"W.o.W. Women of Weird" raccoglie dodici racconti nati dalla penna di tredici autrici italiane che hanno interpretato, ciascuna con il proprio tratto, le tematiche dell’onirico, del bizzarro e del perturbante. Un viaggio nell’ignoto e nell’altrove, terrificante e meraviglioso come la tana di una creatura o i meandri di un’astronave.
«La stranezza non si sceglie, come il colore degli occhi o la forma del viso. È una caratteristica latente del sé e della propria modalità di relazione col mondo. È un filtro, una lente di un colore indefinibile che allo stesso tempo distanzia e avvicina al reale. Essere strani significa essere abbastanza diversi da poter esaminare ogni tratto umano con la perizia neutrale di un entomologo, e allo stesso tempo abbastanza uguali da riconoscersi in questi tratti quanto basta per struggersi di empatia».
Prendo in prestito le parole della prefazione di Viola di Grado, perché riassumono molto bene sia il senso di questa raccolta sia il mio amore per la vena fantastica e weird.
I dodici racconti contenuti in questa antologia appartengono a penne di scrittrici italiane che con diversi sguardi portano su carta un mondo allucinato, dilatato da una nota spaventosa e perturbante.
Sono tutte storie estremamente valide, che ho divorato con facilità. Tra tutti, i racconti che mi hanno colpito maggiormente sono stati: «L'angolo vuoto è una brutta cosa», «Cupio dissolvi» - qui l'influenza di Lovecraft si è sentita e mi è piaciuta com'è stata adoperata -, «Caronte», «Nei millenni», «Ultimi di noi» e «Sul ponte delle Montagne Rosse».
Se le cose bizzarre e inspiegabili vi affascinano, se credete che ci sia molto di più di quello che si vede e anche solo se siete curiosi, è una raccolta che vi consiglio.
«La stranezza è un credo: bisogna solo riporre fiducia». Viola di Grado
una collezione di racconti tutti scritto da donne, stupende autrici, che ci conducono in una realtà onirica e fantastica, dove il femminino è la costante, in tutte le sue infinite, strane e imprevedibili forme.
Non c’è stato un solo racconto tra 12 che abbia trovato meno perfetto degli altri per raccontare la fantasia immaginifica del potere della Dea.
Racconti diversi, generi diversi, autrici diversissime ma con una costante che unisce tra loro questi viaggi misteriosi: il potete del femminino trasceso a forma scritta.
Raccolta di brevi storie weird, tutta al femminile e tutta italiana, perfetti per chi vuole approcciarsi al genere per la prima volta. Qualche riga su ogni racconto:
-Ricordo la luce (E. Emiliani): evocativo, evanescente, astratto. Forse il più enigmatico di tutti, ti lascia parecchie domande. Molto bello.
-I ricognitori (L. De Santi): non indimenticabile ma carino. Bel worldbuilding, mi ha fatto venire voglia di conoscere di più di questo mondo. Sembra più un estratto di un libro fantascientifico piuttosto che un racconto breve.
-L'angolo vuoto è una brutta cosa (D. Crudeli): bellissimo. La sensazione di pericolo cresce lentamente, mentre si legge di cose normali che l'autrice riesce a rendere "strane", nel senso più angosciante del termine.
-Progetto Berserkir (S. Bonfiglioli): mutaforma sullo sfondo dei campi di sterminio nazisti. C'è sicuramente qualcuno che lo troverà geniale, ma non sono io, non mi ha preso molto purtroppo.
-Cupio dissolvi (F. Leonardi): l'unica parola che mi viene in mente per descriverlo è "claustrofobico". Decisamente il più horror. Mi sono sentita, proprio come la protagonista, un animale braccato che lotta per la sopravvivenza.
-Caccia nuda (L. Pei e O. Soncini): SI. Siamo nella testa di un predatore bellissimo e fatale, l'atmosfera è magica e spaventosa e poi bam, l'assurdo che si infila nella storia, rompendo l'incanto da racconto fantasy, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Forse il più centrato tra tutti i racconti.
-Caronte (L. Silvestri): torniamo più sul fantascientifico. Carino il worldbuilding e i personaggi, nulla da dire. Vorrei sapere di più delle loro avventure.
-Nei millenni (C. Salvatori): un'archeologa pazza innamorata di un moderno Frankenstein che però è una mummia che però è anche un rettile. Che dire follettini e follettine, chaotic vibes here e mi piace.
-La punizione madre (N. De Lisi): trigger warning: stupro e pedofilia. Decisamente il più pesante per quanto riguarda i temi e il più tragico. Stringe il cuore.
-Gloria di notte (Mala Spina): vibes da filmetto erotico che finiscono in Blob. Figo.
-Ultimi di Noi (C. Petrucci): c'è qualcosa in questo racconto che mi ha toccato. Forse la pietà per una specie che sta firmando da sola la propria condanna, forse la solitudine dei protagonisti, forse l'angoscia della consapevolezza che ciò che stanno vivendo sarà anche il nostro futuro. O forse è già il nostro presente. Decisamente fra i racconti più belli.
-Sul ponte delle Montagne Rosse (A. Fischer): il più fantasy dei dodici e anche quello che mi è piaciuto di meno. Mi ha un po' annoiato, sembra un capitolo tratto da un romanzo fantasy, e non uno di quelli più emozionanti ecco. Forse renderebbe meglio se fosse un libro vero e proprio.
Esattamente come per molti altri generi considerati “maschili”, vedi la fantascienza, l’horror o il fantasy, il weird è un genere in cui le autrici di sesso femminile sono state, ancor più che altrove, bistrattate. Snobbate, scartate dalle case editrici o costrette a pubblicare con uno pseudonimo maschile perché altrimenti non ritenute appetibili dal mercato, tra gli esempi più famosi potremmo ricordare Mary Shelley -che pubblicò molte sue opere con il nome del marito, Percey Shelley- , Ann Radcliffe -che ha pubblicato in anonimo-, Katharine Burdekin e perfino J.K. Rowling -che omise il suo nome intero per confondere gli editori-.
Pubblicare un’antologia di racconti weird scritti da sole donne quindi non è solo un bellissimo progetto, ma un’ambiziosa scelta politica e sociale. Women of Weird contiene 12 fantasmagorici racconti scritti da 13 mani femminili (a meno che non ne abbiano di più, chi può saperlo), che spaziano in tutte le sfumature del genere.
Descrivere cosa sia il weird non è semplice, poiché è, per definizione, strano, strambo, misterioso e imprevedibile. La letteratura weird è caratterizzata da elementi bizzarri e spesso inquietanti che però, all’interno della storia, fanno parte della normalità. Per questo motivo, non è facile identificare un “genere” weird, quanto piuttosto un filone, che contamina e si fonde con altri generi come l’horror, la fantascienza o il fantasy.
In questa raccolta potrete trovare sinistre entità che perseguitano il genere umano, pianeti abitati da esseri misteriosi, giochi che sconvolgono la vita di chi li porta a casa, antichi culti, paesi in cui si attuano punizioni esemplari e perfino unicorni.
- Ricordo la luce (Emiliani) : interessante ma molto astratto. Quasi mistico-allegorico: non credo di averlo capito. Probabilmente non parlava a me.
-I ricognitori (De Santi): stupendo. Qualcosa che vorrei aver scritto io e che mi ha incuriosito davvero sulle vicende dei due personaggi. Un mondo nuovo, una storia nuova. Weird fantascientifico davvero molto originale
-L'angolo vuoto (Crudeli): alcuni giorni dopo questo racconto il mio coinquilino inglese ha rimosso la cappa malfunzionante dal soffitto. Ora abbiamo un buco nel muro e mi chiedo cosa ne uscirà fuori.
-Progetto Berserkir (Bonfiglioli): prima di Freaks Out e forse anche meglio. Un po' Hellsing, un po' X Men. Nazisti, sovietici, il Vaticano e animali mutanti. Ne voglio ancora.
-Cupio Dissolvi (Leonardi): una fuga in auto in un nulla buio e angosciante, ma devo dire che l'ho sentito meno di altri. L'atmosfera sicuro mi ha ricordato cose di Lovecraft (che non ho letto) che avevo già trovato in Crusade di Markus Der Romero.
-Caccia Nuda (Pei-Soncini): insolito. Una scrittura più erotica e allusiva di altre. Un finale che mi ha sorpreso. Una puntata di Black Mirror con unicorni che seducono esseri umani e un flirt inaspettato tra social media e magia
-Caronte(Silvestri): la fuga da un mondo prossimo alla distruzione mi ha inquietato meno della tranquillità con cui un certo personaggio ingerisce quello che ingerisce.
-Nei Millenni (Salvatori): Frankenstein con un faraone rettiliano e una scienziata pazza innamorata devota. Uno di quelli che mi è rimasto meno impresso: nel momento di andare ad annotare non ricordavo più la storia.
-La Punizione Madre (De Lisi): Angoscia pura. Non ho capito nulla del mondo in cui queste due ragazze vivono ma ho capito che essere donne al suo interno è davvero terrificante. Ammesso poi che sia un altro mondo e non questa stessa realtà, cambiala.
-Gloria di notte (Mala Spina): comincia come un porno softcore, ma sai che si andrà a parare altrove. Quell'altrove ha un che da fumetto Marvel anni 60. Divertente sicuramente, ma sarei curioso di sapere cosa accadrà poi: più che un racconto un incipit, ma in questa raccolta non è il solo.
-Ultimo di Noi (Petrucci): ho letto gli ultimi racconti in un fiato andando in treno verso Fermo. Questo è scritto in un modo che mi ha creato iniziali difficoltà a scendere nel buco nella carta, ma una volta capita la chiave l'ho davvero apprezzato molto. Un mondo nel mondo nel mondo, e la sensazione di andare a fondo. Ci ho ritrovato elementi di Houellebecq (La possibilità di un'isola in particolare) e ovviamente Westworld. Cercherò altri libri di Petrucci per capire quanto siano intenzionali.
-Montagne rosse (Fischer): forse il più fantasy. Molto originale, mi sono un po' perso nel mare di nomi ma credo di essermi riuscito a orientare sfogliando avanti e indietro più volte. Un rapporto stretto tra morti e vivi che non avevo mai visto prima. Anche qui la sensazione che sia un incipit che rimane purtroppo monco. Sempre che non continui altrove. Messaggio al me del futuro: cercalo.
Nel complesso: mondi dannatamente interessanti. Tante voci e tante possibili linee di prosecuzione. Spero che alcune di queste proseguano a lungo
«La stranezza è un credo: bisogna solo riporre fiducia», scrive Viola di Grado nella prefazione. Perché lo strano ha troppe braccia tentacolari, troppi non detti, troppe sfumature, per essere rinchiuso in una definizione. Anche perché ciò che un tempo era strano, ora non lo è più, come ciò che è strano oggi, domani verrà metabolizzato e normalizzato. È una categoria fuggevole e multiforme, e infatti in questa raccolta ogni storia porta con sé l'inaspettato, si fanno previsioni su ciò che accadrà solo per vederle sfumare. ⠀ L'interesse che ha suscitato in me questa raccolta deriva dalla mia costante ricerca dell'inedito, del non ancora visto e non ancora letto. Mi annoio facilmente con le situazioni già viste, i concetti già masticati. Amo la sensazione di camminare in territori inesplorati, anche se potenzialmente pericolosi (ma non paurosi, sono una fifona!). ⠀ E posso dire che questi racconti non solo mi hanno fatto vivere quella sensazione, ma hanno definitivamente sancito il mio amore per i racconti in generale. ⠀ E ancora, il fatto che siano tutti scritti da donne italiane è una scelta sia bella sia coraggiosa. Io voglio, anzi, necessito di leggere e supportare scrittrici. Perché anche se l'editoria finge che in certi generi non esistano, ci sono. E di progetti ragionati e ben realizzati come questi ce n'è davvero bisogno.
Non sono riuscita a farmeli piacere tutti, purtroppo. Alcuni mi hanno lasciato un sapore di incompiuto. L'ultimo racconto dà l'impressione di essere parte di una storia più ampia, perché termina proprio quando la storia si fa interessante. In ogni caso, una buona raccolta che fa ben sperare nel futuro del weird al femminile.
Ho adorato quasi tutti i racconti (solo due non mi hanno convinta del tutto), e sicuramente in futuro starò molto più attenta alle pubblicazioni di queste autrici.
<>. "Wow" è l'espressione giusta per descrivere questo libro, una raccolta di dodici racconti nati dalla penna di tredici autrici italiane. Tredici donne che hanno esplorato il genere del new weird, raccontando di mondi onirici, bizzarri, oscuri. Non avevo mai letto nulla di questo genere e adesso mi sento di consigliarlo a tutti! Il senso di inquietudine che queste autrici riescono a trasmettere attraverso i loro racconti, mentre parlano di cose "strane" come se fossero assolutamente normali e reali, è devastante. Mentre leggevo avevo la sensazione di essere lì o di avere addirittura qualcuno alle mie spalle. È difficile definire con precisione questi racconti, sono "weird" per l'appunto, il solo modo per comprenderli è leggerli e lasciarsi trasportare dalle sensazioni che procurano.
Scrivere la recensione di un’antologia è tutt’altro che semplice, soprattutto se il genere a cui fa riferimento è il weird: basato sul fantastico e dagli elementi horror e fantascientifici, crea situazioni al confine con l’illusione e l’onirico, in un mix unico e interessante.
Nati dalle menti di tredici autrici, i dodici racconti si differenziano in toto l’uno dall’altro, riuscendo a mostrare come un genere possa estendersi in molteplici direzioni senza mai divenire noioso.
Le tematiche che vengono toccate passano dal lutto alla pazzia, dalla vendetta alla solitudine, descrivendo molteplici scenari (pianeti alieni e misteriose foreste) e situazioni (mai stati braccati da un unicorno?). I temi vengono toccati con destrezza, assumendo – alle volte -, anche ruoli coprimari.
Sebbene tutti interessanti, quelli che ho preferito sono stati “Progetto Berserkir” (Scilla Bonfiglioli), “Nei Millenni” (Claudia Salvatori) e “Gloria di notte” (Mala Spina): tra mitologia nordica, Antico Egitto ed esperimenti genetici non propriamente illegali, difficile per me non trovarsi bene.
Gli stili sono molto diversi tra loro: alcuni evocativi, altri tendenti all’onirico o al grottesco, sono tutti in grado di trasportarvi in avventure folli.
In generale, se amate leggere storie assurde e al limite (decidete voi quale, ci sono molti livelli); se non trovate mai un motivo per leggere i racconti, ma sotto-sotto vorreste; se in generale vi fidate se vi dico che ne vale la pena, leggete questo libro e fatemi sapere.
"La stranezza è un credo: bisogna solo riporre fiducia".
Come già noterete dal titolo, la lettura di oggi abbraccia questo affascinante e inusuale mondo... Parliamo del New weird, in questo caso in particolare, tutto al femminile e soprattutto Italiano!
Quando parliamo di Weird parliamo anche di tutto ciò che viene visto come strano e imprevedibile.
Allora vi chiedo, Quante volte avete sentito il bisogno di non incasellare tutto? Quante volte vorreste lasciare i soliti luoghi comuni e dare interpretazioni libere dai soliti retaggi?
Ecco, Wow, come l'acronimo già suggerisce, ti lascia esattamente questo una volta terminata la lettura. Quella "boccata di aria fresca" che tanto ricerchiamo: il bisogno di andare oltre qualsiasi cosa di già visto e conosciuto. Esplorare nuovi mondi e storie dove stranezza, fantascienza e horror trovano un terreno comune ma con uno stile diverso passando da un racconto all'altro.
Per apprezzare il genere bisogna lasciare qualsiasi preconcetto. Sei in un mondo nuovo, non hai qui coordinate per orientarti, ci sei solo tu e una storia pronta a travolgerti e a far vacillare le tue certezze apprese.
Un'antologia contenente dodici racconti, dodici diverse interpretazioni di ignoto e bizzarro, i protagonisti indiscussi che abbiamo imparato ad apprezzare negli anni e che sentiamo ormai nostri 🖤
Quando ci si approccia ad un genere così vario e sfaccettato, così tentacolare come il weird, non c'è niente di meglio di una raccolta di racconti. In questo libro si incontrano il weird fantascientifico, il weird gotico/grottesco, il weird surrealista, ecc. Ogni autrice da la propria impronta, la propria visione del weird, ed è bellissimo che si sia fatta la scelta di raccogliere le firme di queste tredici autrici italiane sotto il segno del weird. Un esempio di come non esistano generi letterari appartenenti ad un genere piuttosto che ad un altro. L'unico dispiacere è che alcuni di questi racconti lasciano col desiderio di saperne di più, di avere un intero romanzo tra le mani per esplorare il mondo creato dalle autrici, solo in un caso ho avuto la sensazione che si fosse cercato di stipare quante più informazioni possibili entro i limiti della narrazione. Ma d'altra parte il racconto è una forma narrativa difficile e delicata da bilanciare, soprattutto quando si sta facendo un lavoro massiccio di world building nello spazio di poche pagine. Nell'insieme mi è piaciuto molto, lo trovo un progetto bellissimo e ben curato.
Dopo la Trilogia dell'area X, torno nel mondo del genere Weird con questa raccolta di racconti tutta italiana. Mi è piaciuta molto, alcuni racconti più di altri, ma tutti mi hanno lasciato qualcosa.
Non penso di aver colto il lato Weird in ognuno di loro, ma, ripeto, tutti hanno saputo suscitatarmi qualcosa.
Il new weird è un genere quasi sconosciuto, in Italia poi è difficilissimo leggere qualcosa di questo genere e questo libro, se siete amanti delle cose strane, del fantasy atipico, dell'horror, fa sicuramente per voi.
Una raccolta di racconti brevi al femminile accomunati dal tema della stranezza, della stravaganza. Le sfumature sono molteplici e vanno dal fantasy, alla fantascienza, a sfumature di horror; ci sono mondi alieni, apocalissi, semplici incubi quotidiani, futuri distopici e universi alternativi. Per quanto mi riguarda è un NÍ ma la colpa al 90% è che non sono una grande amante del genere e non fa parte della mia comfort zone e/o molto probabilmente perché sono appunto racconti brevi, in alcuni avrei visto bene libri interi!!!Voto 10 a moscabiancaedizioni,copertine sempre molto interessanti!
Underwhelming, half the stories made absolutely no sense and they were so vague they felt like that video where the raccoon washes candy cotton and it disappears into nothingness. At leas with Jeff Vandermeer you can pretend you are too stupid to understand, but there are some elements that grounds you. This stories though, they had nothing (the majority of them). Just time lost.
Una serie di racconti tutti di scrittrici italiane specializzate nel genere weird, cioè tutto quello che è strano, che potete trovare nelle distopie, nei fantasy, nella fantascienza, questo libro raccoglie un po' tutti questi generi, ogni racconto ha la propria personalità e lascia la sua traccia.
Me lo aspettavo. Alcuni racconti meritano, tanto che vorrei fossero stati scritti dei libri interi!! altri un po' fini a se stessi o troppo corti per i miei gusti.
Un’ottima antologia di autrici italiane. Tutti i racconti sono di gran livello e di godibile lettura. Per chi vuole leggere qualcosa al di fuori della normalità.
3.5 - Alcune storie sono perle preziose. Altre avrei davvero apprezzato poter trovare qualche tipo di spiegazione su internet... Rileggerò alcuni racconti un giorno.
Mi aspettavo qualcosa di diverso, non mi ha fatto impazzire questa raccolta. Personalmente mi sono piaciuti 2/3 racconti, non la definirei una raccolta weird.
L’antologia raccoglie dodici racconti di autrici italiane che hanno come filo conduttore il weird e il femmineo.
Ogni voce è unica e apprezzabile, i racconti sono avvincenti, affascinanti, ciascuno a suo modo parla di qualcosa di perturbante, strano, inquietante, più realistico o più fantastico. Soprattutto, sono originali e non si rischia di cadere nel “già letto”.
WoW è una 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶 di autrici italiane che esplorano il genere weird, scrivendo storie molto diverse tra loro ma accumunate dalla tematica, che viene sviluppata in vari modi, passando dall’onirico al bizzarro, dal perturbante all’horror, mostrando quanto questo genere sia sfaccettato e quanto possa essere reso personale.
Tutti i racconti si mantengono sullo stesso livello di piacevolezza e godibilità (elevato!), anche se alcuni ammetto che mi siano piaciuti di più mentre altri mi sono risultati meno comprensibili (forse lasciare più domande che risposte é proprio una caratteristica del genere? Non lo frequento molto ad essere sincera). Di alcune delle storie avrei volentieri letto anche un libro intero!
Trattandosi di una raccolta non ho molto da aggiungere… Però vi consiglio assolutamente questo libro! E poi, la copertina non è bellissima?