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Memoriale di Sant'Elena

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Paperback

First published January 8, 1992

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About the author

Emmanuel de Las Cases

453 books15 followers
Emmanuel-Augustin-Dieudonné-Joseph, comte de Las Cases (21 June 1766 – 15 May 1842) was a French atlas-maker and author, famed for an admiring book about Napoleon, Le Mémorial de Sainte-Hélène ("The Memorial of Saint Helena").

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Dierregi.
256 reviews3 followers
April 9, 2024
It took me so long to read this book, I felt I spent with Napoleon all the five years of his exile in Saint Helena. It's undoubtedly a very dense, content-rich book, written by Count De Las Cases who followed Napoleon to that wretched rock, only to leave him after one year.

The first part detailing the events following Napoleon's abdication after the Hundred Days and the events during the long (two months!) journey to the island was particularly interesting for me. Once Napoleon and his small "court" settle on the island, the narrative turns more melancholic, with Napoleon growing more despondent by the day while dictating all his campaigns and adventures to various people (not only Las Cases). Living of memories must have been depressing for such an active man as Napoleon.

It takes some knowledge of the history of France and not only of the Napoleonic era to follow Napoleon's memories and Las Cases comments and, at times it was a bit boring for me because I knew nothing about some very specific events, now forgotten but relevant at the time.

The tone is never very intimate, there is no gossip or personal details and I got the feeling Las Cases was a bit too fanciful, always justifying Napoleon and trying to present his actions as those of a man who wanted a “united Europe” rather than France above everyone. Las Cases was on Saint Helena with his son and the malignants say that once he had enough material for his book he managed to get expelled by the nasty governor Howe, mainly on the pretence of his son’s illness.

I can understand his point of view, despite his professing undying love for Napoleon and wishing to be with him until the end. However, over a year in the middle of nowhere, listening to a wretched, hopeless Napoleon and being enmeshed in petty fights with the British and even with his exiled companions must have won over Las Cases’s commitment…
225 reviews
July 14, 2023
Fallito il suo ultimo e clamoroso tentativo di riprendere le redini della Francia e dell’Europa, passato alla storia come i cento giorni, dal 1815 l’ormai ex imperatore Napoleone Bonaparte (1769–1821) è costretto a vivere in esilio, confinato nell’isola di Sant’Elena sotto la sorveglianza dei nemici britannici. Un luogo anche letteralmente isolato, un atollo sperduto nell’Atlantico e ancora oggi difficile da raggiungere. Scelta estrema ma che si ritiene giustificata dalla mai doma pericolosità del personaggio, già evaso da un’analoga prigionia nella ben più confortevole isola d’Elba (1814–15). Egli vi rimane fino alla morte e il contrasto tra la sua importanza nella storia umana e la miseria della sua solitudine nel silenzio di una natura indifferente commuoverà tanto i contemporanei quanto le generazioni successive.

L’aura della leggenda è accresciuta dal ‘Memoriale di Sant’Elena‘ firmato da Emmanuel de Las Cases, segretario di cui altrimenti non ricorderemmo il nome e che, insieme ad altri, accompagna Napoleone nella prigionia – tanta la devozione: in quanti si allontanerebbero da patria e famiglia per condividere una simile esperienza con qualcun altro? Opera monstre nelle dimensioni – ca. duemila pagine – e ancor più nei possibili motivi di interesse, raccontando gli ultimi giorni di vita di una personalità che divide persino oggi e che, di certo, non fu comune. Vi si riportano aneddoti e riflessioni spesso interessanti sulla politica, sulle campagne militari, sulla religione, su esperienze personali, pure sulla letteratura.

Las Cases afferma di non aver scritto il libro sotto diktat, ma non ci crede nessuno: si ironizza su come l’astuto generale possa strumentalizzare il suo scrivano in ultimo atto di vanità, per consegnare ai posteri un’immagine di sé umana e positiva. Si pone così come un uomo afflitto da dubbi e insicurezze, perennemente alla ricerca del bene non per sé bensì per gli altri, buon cristiano – con la sua caduta, si entra in restaurazione -, denso di sensibilità artistica e infine vittima di un trattamento duro da parte dei suoi carcerieri. Il governatore dell’isola, Hudson Lowe (1769–1844), passa nella memoria collettiva come un aguzzino sadico, in verità pur avendo riservato al prigioniero un trattamento migliore di quello che di norma si riserva agli altri; il cibo non è granché ma nemmeno schifoso, qualche volta gli concede di uscire dalle zone delimitate. Suo principale torto sarà di aver allontanato Las Cases da Sant’Elena alla fine del 1816, dopo aver scoperto una sua corrispondenza illecita con Luciano Bonaparte (1775–1840), fratello di Napoleone. Lo scrittore non glielo perdonerà.

Risulta difficile non simpatizzare con il Napoleone che emerge da questo colossale testamento politico, quasi una versione antecedente e ipertrofica delle ‘Memorie di Adriano‘ (1951) composte da Marguerite Yourcenar (1903–87). Un Napoleone che si pone come il vero continuatore della Rivoluzione francese (1789–99), esecutore della volontà del popolo e difensore della libertà, giustificando alcune azioni in apparenza contradditorie come dettate dalle circostanze. Molti, infatti, simpatizzarono e simpatizzano ancora oggi con questa figura del tutto inventata. Altri potrebbero far lo stesso con quella invece più realistica di un uomo umiliato, pure disperato nel cercar di dare un senso al fallimento delle proprie ambizioni e che si rifugia nella figura di Las Cases il quale, l’umiliazione, preferisce arrecarsela da sé.

Lettura imprescindibile per storici e appassionati del personaggio e dell’epoca in questione, tediosa per gli altri. Conosce tanto successo da essere riedita più volte, con sempre nuove aggiunte. L’ultima versione è addirittura del 2017 e basata su un testo riscoperto dalla British Library nel 1965. Sarà la fine?

“Quella verità storica tanto invocata, cui ognuno si sforza di richiamarsi, spesso è soltanto una parola: essa è impossibile nel momento stesso in cui si svolgono gli avvenimenti, quando le passioni sono ancora accese (…). Ma cos’è allora, questa verità storica, nella maggior parte dei casi? Una favola convenzionale, come fu ingegnosamente definita”
Napoleone Bonaparte
58 reviews4 followers
February 12, 2016
Un libro magnífico y que cumple con su propósito tan buscar que no te das cuenta, esto es, claramente acabas haciendo tuyo el discurso de Napoleón y para los que no son historiadores incluso pensarán que era un visionario adelantado 200 años a lo que después pasaría. Muy recomendable
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