Il Seicento, la peste, i misteri insondabili e l'inferno in terra?
Tutte argomentazioni che apprezzo parecchio nei romanzi gotici/horror e che accostati ad un autore che ho apprezzato parecchio in passato, quale è Baldini, avrebbero potuto risolversi in un'esplosione narrativa tale da ricordarmi i fasti del passato, come con "Terra di nessuno" o "Come il lupo" per citarne alcuni dei miei preferiti, purtroppo il ritorno alla sua bibliografia, con questo libro, mi ha profondamente deluso.
Non so, sarà anche il caldo, ma mi son trovato parecchie volte ad addormentarmi con il libro in mano pfffff.
Eppure l'ambientazione, la storia, avevano tutto per incuriosirmi e coinvolgermi, ma non è successo per nulla. Mi son trovato a leggere e non proiettare le parole, che si susseguivano, con delle immagini vivide, anzi mi perdevo spesso, e quando riuscivo un minimo ad immaginare gli avvenimenti, ecco che cambiavano i personaggi o finiva un capitolo ed il tutto ritornava ad essermi così nebuloso e noioso!
Boh...
Colpi di scena, se ce ne fossero stati perchè io non li ho percepiti, sono raccontati in un modo talmente piatto che hanno reso la lettura scialba, banale. Tutta la narrazione, a dire la verità, mi è risultata piatta, non vi ho riscontrato una descrizione affascinante o coinvolgente, non vi ho letto nulla sulla caratterizzazione dei personaggi, tanto che un nome valeva un altro nel proseguo della storia e l'atmosfera era... piatta.
Ecco, definirei questo libro: piatto!