«Le teste si possono tagliare o contare. Nel 1931 il regime fascista scelse entrambe le soluzioni e impose a tutti i professori universitari un giuramento di fedeltà al duce. Giurarono in 1238. Solo in dodici si rifiutarono. Questo è il racconto di uno di quei dodici, ed è liberamente ispirato alla figura di Mario Carrara, medico legale, uno dei primi a rifiutare il freddo censimento con cui Lombroso aveva insegnato a catalogare gli uomini e le anime.Mentre l’università celebra il concetto della razza, le carriere si fanno con la tessera del partito, gli studenti indossano le camicie nere anche a lezione, Carrara intuisce l’agonia scellerata del Paese e quando il rettore gli comunica data e prescrizioni del giuramento, ossia fedeltà al re e a Mussolini, capisce di non poterlo fare. Non per puntiglio ideologico ma per sentimento di decenza. Perché quel giuramento è anzitutto ridicolo, grottesco, fasullo. In una parola: indecente.La storia di Mario Carrara è metafora involontaria eppure inevitabile su questo nostro tempo, pervaso da nuovi conformismi e da antiche rassegnazioni».
Un libro semplice, diretto, scritto bene senza indugiare troppo nel patetico. Claudio Fava ha una dignità splendida nel raccontare le sue storie. E' il secondo libro suo che leggo e mi sono trovata di nuovo commossa. Piccole grandi umanità che fanno la Storia, che cercano di opporsi a regimi dissennati, alla corrente da cui quasi tutti ci lasciamo trasportare spesso.
"E la cultura non è un ornamento dell'intelligenza! È uno strumento nella lotta per la vita! Per affermarsi! Per non soccombere!"
Ottimo romanzo di intrattenimento che offre anche molti spunti di riflessione sul periodo fascista in Italia, sull'importanza del non accettare passivamente le imposizioni. È un libro liberamente ispirato ad una storia vera, quella di un professore universitario che si rifiutò di firmare il giuramento di fedeltà al fascismo, delicato ma diretto, scorrevole, privo di fronzoli o di retorica. Per gusto personale ho apprezzato l'ambientazione siciliana con qualche relativa incursione linguistica regionale. Consiglio questa lettura.