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Sommersione

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«In fondo all’Adriatico, a nord, esistono isole filiformi che separano il mare dalla laguna veneta. In una di queste esili terre Sandro Frizziero ha trovato il suo tesoro. Non un forziere di zecchini d’oro, ma qualcosa di infinitamente più prezioso per un romanziere (e dunque anche per noi lettori): uno scrigno di passioni brutali e primarie, di ipocrisia, maldicenza, invidia, avidità; vale a dire, tutti i sinonimi dell’amore malinteso.
Conosco l’Isola a cui si è ispirato l’autore, perciò posso apprezzare quanto l’abbia trasfigurata in una sua potente iperbole poetica, facendola diventare uno stemma di malumori e malamori universali. Un posto da cui si riescono a vedere le stelle del cielo, sì, ma solo perché «sono i lumini di un cimitero lontano».
Sommersione racconta la giornata decisiva di uno dei suoi abitanti – un vecchio pescatore – forse il più odioso; certamente quello che sa come odiare più e meglio di tutti gli altri: la vicina con il suo cane; la moglie morta; la figlia a cui interessa solo la casa da ereditare; i vecchi preti dementi ricoverati in un ospizio; qualche assassino e qualche prostituta; i devoti di un antico miracolo fasullo, inventato per coprire una scappatella; i bestemmiatori che spesso coincidono con i devoti; i frequentatori della Taverna, unico locale dell’Isola oltre all’American Bar, ma di gran lunga preferibile perché «all’American Bar non c’è ancora un sufficiente livello di disperazione».
Su tutto ciò il vecchio pescatore ha rancori da spargere, fatti e fattacci da ricordare; e però gli resta da fare ancora qualcosa che sorprenderà gli abitanti dell’Isola, lettori compresi. Questo romanzo gli dà del tu, perché Frizziero ha il dono dell’intimità con i suoi personaggi, ne è il ritrattista inesorabile. Sotto le sue frasi – o dovrei dire meglio: sotto i suoi precisi e ben dosati colpi di martello – l’umanità resta inchiodata al livello più inerziale dell’esistenza: l’altro nome di quest’Isola, infatti, potrebbe essere Entropia. Una formicolante, disperata, indimenticabile Entropia».
Tiziano Scarpa

190 pages, Paperback

Published March 12, 2020

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Sandro Frizziero

4 books6 followers

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2 (1%)
Displaying 1 - 30 of 35 reviews
Profile Image for Laura Gotti.
596 reviews610 followers
June 19, 2020
Questo libro, totale sorpresa, totale scoperta, è scritto da un giovane autore (tutti giovani per me) che di sicuro va tenuto d'occhio. Per quanto mi riguarda il Campiello non c'entra niente, l'ho scoperto dopo. Mi ci sono imbattuta per caso con una serie di coincidenze che non sto a raccontare ma che sono certo un segno da non sottovalutare.

L'ho letto in due serate in terrazza con una birra ghiacciata e delle patatine fritte che mi riappacificavano con il mondo.

'Non credi più a niente, questo è il problema. Non credi a dio e ai poteri emollienti dell'aloe, non credi alla scienza e ai saldi di fine stagione, non credi alla vita oltremondana e ai vantaggi della plastica biodegradabile. Non credi all'affetto dei figli e cani, alla bontà di torte e suore, alla raccolta dei Veda e a quelle dei punti, al catechismo e all'onanismo, alla democrazia e al commercio, al biologico e alla logica'

Scrittura limpida, incipit a Il vecchio e il mare, odio che trasuda da ogni pagina, finale degno del mondo creato. E' bravo sto ragazzo, mi ha davvero coinvolto e convinto. Leggetelo, fatevi un favore. Ma preparatevi a respirare odio e dolore e solitudine e puzza e paura.
Profile Image for Gabril.
1,051 reviews258 followers
June 24, 2020
Un racconto decisamente disturbante che ha come protagonista un uomo volgare, cattivo, disonesto e senza possibilità alcuna di redenzione ed è scritto in seconda persona da una coscienza onnisciente e introspettiva capace di affondare/affilare lo sguardo nella melma per estrarne ogni peggiore e scomoda verità.

“Fissi la tua immagine di vecchio allo specchio dell’entrata; la tua testa calva, il tuo volto apatico e arrossato dagli eczemi, i tuoi occhi sporgenti e leggermente strabici, i peli unti delle tue orecchie, i tuoi denti marciti dalle Merit, la tua barba da randagio…”

Un pugno nello stomaco, un ritmo serrato, una scrittura implacabile che non perdona.
Profile Image for lise.charmel.
528 reviews196 followers
July 30, 2020
Sommersione racconta la storia di un pescatore vissuto su un'isola della laguna veneta. E' un uomo gretto, privo di qualsiasi empatia, che non ha remore a prevaricare animali, persone e perfino alberi. Un uomo sconfitto che ce l'ha con il mondo, che detesta tutti, sentendosi migliore senza esserlo. Un romanzo spietato, terribile, con lo sfondo dell'Italia che cambia.
Durissimo. Ottimo candidato secondo me, per il premio.
Profile Image for a l e s s i a ꧂.
102 reviews25 followers
September 26, 2024
“Non c’è futuro sull’Isola che, a ben vedere, altro non è che una cicatrice del mare, un postaccio, insomma, dove non cresce nulla se non i platani piantati dal comune e le ostinatissime tamerici che ancora si aggrappano alla sabbia della spiaggia.”

☆ 5/5 | La ruvidezza.

La ruvidezza delle mani da pescatore. La ruvidezza dello sguardo di anziano. La ruvidezza del carattere iracondo. La ruvidezza delle parole. La ruvidezza dell’Isola.

Si diceva che, una volta, l’Isola ospitasse più gente, che fosse molto popolosa. Ora, invece, non c’è nulla. L’Isola, collegata alla Terraferma attraverso dei battelli, non offre una vita prosperosa ai pochi giovani, che si divertono a prendere in giro i più anziani, quelli che si divertono, a sua volta, a bestemmiare su ogni caratteristica della vita.

E poi c’è lui, il nostro protagonista, che dagli abitanti dell’Isola viene additato come il più cattivo delle persone. Un tempo era il più bel ragazzo che tutte le fanciulle desideravano, o almeno è quello che crede. Giovane e scattante pescatore sopra l’imbarcazione più importante, l’Audace.

Ora non è più nulla, soprattutto da quando la Cinzia, moglie servile e devota alla chiesa, è morta. Si è piegato ad un decadimento fisico, non si cura più della sua vita, della sua igiene e il suo pensiero fisso è la morte. Lasciato solo dalla Simonetta, figlia buona ma lontana dal mare, così diversa da lui, che dal padre ha imparato il mestiere. La Simonetta no, invece, proiettata nella sua vita sulla Terraferma insieme al marito.

Vive da solo, sull’Isola. Accerchiato dai suoi demoni, dai ricordi passati e con il carattere burrascoso che lo corrode dentro.

“Nonostante ciò, tu non puoi lasciare l’Isola, lo sai bene. E’ il prezzo da pagare per il male che hai fatto. Questa sottile striscia di terra che emerge a malapena dalle acque per te è un penitenziario, un carcere di massima sicurezza. […] Tu di questo carcere conosci praticamente ogni segreto: la disposizione ramificata delle celle, l’occupazione dei vari detenuti, i turni delle guardie, i percorsi dei pattugliamenti. Proprio per questo sai che la fuga è impossibile.”

E’ l’odio, che gonfia il cuore del nostro protagonista. L’odio per se stesso e per gli altri. Riesce a creare un quadro di ogni componente dell’Isola con ribrezzo, portando in superficie ogni più piccolo difetto.

Ma, anche se non riesce a scappare, anche se non può scappare, è destinato a perdersi all’interno del suo male, nella sua cattiveria, è destinato ad essere sommerso dalla solitudine. Sommerso proprio come, un giorno, capiterà con l’Isola, di cui non rimarrà nessuna traccia.

L’asprezza è la caratteristica principale che ci accompagna nella narrazione. La crudeltà delle parole, dei pensieri messi su carta del nostro protagonista fanno ribrezzo. Quell’odio che tanto serba, riesce a farlo emergere fino ad incanalarcelo dentro. Perché il lettore non riuscirà ad amare questo protagonista meschino e violento.

Ma amerà lo stile, l’arte di Sandro Frizziero nel trascinare il lettore dentro quell’Isola, dentro la testa del protagonista. Il lettore si sentirà quasi scandalizzato ad ogni parola, forse non riuscirà mai a comprendere in pieno il personaggio. Eppure, il libro riuscirà a rimanere impresso sulla pelle. Insieme alle alghe, ai pesci, alle reti, all’odore salmastro dell’atmosfera dell’Isola.

Ringrazio l’ufficio stampa della Fazi Editore per l’invio della copia cartacea🌹

Recensione del 20/04/2020

Instagram: lalibreriadiale
Blog: www.lalibreriadiale.altervista.org
214 reviews23 followers
May 18, 2023
Romanzo storto ma dalla prosa elegante, con un protagonista che è impossibile da amare, non importa quanto la nostra empatia tenti di farci avvicinare, l'autore ci respingerà sempre con un calcio in culo, salvo farci venire poi il dubbio che questo schifo d'uomo è, alla fine, solo un uomo, come noi, che non siamo tanto più dritti di lui, anche se non abbiamo commesso tutte le sue nefandezze, e che come dice Amleto "Non mi piace l'uomo, no. E neanche la donna..." La seconda persona singolare l'ho trovata spiazzante, mi ha disturbato per tutta la lettura. Poi mi sono reso conto che forse era giusto così, che l'autore voleva proprio scrivere "tu", come un ritratto che ti guarda negli occhi e ti costringe a fare i conti con quello che vedi. Bravo Frizziero!
Voto: 8
Profile Image for erigibbi.
1,132 reviews742 followers
August 17, 2020
Ci troviamo nel nord Italia, in un’isola.

Il narratore utilizza la seconda persona per parlarci di un abitante, un vecchio pescatore.

Si tratta di un uomo abbietto, odiato da tutti, e che impiega poche pagine per farsi odiare anche da noi lettori.

Un uomo che fin da giovane non ha mai mostrato rispetto nei confronti degli altri, di sé stesso e della vita. Un uomo bruto e brutto, cattivo, di quella cattiveria che ti fa ribrezzo, che ti fa schifo.

Un ragazzo che stupra una giovane ragazza, convinto che sia lei a volerlo; un ragazzo che volta le spalle a un coetaneo che sta affogando; un uomo che non sopporta l’abbaiare del cane della vicina e offre all’animale delle polpette di carne avvelenate; un uomo che odia la moglie anche da morta, come ha sempre fatto anche quando la povera donna era ancora in vita; un uomo che per la figlia non ha alcun interesse; un uomo che scrive calunnie verso un parroco che è riuscito a farsi amare dai compaesani…

È come se quest’uomo racchiudesse su di sé tutto il catrame, la pece, il nero, l’oscurità, l’abisso. E leggendo di lui, ti senti a tua volta sporca, con i piedi nella melma, da cui non riesci a uscirne, anzi, un poco a poco la situazione peggiora, e ti sembra di essere nelle sabbie mobili, che ti tirano giù, sempre più giù, fino a sommergerti.

E poi ci sono le bestemmie. Bestemmie scritte. Bestemmie che il lettore si ritrova a pronunciare, anche se mentalmente, perché quel libro lo sta leggendo, e le bestemmie appaiono come qualsiasi altra parola. E quindi alla fine è come se tu, lettore, bestemmiassi. E questo non lo trovo giusto. Lo trovo scorretto nei confronti di chi legge, e che non avrebbe nessuna intenzione di bestemmiare.

Certo, la bestemmia rende bene il contesto dove si svolge la storia, e rende bene anche il tipo di uomo con cui abbiamo a che fare. Ma è una scelta che non condivido.

In generale Sommersione di Sandro Frizziero è un romanzo piuttosto forte, probabilmente non adatto a tutti perché l’uomo di cui l’autore parla si è macchiato di atti infami, beceri e disumani. Un romanzo che in alcuni punti mi ha coinvolto di più, e in altri meno. Un romanzo che in tutta onestà non so se mi sento di consigliare.

Mentre la felicità è una compagna infingarda, sempre propensa all’inganno, che certo fa star bene in un primo momento, ma come può farlo anche la peggior droga o la meno esperta delle puttane – non è, quindi, per niente affidabile, non è adatta a metter su famiglia –, l’infelicità, invece, non rinnega e non respinge nessuno; un infelice non è solo neppure quando cammina o scherza, nemmeno quando scopa o caga, perché l’infelicità gli resta accanto in ogni momento.
Profile Image for Fede La Lettrice.
840 reviews88 followers
June 3, 2025
• Questo è un romanzo claustrofobico e rabbioso, che si muove nel solco della letteratura dell’invettiva e della misantropia.

• L’ambientazione, un’isola chiusa, perennemente battuta dalla bora, più mentale che geografica, diventa lo specchio deformato della mente di un protagonista anziano, pescatore misantropo, reso ancora più brutale dalla malattia e dal tempo.

• La scelta narrativa è audace: un racconto in seconda persona singolare, in un continuo tu che sembra inchiodare il protagonista davanti a uno specchio crudele e impietoso. Questo artificio è senza dubbio il punto di forza del romanzo: produce un effetto straniante, ci si può immedesimare o prendere del tutto le distanze. La voce narrante, più che rivolgersi al protagonista, sembra volerlo giudicare, incalzare, inchiodare alle sue colpe. In questo, Frizziero riesce a creare una tensione etica e stilistica interessante.

• Tuttavia, questa tensione si incrina ogni volta che l'autore sente il bisogno di spiegare. Alcuni passaggi risultano eccessivamente didascalici, troppo espliciti, quasi pedagogici, e finiscono per intaccare la forza evocativa della narrazione. La rabbia del protagonista, che dovrebbe emergere attraverso il suo sguardo e il suo vissuto, viene talvolta affogata da riflessioni troppo costruite, da un’intenzione morale che si fa manifesta.
Profile Image for Lupurk.
1,110 reviews35 followers
June 1, 2023
Mamma che fastidio sto libro!!! Io ho un problema con i libri in cui non mi piace il protagonista. E questo...beh, è un protagonista impossibile da apprezzare.
Forse il fatto di averlo ascoltato mi ha aiutato (a parte i fastidiosi beep sulle bestemmie XD), comunque sono riuscita, nonostante tutto, ad apprezzarne lo stile, indubbiamente valido!
Profile Image for ‘mell.
190 reviews34 followers
April 17, 2020
“Sommersione” è la storia di un vecchio pescatore e di un’isola: una storia fatta di fantasmi del passato, male di vivere e maree.

“Non sei più sicuro di niente. Anzi, sai che il diavolo ce l’hai proprio in corpo e con il diavolo ti tocca con­viverci. Sai che l’inferno è in questa terra, non ci sono dubbi, e l’Isola ne è una sorta di succursale; una filiale dell’Ade per gente di mare.”


Protagonista del libro è un pescatore ottantenne odioso e burbero che, dopo la morte della moglie, passa le sue giornate in solitudine, perso tra i ricordi del passato. Un vecchio che non ha nulla da offrire se non cattiveria e ricordi.

Ma la vita dell’anziano non è andata proprio come desiderava e ora quei ricordi sono macigni. Sono il peso di un’ esistenza che lo ha portato pian piano a essere ciò che è ora, ad odiare tutti e tutto, a farsi detestare. Non è fiero della sua vita e, prima di morire, c’è ancora qualcosa che deve fare.

“Sommersione” è un romanzo particolare sul rapporto tra uomo e natura, e una riflessione profonda sul male, in cui il paesaggio è assoluto protagonista

Frizziero ci mette sotto al naso un testo infelice, intriso di insulti e brutalità, ma tristemente attuale.

“L’inferno è in ogni luogo e può mostrarsi senza preavviso; i progetti, i pensieri per il futuro, la stessa prospettiva di un dopo non possono garantire la sopravvivenza. Per capirlo, basta guardare con attenzione i massi della diga, ricoperti di sale e rifiuti, osservare la morte dei pesci, la marea che sale; l’inferno si scorge per indizi.”

In “Sommersione“, altro protagonista di rilievo è un’isola lagunare vittima dei cambiamenti climatici, che rischia di venire sommersa dal mare. Un chiaro esempio di un mondo non tanto lontano da quello in cui viviamo.

Il mio elogio va alla penna dell’autore, purtroppo però non sono riuscita a farmi stare simpatico il suo personaggio. Quel vecchio odioso che beve, fuma, bestemmia e picchia la moglie.

Lo stile di Frizziero, infatti, fa da padrone su tutto il romanzo. Ogni parola è misurata e nulla è lasciato al caso. Tuttavia, la scelta di un narratore onnisciente ha fatto sì che seguissi la storia, ma con una sensazione costante di estraneità ai fatti.

Questo romanzo è il ritratto di una piccola fetta di società, priva di orizzonti e quasi grottesca. Sandro Frizziero non si risparmia nelle descrizioni, ma ci dona un libro schietto e scurrile sul peso dei peccati e delle colpe che, spesso, non sono altro che condanne.
Profile Image for La lettrice controcorrente.
598 reviews250 followers
March 14, 2020
olutamente aspro. Leggerlo è come mordere un limone senza aspettarsi quel gusto. Anche i passaggi che dovrebbero suscitare commozione in realtà si tramutano in fastidio. Il nostro protagonista è un uomo avvelanato dal senso di colpa, inasprito (scusate la ripetizione) dagli anni che passano, dalla solitudine, da un analfabetismo emotivo che impressiona. Allora perché andare avanti nella lettura? Perché Frizziero lo farcisce di lucidità, spietata, ma pur sempre onesta lucidità. Il pescatore è spietato con gli altri come lo è con se stesso e questo lo rende sì insopportabile, ma anche credibile.


La descrizione dei pensionati che fissano le lancette, che sono  stati palsmati dal lavoro e dalla sua assenza, resta uno dei miei passaggi preferiti ma nonostante tutti i punti di forza del romanzo non sono riuscita ad andare oltre alle tre stelle.  Avrei voluto almeno intravedere un di luce in Sommersione, qualcosa a cui aggrapparmi e non parlo necessariamente di un lieto fine ma un filo di speranza a cui aggrapparmi, vero o effimero. Non c'era, o forse io ero troppo presa dalla parte cupa.
RECENSIONE COMPLETA: www.lalettricecontrocorrente.it
Profile Image for Dioneo.
150 reviews4 followers
April 5, 2020
Mi trovo in imbarazzo a giudicare quest’opera. Le mie tre stelle sono salomoniche e provvisorie. Indubbiamente è un romanzo che non lascia indifferenti e appagati come molte letture, che spinge a interrogarsi: su quello che siamo, e - non secondariamente - su quello che ci aspettiamo di leggere, di vedere rappresentato da ogni narrazione. D’indiscutibile valore, la scrittura: elegantissima, netta, quasi mai retorica, metaforica e potente. Più problematica la costruzione del protagonista e dell’io narrante, ma del resto l’autore ne è del tutto consapevole, da quanto si evince leggendo le sue interviste. Penso che a conti fatti sia un’opera riuscita (di certo per Frizziero), anche nella sua sostanziale immobilità e incompiutezza (non c’è evoluzione, non c’è di fatto “romanzo”), così come nei suoi limiti. Che tuttavia ci provocano e ci sfidano, e questo è già un gran risultato.
Profile Image for Caterina Buttitta.
153 reviews11 followers
August 5, 2020
Recensione https://labibliotecadikatia.blogspot.com di Caterina Buttitta
Un'isola destina alla deriva della specie umana. Nel suo secondo romanzo Sommersione (Fazi), finalista al Premio Campiello 2020, Sandro Frizziero narra una storia forte e originale di un uomo, protagonista del suo primo romanzo, Confessione di un neet (2017), finalista al Premio John Fante 2019. Sarà per l'atmosfera soffocante, o per la crisi sistematica, o ancora per la marea che sale, che hanno innescato la trama di un'Isola in cui si svolge la vita del protagonista crudele, cinico, senza possibilità di redenzione.

In quell'Isola vivono una schiera di non eroi che hanno creato un gigantesco mercato nel quale vi abitano tutti. Tutti noi, nuotiamo, annaspiamo, affondiamo, naufraghiamo, sprofondiamo in quel mare che bagna le nostre vite.

Senz'anima, nè coscienza, nè conoscenza. Siamo clienti, non familiari di una stessa umanità. L'isola stessa si presenta come una prigione di astio, conformismo dentro il quale agisce un protagonista che rischia di essere sommerso da un disfacimento non solo fisico ma anche morale.

"Fissi la tua immagine di vecchio allo specchio dell'entrata; la testa calva, il tuo volto apatico e arrossato dagli eczemi, i tuoi occhi sporgenti e leggermente strabici, i peli unti delle tue orecchie e, i tuoi denti marciti dalle Meredit, la tua barba da randagio".

Un particolare attira il lettore, il continuo uso del <> che il marratore rivolge al suo protagonista, che non abbandona per l'intero libro. Spesso ne assume i punti di vista, i pregiudizi, la violenza, che si traducono in un linguaggio duro, espressivo, a tratti volutamente disturbante.

"A dirla tutta la Cinzia queste bestemmie pareva volertele cavare per forza dal cuore. Se le meritava proprio per come cuoceva la pasta, per come riponeva le mutande e i calzini nel comò, per come sbucciava le mele. Ogni giorno, le ripetevi che era una deficiente, una ritardata; ti veniva naturale, automatico, come darle uno schiaffo se alzava lo sguardo più del dovuto".

"Dpo qualche minuto, arrivi al camposanto. Ferma sulla porta ci sono due zingare. Due zingare di merda che non si sa come siano capitate sull'Isola e soprattutto che cosa siano venute a fare, se non a rubare".

Il tempo che viene narrato in Sommersione è il presente. Il che contribuisce a rendere la storia intensa, coinvolgente. Gran parte di ciò che leggiamo: l'ambiente a rischio, l'umanità marcia, la meschinità del quotidiano, irrompono nella comunità violandone il languore e l'innocenza.

Il lettore resta spettatore allibito della scena dell'avvelenamento della Gina, la cagnetta del vicino, colpevole solo di essere rumorosa. Una parte importante del romanzo è lo sguardo che si apre agli altri abitanti dell'Isola. Sono soprattutto gli anziani della Taverna, che si traducono in un ambiguo legame di <> l'un l'altro. Ciò accade ad una schiera di non erooi calamitati dalla forza magnetica che popola l'Inferno sulla Terra, si sentono come trascinati verso le profondità equoree come l'Ulisse.

Una descrizione quella di Frizziero che incanta e ustiona, fatta salvo qualche spiraglio di luce che s'intravede qua e là, soprattutto in alcune descrizioni di cielo e terra. E in alcuni rari momenti di umanità. E' il caso di preti avidi e ipocriti, di don Erminio, finito in manicomio <
Oppure la stessa Cinzia, la moglie del protagonista l'unica che è riuscita a fare breccia nell'egoismo arido del protagonista.

"Sotto l'orologio è appeso un calendario sponsorizzato da un'azienda che produce lenze per la pesca, fermo al settembre 2016, il mese del ricovero definitivo della Cinzia in ospedale.

"Dopo la morte della donna, per il protagonista è la fine, la stasi totale, di ogni possibile cambiamento, la fine di una stagione di tensione".

Alla fine si sa che il protagonista deve scontare una colpa. L'Isola in fondo è la sua stessa punizione. La folla che assiste allo spettacolo, scoprirà il vero motivo, un antefatto giovanile impunito.

"Sopravviverai per scontare il senso di colpa che ti logora".

"Tu continui ad esistere solo grazie a queste parole (..). Basterebbe un punto fermo messo proprio qui, ora, adesso, per ucciderti senza alcuna spiegazione". L'ombra minacciosa si allunga sulle pagine finali e riassume tragicamente questo destino di sconfitta
Profile Image for Berenike Swan.
Author 5 books2 followers
July 30, 2020
“Sommersione” di Sandro Frizziero è un romanzo crudo, rude e molto realistico. Non sono riuscita a provare diverse emozioni nel leggerlo, ma solo perché la rabbia nei confronti del protagonista ha avuto il sopravvento su tutto il resto. Come non si può provare disgusto e disprezzo per un pescatore ottantenne che non fa altro che offendere le donne, criticare qualsiasi persona o categoria di persone e denunciare i propri crimini, le crudeltà commesse, come se stesse raccontando una storia. Raccontandoci la sua vita sull’isola, ci presenta anche altre persone che hanno fatto parte della sua esistenza, come la moglie Cinzia morta di cancro, la vicina pettegola, gli altri pensionati che passano le giornate ad attendere la fine e altri abitanti dell’isola, che fanno parte di una realtà deprimente, angosciante, degradante e ingiusta.
È difficile capire se tutto ciò che viene raccontato corrisponda alla realtà o sia solo una vaneggiante esposizione dei fatti da parte del pescatore, in quanto lui resta l’unico narratore e il suo è l’unico punto di vista. Non è un brav’uomo, al contrario, è violento, maschilista, menefreghista, picchia la moglie, stupra, frequenta prostitute, giudica le persone e ciò che è peggio, pensa che la sua visione denigrante delle donne e sprezzante del mondo, sia giusta. Ho provato disprezzo per lui, disgusto, rabbia e mai, nemmeno una volta, ho provato pena per questo uomo finito, che aspetta la morte tormentato dai sensi di colpa. Un senso di colpa che arriva troppo tardi.
Forse l’intento dell’autore era proprio quello di suscitare questa reazione, una sorta di fastidio presente dalla prima all’ultima parte del libro. Le lunghe e dettagliate descrizioni, il linguaggio crudo del pescatore analfabeta e gli episodi della sua vita, narrati con sprezzante crudeltà e nitida precisione, permettono di entrare nell’atmosfera cupa dell’isola e di restarci per tutto il tempo della lettura.
La parte che ho adorato di più è stata la quarta, nella quale si ha un’importante rivelazione e il modo in cui il narratore racconta quel particolare episodio della sua vita, toglie il fiato. Per tutto il romanzo ho provato prevalentemente una fredda amarezza, ma qui, durante questa febbrile confessione, per la prima volta i miei occhi si sono riempiti di lacrime.
Consiglio la lettura di questo romanzo a chi non ha paura di lasciarsi coinvolgere in un turbinio di negatività, a chi non teme di essere sommerso dalla narrazione di una vita amara e a chi ama le atmosfere cupe e realistiche.
Profile Image for LaCitty.
1,049 reviews186 followers
May 31, 2023
E' da molto che non leggo un romanzo così cattivo.
Il protagonista, ormai anziano, ripercorre il suo presente e il suo passato in un progressivo affondare nella melma sempre più nera e puzzolente e, quando pensi che abbia toccato il fondo, riesce a stupirti cadendo ancora più in basso con azioni violente, dettate da invidia, ignoranza o forse semplicemente carriveria. Il linguaggio è secco, crudo, perfettamente in linea con il personaggio e le sue azioni sempre più spregevoli.
Non è un libro da leggersi "a cuor leggero", ma è comunque un libro scritto magnificamente e, pur raccontando azioni repellenti, ti costringe ad andare avanti e arrivare alla fine.
Queste le mie considerazioni sul romanzo. Mi permetto una riflessione sul protagonista, che ho trovato ritratto in modo molto realistico, e che mi sono messa ad un certo punto ad osservare nelle sue meschinità grandi (alcune davvero tremende) e piccole e soprattutto nel suo trovarsi giustificazioni per qualsiasi spregevolezza come tutti i migliori violenti. Il paradosso che mi ha colta è la quantità di bugie che si racconta per motivare le sue azioni, le stesse bugie che (purtroppo) si raccontano tutti quelli che si comportano come lui. Giustificazioni scaricabarile, è sempre colpa di qualcun'altro perché cambiare, si sa, è difficile e anche piuttosto scomodo. Triste ma realistico.
Profile Image for Rosanna Castagneri.
153 reviews6 followers
August 3, 2020
“Gli uomini, quando ragionano, o meglio, quando fingono di ragionare, sono come le sardine, pensi. Amano stare appiccicati tra loro, sentirsi parte di un’idea più grande, un sentire comune che non li lascia mai soli. E se uno di questi piccoli pesciolini si stacca dal gruppo, be’, ha subito nostalgia perché il mondo è troppo grande, troppo vasto per affrontarlo in solitudine. Tu invece non la temi proprio la solitudine. Ci avresti pensato tu a rimettere tutto a posto, a riportare un po’ di giustizia sull’ Isola” cit

“ il silenzio descrive perfettamente l’essere gettati nel mondo senza preavviso, senza uno straccio di libretto delle istruzioni. Insomma, come commentare ciò che ti è toccato in sorte se non tacendo, come fai tu a giorni alterni, oppure bestemmiando di continuo, come fa il Tocia, come fanno tutti, che la bestemmia dopotutto chiosa efficacemente gran parte delle cose che succedono nel mondo?” CIT


“Pensavano, questi stolti, che fosse il vino ad anestetizzare le loro preoccupazioni, che fosse l’ubriacatura l’unica cosa che li faceva andare avanti. Si sbagliavano. Era il lavoro ad anestetizzarli, a mandarli avanti, a farli sopravvivere.” CIT
628 reviews35 followers
August 23, 2021
Un romanzo che non fa sconti, in grado di concentrare in poche pagine il male di una vita intera. Seguiamo un pescatore ormai anziano, che ha fatto e continua a fare del male; lo seguiamo entrando nella sua testa, giudicandolo e incolpandolo, schifandolo e punendolo. E tutto ciò ci è concesso dalla scelta di narrare in seconda persona: l'autore sconvolge e disturba il lettore, mettendolo spalle al muro davanti alla crudeltà di quest'uomo. Uomo che non si pente, che si porta dietro il fardello di una vita passata a compiere atti osceni, per cui non ci sarà redenzione. Una scrittura scevra, dura e aspra, che affronta diversi temi (la violenza sulle donne, la religione, l'appartenenza a luoghi che sembrano prigioni) e lo fa sempre in modo lucido, violento, preciso. Un ottimo libro da leggere, ma bisogna essere pronti ad essere sommersi. Segnalo anche la presenza di bestemmie esplicite all'interno del libro, che caratterizzano il luogo (laguna veneta) ma potrebbero infastidire i lettori.
Profile Image for Abc.
1,122 reviews107 followers
September 21, 2023
Il protagonista di questo romanzo è un anziano uomo gretto, violento e crudele. Maltratta e malmena la moglie fino a quando resta vedovo, dopodiché sembra nutrire dei rimborsi di tanto in tanto. Nel corso della sua vita ha commesso ogni tipo di nefandezza, trovando sempre delle giustificazioni per il suo operato, come se la responsabilità non fosse mai sua, ma di qualcun altro.
L'origine della cattiveria di quest'uomo potrebbe essere in parte rintracciata in un episodio accadutogli quando era un ragazzino, ma in realtà penso che la malvagità albergasse già in lui fin da prima.
D'altronde anche il resto dell'umanità descritta in questo romanzo non ispira una grande fiducia. Sono perlopiù persone disilluse dalla vita, spesso ipocrite, indubbiamente pettegole.
Pur essendo molto torbida questa lettura mi è piaciuta. Ci sono delle riflessioni su alcuni aspetti della vita che mi sono rimaste impresse.
Profile Image for Solo un’altra pagina.
63 reviews112 followers
March 18, 2020
Avete presente la pelle dei pescatori? Indurita dal vento, bruciata dal sole, segnata dalle lenze, resa ruvida e secca dall’acqua salata? Ecco, questo libro è proprio così.
Un narratore esterno guarda la vita di un vecchio pescatore, un uomo pieno di odio, rancore, con cui è impossibile empatizzare, che ci disgusta per ciò che pensa e fa, ma anche per ciò che ha fatto nella sua vita, piano piano infatti il narratore ricostruirà la vita di questo uomo che ha fatto terrà bruciata intorno a sè.
Odia tutti, la moglie, la figlia, il prete, il cane della vicina e perfino un vecchio un albero che ha il coraggio di perdere le foglie, ma contemporaneamente tutti lo odiano, stanno lontano da quel vecchio burbero bestemmiatore. È un uomo che vive su un’isola veneziana e che non ha mai visto altro, prigioniero dell’isola, ma ancora di più del suo rancore si sfoga sputando sentenze di pagina in pagina rinchiuso nelle sue folli convinzioni.
Non è un libro facile, né per il linguaggio adottato (ma perfetto per un vecchio pescatore Veneto), né per gli avvenimenti raccontati, non lo consiglierei a chi è troppo sensibile, ma se deciderete di leggerlo vi troverete tra le mani un gioiello.
Moltissime sono le riflessioni sulla vita, sulla morte, ma anche sulla natura e sulla natura umana, è un romanzo in cui è impossibile immedesimarsi, ma da cui comunque ne usciamo arricchiti.
Una lettura travolgente quindi, che ho letto solo in due giorni, complice anche la penna affilatissima di Frizziero, ve lo consiglio caldamente, non ve ne pentirete!
Instagram: solo_un_altra_pagina
1 review
May 11, 2021
Testo emotivamente impegnativo. Se devo descriverlo in poche parole direi che è l'anti Truman Show.
Qui non c'è un regista tutto sommato benevolo che organizza una vita perfettamente idilliaca al nostro protagonista sulla sua isola.
Qui c'è un protagonista dimenticato da dio che vive su un'isola derelitta, marcia e puzzolente almeno quanto derelitta, marcia e puzzolente è la sua stessa vita.
L'epilogo è uguale e contrario: ambedue scappano su una barchetta, sia allontanano dall'isola, l'uno alla ricerca dell'autenticità, l'altro alla ricerca della dissoluzione finale.
Scritto benissimo, ma disturbante.
Profile Image for MonicaVandina.
138 reviews19 followers
May 6, 2023
Ho apprezzato l'utilizzo della seconda persona singolare, non succede spesso di trovare narrazioni che la utilizzino e credo non sia semplice da gestire. Però, se voleva essere un modo per fare identificare il lettore con il protagonista, con me non è riuscito. Questo pescatore mi è sempre rimasto distante e, a parte l'ovvio ribrezzo, la prevedibilità della sua malvagità ad un certo punto mi ha quasi annoiata e neppure il finale mi ha sorpresa. Lo promuovo, nonostante non mi abbia convinta del tutto, per l'inserimento in un modo che mi è piaciuto, un sottofondo cupo, della tematica del cambiamento climatico e per la coerenza del personaggio che non cerca mai un affrancamento da se stesso.
Profile Image for Cristina - Athenae Noctua.
416 reviews50 followers
March 19, 2020
Apparentemente Sommersione non ha una storia. Piuttosto, è la rappresentazione di un simbolo, dell'associazione dell'isola ad un'idea mentale, quella che di essa ha il protagonista, la cui esistenza è rinchiusa nei confini della laguna. L'isola, scrive Frizziero, è una succursale dell'inferno che sta su questa terra, «una filiale dell’Ade per gente di mare». E questo luogo fisico che racchiude tutta la vita del vecchio protagonista diventa un luogo dell'anima, un terribile luogo dell'anima: è qui che lui fa i conti con il proprio passato, con i demoni che lo hanno posseduto e spinto a compiere atti che ora, alla fine della propria esistenza, può solo leggere come il segno di una maledizione che aleggia sugli esseri umani, destinati a soffrire senza speranza di giustizia o salvezza.
https://athenaenoctua2013.blogspot.co...
Profile Image for Don Mario.
344 reviews53 followers
March 28, 2020
Una stella in più perché è il primo (che io ricordi) romanzo in seconda persona che mi capita di leggere. Scelta coraggiosa, portata avanti con competenza.
Non sufficiente, però, a farmi resistere oltre il 20% del testo.
Profile Image for Luigi Dal Zio.
46 reviews7 followers
July 31, 2020
Un libro Veneto? Che parla del Veneto?
Ni... È una storia che usa il Veneto, la laguna, alcune caratteristici veneti (i pensionati in bar, le beghine) per raccontare la rabbia, l'odio, forse il male stesso.

Frizziero racconta ciò che sa, ciò che sente ciò che vive per raccontare dei sentimenti
Profile Image for Flavia.
63 reviews9 followers
July 18, 2020
Quattro e mezzo. Bello, veramente. Molto disturbante, a tratti troppo, ma questo non pregiudica la riuscita...Penso. Frizziero stai bene? Tutto ok? Facci sapere che stiamo in pensiero
108 reviews1 follower
July 21, 2020
Descrizione molto accurata del “clima” in senso lato dell’isola di Torcello
Profile Image for Luca malagoli.
131 reviews3 followers
March 28, 2021
ammetto fin da subito che non ho finito il romanzo. inizio piacevole, pur se con alcuni momenti difficili da digerire. Poi mi è sembrato fermo, ripetitivo.
Displaying 1 - 30 of 35 reviews

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