The definition of narcissism can be a moving target. Is it an excess of self-love? Profound insecurity? Low self-esteem? Too much self-esteem? Because of the multifaceted nature of narcissistic personality disorder (NPD), treating this disorder presents clinicians with a range of wholly unique challenges.
Narcissism and Its Discontents recognizes the variable nature of NPD and provides a template for adjusting treatment to the patient rather than shoehorning the patient into a manualized treatment that may prove to be less effectual.
This guide offers clinicians strategies, including transference and countertransference, to deal with the complex situations that often arise when treating narcissistic patients, among them, patient entitlement, disengagement, and envy. The authors provide a skillful integration of research and psychoanalytic theory while also addressing psychotherapeutic strategies that are less intensive but also useful -- being cognizant of the fact that a majority of patients do not have access to psychoanalysis proper.
A chapter on the cultural aspects of narcissism addresses the recent societal fascination with NPD in the discourse on politics and celebrity, particularly in the age of social media. Regardless of the treatment setting -- psychoanalysis, psychotherapy, pharmacotherapy, partial hospital, or inpatient -- clinicians will find a wealth of approaches to treating a diverse and challenging patient population in Narcissism and Its Discontents.
Written very readable and understandable. It covers a wide range of different forms of narcissism and angles for therapeutic interventions. Although it is not very specific since it’s a psychodynamic / psychoanalytic approach, it gives plenty of things to hold on to during treatment of people with narcissistic dynamics and people with a narcissistic personality disorder. I would advice every psychotherapist to read this book.
Really great treatment of narcissistic adaptations that shows a nuanced understanding of the diverse ways narcissism manifests.
There is a very narrow stereotype of a narcissist that is typically talked about (the cold, malignant type), but compensations to a shame wound manifest in many different ways.
It's refreshing to find authors who can hold a compassionate view for the pain a narcissist experiences.
Libro interessante sul disturbo narcisistico di personalità; adatto anche ai non addetti ai lavori, anche se la seconda parte si declina sulla pratica psicoterapica, quindi potrebbe risultare poco interesse per chi non lavora nel campo.
Nella prima parte del libro viene affrontato in modo generico (date anche le dimensioni del libro) la definizione di narcisismo, il contesto sociale in cui si sviluppa il disturbo e le teorie sulla sua eziologia. La seconda parte riguarda prettamente il lavoro psicoterapico di tipo psicodinamico da effettuare su questi pazienti.
consigliato a chi è interessato all'approccio psicodinamico e a chi nel percorso lavorativo si è trovato ad interfacciarsi con questa tipologia di pazienti. Fornisce consigli pratici.
Clinically useful, it integrates much knowledge on this disorder and subtly shifts the categorization of narcissisms various manifestations in useful ways. Due to the incredibly broad nature of the subject, it leaves certain methods of treatment only loosely discussed but offers a road map for further study. I wish it had gone into more depth about Transference based treatment as well as mentalization, but it does give a useful starting point in thinking about the differences between these and how to think about clinical implementation. Its chapters on the various factors that go into the origins of this dysfunctional organization are very good and worth a clinician's time.
I learned a lot from this short book on narcissism. Gabbard is sincere in bringing an individual, cultural, and treatment lens to the condition. Sometimes less than admiring for his patients. It's very short, so there wasn't any kind of cush for me to get attached to and gush about, just a good, honest, and informative little book. Thanks, Gabbard.
Gabbard skriver godt om et vanskelig klinisk emne. Det er godt gjort å få fram det sårbare mennesket bak den narsissistiske fasaden på en slik måte at får lyst til å hjelpe. Dessverre er boka tynnere på hvordan man kan hjelpe pasienter med slike utfordringer til innsikt og endring.
Letto per approfondire e capire meglio. Letto, cioè, con l'intenzione di restringere il campo. Tuttavia, a fine lettura, mi ritrovo circondata da narcisisti (me compresa). So sad.
Il disagio del narcisismo è un libro destinato prevalentemente a studenti di psicologia, psicologi e psicoterapeuti, poiché tratta differenti approcci terapeutici volti ad affrontare le molte facce del narcisismo. Tuttavia, nel secondo capitolo si parla di un argomento che, in una certa misura, ci riguarda tutti: il contesto culturale del narcisismo.
La cultura odierna è pervasa dal narcisismo proprio perché, grazie all’avvento dei social network e alla loro diffusione di massa (ma non solo), possiamo costantemente condividere contenuti che riguardano la nostra persona e che presentano determinate caratteristiche. Queste ultime, in genere, si ricollegano all’espressione della nostra identità.
Come cerchiamo di rimandare agli altri un’immagine della nostra identità? Il miglior modo per farlo è cercando di mostrare soltanto aspetti positivi di noi. Ciò che riceviamo in cambio sono degli apprezzamenti, dei like. Questi mi piace contribuiscono al rinforzo del comportamento che ci induce a mostrare aspetti di noi sempre più distorti, ma che siano desiderabili e apprezzabili.
Quali sono le conseguenze? In questo modo si tende a veicolare un’immagine di sé che non include lati negativi. In generale, sono in pochi a mostrare le proprie debolezze e i propri difetti sui social. Ancora meno sono le persone che mostrano sentimenti grigi agli altri dimostrando, invece, di vivere momenti di intensa felicità e momenti di incondizionato successo.
Non c’è nulla di male nel voler condividere questi aspetti della propria vita. Purtroppo, in certi casi, chi scorre fra contenuti troppo positivi potrebbe sperimentare un forte sentimento di inadeguatezza o di invidia nei confronti degli altri. La costante visione di momenti felici può essere vissuta da chi sta esperendo momenti di tristezza come qualcosa di fortemente deleterio.
Non bisogna dimenticare, però, che d’altra parte i Social consentono di sperimentare la propria creatività, di diffondere notizie, di connettere le persone e di mantenere elevati i livelli di autostima in ognuno di noi. Questo non vuol dire necessariamente che siamo tutti narcisisti (nel senso clinico del termine).