attrazione tra vittima e aguzzino. A sorreggere la storia sono le vociferazioni, frammenti di testo orale che hanno la forma di slogan e la forza evocativa delle imprecazioni, frasi che possono dare coraggio o incitare alla lotta, quasi frasi sacre, quasi la voce del Coro, che Èliane ha appreso dalla nonna e dalla madre e che insegna alla ’bandita’ Yee Mieticheva, ”SE LA FIAMMA DISGREGA LA LINGUA IN TE, INFIAMMALA! IMPARA L’OBLIO! IMPARA IL RICORDO! MAI PIÙ ABITERAI LA FIAMMA, DIMENTICA TUTTO! SOLTANTO IN TE L’OBLIO MERITA DI AVER RICORDO!”.

La seconda parte del libro, Vociferazioni. Cantopera è un elenco di 343 vociferazioni, suddivise in 49 sezioni, che hanno un che di rituale, sembrano quasi un canto di guerra. Navigando in rete ho scoperto che queste vociferazioni sono simili agli slogans creati da Maria Soudaieva e tradotti dallo stesso Volodine:

Slogans (TheWhiteReview)
Slogans (Narkive)
Hommage a la Nymphe des villes insoumises. À propose de Slogan de Maria Soudaieva (Academia)

L’ultima parte del libro, Dura nox, sed nox, è vertiginosa; è un’unica frase, non c’è un punto, neppure alla fine, ma è lunga 121 pagine…..
La narrazione è ambientata in uno ”spazio scuro”, un altrove-aldilà senza tempo in cui si assiste a una lotta quasi epica tra esseri demoniaci, nel senso che sembrano rappresentare le forze più oscure del male: violenza, vendetta, stupro, incesto, e in cui le vociferazioni assumono una forma declaratoria ed evocativa, ”’Maryse Odilone va verso di te’, ‘Maryse Odilone ti dichiara guerra’, ‘Maryse Odilone lascia giardini e tunnel a te noti e va verso di te’”.

Direi che non è una lettura poco piacevole e ostica (ci sono anche lati comici nella terza parte) e nonostante non sia una passeggiata non è difficile farsi un’idea dell’insieme; alla fine, a dispetto di tutte le pippe interpretative, ho anche la netta sensazione che Volodine un po’ ci pigli pure per i fondelli e giochi un po’,

”e a quel punto l’ospite che gli aveva aperto lo interruppe, scatenandosi in una furia che fino a quel momento aver nascosto, chiedendogli di enumerare, visto che li tirava in ballo, i nomi segreti dei Sette fratelli corvi e delle Sette figlie donnole, richiesta che egli soddisfece senza esitazione, avendo egli stesso in passato segretamente battezzato corvi e donnole al momento di sgozzarli, tenendo a che apprendessero chi erano stati prima di morire, Samuel Crocco-niveo, Chamuel Nubisparso, Samuel Samuilovitch, Shaamiyel Samuelovitch, Samiyel Dragopennico, Samuel Doppialato, Chamuil Nero-fumo,”,

al che, dedicherei a Volodine un piccolo brano (siamo sempre a teatro) di suoi precursori:

”Io sono il grande Pdor, figlio di Kmer della tribù di Instar! Della terra desolata del Sknir! Uno degli ultimi sette saggi! Purvurur, Garen, Pastararin, Giugiar, Taram, Fusciusc e Tarin He!
Colui il quale può leggere nel presente, nel passato e anche nel congiuntivo! Colui che era, colui che è, e colui che sempre sarà…”
(A., G. & G.).
Profile Image for Ellis ♥.
1,002 reviews10 followers
September 14, 2023
Primo approccio con il creatore del post-esotismo (combinazione tra post-moderno ed esotismo) Antoine Volodine. La sua è una produzione abbastanza nutrita ma, banalmente, è stato il titolo quello che mi ha incentivata a cominciare proprio da qui.
Un romanzo diviso in tre parti: la prima vede protagonista Eliane Schubert, un’ex attrice, sottoposta a una sorta di interrogatorio nel quale descrive la drammatica esperienza vissuta dal momento in cui la sua compagnia teatrale itinerante viene assalita dai predoni, costoro non avranno alcuno scrupolo nel rimarcare la loro posizione di potere dando libero sfogo a istinti animaleschi; la donna dimostra un forte spirito di adattamento e per sopravvivere si aggrappa ai ricordi, in particolare quelli legati a sua madre e a sua nonna che, fin dalla più tenera età, le hanno inculcato dei mantra, apparentemente senza senso, che identificavano con il nome di oscure vociferazioni. La seconda parte del libro riporta l’elenco di queste vociferazioni che hanno un quid di ancestrale, è una sequela travolgente e quasi ipnotica che, si scoprirà in seguito, custodisce un intenso potere primordiale.
La terza ha le caratteristiche di un lungo flusso di coscienza, voce narrante è un'anima corrotta dalla dissolutezza che sta viaggiando attraverso lo spazio e il tempo per compiere la metempsicosi.

[…] e la sua memoria svaporava a poco a poco, perdeva l’uso di parola, andando sempre furiosamente avanti ma privo di parola, camminando sempre ostinatamente avanti, verso la rinascita, […] mentre scorrevano incomprimibili dodici volte dodicimila anni, lassi di tempo vani secondo i suoi personali valori e calendari e tuttavia pur sempre irritanti, quando ebbe fatto provviste sufficienti di materie scure pescate negli abissi e nelle volte celesti e similari

Un trittico all’interno del quale si respirano a pieni polmoni inquietudine, dissoluzione e impoverimento dei valori umani proiettati all’interno di un non luogo dalle atmosfere plumbee. Si rifugge il reale per trincerarsi nell’onirico scandagliando mondi interiori ed esteriori, laddove il tempo è ambivalente tanto unidirezionale quanto reiterato in modo circolare.
Una lettura poco accessibile e non per tutti, profondamente conturbante, innanzitutto, per la sua struttura narrativa, elemento che mi ha fatto subito pensare allo stile metafisico e delle interconnessioni di Mircea Cărtărescu, mentre, per la vischiosità delle depravazioni descritte ho visto forti analogie con László Krasznahorkai.
In linea generale “Streghe fraterne” è un romanzo ruvido che mi ha sì colpito, ma non emozionato. Tuttavia, questo non frena il mio entusiasmo anzi, traccia l’inizio di un percorso esploratorio delle opere dello scrittore francese.
Profile Image for Hiroto.
270 reviews66 followers
Read
March 20, 2019
Je ne saurais dire si j'ai apprécié ma lecture ou pas. Le style est incroyable, mais j'ai la désagréable sensation d'être passée à côté du "fond", à trop avoir apprécié la "forme". C'est très étrange.
Profile Image for Nerinacodamozza.
106 reviews13 followers
July 6, 2024
Mescolare il libro dei morti a Tarantino, qualche spruzzata di teorie anarco rivoluzionarie e un po' di cosmologia medievale e tanta steppa, shackerare, aspettare e poi bere fino a ubriacarsi.
Io adoro Volodine. Mi stupisce e mi diverte e mi fa risuonare qualcosa di più antico e vero, sono ombre, suggestioni, non so neanche io come definire l'effetto di questa scrittura, ma funziona. Post post capitalismo per lettori che amano lasciarsi affabulare.
Profile Image for Lordof Nothing.
63 reviews6 followers
February 26, 2024
Streghe Fraterne è il mio primo passo verso la narrazione, definita post esotismo, di Antoine Volodine. Sono rimasto affascinato, a tratti meravigliato dalla sua struttura, pur essendo una storia spietata, crudele, pregna di humor nero.

L'architettura di questo romanzo, ma sarebbe meglio dire di questo libro, suddiviso in tre parti, è stata definita dalla traduttrice Anna D'elia Intrarcane, due testi di diversa natura correlati tra loro da una volta. Si passa, quindi, da una prima parte, dove in una narrazione in prima persona, la protagonista racconta la sua vita sotto interrogatorio, ad una seconda parte composta dalla trascrizione di un rosario di vociferazioni che sembra avere lo scopo di essere una specie di varco, soglia verso un altro mondo, formato dalla declamazione di versi forti, irruenti, esoterici, e si approda, così, alla terza e ultima parte, dove con una frase lunga 100 pagine, che pare un piano sequenza infinito, sembra di assistere alla messa in scena di un'opera teatrale ambientata in numerosi intramondi.

La prima parte, Teatro o Morte, è il racconto sotto interrogatorio di Éliane Schubert, della sua storia come attrice in una compagnia teatrale itinerante e del suo rapimento da parte di un gruppo di banditi. Ambientato in un'atmosfera da mondo post apocalittico, governato da un partito, un’organizzazione al collasso che sta cedendo il suo potere al caos indefinito, dove la speranza è termine senza diritto di cittadinanza, soprattutto se sei una donna, dove si cerca di sopravvivere e in cui l'artista è un essere fuori dal tempo, portatore di arcani misteri e unico depositario della forza evocativa delle parole. Una vita da girovaga, prima come artista, in viaggio su due furgoni attraverso villaggi e contrade e poi, costretta, come una bandita qualsiasi a cavallo in preda a confusione e terrore.
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Un eterno vagabondare nel mezzo di un mondo in decadenza che appare come una prigione dalla quale non si può fuggire, in cui le donne, come sorelle, streghe fraterne, cercano di solidarizzare contro l'individualismo a forte impronta maschille, sfrenato e atroce.
Questa parte del romanzo ha un chè di spietato e terrificante, tra abusi, stupri e battaglie, che in qualche modo mi ha ricordato le sensazioni che ho avuto quando per la prima volta lessi Meridiano di Sangue di Cormac Mccarthy.
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La seconda parte, Vociferazioni cantopera, composta da 343 versi è un rosario della parola, una testimonianza della sua forza evocativa, magica. Da declamare, recitare a bassa voce come in un rituale sacro, perchè più che il significato e ciò che le parole evocano che turba e dà forza a chi le recita: “i banditi tutt’intorno erano ad un tratto molto a disagio, avevano la sensazione che proferissimo maledizioni che rischiavano di incenerirli in un attimo, parole stregate, assai pericolose ed efficaci. Noi vociferavamo tra di noi, senza guardarli e come fuori dal mondo”.
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La terza parte è stata la più dura da digerire, una frase che va oltre le cento pagine. Narra le gesta di un essere immortale che muore, si incarna in altri corpi possedendone le volontà, attraversa spazi oscuri per rinascere passeggiando in una specie di luogo simile al Bardo. Una discesa in altri mondi, in cui questo essere dai molti nomi, fittizi o appartenuti alle persone infestate, si lascia andare a barbari omicidi, stupri e incesti. Volodine cerca di filtrare questo orrore con un pò di digressioni sulla politica, autocitandosi e compiendo balzi metanarrativi, quasi a voler rallentare questo flusso spietato che ci invade senza lasciarci respirare.
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Questa parte narrativa è una composizione esoterica, magica, oscura in cui come nella parte precedente, quella che funge da soglia, ha la funzione di esaltare il potere della parola come elemento magico, musicale, più che del suo significato, in una sorta di spirale che ti afferra e ti trascina in un vortice spazio temporale lasciandoti vuoto come un guscio.
Profile Image for Lo Ru.
2 reviews
May 9, 2021
Une errance et une douleur éternelles, des cris dans le néant, des damnés dans leur chair, usant de théâtrales magies.
Un livre que j'ai trouvé peu accessible (mon premier de Volodine) mais dont les récits et la construction m'ont bien porté.

« [...] il n’hésitait plus à tirer sur le tissu des espaces interstellaires et à le déchirer pour dans les déchirures puiser de la matière noire qu’il engrangeait dans des coffres et sous son crâne en vue de ne pas manquer de vivres pendant son voyage, car il se souvenait de plusieurs occasions antérieures où les nourritures de cette sorte lui avaient fait défaut, l’obligeant à périr de façon inopinée et le retardant à chaque reprise de douze fois douze mille ans [...] »
Profile Image for elle est au nord.
114 reviews12 followers
abandon
January 18, 2024
j'abandonne ma lecture....je peine à m'accrocher au style ultra singulier de volodine, à le saisir. je sens pourtant le potentiel de cette lecture et c'est très frustrant, mais je n'y arrive pas du tout...... je le réessaierai sans doute plus tard :((
Profile Image for Zebulon.
69 reviews
January 25, 2019
Un curieux mélange de vagabondage, de deuil et de chamanisme.
Profile Image for Alain.
1,097 reviews
April 25, 2019
Waow...le style décoiffe. L'histoire aussi; violence sexe esprit tout s'embrouille. l'impression parfois de lire un manga. Merci pour la curieuse expérience mais pas envie d'y revenir...
Profile Image for Lauro.
48 reviews2 followers
December 29, 2024
Direi un 3.5 stelle abbondante. Molto interessante, soprattutto la prima parte.
Displaying 1 - 14 of 14 reviews

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