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La Dragunera

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Rosa farebbe di tutto per tornare nella sua casa di bambina, quando volava tra le braccia di suo padre e cantava su un terrazzino profumato di basilico. Ma Rosa non può tornare, perché la casa è in rovina e lei per sopravvivere è diventata la puttana del paese. Ogni sabato Paolo le manda un fischio alla finestra per comperare qualche ora del suo amore. Ogni sabato la porta di Rosa si apre per farlo entrare. Paolo lavora le vigne di famiglia ed è ossessionato da un’altra donna che odia e desidera con uguale ferocia, una donna che dovrebbe tenere lontano, perché è la moglie di suo fratello e fin dal nome evoca tempesta e sciagura.

La Dragunera, così la chiamano, è una fimmina sensuale e altera, i suoi capelli sono ali di vento, i suoi occhi ramarri lo visitano in sogno; c’è chi dice che sia una strega. Cammina annaccata sui tacchi fra la basole delle viuzze, il seno che pare disegnato sotto la vestina stretta, il volto senza vergogna e senza paura.

La Dragunera è il racconto di una Sicilia ruvida e incantata, in cui si muovono personaggi dolcissimi e brutali, che hanno labbra vermiglie e unghie sporche di terra. Narratrice visionaria e sanguigna, capace di unire l’inventiva dialettale di Camilleri all’intensità emotiva di Elena Ferrante, Linda Barbarino canta una storia d’amore e di magia: la saga di una famiglia a un passo dalla fine, travolta da voracità e invidia. Il romanzo avvolgente di una magara e di una prostituta che conosceva l’amore.

118 pages, Kindle Edition

First published January 1, 2020

3 people are currently reading
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About the author

Linda Barbarino

2 books5 followers
Linda Barbarino è nata e vive a Enna, dove insegna italiano, latino e greco in un liceo classico. La Dragunera, suo romanzo d’esordio, è stato finalista al premio Calvino.

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18 (5%)
Displaying 1 - 30 of 46 reviews
Profile Image for Ellis ♥.
1,001 reviews10 followers
March 19, 2020
Era da tempo che non mi cimentavo in un libro ambientato nella mia terra e appena il Saggiatore l’ha messo a disposizione per #SolidarietàDigitale, l’ho preso immediatamente e mi ha tenuto compagnia in questi difficili giorni di reclusione forzata. La sinossi è molto esaustiva nell’evidenziare contenuto e stile dell’opera. Mi sono lasciata sedurre dalla figura ammantata di fascino e terrificante leggenda rappresentata dalla magara , la Dragunera del titolo, e intenerita per la dolcezza e genuinità di una prostituta dal cuore gentile. Il ritratto che ne viene fuori è quello di due donne speculari - l’una il rovescio della medaglia dell’altra - il cui unico punto di contatto sembra essere l’emblema di una crisi di valori generazionale, un piccolo segno di emancipazione femminile all’interno di un ambiente georgico e arretrato. Uno scorcio di una Sicilia stemperata della sua radiosità per focalizzarsi sulla realtà paesana fatta di pettegolezzo e indigenza. Emergono le contraddizioni di una società fortemente legata alle tradizioni, che si trincera dietro alla scaramanzia, e al rigore morale, ma che spesso scade nell’ipocrisia più becera. Un esordio folgorante quello della Barbarino – considerando che si tratta del suo primo romanzo - sebbene non avulso da sbavature nella realizzazione dell’intreccio che rendono prevedibili alcuni punti.
La storia è polifonica; l’intelaiatura stilistica è minimale eppure in grado di stuzzicare la curiosità di chi legge, è da tenere in conto l’uso abbastanza considerevole del dialetto ma esso non va né ad ostacolare la comprensione della vicenda né a rallentarne il ritmo. D’altro canto l’ho trovato troppo breve, avrei voluto qualche pagina in più così da restare immersa in questo racconto dolcemente crudele ancora un altro po’.
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews631 followers
April 6, 2020
Romanzo d'esordio di Linda Barbarino, messo subito a disposizione gratuitamente all'interno della Solidarietà Digitale, ai tempi del coronavirus.
Ero molto scettica nell'iniziarlo a leggere: perché questo libro è stato distribuito gratuitamente due volte; perché era un romanzo di esordio. Poi però, attratta dalla copertina magnetica, l'ho iniziato a leggere.
Una scrittura intensa, cruda, che per certi versi mi ha ricordato la Ferrante, sebbene questa di Linda Barbarino sia più pulita, cioè con poche divagazioni.
Un romanzo nero, ricco di contraddizioni, di miseria e di passioni, in una Sicilia rurale del primo dopoguerra.

La Dragunera è una protagonista a latere, una donna pericolosa che si impossessa della mente di colui su cui getta il suo sguardo. E poi c'è Rosa, la Sciandra, che ama Paolo, che non riesce a sposare.

"Lo desidera di più per legarlo più forte il filo che li tiene, scacciare le nuvole nere che gli vede passare davanti agli occhi. E anche lui a un certo punto parla, lo sguardo fisso dietro a un pensiero: «L’ho vista l’altra notte, la Dragunera l’ho vista». Una pena nel petto, gli occhi di sangue come quelli di un pazzo, e anche a lei una tenaglia infuocata, una scudisciata sulla schiena. Si alza di furia come ci fossero i chiodi e lui all’improvviso un estraneo che s’è presa la confidenza di stare sbracato a sporcarle il letto. «Che è, non l’avevi messo in conto? Che è la prima volta che ti contano i fatti propri gli uomini?» Ma lui l’afferra con lo sguardo, è sperduto, e lei non gli dà conto, si alza a scolare la pasta. Lui le viene addosso: «Ammazzami, ammazzami ora, tu, tu Rosa! Tu mi devi ammazzare, ora che la Dragunera m’ammalorò la mente!».

[.]

Guardati allo specchio Paolo: “La Dragunera non ce la facciamo infilare nella robba nostra!” così mi dicesti, e stavi lì dove stai ora, guardati come sei ridotto! “La Dragunera non ce la infiliamo in casa!” così mi dicesti. Cca, cca te la infilasti!»"
Profile Image for Antonella Imperiali.
1,271 reviews143 followers
January 23, 2021
Questo romanzo è stato messo a disposizione gratuitamente da Il Saggiatore ai tempi del primo lockdown per coronavirus. Grazie.

La copertina attrae, la storia anche.

Libro d’esordio, una bella sorpresa.
Quasi un ritorno a casa attraverso vie conosciute: vi ho ritrovato i suoni del dialetto siciliano di Camilleri, ma più crudi, più veraci; una scrittura che ricorda un po’ quella della Ferrante, ma più secca, più essenziale; e un tocco del verismo di Verga, con l’attaccamento alla terra, alla famiglia, alle tradizioni, alla superstizione che convive con la religione.

Una storia ricca di passione, sanguigna, forte e nera, in una Sicilia contadina nell’immediato dopoguerra; in questo contesto, le condizioni sono quelle che sono: gente semplice, umile, sfiorata dalla miseria, visi cotti dal sole, mani spaccate dal lavoro della terra, sacrifici tanti, soldi quasi niente. Poi c’è chi è costretto a scegliere altre strade per poter sopravvivere...

La storia. Il solito triangolo? Forse.
Lui, Paolo, giovane agricoltore, lavoratore infaticabile... lei, Rosa la Sciandra, la prostituta del paese che ama Paolo... l’altra, la Dragunera, la moglie del fratello di Paolo, Biagio, la pecora nera della famiglia, una donna bella, conturbante, che ammalia con lo sguardo e con il corpo, che fa salire il sangue al cervello, che fa perdere il senno. Sulla sua figura gioca un ruolo importante la superstizione: è una magara, è maligna, è la causa principale di disaccordi e imbarazzo, è sinonimo di dolore e sventura.

Bella e dolorosa la storia di Rosa, resa attraverso molti flashback: una ragazza cui è stato tolto tutto, vissuta nelle privazioni, che si nutre di attese, sogni e speranze, ingenua e pulita nonostante il suo mestiere, molto fragile perché innamorata.
La vera vittima è lei.
Io l’ho adorata e ho sofferto con e per lei. Fino alla fine.

Leggetelo attentamente, ne vale la pena.


🇮🇹 2°G20: Sicilia
📚 LxNL: AZ/altre sfide
🔠 Alphabet autori
🔹 Monopoli
Profile Image for MartaMP.
92 reviews29 followers
December 10, 2020
Premetto che questa è la mia impressione personale da lettrice:
Libro per me quasi impossibile da leggere. La storia per me non ha niente di particolare, totalmente piatta. Probabilmente questa sensazione di indifferenza è stata data dal fatto che è scritto quasi in dialetto siciliano (o comunque un italiano "indialettito") e per me è risultato completamente incomprensibile. Avrei potuto capire se fossero stati scritti in "lingua" solo i dialoghi tra i personaggi per far capire al lettore il contesto ma anche il corpo del testo è scritto con termini usati solo da quelle parti; questa caratteristica lo ha reso difficile da leggere, difficile da capire, difficile da apprezzare e difficile da portare a termine. L'ho letto tutto malavoglia, mi sono sforzata ma ogni volta c'erano espressioni incomprensibili che mi hanno portata a pensare che non è libro per tutti perché non tutti sono nati in Sicilia. Mi dispiace ma è il libro peggiore che abbia letto in vita mia.
Profile Image for Federica Rampi.
704 reviews235 followers
April 6, 2020
Il romanzo d’esordio di Linda Barbarino è la storia di una famiglia che vive nell’assolata e matriarcale Sicilia che fa da sfondo ai dissapori tra i fratelli Paolo e Biagio Rizzzuto
Paolo, un bracciante che vive del duro lavoro nelle vigne, è onesto e fedele a Rosa, la prostituita del paese che col mestiere si era pagata un posto dove stare e che il sabato aspetta quando lui la chiama con un fischio e lei manda via i clienti, quei “masculi” di cui Paolo è furiosamente geloso

“Paolo tornava e voleva sempre le stesse lenzuola e la vestina da notte di lei e la biancheria, solo per lui, per quando veniva lui. Lei gliele conservava.”

A Biagio, lo sfaticato, la vita dei campi non piaceva
Dopo aver tentato fortuna al nord, torna in Sicilia e sporca l’onore della famiglia prendendo in moglie La Dragunera, la femmina del diavolo, bella e dannata, una fattucchiera che porta sciagura e rovina tra le famiglie.

“Al paese si diceva che era magara, ntisa la Dragunera, così la chiamavano, come la tempesta di vento e acqua a capo di verno”

Nonostante dia il titolo al romanzo, La Dragunera rimane sempre ai margini della trama, perché il filo conduttore è Rosa, la Sciandra che vive tra presente e passato, tra i ricordi di una famiglia che non c’è più e quello della sorella più grande, Anna, che sapeva solo prenderla in giro

“Sua madre aveva sempre voluto più bene a sua sorella perché era più sperta, più spigliata, a lei invece la strattonava, le dava pizzicotti: “Sempre incantata tu, che pensi? Pantasima sei, arrisbigliati”

Alla morte dei suoi genitori era arrivata la parente cattiva che si faceva chiamare “zia” una donna arida e avara e quando anche lei era passata a miglior vita, a Rosa non era rimasto nulla se non il suo corpo da vendere per poter riavere la casa dei ricordi dov’era cresciuta.

Bellezza e tragedia si fondono in questa saga familiare il cui punto forte sono i chiaroscuri dei personaggi ruvidi e la lingua che racconta una Sicilia cruda ed ancestrale che ricorda quella dei racconti del Verga
Profile Image for Elena Colasante.
168 reviews3 followers
March 15, 2020
Una scrittura insolita, piena di dialetto ma comunque comprensibile. Lo stile è brusco, imperfetto, spigoloso e si adatta alla perfezione alla storia oscura e luminosa allo stesso tempo, piena di passione e quasi ancestrale. Una sorpresa piacevole, Rosa resta un’anima bella che sarai felice di aver conosciuto
Profile Image for Gloria.
75 reviews43 followers
July 31, 2020
Linda Barbarino con questo suo romanzo ci catapulta in Sicilia, nella terra lavorata dai contadini e abitata da gente comune, che non ha nulla di straordinario e per questo è più realista che mai. Questo romanzo offre uno spaccato di vita umile ma anche difficile, che al giorno d'oggi sembra quasi utopica, ma che è stata, e ancora è, la vera vita di molte persone. Ma La Dragunera non è solo questo. E' anche amore, difficile e impossibile, e tempesta.
Questo libro narra principalmente le vicende di Paolo e Rosa. Entrambi lavorano per mantenersi. Sono lavori estremamente diversi ma la vita ha portato comunque questi due giovani ad incontrarsi. Il loro è un amore, difficile, ma è sempre amore. La vita infatti non è tutta rose e fiori, e bisogna fare i conti con la Dragunera, una donna terribile, quanto una tempesta che rovina il raccolto nei campi. Paolo inoltre deve fare i conti con le vigne, i genitori e il fratello che torna improvvisamente, mentre Rosa deve fare i conti con i soldi che mancano e un passato che vorrebbe cambiare.
La vicenda è totalmente costruita su due binari ben distinti, che poi sono rispettivamente quello di Paolo e quello di Rosa. La storia dal punto di vista di Paolo è vissuta sempre guardando al futuro, mentre Rosa ci viene presentata tramite numerosissimi flashbacks. Lo stile, che include un frequente ricorso al dialetto siciliano, rende tutto ciò più vivo.
Nonostante questo apparente ostacolo linguistico, la storia procede velocemente e facilmente e coinvolge appieno il lettore.
E' un libro che tuttavia va letto con parecchia attenzione perchè una lettura superficiale potrebbe non far cogliere dei punti salienti del romanzo e quindi rovinare l'efficacia stessa (e non far capire il finale).

Recensione completa: http://gloreporter.altervista.org/rec...
Profile Image for Postcards from far away✨.
236 reviews2 followers
April 25, 2020
Ho un po’ di amaro in bocca, non me lo aspettavo.
La quarta di copertina del libro, la descrizione sui siti non l’ho nemmeno letta. Consigliato ed invogliata, soprattutto, da Donatella di Pietrantonio (autrice de L’Arminuta: un libro che, personalmente, amai).

La Dragunera è una nomea che si dà alle donne belle, misteriose, con un vago sentore di stregoneria. Ed è la cognata del nostro protagonista, Paolo: gran lavoratore, un figlio provetto, mai una lamentela dopo una giornata sfinito a lavorare fra le vigne del padre ma con le mani ancora sporche di terra, ogni sera si reca in città a fare visita a La Sciandra, la cosiddetta puttana del paese. Ma per Lei, Paolo è molto di più. Fra i sentimenti consumati su carta che l’autrice ci infligge come tutti gli amori impossibili della vita, ella ci narra anche della vita travagliata e dei ricordi nell’infanzia de La Sciandra.
Ma qualcosa, poi, capita a Paolo. Suo fratello Biagio, un quasi inetto che non ha mai avuto voglia di lavorare nei propri campi e fare il padrone per portare la pagnotta a casa e non se ne parla nemmeno dopo la morte del compianto padre; si sposa proprio con la Dragunera e la porta a vivere in casa di Paolo.
Morto il marito, la madre di Paolo, la sua nuova moglie di quest’ultimo (giusto per non destare sospetti. Perché in paese e a casa va bene “scoparsi una puttana” ma non che la stessa puttana ti rubi il cuore) e la Dragunera decidono di lavorare ancora di più mettendo su un piccolo panificio in quella stessa casa. Le cognate, a turno - una di giorno e la peggiore di notte - si mettono davanti al forno a legna per impastare il pane.
Paolo si prende una “malattia” per la Dragunera sin dalla vendemmia: la trovò nuda e da quel momento niente e nessun’altra donna poteva redimere i pensieri di Paolo su questa donna quasi come se fosse lei stessa gli avesse fatto un sortilegio.
La Sciandra si dispera, lo aveva avvertito. Invano.

Ora, la questione è: temi complicati, spiegati con emozioni e una buona dose di crudeltà a dare un senso al luogo, al tempo, al contesto in generale.
Nota dolente personalissima: l’uso molto frequente del dialetto siciliano anche nelle frasi più semplici, non solo nei dialoghi.
Ok rendere l’atmosfera, farci entrare pienamente nel luogo e renderci dei lettori partecipi ma, personalmente, ciò mi è risultato faticoso.
Seconda questione: della Dragunera si parla poco in sè o della probabile “storia d’amore platonica” di cui Paolo crede di essere irretito dagli atteggiamenti provocanti e strani di lei. Ma la storia principale è di Rosa, La Sciandra. Le circostanze che l’hanno portata dove la troviamo nel libro: in una casa fatiscente, piccola ma pulita ed accogliente con le lenzuola fresche e i clienti subito cacciati via al solo sentir il passo dell’arrivo di Paolo.
Non mi sento di citare nomi come Di Pietrantonio, Ferrante, et similia. La Barbarino ha uno stile tutto suo, molto particolare che su di me ha attecchito non quanto speravo. Avevo altissime aspettative. Non sono stata delusa, ma un po’ di amaro in bocca per leggere ciò che poteva essere molto più ampliato per certi discorsi e lo stile un po’ meno spigoloso (sì, ribadisco ancora il concetto del dialetto che ovviamente non tutti conoscono e mi ha leggermente messo in difficoltà nella lettura).

In sintesi: un ottimo libro che consiglierò.
Se la Barbarino pubblicherà altro, non partirò sicuramente con le stesse aspettative che ho avuto prima di cominciare a leggere La Dragunera.
Profile Image for i-librichefortificanolanima.
31 reviews4 followers
March 20, 2020
Sono stata in Sicilia con questo libro. Ho sentito il caldo, ho visto le vendemmie della Sicilia rurale, ho visto persone amarsi e odiarsi. Una famiglia sull'orlo del precipizio, amori sbagliati.
Ma soprattutto ho conosciuto Rosa, non voglio parlarvi della trama, ma voglio parlarvi proprio di lei.
Una donna a cui è stata strappata l'infanzia.
Farebbe di tutto per tornare ai tempi felici, con i suoi genitori, ma non può.
Non può tornare tra le braccia di suo padre a cantare nel balcone, abbracciare sua madre, perché i suoi genitori sono morti tempo fa e lei è stata costretta a vivere con una sua vecchia zia in una casa vuota sia dell'affetto che nell'arredo. Alla morte della zia, per poter ritornare nella casa dai lieti ricordi è costretta a fare la prostituta. Tutti la giudicano, ma non sanno il dolore che Rosa si porta dentro.
"Sfogliando" l'ultima pagina ho avuto un brivido di dolore.
Il libro mi ha colpito molto perché: scritto in dialetto siciliano (ma si capisce facilmente), ho percepito tutto il dolore di Rosa avrei tanto voluto aiutarla, amo i libri ambientati nel sud Italia ❤ e soprattutto lo stile l'ho trovato molto originale.
Profile Image for Claudia.
328 reviews116 followers
January 13, 2021
Sinceramente, verso un quarto avevo capito che non fosse il libro della vita, anzi, avevo pensato di abbandonarlo, ma poi ero curiosa sullo sviluppo dei personaggi.

In particolar modo, avrei voluto che uno dei personaggi fosse stato presentato più da vicino, senza l’aura di mistero che lo circonda; insomma, tipo ”Accabadora”, per capirci.
Oltre all’abbondante uso di forme dialettali che mi hanno impedito di cogliere bene le sfumature di questo romanzo, direi che non ho nemmeno apprezzato la trama e la narrazione che si sposta continuamente.
Il finale risolve solo in parte i conflitti e comunque non mi ha convinta del tutto. A ragion veduta, meh.
Profile Image for Luisa.
31 reviews1 follower
September 25, 2021
Un libro con una copertina e un titolo accattivanti, nulla di più.

Per fortuna non l'ho comprato.
Uno dei libri peggiori che abbia mai letto.

La storia è noiosissima, i personaggi sono solo nomi che fanno e dicono cose, tutto è piatto. Sembra sempre che la scrittrice voglia far sentire la tensione e la rudezza della vita nelle campagne del sud Italia. Ma non ci riesce, è un tentativo perenne, dopo un po' assume il ritmo di una litania che inizia a perdere significato, solo parole ripetute.

Per quanto riguarda la scrittura siamo messi ancora peggio, posso capire l'uso di alcuni termini dialettali magari anche facilmente comprensibili per assonanza con l'italiano o dal contesto. Ma molti termini sono veramente incomprensibili, se li vuoi usare per dare colore al testo, metti almeno delle note per spiegarli. Se usi un termine devi permettere al lettore di comprenderlo di inserirlo nella storia altrimenti è solo un mucchio di lettere messe lì tanto per.
Profile Image for Damiana.
384 reviews
June 16, 2020
Grazie all'iniziativa Solidarietà digitale, creata durante il periodo di lockdown causato dalla pandemia di coronavirus, ho potuto scaricare e leggere dei piccoli capolavori che altrimenti non sarei riuscita. Come questo, il romanzo d'esordio di Linda Barbarino racconta uno spaccato della dura vita della Sicilia del Dopoguerra. L'ho letto in pochi giorni e il fatto che sia stato scritto usando sia il dialetto che l'italiano non mi ha pesato. Il libro è un gioiellino, un diamante grezzo da cui traspare la saggezza, ma anche le contraddizioni e le difficoltà, dove la vita è scandita dalle stagioni e dal duro lavoro nei campi. Merita davvero di essere letto.
Profile Image for Giorgia.
11 reviews1 follower
June 4, 2020
Libro letto con grandi aspettative, non sono del tutto convinta e credo che in parte dipenda dall’abbondante utilizzo del dialetto siciliano. Inizialmente lo avevo apprezzato, ma rende la lettura difficile per chi non lo conosce. Più volte ho dovuto rileggere anche le frasi più semplici perché non ne capivo il senso.
Profile Image for Michele.
25 reviews4 followers
December 31, 2024
Pur non essendo schizzinoso in letteratura, generalmente non amo i romanzi scritti in dialetto, né quelli intrisi e fitti di regionalismi che rendono il più delle volte ostica la lettura.
Linda Barbarino è riuscita a farmi superare questo ostacolo.
La dragunera mi ha attirato dalla prima all'ultima pagina, senza interruzione di interesse. Ho più volte rivisto in molti passaggi la mentalità meridionale nella quale sono cresciuto e la rudimentalità del mondo e il sesso e l'amore che attirano e maledicono allo stesso tempo.
Perfino il sapore dell'eco vergana (un po' La lupa, un po' La roba si insinuano nel racconto) mi ha lasciato piacevolmente intontito.
Bel colpo.
Profile Image for Sara .
144 reviews16 followers
August 18, 2024
Questa storia pareva interessante ma purtroppo non riesco a leggerla: è scritto praticamente in siciliano e capisco molto meno della metà di ciò che leggo perdendo troppi pezzi, troppe sfumature, troppi dialoghi, troppo di tutto...
Profile Image for Sara.
70 reviews19 followers
December 8, 2024
Consigliato solo a chi parla il dialetto siciliano, altrimenti è difficile seguire la storia. Avrei preferito si percepisse il clima siciliano ma senza porre un limite a chi non conosce questo dialetto.
Profile Image for Alexandra.
Author 1 book77 followers
April 13, 2024
#RECENSIONE 🪴
📖 è da diverso tempo che vedo questo libro in giro e, finalmente, l'ho trovato in biblioteca e dunque non ho perso tempo a portarlo a casa con me e divorarlo. ci tengo a sottolineare che, secondo me e basandomi inoltre sulle recensioni negative che ho visto in giro, questo romanzo non è per tutti.
📖 linda barbarino ci racconta la storia di rosa, che rimasta senza nessuno che possa prendersi cura di lei, è costretta a lavorare nell'ambito della prostituzione e paolo è uno dei suoi maggiori clienti. un legame che viene in parte rafforzato dal fatto che paolo sia ossessionato da una donna che si ritrovano entrambi a conoscere: la dragunera.
📖 in tal senso mi è dispiaciuto perché mi pare che nella trama e nella storia di questi personaggi manchi qualcosa e che, per altri, manchi proprio la chiusura del proprio cerchio. infatti, l'unica che ho apprezzato di più in tal senso è proprio rosa. nonostante questo, leggere della sicilia con elementi che personalmente mi ritrovo a conoscere da vicino è stato molto bello e sicuramente apprezzato. mi sento di consigliarlo a chi vuole scoprire proprio quest'ultima e i suoi termini più caratterizzanti, in quanto rappresenta la parte più rilevante del romanzo.
Profile Image for Carmen.
33 reviews1 follower
September 1, 2020
Un libro intrigante, affascinante, come una Dragunera. Un libro che parla di una Sicilia ruvida e grezza, con una mentalità da piccolo borgo. Storie di altri tempi, con un finale d'impatto. Consigliatissimo.
Profile Image for Alberto Palumbo.
317 reviews43 followers
July 27, 2020
⭐️⭐️⭐️ e 1/2

Noto con piacere che il 2020, nonostante i problemi avuti dall’editoria italiana per il Covid, è l’anno dei debutti interessanti. Fra questi sicuramente questo di Linda Barbarino, finalista al Premio Calvino dell’anno scorso e semifinalista al Premio POP di quest’anno.
Forse si poteva approfondire un po’ di più il rapporto tra La Dragunera e La Sciandra, ma la rappresentazione della Sicilia delle campagne dal caldo torrido attraverso l’uso del dialetto e un narratore in terza persona freddo e distaccato come quello della tradizione verista di verghiana memoria fanno di Linda Barbarino una scrittrice che sa il fatto suo: un’autrice da tener d’occhio!
Profile Image for Silvia.
5 reviews8 followers
May 30, 2020
Magico.
La lingua è l'aspetto chiave del libro. Un dialetto che straripa fuori dai dialoghi per incantare magneticamente il lettore.
Linda Barbarino ingrana la marcia e in una Sicilia che vagamente ci ricorda la Napoli della Ferrante riesce a superare quest'ultima proprio per il coraggio di un linguaggio senza freni.
Personaggi e ambientazione sono descritti con realismo eppure magici. Una combinazione elettrica.

Un ringraziamento sentito al Saggiatore per un'iniziativa solidale senza precedenti, perché la cultura e la lettura ci hanno aiutato anche questa volta a restare umani.
54 reviews3 followers
May 1, 2020
Belissimo.
Tristissimo.
Poverta', fame, lavoro, famiglie disfunzionali e femminismo, il tutto condito con il dialetto de "La mossa del cavallo". Il libro mi ha riportato (si si, proprio come le madeleine) a quando ho scoperto a 12 anni che si poteva scrivere anche in dialetto, prendendo il libro di Camilleri che profumava di legno e umidita' dalla libreria del corridoio di casa dei miei genitori.
Che bello il dialetto!
Profile Image for Miriam Ferrara.
11 reviews1 follower
March 19, 2020
"...se ne scese all'inferno come Proserpina dalla fontana del Belvedere per quella casa, scese all'inferno ma non fu regina."

Una scrittura mimetica, intessuta di trama folcloristica e suggestione, che rimanda a racconti lontani, di una Sicilia arsa di sole, odorosa di mosto, inconsapevolmente spietata, come gli intrighi e le menti dei suoi personaggi.
Profile Image for fdifrantumaglia.
208 reviews49 followers
March 23, 2020
Con la sua opera prima, Linda Barbarino restituisce un immaginario siciliano assolato, sanguigno, funesto e sempre magico. #LaDragunera riesce a raccontare bene quella vita fatta di fatica e sangue, credenze e preghiere, poche parole e tanto simbolismo.

Leggi la recensione completa qui: https://bit.ly/LaDraguneraLunedi
Profile Image for Raffasce.
24 reviews5 followers
April 10, 2020
Anche se all’inizio la lingua può sembrare un po’ ostica - soprattutto per chi non è siciliano -, perseverate nella lettura, non ve ne pentirete. Questo romanzo d’esordio è ben scritto e cattura il lettore, che si sente letteralmente investito dai sentimenti di gelosia, amore, passione dei vari personaggi. Bello bello bello.
Profile Image for Eleonora.
227 reviews3 followers
February 21, 2021
Il mio livello di siciliano non è sufficiente per capire molti dialoghi e anche tutta la trama purtroppo. Se avessi saputo che era interamente in dialetto non lo avrei comprato sinceramente. La storia è bella ma purtroppo mi sono persa troppi passaggi, andava esplicitato nella trama che era scritto in dialetto.
Profile Image for Federica Sgubbi.
10 reviews4 followers
March 22, 2020
Un racconto affascinante, ruvido, reale e per certi versi incredibile. L'uso del dialetto siciliano anche per la parte narrativa mi ha reso la lettura, e talvolta la comprensione, un po' difficile, ma è stata una bella sfida!
Profile Image for Rosanna Castagneri.
153 reviews6 followers
May 9, 2020
"Tu una promessa mi facesti: di non fare figli e figliasci!" cit
Displaying 1 - 30 of 46 reviews

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