Golden Falls è una tranquilla cittadina nella contea di Snohomish, stato di Washington, dove tutti si conoscono e la vita scorre serena, fino a quando un’escalation di terribili eventi scatenerà l’orrore che sconvolgerà la serenità del posto.
Daryl Wilson, lo sceriffo incaricato delle indagini, si troverà a dover affrontare una verità incredibile e spaventosa. Per risalire alle radici del male dovrà scavare nei meandri della storia passata di Golden Falls e comprendere perché l’orrore abbia iniziato a riversarsi sulla cittadina seminando morte tra i suoi abitanti.
Quando la città si ritroverà isolata dal resto del mondo, immersa in una nebbia che sembra sorta magicamente per avvolgerla tra le sue spire, la situazione precipiterà fino all’incredibile epilogo.
La cover di questo romanzo è stata la prima cosa che mi ha incuriosito e intrigato. Se prima credevo potesse essere evocativa dopo aver finito di leggere "Post mortem" posso dire che è assolutamente rappresentativa del cuore di questo horror dalle sfumature thriller. Non è una semplice storia che narra di fatti inquietanti e avvenimenti agghiaccianti, ma è un vero e proprio viaggio nell'oscurità e nella paura, nel cuore pulsante del male, nei suoi meandri più intimi e angoscianti. Nella tranquilla cittadina di Golden Falls in una notte immobile dal silenzio opprimente e irreale, qualcosa di terribile si sveglia, nei ricordi annebbiati, nell'incubo e nella realtà la confusione e la paura muovono gesti e sentimenti fino a trovare un'unica certezza: la vendetta. Una serie di avvenimenti inquietanti e di scoperte agghiaccianti portano lo sceriffo Daryl Wilson a indagare su quale forza oscura si stia impadronendo della città, su cosa abbia scatenato il male fino ad arrivare alle sue origini. Le indagini portano a scoprire un legame con un crimine che ha scosso la tranquillità della cittadina solo poco tempo prima, dando una connotazione thriller al romanzo. Non posso dire nulla di specifico sugli eventi che accadono o sui tanti personaggi che si susseguono e intrecciano nell'evoluzione narrativa perché dal prologo claustrofobico all'epilogo incredibile sarebbe tutto un enorme spoiler. L'autore ha costruito una trama avvincente che tiene incollati in un ritmo serrato, la scrittura scorre fluidamente così come l'inquietudine strisciante che avvolge il lettore. Lo stile descrittivo e riflessivo rende vivida, cupa e irreale l'ambientazione così come i pensieri dei protagonisti. Tutto è ammantato da un'atmosfera surreale, da un'ineluttabilità agghiacciante. Ogni personaggio è perfettamente delineato e caratterizzato, ho provato una forte empatia soprattutto verso qualcuno che è la chiave di tutto. So di essere vaga ma non posso fare altrimenti. Tante sono le sottotrame che emergono, ognuna collegata alla storia principale, tanti elementi collegati perfettamente tra loro per permettere di avere il quadro completo del tutto, una visione più ampia e consapevole del motivo di tutto. Dal presente al passato viviamo rivelazioni che portano fino all'origine del male, vediamo e capiamo, soffriamo e comprendiamo, a tratti quasi giustifichiamo. "Post mortem" è una storia dinamica e veloce, con delle sfumature filosofiche che fanno pensare al male insito negli esseri umani, alla parte più oscura dell'animo.
Il romanzo di @paolo_lapaglia, edito da @nuaedizioni, mette in scena un horror davvero ben congeniato, ricco di atmosfere agghiaccianti, misteri, luoghi oscuri e terribili entità. La morte violenta di due giovani ragazze evoca un essere carico di odio e di vendetta, che, riportandone in vita una, Zoe, provoca la morte e resurrezione di "zombie" per assicurare lo sterminio dell'intera cittadina di Golden Falls. Sarà lo sceriffo Daryl Wilson con l'aiuto di Julia, Malcom e Amina a salvare il mondo da una possibile ecatombe.... Una scrittura scorrevole, ricca di descrizioni, anche introspettive che riescono a darci la vera essenza dei personaggi, rendono la storia appassionante e inquietante. Scene raccapriccianti, esseri senza umanità, il male inteso come l'altra medaglia dell'essere umano, ci portano verso una discesa nell'abisso più scuro, soffocante e angosciante. Per farsi abbracciare dal soprannaturale e dal mistero. "Iniziammo a capire in quel momento di essere in guai grossi. Ma lo capiamo ancor di più quando i morti cominciarono a tornare. Fu come vedere con i propri occhi l'inferno".
Post Mortem, secondo me, è un libro degno di Stephen King. So che dire "bello" non è abbastanza per convincervi, spero dunque di riuscire a trovare le migliori parole per rendere giustizia al miglior horror che abbia mai letto.
Il libro si apre con un'esperienza angosciante: un'autopsia eseguita proprio sull'antagonista. Lei percepisce tutto, non le sfugge niente. E quando tocca con le sue dita fredde la "Y" che ha sul petto, si sente morire una seconda vola. Vi immaginate svegliarvi una mattina e accorgervi che il vostro cuore non è più nel petto, ma che qualcuno se l'è portato via? Non dev'essere una bella esperienza, così come non lo è stata per Zoe, la ragazza risorta dal regno dei morti senza un apparente motivo e con un appetito particolare.
È così che comincia un percorso fatto di ansia e inquitudine, grazie al quale vi potete immergere completamente nei panni sia di Zoe che dello sceriffo Daryl Wilson.
E più vi immergete nella selva oscura e più capite che non c'è un confronto tra bene e male. Le due parti si mescolano, diventano un tutt'uno e non si sa più chi sia il buono e chi il cattivo. Questo ci spinge a fare una riflessione importante: quanto sono codardi e spregevole gli uomini? Ignorano il problema finché non li divora e subito dopo pretendono di essere le vittime compatite. Succederà lo stesso con noi se non fermiamo l'inquinamento prima che la terra non regga più la sporcizia?
E soprattutto, bisogna comunque salvare gli uomini se il cattivo ha ragione e loro si meritano la brutta sorte che gli è toccata?
I peccati si ritorcono contro i cittadini di Golden Falls e hanno un solo nome: Rebecca. La banshee è spietata, desiderosa di vendetta e non vede l'ora di vedere la cittadina crollare ai suoi piedi. Per quale motivo? Per colpa di una religione che invece di unire uccide, com'è accaduto per migliaia di donne uccise in nome della fede, con l'assurdo accusa di essere streghe.
Le ho dato ragione? Sì, l'ho fatto. La sua storia e quella di Zoe sono agghiaccianti. Entrano sotto pelle e non vanno più via da lì. Rimangono impresse nella mente perché sono certa che esistano realtà simili, se non peggiori.
È anche merito dell'autore, che ha saputo descrivere gli orrori di Golden Fall con grande bravura. Grazie al suo stile, ogni volta che aprivo il suo libro, mi sembrava di essere accanto a Zoe, Daryl e Malcom. Era come se tutto intorno a me sparisse ed esistessero solo i suoi personaggi.
Devo dire che mi sono affezionata a ognuno di loro per motivi diversi. Un pezzo del mio cuore va in particolare a Julia, la dottoressa che stava curando l'unica sopravvissuta a una tragedia. Proprio lei, sul finale, mi ha strappato una lacrima. C'è stato un momento particolarmente toccante, con un carico di emozioni grandissimo, che mi ha convinta a voler proseguire con il volume successivo.
E ditemi, vorreste scoprire cos'è successo a Rebecca, Rachel e Zoe? Vorreste sapere se Daryl è riuscito a risolvere il mistero e a salvare se stesso e la sua città? Non sarò io a raccontarvelo, però Golden Fall vi aspetta per intrappolarvi insieme ai suoi abitanti.
"Percepì le lacrime salirgli dal profondo dell'anima senza che potesse dare nulla per fermarsi"
2.5 La partenza era eccezionale ma già il fatto che nessuno abbia messo in dubbio la questione della resurrezione ma anzi l'abbia accettata da subito con nonchalance mi ha fatto storcere il naso. Tante scene truculente supportate dalla solita storia trita e ritrita sulle streghe. Decisamente non il mio genere.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Una tranquilla città dove gli abitanti si conoscono per nome, una serie di fatti inspiegabile, una corsa contro il tempo per evitare che un terribile destino si compia, e tanti morti che hanno la capacità di tornare in vita: in sintesi gli elementi di questo libro, tutti gli elementi che non possono mancare in una storia horror degna di questo nome.
Si portò istintivamente la mano al petto. Un insopportabile senso di oppressione cominciò a soffocarla. Annaspò alla ricerca di aria, gli occhi che roteavano come impazziti. Un dolore più intimo che fisico salì dalle viscere sino alla gola. Urlò. Un urlo colmo di disperazione e terrore. Poi, di colpo, quella sensazione, così com’era venuta, se ne andò e tornò il silenzio.
Ma da una piccola e remota galassia della sua mente, si fece largo quella che era l’altra possibile realtà e sbucò dalla nebbia come un artiglio: era morta.
Paura, terrore e la consapevolezza di non esistere, di essere morta ma paradossalmente ancora viva, le prime emozioni che, insieme a Zoe, il lettore prova in queste pagine. E la prima domande che si pone: che cosa hanno fatto a questa ragazza innocente? Chi è stato? La lettura procede e la brutalità aumenta, così come l’incredulità dello sceriffo Daryl Wilson e dei suoi collaboratori di fronte alla verità che viene svelata, quasi impossibile da credere eppure reale e si sta compiendo, con loro da protagonisti.
Chi è il buono e chi è il cattivo? Chi deve essere punito e chi premiato? Impossibile stabilirlo, perché quello che conta è la vendetta. La vendetta di una donna, che attraversa i secoli, sfida la morta e chiede di avere giustizia per il male subito in prima persona e per il male subito da altre donne indifese, vittime della malvagità, della perversione e dall’omertà degli uomini. E nell’impossibilità di scovare l’unico colpevole, dove non esiste una sola persona a potersi definire tale, allora esplode la vendetta collettiva, che ricade sotto forma di maledizione, avvolta dalla nebbia, sul destino di un’intera città e dei suoi abitanti.E quali creature possono accingersi ad epurare una comunità senza provare rimorso? Solo dei morti rinati, affamati di sangue, dolore e sofferenza, in grado di captare la malvagità e punirla, senza rimorsi, senza sensi di colpi, quasi con divertimento e placida normalità. Siamo di fronte ad un loop temporale impossibile da interrompere? La domanda corretta sarebbe è possibile fermare la malvagità umana?
Noi umani siamo strani, sapete? Chiediamo di conoscere. Esigiamo di apprendere. Poi, quando ci viene detta la verità, non riuscendo ad accettarla, semplicemente la rifiutiamo.
La mente umana può comprendere l’incomprensibile? Non può spiegare l’esistenza di Dio ma l’accetta, spiegandola con la religione e la fede. E se ci fosse un’altra forma di religione che potrebbe spiegare anche i morti viventi? Credere nella stregoneria e nelle maledizioni è eresia, eppure sono le uniche a spiegare i morti rinati e che vanno in giro per la città ad ammazzare. Chi li ha creati? Una strega potente? Come annullare il maleficio e la strega.
«Insomma,» commentò Derek, «come ci aiuta tutta questa roba? Dove andiamo a prendere “le antiche formule per immobilizzare la strega”?» Alzò le dita a mimare delle ipotetiche virgolette. «E come facciamo a trovarla se non sappiamo dove si nasconde? E che diavolo è, poi, lo stramonio?
Anche le ricerche più dettagliate sembrano vane, perché conoscere la verità non significa saperla cambiare. Accettare l’esistenza di una strega che cerca vendetta, non significa essere in grado di improvvisare un incantesimo per bloccare tutto e tornare al quieto vivere. Amici, colleghi e perfetti estranei si ritrovano quindi ad affrontare la prova più grande per l’essere umano, combattere con la propria natura più oscura, che è riuscita a creare dei mostri, ma non creando altro dolore ma con l’amore; ma non un amore romantico, bensì quell’amore astratto che va oltre il bene del singolo, ma di un’intera comunità.
Post Mortem è un horror ben scritto e articolato. Dopo un inizio che sembra voler confondere il lettore, ma che invece è uno stratagemma per creare l’empatia con la protagonista, la storia scorre veloce, intrecciando le indagini di Daryl, i sospetti di Julia, le aspettative e le speranze del fratello di Zoe. L’autore dimostra una certa originalità nell’integrare gli eventi passati per spiegare la “malattia” che infesta la città e il percorso necessario per sconfiggerla, senza mai dare per scontato la preparazione del lettore in merito agli argomenti trattati, ma lo guida dandogli tutti gli elementi sapersi destreggiare tra miti, leggende e fatti storici, e lasciarlo libero di formulare un proprio pensiero in merito alla vicenda. Una storia intensa e fedele al genere di apparenza, in cui le sfumature thriller sono ben gestite e non prevalgono sulla narrazione. Un’ottima lettura!
Leggere Paolo La Paglia è come guardare un film di Bruno Mattei, sai che stai vedendo una sorta di plagio, e ogni tanto hai anche la fortuna se ti piace la cinematografia di capire quali scene sono state saccheggiate e da quale film, senza contare i documentari. Perchè un'autore ad un certo punto deve scegliere c'è un virus che muta (citazione) o una maledizione. O la maledizione è il virus? In realtà non si capisce. E no, non si possono giustificare le domande da buco di trama, con un "il mio allenatore diceva che era il risultato quello che contava". Questo libro sembra un saccheggio, un frankestein narrativo che unisce i racconti di fantasmi alla "the ring", ai racconti di zombie cercando di collegarli con cuciture che non stanno in piedi. Mentre la trama ti insegue, cade a pezzi come un corpo raffazzonato, dandoti la netta impressione di aver visto tutto, di aver già letto quei dialoghi, di star annaspando nel mare di tutti gli stereotipi di genere che si affastellano uno dietro l'altro. Non c'è sorpresa, c'è la strenua ripetizione di situazioni da film horror, prive di ogni originalità palpabile, di ogni reinterpretazione personale che non sia la riscrittura di una scena horror da film trita e ritrita.
Oltre a questo mi ha dato molto fastidio ad un certo punto il mescolone tra paganesimo, wiccan e satanismo. No, le streghe non necessariamente pregano il diavolo e se si può "passare". L'unico punto positivo, che non mi permette comunque di dare più di una stella, è che La Paglia scrive bene, sarebbe bello leggere un suo libro più narratologicamente strutturato.
“Post Mortem” è un thriller paranormale che strizza l’occhio al genere horror.
In questi giorni in cui la testa va altrove, il libro di Paolo La Paglia ha saputo tenermi incollata fino alla fine.
La storia non è semplice da descrivere, le carte si scoprono poco a poco, ma abbiamo alcuni elementi chiari fin da subito: due ragazze rapite, violentate e seviziate, di cui una morta. Uno sceriffo arrivato troppo tardi per salvarle entrambe. Un risveglio particolare.
Non voglio dire troppo della trama, perché il libro va gustato poco a poco leggendolo, ma posso dirvi le mie impressioni.
Ho avuto, fin da subito, la certezza della capacità linguistica e narrativa di Paolo La Paglia. Lo scrittore narra le vicende con maestria, e mi sento di scomodare il Re, Stephen King, per quanto riguarda la struttura del testo. I tanti personaggi (attenzione a non confondere i nomi!) e i diversi scenari mi hanno ricordato delle dinamiche già viste in autori più famosi, ma non hanno sminuito il valore del libro, anzi.
In tanta violenza e orrore, lo scrittore riesce a inserire sentimenti positivi e fondamentali per uscire dal baratro, ovvero l’amicizia e l’amore. Nonostante le tenebre siano più vicine del previsto, il collante tra gli esseri umani deve essere il volersi bene, fidarsi e amarsi. Solo così, i nostri protagonisti potranno in qualche modo uscirne.
Posso dire che “Post mortem” è una storia che funziona, avvincente e scritta benissimo.
Mi complimento con l’autore e la casa editrice che lo ha pubblicato.
Questo libro è stato letto all’interno del GDL di cui faccio parte. Avrebbe dovuto rappresentare il genere horror, ma di horror non c’è ben nulla. Vi spiego meglio.
Ambientato nella cittadina di Golden Falls, facciamo la conosce di Zoe, una ragazza m0rta. Ad accompagnare Zoe nel mondo dei vivi e a farle da “grillo parlante” nonché colei che aiuterà Zoe a vendicarsi di tutte le persone che le hanno fatto del male, troviamo Rebecca. Un’anima cupa, vendicativa e che in vita ha sofferto tanto anche lei. Vari omicidi avvengono in questa cittadina tranquilla, dove ci si conosce gli uni con gli altri. Cosa sta succedendo a Golden Falls? E lo sceriffo Daryl riuscirà a salvare i suoi cittadini da questo incubo?
Il libro in sé per sé non era male, l’idea iniziale era buona, ma qualcosa è andato storto. Mi spiego meglio, quando si intraprendono vari argomenti, penso che uno deve studiare bene ogni minimo dettaglio. Ma ci deve essere anche una buona dose di immaginazione che qui scarseggia. Questa Rebecca, assomiglia vagamente a The Ring e alcune scene assomigliano a The Walking Dead. Abbiate pietà. Per quanto riguarda la scrittura, in alcuni punti bisognerebbe correggere il congiuntivo, che forse è stata la cosa che più mi ha spaventata in tutto il libro.
Parlando del genere, invece, di Horror, suspance e compagnia bella, non ci sta proprio nulla. Ma tutto ciò riguarda sempre il mio gusto personale😵💫.
Detto questo, questo libro fa parte di una trilogia. Vedremo se prossimamente leggerò anche gli altri.
RECENSIONE COMPLETA: https://leggimangiaviaggia.blogspot.c... VALUTAZIONE: 5 Piume su 5 Recensione Del Blog Leggi Mangia Viaggia a Cura Di L’Aura Ciao a tutte, oggi la nostra L'Aura ci parlerà di un romanzo che le ha suscitato paura, ansia e orrore. "Post Mortem, Gli Orrori Di Golden Falls" di Paolo La Paglia edito Nua Edizioni. Vediamo insieme cosa ne pensa. Clicca per leggere la Recensione Completa Buona Lettura L’Aura
Golden Falls è una tranquilla cittadina nello stato di Washington. Improvvisamente una serie di eventi orribili si susseguono senza tregua: due ragazze vengono rapite, violentate e seviziate. Una di esse, Zoe Rimbauer, si sveglia all'interno di una cassa con una lunga cicatrice nel petto. Contemporaneamente si verificano diversi efferati omicidi sconvolgendo e terrorizzando gli abitanti di Golden Falls.
Lo sceriffo Daryl Wilson, incaricato delle indagini, per risalire alla verità dovrà andare indietro nella storia di Golden Falls sino alla fine del Settecento, quando due donne, madre e figlia, vivevano da sole in una casa nel bosco...
Post Mortem appartiene al genere horror ma sono presenti elementi del thriller che abbiamo apprezzato tantissimo. Paolo La Paglia, con la sua scrittura cruda, affilata e diretta è capace di catalizzare sin dalle prime pagine l'attenzione del lettore, creando un clima narrativo claustrofobico e di tensione crescente.
I personaggi sono caratterizzati alla perfezione: l'introspezione psicologica permette al lettore di comprendere le motivazioni che hanno permesso al male di proliferare, a tal punto da arrivare a giustificare gli antagonisti e a capire le loro motivazioni, quasi affezionandosi ad essi.
Post mortem è strutturato su tre livelli temporali che si amalgamano magistralmente, nei quali il male è radicato in un crescendo che arriva a devastare tutto ciò che trova, lasciando perennemente il lettore con il fiato sospeso.
Di grande rilevanza come l'autore sia riuscito ad inserire all'interno di un horror importanti riflessioni sull'amicizia, la solidarietà reciproca e l'amore, intrecciando le storie dei vari personaggi.
Superlative le descrizioni delle scene più truci: dall'odore del sangue al rumore della carne lacerata, nessun dettaglio è lasciato al caso.
Paolo La Paglia è un autore di grande talento, chapeau!
Qui mi sono tuffata nella mia confort zone e ci ho proprio sguazzato! Una lettura cupa, inquietante, che ti prende pagina dopo pagina. A Golden Falls stanno succedendo delle cose strane, qualcosa si sveglia dal profondo della terra per chiedere vendetta. Ma per capire cosa sia successo bisogna andare indietro nel tempo e indagare su un crimine brutale. Per gli amanti di questo genere, ci sguazzeranno come me!
La rabbia è figlia dell’ira e nutrice dell’odio e della vendetta. Fin dove ci si può spingere mossi da tale sentimento, e a cosa può portare? Distruzione fisica e mentale, risponderei io. L’uomo è stato creato per amare, ma spesso si dimentica di quanto importante questo sia. Amore sposta le montagne della disperazione e rompe le catene di quei sentimenti che ci rendono schiavi dell’odio. Ma la storia di cui sto per parlarvi vi lascerà senza parole ma non solo… vi condurrà a riflettere. Post Mortem è un romanzo scritto da Paolo La Paglia e edito da Nua Edizioni. La prima scena che ci viene offerta è tragica e tetra. La protagonista si ritrova in una situazione che ognuno di noi non vorrebbe vivere neanche nei peggiori incubi. È viva? È morta? Non lo sa nemmeno lei, ma comprende. I ricordi riaffiorano e tutto il marciume viene galla mosso da una creatura antica che, mossa da un sentimento che l’accomuna alla protagonista, farà sì che venga resa giustizia a quanto accaduto a entrambe e non solo. C’è da chiedersi una cosa però: di che tipo di giustizia stiamo parlando? Oh miei cari, questo sta a voi scoprire, poiché io ne sono già al corrente, ma non sia mai che io faccia spoiler. Ma ora torniamo alla trama; oltre ai personaggi sopra citati, vi sono altri personaggi che oltre a fare da contorno, rappresentano il punto cardine di tutta vicenda, e tra questi vi è: una giovane donna e un membro delle forze dell’ordine. Il loro intervento sarà fondamentale, ma dovranno prendere delle decisioni molto difficili. Vita o Morte. Amore o Ira. Per il momento l’unico mio consiglio è quello di fare attenzione alla nebbia. Quella non perdona. Passiamo ora all’analisi stilistica. Leggendo l’opera in questione si evince che l’autore predilige l’uso di periodi lunghi, ma non eccessivamente complessi. Inoltre preferisce le subordinate, ma vi è comunque anche la presenza di preposizioni coordinate. La punteggiatura è semplicemente perfetta. L’uso di quest’ultima aiuta chi legge offrendo dialoghi e scene con la giusta musicalità. Il lessico utilizzato è semplice, pur mostrando un vocabolario forbito, ma consente sempre al lettore di poter carpire il significato di quei termini che per taluni potrebbero essere sconosciuti. Infine, ho notato che a prevalere, seppur di poco, sono le descrizioni, che per il romanzo in questione rappresentano una componente di rilevante importanza, poiché servono per riprodurre tutte quelle sensazioni e quelle scene che, rielaborate dalla fantasia del lettore, fanno sì che questo si possa addentrare nei boschi di Golden Falls… che Dio li aiuti. Per quel che concerne la caratterizzazione dei personaggi, mi permetto di porgere un inchino verso l’autore, ma non tanto per i personaggi positivi presenti all’interno del romanzo, ma quanto più per gli antagonisti. Ho apprezzato come l’autore è riuscito a fare arrivare la frustrazione dell’essere cattivo, dei personaggi negativi. Uomini e donne veri con le loro paure e il percorso che li ha resi tali. Non per giustificare le loro azioni, ma per trasmettere un messaggio. Il male genera male. Non si nasce cattivi, lo si può diventare in seguito a qualche avvenimento o a causa del male subito da parte di qualcuno. Come un virus che una volta infettati, prende il cuore e finisce coll’inghiottire l’anima. Mentre per quanto riguarda gli altri personaggi, ho apprezzato molto la loro continua autoanalisi e la loro evoluzione. Post Mortem nasce come opera appartenente al genere Horror/Thriller Paranormal. Io, personalmente, potrei aggiungere che vi sono, anche se in piccole quantità, delle contaminazioni tipiche del genere thriller psicoanalitico e psicologico, e chiedo venia se sbaglio, poiché questo resta pur sempre un mio modesto parere. Forse perché amo particolarmente tali generi e mi piace molto trovarne degli accenni, anche se distribuiti come piccole gocce di inchiostro nero come la pece. Miei cari lettori, penso proprio che sia palese il fatto che io abbia apprezzato ogni singola pagina di questo libro. Ho persino pianto durante alcune scene, specie quando i personaggi si sono trovati a prendere delle scelte a dir poco felici. E anche se non ci credete, vi posso assicurare che mi sono parecchio affezionata a Zoe la protagonista, ma non solo lei… Ci tengo a ringraziare di vero cuore Paolo La Paglia per avermi fatto dono del suo testo in formato cartaceo, e per avermi dato la possibilità di leggere un romanzo davvero illuminante, o almeno per me è stato così.
Qual'è una delle peggiori paure umane? Anzi la più grande inquietudine di noi umani? Il buio direte voi. Del resto gli stessi Iron Maiden ci hanno costruito sopra una delle più belle canzoni di sempre Fear of the dark Sono uno che cammina da solo E quando sono su una strada buia Di notte o a passeggio nel parco Quando la luce inizia a cambiare A volte ho strane sensazioni Sono un po' ansioso quando è scuro Paura del buio, paura del buio Ho costantemente paura che ci sia qualcosa sempre vicino Paura del buio, paura del buio Ho una fobia che ci sia qualcuno sempre lì Iron Maidens
Capite? Non è la paura dell'oscurità che ci attanaglia. E il terrore che ci sia qualcosa che si cela alla luce della nostra comprensione, qualcosa che non dovrebbe esistere, capace di scardinare ogni nostra certezza. E l'unica, credetemi l'unica che abbiamo e che riusciamo a conservare anche oggi è la certezza che un giorno arriverà la bianca signora a portarci verso un luogo inaccessibile alla nostra mente umana. E lei la morte la livellatrice sociale, colei che sconfigge ogni civiltà, che primeggia su ogni ideale e su ogni afflato etico. Lei regna con un ghigno a volte beffardo, a volte compassionevole. E' la nostra ancora, il terrore si ma anche la consolazione, tanto che molte anime la scelgono come estremo rifugio dai tormenti, dalle ossessioni e dai troppi pensieri che la vita ci regale. Arriva e porta via con se chi non si sente accettato in questa dimensione, chi si affanna ma non riesca a sentirsi parte di quella o l'altra comunità. La nostra paura è che anche lei crolli come certezza. Per questo i non morti, gli zombie o i revenants affliggono i nostri incubi e animano la notte buia, rendendo quella paura concreta e reale Sei mai stato solo di notte Convinto che qualcuno ti camminasse alle spalle Ti sei voltato e non c'era nessuno? E se allunghi il passo È difficile voltarsi di nuovo Perché sei sicuro che ci sia davvero qualcuno Iron Maiden
E quel sentirsi seguiti da chi, le regole dell'esistenza le infrange. E ci cammina accanto, quando dovrebbe essere lontano da noi. Nel buio i morti tornano. E sappiamo che se tornano non è mai per coccolarci, rassicurarci o stringerci in un abbraccio. La morte che infrange le leggi sacre, lo fa per un preciso motivo: punire i colpevoli. E', ironia della sorte, la vita che si ribella al disastro che abbiamo creato, nell'autodistruggere quotidianamente l'antica armonia del cosmo. E' la vendetta contro l'uomo che decide di non essere più umano ma si atteggia a demone ghignante, tentando di fregare quel dio invisibile celato nella terra feconda, che per un nostro orrobile atto, si ricopre di sangue. Ed è quel sangue che dona vita ai morti. E li fa risorgere come furie, come Bansheee, come Nemesi dai denti acuminati. Post mortem rincorre le nostre paure e la mostra a noi senza pudore, senza pietà. E ci rincorrono, ci seguono. Sono quei rumori stridenti della notte, che scambiamo per grida di upupe, ma sono i lamenti dei tanti, troppi sacrifici che il nostro quieto vivere ci impone per restare tale. E allora la notte cela la nostra colpa, finché stanca di essere complice si trasformar. In qualcosa che ci terrorizza perché sappiamo, in fondo, di meritarci la non morte, un limbo eterno in cui rivedere come un allucinato film ogni nostra atroce mancanza. E allora la notte si modificare in un capolinea. Li fermi e increduli davanti al guardiano della soglia, che ci informa dell'avvenuto cambiamento, sappiamo di non poter assolutamente sfuggire alla redenzione. Che appare più come una rivendicazione di torti, infinita e senza pietà.
E allora post mortem diventerà la confessione di una civiltà che da tempo a dimenticato il significato di questa parola. L'ultima cosa che ricordo, stavo cercando la porta Dovevo trovare un passaggio per tornare dov'ero prima 'Rilassati' disse l'uomo notturno, 'qui siamo programmati per accogliere.
Puoi lasciare la stanza e pagare quando vuoi, ma non potrai mai andartene' Eagles
RECENSITO DA SIENNA PER IL BLOG DI "LIBRI E SOGNALIBRI" Agghiacciante.
Non c’è altro modo per me di definire “Post Mortem” di Paolo La Paglia.
Nel leggerlo ho provato paura, con picchi di terrore e orrore non solo per le scene horror che vi sono contenute, e che sono belle forti, ma per la sostanziale morale di questa storia.
L’efferatezza di ciò che accade nella piccola cittadina di Golden Falls ha inizialmente suscitato in me tanta empatia e approvazione perché d’istinto – qui mi darei al turpiloquio, ma evito– come puoi non condividere la voglia di giustizia di una vittima i cui carnefici sono rimasti impuniti?
Credo che nessuno avrebbe niente da obiettare se le venisse data una seconda possibilità, unica e irripetibile, per vendicarsi…
Giustizia o vendetta?
Nella differenza tra le due ho trovato il primo messaggio che lo scrittore – credo – voglia far passare ai suoi lettori: giustizia per un torto subito, anche il più atroce e abominevole, non si ottiene attraverso la vendetta.
La vendetta alimenta l’odio e quest’ultimo genera altra malevolenza in un escalation aberrante di violenza.
E la violenza sottrae all’individuo ciò che lo differenzia da un mostro: l’innocenza dell’anima che ci rende coscientemente degni di appartenere al genere umano.
Claustrofobica, e al tempo stesso toccante, è l’iniziale inconsapevolezza dello stato di disumanizzazione che è stato imposto alla protagonista; è lei la prima ad averne terrore, ma la sua evoluzione in tal senso la porterà ad allontanarsi sempre più dalla sua coscienza umana e a trasformarsi in quel mostro vendicativo che si abbatterà indistintamente su tutti coloro che abbiano la sventura di trovarsi sul suo cammino.
A questo punto della storia per me è stato impossibile provare gli stessi sentimenti con i quali giustificavo le sue azioni; empatia e approvazione sono mutati in risentito rifiuto e biasimo nei suoi confronti e nella “mano” incorporea che la guida, con l’aggiunta dell’orribile persuasione – ben ordita dallo scrittore – di quanto si può essere tremendamente inermi di fronte al male generato dall’odio e dalla sete di vendetta.
Sarà davvero tutto perduto per gli abitanti di Golden Falls?
Cosa mai potrà frapporsi tra l’odio di un’anima marcia e la salvezza dell’umanità?
Nella risposta a questa domanda risiede il secondo e incisivo insegnamento che si può trarre dal romanzo, e che di certo non saprete da me. 😉
Se ve lo raccontassi sarebbe come svelare il nome dell’assasino in un giallo!
Però per farmi perdonare la bizzarria dell’antifrasi che ho usato vi lascio un piccolo indizio:
«… È l’opportunità che quel mattacchione di Dio ha voluto darci per non essere completamente in svantaggio. Sta a noi tirarlo fuori dal mazzo nel momento più opportuno.»
Concludendo, l’esordio di Paolo La Paglia in Nua Edizioni non poteva essere più prodigioso e promettente.
La sua vena artistica, magnificamente delirante, si contrappone alla sua fredda e lucida narrazione producendo un risultato che lascia un’impronta indelebile nell’anima degli amanti del genere horror. LA RECENSIONE CONTINUA NEL BLOG: https://libriesognalibri.wordpress.co...
Golden Falls è una tranquilla cittadina nella contea di Snohomish, stato di Washington, dove tutti si conoscono e la vita scorre serena, fino a quando un'escalation di terribili eventi scatenerà l'orrore che sconvolgerà la serenità del posto. Daryl Wilson, lo sceriffo incaricato delle indagini, per risalire alle radici del male, dovrà scavare nei meandri della storia passata di Golden Falls e comprendere perché l'orrore abbia iniziato a riversarsi sulla cittadina seminando morte tra i suoi abitanti. Quando la città si ritroverà isolata dal resto del mondo, immersa in una nebbia che sembra sorta magicamente per avvolgerla tra le sue spire, la situazione precipiterà fino all'incredibile epilogo.
Una storia che ti prende, ti cattura con i suoi artigli e non ti molla più. Il male non muore mai... ed è vero. Forse sì può assopire, ma arriva sempre il momento in cui qualcosa fa scattare la molla, ed eccolo pronto ad aprire gli occhi pieni di odio e avvolgere chiunque gli capiti a tiro. Questa volta è stata Zoe, una ragazza rapita, torturata, violentata a far tornare il buio in una cittadina tranquilla. La Banshee, Rebecca, farà in modo che la ragazza possa portare la sua vendetta a fine compimento. ❓Sapete chi è la Banshee?❓ La banshee è uno spirito femminile, può apparire sia come una donna che canta, sia piangente.Altra caratteristica sono gli occhi perennemente arrossati dal pianto. La banshee ha un corrispondente maschile nel meno comune farshee. Questo romanzo è ricco di mistero, suspense, magia e storia. Ci riporta al periodo in cui ci voleva poco a mettere al rogo una donna reputata una strega. Bastava poco per finire inghiottite dalle lingue di fuoco. Da pagana, ammiro come sia stata costruita questa storia e la preparazione dello scrittore in materia di inquisizione. Paolo è uno scrittore italiano, di genere horror, che non ha nulla da invidiare agli scrittori americani, tanto osannati da noi italiani. Si percepisce la cultura horror/ gotica alle spalle dell'autore. Fidatevi degli scrittori horror italiani, io ne ho letti e vi assicuro che non abbiamo nulla, qui in Italia, da invidiare agli Stati Uniti. Tornando al romanzo, posso dirvi che nei miei sogni, ho camminato per quei boschi avvolti dalla fitta nebbia, ho percepito la paura, il cuore che arriva in gola, il terrore di incontrare nella foschia gli abitanti non-morti di questa cittadina. E se un libro entra nei miei sogni/ incubi è perché l'anima di quelle parole ha graffiato la mia. Consiglio vivamente questa lettura agli amanti dell'horror e del gothic, ma anche a chi vuole avvicinarsi a questo genere. Faccio davvero i complimenti all'autore e aspetto Luglio per leggere il continuo.
Con questo tipo di lettura mi sono allontanata dalla mia "comfort zone". Di solito, infatti, non leggo molti libri horror, ma questo mi aveva chiamata e sono molto contenta di averlo letto.
In questo romanzo non troverete solo il genere horror ( con zombie e creature spaventose), ma un mix di generi che vi faranno vivere le emozioni più disparate: ansia, angoscia, tristezza, comprensione, rabbia, demotivazione ma soprattutto, tanta tanta paura per cio' che sta succedendo.
Il libro si apre con la protagonista Zoe, che si risveglia nella sua bara, dopo aver subito violenze disumane nell'altra vita. Accanto e dentro di sé sentirà una presenza inquietante (Rebecca) che la accompagnerà costantemente.
Leggendo questo libro con il sottofondo della pioggia e di una leggera nebbia, mi sono subito sentita a Golden Falls. La costante presenza inquietante di Rebecca mi ha fatto tenere i sensi super vigili e ad ogni rumore o cigolio sospetto mi spaventavo. L'auore é stato capace di creare un "mostro" che alle prime pagine mi ha spaventata, ma proseguendo con la lettura, ho sentito una gran pena e tenerezza per lei.
La penna dell'autore é abilissima. In pochissime righe fa percepire il dolore, lo sconcerto, la paura e la rabbia dei protagonisti, i quali sono tutti caratterizzati in maniera eccellente. L'autore, infatti, analizza a pieno tutte le sensazioni che ciascuno di essi prova per via delle vicende terribili che sono piombate nella loro cittadina ( particolarmente toccante é stata la vicenda del fratello di Zoe, Andrew, per il quale mi sono commossa parecchio).
Un elemento che ho apprezzato parecchio é lo stile diretto e crudo.
In questo libro non troverete giri di parole ma le vicende vi saranno presentate per quello che sono. Ho apprezzato particolarmente le critiche implicite che si trovano nei dialoghi e pensieri dei personaggi: critica alla società, critica alla corruzione delle persone, critica alla religione etc...
Consiglio questo tipo di lettura agli appassionati del genere o a tutte quelle persone che non si impressionano facilmente perché in questo romanzo troverete delle scene molto crude.
Discreto esordio di La Paglia, che riesce a farsi vedere al grande pubblico pur rimanendo al di fuori del circuito delle major editoriali. Solo che si tratta di un horror per ragazzini che muovono i primissimi passi nel mondo del noir e questo target non è dichiarato. La storia si apre col botto e si è ben disposti a inoltrarsi nel romanzo, tuttavia già prima della metà la tensione si sgonfia: la trama è subito chiaramente delineata e ciò toglie aspettativa e fascino alla storia. I personaggi sono solo tratteggiati e le dinamiche comportamentali tra di loro sono quanto meno improbabili: nel giro di pochi giorni si innamorano perdutamente e divengono i migliori amici di sempre. Il tutto condito da dialoghi che potrebbero stare al massimo in bocca a personaggi non più grandi di un quindicenne. La parte terminale scivola in caduta libera e diventa un B-movie per adolescenti che amano piccoli brividi: le eco kingiane non bastano a dare spessore a quello che si configura come una semplice battaglia contro gli zombie. In definitiva, è un soft-horror che manca clamorosamente il bersaglio per catturare l'attenzione del lettore maturo che naviga con consapevolezza nei mari del noir: la vera storia horror sarebbe stata quella delle sevizie subite dalla prima ragazza zombie, Zoe; e magari anche quella della banshee Rebecca. Invece se ne fa cenno solo di striscio, per concentrare l'attenzione su argomenti più facilmente digeribili da parte di un pubblico poco scafato.
"Post Mortem"... E già dal titolo siamo tutti pronti per un'invasione zombie, o in attesa di stormi di vampiri. E invece no! O almeno, non proprio.
La Paglia calpesta terreni un po' meno battuti ma più affascinanti. Quali? Leggete questo libro e scopritelo.
Io vi racconto solo l'inizio: Zoe è una bella protagonista che ammicca al mondo rock/metal che piace a me, col suo stile darkeggiante e i suoi capelli viola. Zoe è confusa. Zoe brancola nella nebbia. Zoe è morta.
Un bell'horror finalmente, dopo tanto tempo che il genere mi riservava poche belle sorprese.
Ben construito, bella storia, non banale anche perché qui, spesso, il bene e il male si fondono e si confondono, vittime e carnefici si scambiano i ruoli a seconda dei punti di vista.
Mi sono piaciute molto Zoe e Rebecca, i diversi giochi di spazio e tempo, la scrittura semplice e scorrevole che racconta i fatti di Golden Falls attraverso le molte voci dei personaggi che la abitano, la musica che spunta qua e là, tra Creed, AC/DC e Marilyn Manson.
Restano un po' di cose in sospeso, anche se il volume è autoconclusivo. Paolo La Paglia, vecchia volpe, arrivederci al secondo capitolo!
La parola chiave per definire questo romanzo è “inaspettato”; sì, perché alcuni risvolti non li avrei mai neanche immaginati e sono stata colpita particolarmente da questa caratteristica. La scrittura di Paolo ti trascina nell’orrore, per poi prendere la strada del paranormale fino a toccare anche le corde del thriller all’americana. La persona che mi ha consigliato questo libro mi aveva avvertita che non sarebbe stato facile leggerlo di notte e devo ammettere che in alcuni casi mi sono guardata intorno nella stanza e ho provato quella meravigliosa sensazione di essere osservata (io amo l’horror), nello specifico mi riferisco alla scena del cespuglio, farà piacere all’autore sapere che ha colpito nel segno! È difficile scrivere una recensione senza spoilerare, perché quello che dovrebbe spingervi a leggere questo romanzo sono proprio i colpi di scena. Forse, per convincervi dovrei dirvi che mi ha ricordato “Carrie” di Stephen King, oppure che ci sono le banshee o che si parla di stregoneria... non posso dire altro se non, leggetelo!
Pochi passi di una ragazza su una strada deserta, una mente confusa senza ricordi, un’atmosfera sospesa nel tempo. Solo poche righe e già sono catapultata nel libro, sono subito sorpresa e intrigata, colpita e incuriosita.
Zoe continuava a camminare, ma si sentiva confusa. Non ricordava nulla. Ma proprio nulla, appena il suo nome e, a dirla tutta, neppure su quello era così sicura.
Una semplice ragazza che, con la sua morte, sveglierà qualcosa di terribile, capace di cose inimmaginabili, con un potere enorme che va al di là del tempo. Una presenza oscura e devastante che uccide per vendetta, con una rabbia che non conosce confini.
Lo sceriffo Daryl Wilson viene chiamato ad indagare sul ritrovamento di un corpo martoriato in modo abominevole: il cranio aperto in due e il cervello divorato. L’unico testimone, oltre ad essere molto traumatizzato, subisce una sorte inaspettata.
Conoscevo già l'autore per alcuni suoi racconti ed ero curiosa di vedere come si sarebbe destreggiato con un lavoro molto più impegnativo, ma ero fiduciosa che il risultato sarebbe stato buono. Devo dire che Paolo La Paglia non solo ha confermato tutte le aspettative ma le ha anche superate di un tot. "Post mortem" è scritto benissimo e molto curato (i miei complimenti allo staff redazionale), ricco di riferimenti a opere e autori blasonati. La vicenda è narrata in modo scorrevole, senza nessun buco di trama, è coinvolgente e "filmica" al punto giusto. Ho molto apprezzato la maniera in cui La Paglia riesce a gestire la piccola comunità di Golden Falls, Cosa tutt'altro che semplice quando si ha a che fare con un certo numero di personaggi. I colpi di scena si susseguono senza che il lettore li preveda in anticipo. In conclusione: promosso su tutta la linea. Complimenti all'autore, attendo con ansia le sue future pubblicazioni.
Ho adorato lo stile di Paolo. Nonostante non mi piacciano gli inizi lenti, infatti, non mi sono mai annoiata. Sono stata per tutta la lettura col fiato sospeso, l’ansia e la paura. Questo libro è riuscito a farmi saggiare tutte le sensazioni che un horror fatto per bene dovrebbe farti provare.
I personaggi sono stati caratterizzati benissimo. Mi sono affezionata moltissimo al protagonista, Daryl, e ai suoi amici e colleghi.
Se pensate che Post Mortem sia il solito horror con i morti che risorgono e iniziano a sbranare le persone, beh, vi sbagliate di grosso. Il libro, infatti, ha una trama molto complessa, che è stata gestita in modo impeccabile. Non gira tutto attorno agli zombie, anzi, diciamo che quelli sono solamente il contorno.
Ma ora non posso andare avanti, altrimenti rischio di spoilerare (e vi avverto, questo libro nasconde molte sorprese), quindi sapete cosa vi dico? Compratelo e leggetelo, perché Post Mortem è una perla horror, e merita un pubblico enorme che sappia apprezzarlo quanto ho fatto io.
La sapiente penna di La Paglia ti rapisce e ti accompagna fin dalla prima frase nel cuore dell'orrore. In un inizio che si potrebbe definire in medias res ti trascina nella complicata psiche della protagonista, mentre lentamente realizza una tremenda verità: di essere morta. La morte è un tema centrale in questo romanzo: la crudeltà dell'omicidio, la freddezza della vendetta, l'accettazione della morte di qualcuno. Tutti i personaggi che si alternano tra i lunghi capitoli sono delineati abilmente in varie sfaccettature, piccoli dettagli che tuttavia rendono ognuno riconoscibile ad un primo sguardo (personalmente ho adorato un dettaglio caratteristico di un personaggio, che controlla sempre se il suo interlocutore porti la fede). L'atmosfera è resa perfettamente: devo ammettere che la prima volta che l'ho letto di sera ho fatto difficoltà a prendere sonno, e da lì in poi ho sempre preferito leggerlo nella confortante luce pomeridiana (tranne un giorno, che a casa mia c'era una nebbia tremenda e la cosa mi inquietava non poco). L'autore ti fa sentire i tonfi dei brandelli di corpi martoriati, lo strascichio delle gambe, il puzzo di morte e l'odore metallico del sangue come se la vicenda si stesse svolgendo sotto i tuoi occhi, nella stanza accanto a te, e non tra le pagine di un libro. L'unica cosa che mi ha lasciata un po' confusa (forse volutamente) è stato il finale: avrei preferito che ci si prendesse più tempo per descrivere cosa accada ad ognuno dei personaggi, mentre ad alcuni non ho capito esattamente cosa sia successo e la cosa mi ha lasciata un po' con l'amaro in bocca. Spero vivamente in un seguito che mi dia le delucidazioni che volevo! Sicuramente sarò in prima fila a comprarlo.
Golden Falls è una tranquilla cittadina dove tutti si conoscono e dove non accade mai nulla di insolito. Questo però prima che il male si risvegliasse.
Post mortem è un horror nato dalla penna di @paolo_lapaglia edito @nuaedizioni molto coinvolgente: la rabbia, la collera e la paura dei protagonisti sono palpabili e riescono a rendere il lettore parte integrante della storia.
«Era un urlo di rabbia e dolore. Come se la creatura che l’aveva emesso fosse preda di istinti che la soffocavano e avesse la necessità di esternarli in qualche modo.»
La caratterizzazione dei personaggi è ottima e la loro crescita è ben curata: in particolare, ho apprezzato l’evoluzione di Zoe che risulta essere coerente e in linea con la sua trasformazione. A convincermi a leggere questo romanzo è stata @pingudilibri che con la sua recensione mi ha decisamente incuriosita.
«Noi umani siamo strani, sapete? Chiediamo di conoscere. Esigiamo di apprendere. Poi, quando ci viene detta la verità, non riuscendo ad accettarla, semplicemente la rifiutiamo.»
Devo ammettere che la curiosità è stata ripagata perchè il libro nel complesso mi è piaciuto. Certo, in alcune parti il racconto sembra un po’ più lento, rispetto al resto, ma tutto sommato si legge con piacere regalando qualche brivido lungo la schiena.
Uno degli aspetti più interessanti per me è stata la scoperta di una figura soprannaturale irlandese: la banshee, uno spirito vendicativo maligno. Mentre, l’unica cosa che mi ha fatto storcere un po’ il naso è il modo in cui certe relazioni (di amicizia o di amore) siano state trattate con superficialità: alcuni personaggi, infatti, dopo una manciata di incontri sembrano aver instaurato un solido e profondo rapporto e ciò mi è sembrato un po’ troppo frettoloso.
Nonostante ció, non posso che consigliarvi la lettura se siete amanti del genere: personalmente non vedo l’ora di leggere il seguito!
This entire review has been hidden because of spoilers.
RECENSIONE A CURA DEL BLOG "GLI OCCHI DEL LUPO" - Pamela Perretta
Daryl Wilson è lo sceriffo di Golden Falls, una tranquilla cittadina dello stato di Washington. La sua vita trascorre serena fino a quando, a seguito di alcuni omicidi misteriosi, viene incaricato di seguire le indagini, e sarà proprio durante le sue ricerche che scoprirà delle verità terrificanti, che peggioreranno sempre più quando, con l’aiuto di altre persone, inizia a scavare nel passato misterioso di Golden Falls, portando alla luce verità che non avrebbe mai potuto immaginare.
A peggiorare ulteriormente la situazione e gli stati d’animo è l’arrivo di una strana nebbia che avvolge la cittadina isolandola dal mondo. Inizierà così una corsa contro il tempo per impedire al “male” che si cela dietro le numerose morti di dilagare.
“Post Mortem” è un romanzo che mescola genere horror e thriller nelle giuste dosi per creare una storia accattivante. La lettura si apre con uno strano caso di omicidio, a cui seguono vicende che potranno sembrare familiari al lettore, facendogli pensare alle storie più famose nel mondo cinematografico del genere horror, in realtà superate le prime 50-100 pagine ci si rende conto che la trama è molto più complessa e originale di quanto si pensi, pian piano prende forma quello che è il fulcro della storia e i pezzi del puzzle iniziano a combaciare incastrando le vicende alla perfezione.
La scrittura di La Paglia è molto diretta, semplice, scorrevole e non si perde in giri di parole, per questo staccarsi dalla lettura è abbastanza difficile.
Ho trovato la trama originale e coinvolgente già dalle prime righe del primo capitolo, in cui uno dei protagonisti principali si risveglia in circostanze alquanto macabre, sentendosi spaesato, e questa sensazione di confusione si trasmette alla perfezione al lettore, è come se leggendo ci si ritrovi parte del gruppo di cui si seguono le vicende, è come se il lettore stesso fosse immerso nella nebbia insieme ai personaggi, si avvertono l’ansia e la paura dell’ignoto che si cela dietro quel muro di nebbia, pronto ad attaccare quando meno ce lo aspettiamo.
“Post Mortem” è una lettura che si divora in qualche ora, ed è perfetta per gli amanti del genere horror/thriller.
Davvero una bella scoperta. Mi ha intrigata fin da subito la copertina e l'incipit mi ha agganciata e ci sono caduta dentro. Non posso dire molto perché non voglio fare spoiler, nemmeno con l'apposita funzione, sarebbe un peccato. Posso dire, però, che consiglio caldamente questo libro e che terrò d'occhio l'autore.
Un libro carino con la lettura molto scorrevole e piacevole, ma non ho gradito molto come si è srotolata la trama. Un po' satura di cliché e di cose viste e straviste, trattate sì bene, ma non benissimo dal mio punto di vista. Non ho percepito l'horror in senso stretto del termine, ma forse è colpa mia, non so... Non penso che continuerò ad acquistare gli altri libri della saga.
Questo libro è davvero agghiacciante, cruento e raccapricciante. Ho adorato l'ambientazione cupa e la trama avvincente e macabra che l'autore ha saputo creare. Alcuni punti sono davvero agghiaccianti e fanno spaventare i lettori meno coraggiosi impressionandoli con dovizia di descrizioni suggestive. Ottimo libro per i più temerari.