Giusy - per RFS
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Giustizia imperfetta è uno dei romanzi che ero più curiosa di leggere, dopo aver letto la trama. Il BDSM non è il mio genere letterario preferito, ma le due autrici hanno saputo inserirlo nella trama senza mai essere sopra le righe, rendendo la lettura non disturbante. Tengo a sottolineare, però, che si tratta pur sempre di un ambiente in cui a farla da padrone (e il temine non potrebbe essere più calzante) sono la sottomissione, il gioco di potere tra Dom e Sub, collari e rapporti sessuali anche in pubblico. Veniamo ai personaggi che, devo dire, mi hanno intrigato parecchio: la scena di questo primo libro della serie è tutta, o quasi, per Matt e Lawson. Il primo si ritrova in questo ambiente, per lui sconosciuto e inimmaginabile, dopo l’ennesima bravata del suo fratellino Garet, di cui si occupa da tempo.
“E all’improvviso quel club di lottatori, con il suo edificio simile a una fortezza e l’affiatamento cameratesco dei membri che ne facevano parte, acquisì un senso. Gli avventori non frequentavano il Rifugio solo per combattere e scopare. Si proteggevano l’un l’altro dando la vita…o prendendo quella di chi rappresentava un pericolo per qualcuno dei loro.’
Il Rifugio di Anniston Falles è gestito da Lawson, il Giustiziere, e dal suo socio Curtis, ex amanti, ora chiamati a occuparsi anche di Ezram, un ragazzino che il loro ex compagno e socio Noah, ora in galera, ha salvato dalla strada. Lawson e Matt, nonostante siano diversi come il giorno e la notte, hanno in comune l’essere molto protettivi nei confronti delle persone che dipendono da loro. Matt farebbe di tutto per suo fratello e Law per Ezram e i membri della sua “famiglia”. Law è un punto di riferimento, estremamente imperfetto, incapace di mostrare i suoi sentimenti, ma pronto a fare a pezzi chiunque osi minacciarli. I due uomini hanno alle spalle un passato difficile, tutti al Rifugio hanno pesi sulle spalle e dolore nel cuore. Matt ha imparato a difendersi, ha vissuto per strada, ma nonostante questo, per alcune cose, è molto ingenuo: arrossisce deliziosamente ogni volta che è vicino a Lawson, lo osserva come se di trovasse davanti a un Dio, anche se non riesce ad ammettere neanche a se stesso di provare qualcosa per lui. Il Giustiziere è intrigato dal ragazzo, da quella ingenuità adorabile, dalla sfrontatezza sfacciata, dal coraggio e dalla sua incredibile bellezza. Insieme sono fuoco, esplosione divampante, uragano, si avvicinano per poi allontanarsi, per paura di quello che potrebbero diventare l’uno per l’altro.
“Il bacio che gli aveva dato al piano di sotto lo aveva sorpreso, con quella sua bocca così forte che era riuscita a essere gentile e inflessibile al tempo stesso. E persino in quel momento continuava a sentire l’impulso che lo portava a piegarsi alla richiesta implicita di sottomettersi a tutto ciò che Lawson avesse da offrire. Sfiorò il polso con la punta delle dita, esaminando il segno più recente che l’altro gli aveva lasciato impresso sulla pelle, quindi respirò a fondo. Poi scosse la testa per cancellare quel ricordo così erotico.”
Le sessioni di BDSM, il linguaggio esplicito, gli incontri da Fight Club, la cui ricompensa, per i vincitori, è la dominazione sessuale dello sconfitto, rendono Giustizia imperfetta un romanzo non adatto a tutti. La scrittura l’ho trovata non sempre scorrevole, e in alcuni punti la narrazione a pov alternati, ma in terza persona, mi è risultata un po’ ostica, però l’intreccio mi ha intrigato molto e leggerò sicuramente i volumi successivi, perché mi sono affezionata a questa insolita famiglia e sono molto curiosa di scoprire chi saranno i prossimi protagonisti.