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Tramonto a Oriente

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Minako, discendente della nobile famiglia Fa, si è ritirata in monastero, dove spera di poter dimenticare il passato, ma lì verrà raggiunta dal fratello Shuǐlóng, poiché entrambi convocati nella capitale delle Tre Province. Sono passati più di 2000 anni da quando l’Imperatore di Giada ha sottomesso i draghi tramite l’Incanto, potente incantesimo che ne determina ancora oggi la sottomissione, ma la ragazza è chiamata a impossessarsene. Riuscirà a mettere da parte l’orgoglio e obbedire agli ordini dello shōgun?

244 pages, Paperback

Published May 1, 2019

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Federico Galdi

9 books7 followers

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Displaying 1 - 15 of 15 reviews
Profile Image for Fra - FillYourLifeWithBooks.
48 reviews11 followers
June 8, 2024
Un finale non finale assolutamente affrettato
Peccato, perchè si vede che c'è un grande studio dietro al libro e l'ambientazione è molto bella, ma arrivati a due terzi del libro le cose diventato terribilmente frettolose
Profile Image for Dean.
375 reviews16 followers
June 2, 2020
Recensione su BookLover

Fa Minako si è ritirata in convento con la sua dragonessa. Lì cerca di fuggire dal passato e si allena coi poteri curativi. Un giorno, però, il fratello Shuǐlóng la raggiunge perché entrambi sono stati convocati dal loro shogun, qualcosa di inaspettato e potenzialmente pericoloso. Da quel momento, la sua vita cambia drasticamente.

Ammetto che ero davvero scettica su questo libro. Il tema orientale non mi ha mai attirato e non sapevo se mi sarebbe piaciuto. Ho deciso comunque di comprarlo, e dopo averlo lasciato sulla mensola per un po' ho deciso di leggerlo. Che dire, alla fine mi è anche piaciuto!

La storia è abbastanza lenta all'inizio e il prologo mi ha annoiato a morte, ma andando avanti con la lettura il tutto prende forma e comincia l'avventura, che comunque non ha moltissima azione fino alla seconda metà del volume.
Il tema orientale è ovviamente molto presente, ma non così tanto da non capirci nulla e non prende il sopravvento sul fantasy, che anzi è una parte integrante del romanzo. L'unica cosa... il finale è veramente da stronzi. Non me l'aspettavo e l'ho trovato un po' cattivo.
Questo è anche il primo libro che leggo di questo autore e credo che ne leggero altri, quando e se possibile.

Personalmente, essendo la storia così lenta, ci si concentra molto sui personaggi, che a me sono piaciuti davvero molto. Soprattutto Minako, che vede la sua vita completamente distrutta e cambiata per i capricci di uno shogun idiota. Minako ha una grande crescita nel corso della storia e si possono vedere la sua forza di volontà e la sua forza in generale.
Shuǐlóng è il tipo di personaggio che a me piace sempre, più uno studioso che un guerriero, ma in questo caso è anche un personaggio che deve prendere decisioni molto serie. Diciamo che è il mio secondo personaggio preferito in questo romanzo.
Di Naito non sapevo cosa pensare, fino alla fine. Poi si è capito che è un bastardo nelle ultime pagine. Decisamente, il personaggio che alla fine ho odiato di più.
Rajendra avrebbe potuto essere un ottimo personaggio, ma ho vistro troppo poco di lui per farmi un'opinione.
Il resto dei personaggi sono un po' sullo sfondo, non troppo sviluppati, e quindi non ho una vera e propria opinione.

Nel complesso, lo stile dell'autore mi è piaciuto, anche se avrei voluto che sviluppasse di più certi aspetti del romanzo, come Nim e, in generale, i draghi prima dell'Incanto.

Insomma, ve lo consiglio caldamente!


Profile Image for Scandal Wonder.
205 reviews31 followers
June 23, 2023
Inizio complesso per l'ingresso in un mondo che è così lontano dal mio, ma descritto bene. La lettura comincia a coinvolgere dopo qualche capitolo in cui i protagonisti vengono definiti e la storia si incanala nella giusta direzione.
Ho apprezzato molto il finale, tragico e pesante, ma necessario.
Veramente un ottimo lavoro, bravo Federico!
Profile Image for Barbara Poscolieri.
Author 8 books34 followers
April 6, 2020
È sempre difficile per me capire bene cos’è che mi spinge non solo a comprare un libro ma anche a farlo balzare in cima alla lista di quelli in attesa. La trama? Certo, ma tutte le trame in quella lista sono interessanti. Il genere? Può darsi, ma ho parecchi libri per ogni genere che aspettano di essere letti. L’autore? Direi di no, quello funziona solo con i big.
E allora? Non so dare una risposta valida per ogni scelta, ma forse posso intuire il motivo per cui stavolta ho aperto proprio “Tramonto a oriente”. Venivo da queste letture: un libro di un famoso autore giapponese ambientato in Giappone e un altrettanto famoso fantasy. Famosi o no, osannati o no, sono stati entrambi deludenti. E allora perché non unire queste due delusioni leggendo un fantasy ad ambientazione giapponese?
Poteva essere un disastro, invece è stata la lettura migliore delle ultime settimane.
“Tramonto a oriente” è un Giappone per occidentali, che nel mio caso vuol dire un Giappone comprensibile. Ed è sensato che sia così, perché il target sono i lettori italiani. È il Giappone degli anime con cui siamo cresciuti, dove la storia è una storia universale, adatta a chiunque, ma lo sfondo è fatto di yokai, oni, ramen e ciliegi in fiore. Allo stesso tempo questo non vuol dire che lo sfondo sia solo un cartonato, sostituibile senza troppi problemi con un altro, magari con grattacieli e odore di fast food, perché questo Giappone è intrinsecamente legato alla trama del libro, ai personaggi, al loro modo di agire, alla loro storia.
È proprio in questa completezza che risiede la forza del libro, nella coralità degli elementi e nell’equilibrio tra essi. I personaggi stessi si dividono la scena, tanto che è difficile stabilire se il vero protagonista sia Minako, Naito o Shuîlong. Non so se questa scelta possa infastidire qualche tipologia di lettore, forse più incline a seguire le gesta di un unico eroe, ma di sicuro non ha infastidito me. Anzi, è uno degli elementi che mi ha stupito e conquistato.
L’altro è stato senza dubbio la scrittura. Il libro è scritto bene, c’è poco da dire, con uno stile semplice e pulito che non sta troppo a badare a fronzoli e merletti. Non si bada troppo neanche allo stomaco perché se c’è da far saltare qualche testa non ci si tira indietro.
Leggetelo. La vostra testa non salterà, ma di sicuro la perderete.
Profile Image for Clyon87.
131 reviews5 followers
September 3, 2026
Presi questo libro a una fiera, o a un Lucca Comics, non ricordo. Lo stand Plesio mi piaceva. Gli autori erano tranquilli, qualcuno era timido. Nella dedica Galdi mi ringrazia per aver dato fiducia a un libro di quell’editore.

Pur non essendo esente da difetti, lo reputo un ottimo romanzo, con protagonisti molto solidi. Forse, tra tutti, il mio affetto va a Shuilong, il fratello della protagonista che, costretto dalla vita a rivestire una posizione di potere, si sofferma con malinconia a ripensare ai lavori semplici e al piacere dell’arte.

La storia si snoda nella terra di Wa che presenta molte affinità col Giappone feudale e che da esso trae molto del folklore, degli oggetti e del lessico. In questo contorno, i draghi sono fedeli compagni, cavalcature domite, di samurai e signori del regno, ma non è sempre stato così. Più di duemila anni prima, l’Incanto li ha trasformati da creature senzienti a bestie e, come ci si può aspettare, è rimasto qualcuno che non era d’accordo.

La protagonista è Fa Minako, una donna che in una terra di uomini fatica a trovare la sua strada, ma che essendo di nobili natali trova un buon compromesso. Compromesso che, però, ad un certo punto viene spezzato, sempre per il volere di un uomo.

Coraggioso Galdi sul finale, troppo affrettato per i miei gusti ma non scontato.
Profile Image for Alice Chimera.
Author 6 books35 followers
June 2, 2021
Minako ha vissuto sulla propria pelle un rapimento che l’ha disonorata. Questo porterà la sua famiglia a combattere una guerra e, lei e la sua dragonessa, a doversi rinchiudere in un monastero. Non ci sarà pace per lei perché, anche all’epilogo del conflitto, il suo passato tornerà a bussare alla sua porta, tornando a essere la promessa sposa di uno sconosciuto.

Come vi racconto questo libro? Perfino scrivere la parte introduttiva della trama è stato difficile. Il motivo è presto detto: questo è un libro che, per quanto conti poco meno di trecento pagine, ha una struttura e un wordbuilding degno di mille pagine, difficilmente riassumibile in poche righe. Andiamo però con ordine: questo è un fantasy con una chiara ispirazione nipponica. Per quanto non sia palese che ci troviamo proprio in Giappone, Wa è chiaramente una sua rielaborazione in chiave fantastica (e ho anche riconosciuto la parte Indiana dei popoli più a occidente, una vera chicca). Vabbè non è una novità direte voi, tutti quei kimono, quegli Yokai si trovano anche altrove. Perché allora sono riuscita ad amare così tanto questo libro?

La risposta non è ovvia. Sarebbe facile per me dirvi che mi sono innamorata dai protagonisti, che ho sognato possibili love story, ma la realtà è che dietro c’è una sapiente cura dello scrittore: è un libro scritto bene, un volume di cui leggerei un possibile seguito ma che non ha bisogno di altro. Questo libro sorge e tramonta, senza fronzoli o eccessi. Questo libro incanta, appassiona e spinge il lettore a vivere tra le sue pagine.

I draghi. Ecco l’unica cosa che mi ha lasciato un attimo perplessa erano appunto questi maestosi destrieri che un incanto ha domato e reso animali da combattimento. Questa scelta appare come una visione molto più occidentale, ma è una mia personalissima opinione, perché forse ho preso con poca convinzione l’origine dell’incanto nelle prime pagine che, una volta palesato nel finale, chiude il cerchio e fa capire al lettore la genialità dell’autore.

I personaggi non sono scontati. Per quanto a volte si teme di aver capito le loro azioni ci si ritrova sorpresi, in balia del loro vivere. Vi giuro che il finale è spiazzante. Sono rimasta a fissare la pagina perché mi sarei aspettata di tutto, ma non quello che è successo.

Insomma una lettura ideale per chi legge fantasy, super consigliato agli otaku, a chi cerca una avventura, emozioni e un mondo in cui si vorrebbe scappare.
Profile Image for Naia Sterne.
240 reviews7 followers
October 13, 2026
Ci sono libri che ti chiedono un po’ di pazienza prima di conquistarti. Altri che ti buttano in un mondo pieno di nomi insoliti, creature leggendarie e intrighi politici e sembrano dirti: «Dai, tranquilla, prima o poi capirai tutto». Tramonto a Oriente di Federico Galdi appartiene un po’ a entrambe le categorie.

Siamo a Wa, una terra fantasy che richiama il Giappone feudale e ne rielabora atmosfere, folklore e tradizioni. Qui i draghi sono diventati cavalcature al servizio degli uomini in seguito a un evento antico chiamato Incanto, mentre yōkai e altre creature del folklore orientale convivono con una società organizzata secondo gerarchie ben precise. Una di quelle società in cui nascere nella famiglia sbagliata può complicarti la vita, ma nascere in quella giusta non ti garantisce affatto di dormire sonni tranquilli.

La nostra protagonista, Fa Minako, lo sa bene. Dopo aver vissuto un’esperienza traumatica, si è ritirata in convento insieme alla sua dragonessa, cercando di lasciarsi alle spalle il passato. Peccato che il destino, evidentemente, non abbia ricevuto la comunicazione relativa al suo desiderio di starsene in pace. Una convocazione dello shōgun la costringe infatti a rimettersi in gioco, trascinandola in vicende che finiranno per stravolgere la sua vita.
E quando il potere decide di occuparsi di te, raramente è per chiederti come stai.

Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è proprio l’ambientazione. Si vede che dietro Wa c’è un lavoro di documentazione e costruzione: non ci troviamo davanti a un fantasy occidentale al quale sono stati aggiunti qualche kimono e un drago per cambiare arredamento. Gli elementi culturali e mitologici contribuiscono a dare forma al mondo, alle sue regole e ai rapporti tra i personaggi. Anche chi non ha una particolare familiarità con il folklore giapponese può trovare qualcosa a cui appigliarsi, sebbene all’inizio serva un po’ di attenzione per orientarsi tra nomi, ruoli e creature.

Insomma, non è proprio una lettura da affrontare mentre si risponde ai messaggi, si prepara la cena e si cerca di ricordare dove si è lasciato il telefono. Almeno, io eviterei.
La storia, infatti, parte con un ritmo piuttosto tranquillo e impiega un po’ a ingranare. Nella prima parte c’è spazio per conoscere i protagonisti, comprendere gli equilibri politici e prendere confidenza con le particolarità di questo universo. Non è una scelta che mi abbia infastidita in assoluto: in una storia così ricca, dedicare tempo alla costruzione del contesto ha senso. Il problema è che, quando finalmente tutti gli ingranaggi sembrano pronti a mettersi in movimento, la narrazione comincia ad accelerare parecchio.

E qui arriviamo alla mia principale riserva sul romanzo.
Per buona parte della lettura ho avuto la sensazione che ci fosse ancora molto da esplorare e approfondire, tanto nell'evoluzione degli eventi quanto in alcuni aspetti del worldbuilding. Poi, negli ultimi capitoli, la storia sembra avere improvvisamente fretta di arrivare al traguardo. Vicende che avrebbero meritato più spazio si susseguono rapidamente, lasciando poco tempo per assimilare ciò che accade e per godersi fino in fondo le conseguenze delle scelte dei personaggi.

È un peccato, soprattutto perché il materiale non manca. Anzi, proprio il lavoro fatto per costruire Wa e le sue dinamiche avrebbe meritato, secondo me, una conclusione più distesa. E poi c’è il finale, che secondo me arriva un pelino troppo di crsa e che lascia ancora molte cose da conoscere e da scoprire.

Non tanto perché ogni storia debba necessariamente spiegare tutto o accompagnare il lettore per mano fino all’ultima risposta, quanto perché qui ho percepito una forte sproporzione tra il tempo dedicato alla costruzione della vicenda e quello concesso alla sua risoluzione. Alcuni sviluppi sono interessanti e tutt’altro che scontati, ma avrei voluto avere la possibilità di soffermarmi maggiormente su di essi, invece di ritrovarmi con la sensazione che qualcuno avesse premuto il tasto dell’avanzamento rapido proprio sul più bello.

A compensare queste perplessità ci sono i personaggi, che ho trovato uno degli elementi più riusciti del libro. Minako è una protagonista che deve fare i conti con perdite, imposizioni e cambiamenti che non ha scelto. La sua forza non sta nell’essere invulnerabile, ma nel continuare a cercare una strada propria anche quando gli altri sembrano aver già deciso quale dovrebbe essere il suo posto nel mondo. È interessante seguirla mentre cerca di riprendere in mano la propria vita, e ho apprezzato che la sua crescita non si riduca semplicemente a diventare più forte nel combattimento.

Poi c’è Shuǐlóng, suo fratello, che mi ha colpita per il contrasto tra il ruolo di potere che ricopre e la persona che sembra essere davvero. Non tutti desiderano comandare eserciti o passare le giornate a risolvere intrighi politici: qualcuno vorrebbe anche dedicarsi alle proprie passioni senza ritrovarsi addosso le responsabilità di un’intera provincia. Comprensibile, direi. Soprattutto se l’alternativa è trascorrere il tempo a gestire le pessime decisioni altrui.

Naito, invece, è uno di quei personaggi che riescono a incuriosire proprio perché non è immediato capire fino in fondo chi sia e che cosa voglia. Il suo modo di fare aggiunge leggerezza alla storia, ma dietro l’ironia si nasconde qualcosa che invita a riconsiderare ciò che si credeva di aver capito. E quando alcuni tasselli vanno finalmente al loro posto, il personaggio acquista una prospettiva diversa. Ed è il mio preferito.

Avrei voluto, però, che anche altri elementi del mondo narrativo ricevessero lo stesso spazio. In particolare, mi sarebbe piaciuto approfondire maggiormente i draghi e la loro condizione, perché sono una componente affascinante dell’ambientazione e il loro passato lascia intravedere possibilità che avrei voluto esplorare meglio.

Lo stile di Federico Galdi è scorrevole e non si perde in inutili ricami, pur dovendo gestire un universo ricco di riferimenti e dettagli. La storia alterna intrighi, momenti di tensione e avventura, con alcuni sviluppi capaci di sorprendere davvero. E, anche quando il ritmo iniziale richiede pazienza, la curiosità di scoprire dove porteranno le vicende dei protagonisti riesce a tenere viva l’attenzione.

Tramonto a Oriente è quindi un romanzo che mi ha lasciato sentimenti contrastanti. Da una parte ho trovato un mondo costruito con cura, personaggi interessanti e una storia che dimostra di avere idee e ambizioni; dall’altra, proprio quando avrei voluto avere almeno altre cinquanta pagine.
E forse è questo che mi dispiace di più: che il potenziale fosse così tanto da farmi desiderare di restare ancora un po’ a Wa. Infatti vado a leggere il nuovo libro, "Shinobi" e ci rivediamo su questi schermi.
33 reviews2 followers
November 9, 2021
Elementi tratti da storia e mitologia del giappone inseriti in un fantasy classico nella struttura (anche se non mancano colpi di scena e trovate un po' più originali). Penso possa essere adatto sia per chi è un appassionato di cultura giapponese (perché si vede che c'è stata una buona documentazione) sia per chi non la conosce ed è interessato solo al fantasy in generale (perché comunque i riferimenti sono adattati per un pubblico occidentale).

Lo stile poteva essere migliorato in alcuni punti, ad esempio non sempre le descrizioni aiutano a immaginare come sono fatte le creature fantastiche (yokai e draghi) o a dare un senso di luogo, però è scorrevole al punto giusto e non annoia.
Profile Image for Marco Tosi.
32 reviews2 followers
December 7, 2025
Bene, la storia che abbiamo davanti a noi è un bel fantasy orientale, con un buon connubio di elementi giapponesi ma anche cinesi, con un bel world building e personaggi forti e interessanti. Ma andiamo con calma e vediamo un po’ tutti gli elementi di questa storia.
La protagonista riesce a essere un personaggio forte ma senza risultare invincibile o fastidioso, ha le sue debolezze e insicurezze, ma forse complice un carattere particolarmente diretto e un linguaggio senza filtri, non da mai un’idea di eccessiva fragilità. È un piacere seguirla nelle sue avventure.
Menzione a parte va a Naito, personaggio sfaccettato e molto stratificato, oltre che scanzonato e irriverente. Fa subito simpatia, ma per buona parte della storia mi sono chiesto quale fosse esattamente il suo ruolo, perché qualche stranezza riguardo a come ci è stato presentato mi ha lasciato perplesso. Beh, alla fine tutto torna, ed è una vera sorpresa.
I personaggi non banali comunque non mancano: dal fratello Shuilong perennemente combattuto, all’emblematico Kirin Koreyasu dal quale non sai mai cosa aspettarti (tendenzialmente sempre il peggio), dall’inaspettato e spiazzante Byakko Rajendra, fino a Makoto.
L’ambientazione è ricca di elementi orientali e caratteristici: ci sono molti termini tipici e figure caratteristiche (di cui c’è un ricco glossario), riferimenti abbondanti alla mitologia (come nel caso della divisione degli stati e dei nomi delle dinastie regnanti), ma ci sono anche elementi nuovi e freschi che vivacizzano il tutto, dandogli un tocco più personale e meno piatto. Un esempio su tutti: i draghi. Hanno caratteristiche particolari, aspetti e colori particolari, anche l’abbinamento elementale solito non è per niente banale, come nel caso dei draghi di sale.
La storia è interessante e originale: abbiamo una sorta di intrigo politico estremamente dettagliato, con elementi magici ben amalgamati con il dovuto realismo, ma abbiamo anche il viaggio e l’avventura più tipici dei fantasy tradizionali. Non mancano scontri armati e creature insolite, con la loro realtà alternativa, elemento secondo me fondante di un buon fantasy.
Ci sono un paio di salti temporali durante la storia, e se il primo te lo aspetti, perché è una piccola parentesi iniziale che ci mostra i nostri protagonisti un po’ più giovane, il secondo è più inaspettato, e può spiazzare, ma permette di procedere a un ritmo accelerato nella storia ed entrare nel vivo dell’azione.
Questa è una storia autoconclusiva, ma che chiama a gran voce un seguito, non tanto perché qualcosa viene lasciato in sospeso, ma perché varrebbe la pena di approfondire ulteriormente molti aspetti misteriosi e molti personaggi, che hanno ancora tanto potenziale.
Credo che valga la pena di seguire questo autore e di confidare in ogni suo prossimo scritto.
Concludo dicendo che questa è una recensione soggettiva, basata sui miei gusti e le mie impressioni, ho cercato di motivare le mie opinioni, ma questo non le rende né oggettive né professionali. Potreste trovarle sensate come anche no. Sapete, formula di rito per evitare polemiche ^^
Buone letture!
Profile Image for Stella Gentilini.
18 reviews1 follower
October 10, 2026
Se siete amanti della cultura orientale, delle creature del folklore giapponese, delle battaglie in nome dell'onore e dell'amicizia, questo romanzo è una garanzia.
Ci troviamo a Wa, nella provincia di Sonomi, dove gli yokai passeggiano tra la gente e i draghi volano nei cieli cavalcati dai discendenti delle famiglie nobili. Le vicende narrare riguardano la vita di Fa Shuilóng, il daimyō di Sonomi (amante più dell'arte che della guerra) e di sua sorella Minako, una fanciulla coraggiosa piena di sorprese nonché abile combattente. Tutti conoscono la storia dell'Incanto: un prodigio che anticamente ha privato i draghi dell'intelletto, proclamando gli uomini padroni indiscussi del mondo, al posto dei leggendari animali. Ma la pace è solo apparente.
È qui che arriva Naito! 2590 anni dopo l'incanto, quando l'arrogante Koreyasu, shōgun delle tre province, sospetta un complotto contro sè stesso e tutto il genere umano. Naito proteggerà la famiglia Fa, inizialmente come maestro d'armi, poi come guardia del corpo della giovane Minako, che avrà un ruolo chiave per il futuro di Wa, insieme al suo drago del sale: Shiokiba.
Naito è un personaggio che svolta letteralmente la storia! Le sue battute, il suo comportamento stravagante, l'ironia pungente e gli attacchi provvidenziali lo rendono irriverente e irresistibile.
Che nasconda qualcosa è chiaro fin da subito, ma "cosa" si scopre solo alla fine!
Il worldbuilding è incantevole e ricorda il Giappone dell'epoca dei Samurai. Ho apprezzato la presenza di figure della mitologia orientale non scontate come gli akki, gli oni, i kodama e i tanuki, tutti ben caratterizzati e coerenti alla loro essenza. Anche gli antagonisti sono personaggi grigi che hanno le loro ragioni per agire e difendere la loro stirpe. Minako è un personaggio complesso e sfaccettato, protagonista involontaria di questa storia, si troverà a perdere più di quanto possa sopportare.
Sono curiosa di leggere il seguito sperando di ritrovare Naito e di vedere come evolverà la crescita del personaggio di Minako!
Profile Image for Chiara.
35 reviews
April 15, 2022
Premetto che non sono particolarmente appassionata al Giappone e alla cultura orientale, ma che apprezzo poter leggere prodotti nuovi e non necessariamente nella mia comfort zone.

In questo caso, siamo di fronte a un epic-fantasy di stampo orientale ambientato nel mondo di Wa, rivisitazione in chiave fantastica del Giappone di età medievale; sin dalle prime pagine è possibile notare come i personaggi delineati dall’autore rispecchino appieno il senso del dovere tipico della cultura nipponica, con Shuǐlóng, Minako, Tarou e Naito che lo manifestano quasi alla perfezione, ognuno a modo proprio.

Dal folklore giapponese vengono ripresi gli yōkai, demoni umanoidi con fattezze animali di cui in Giappone si è sempre avuta molta paura, che in TAO vengono trattati come dei fuori casta, degli intoccabili tenuti ai margini della società umana.

Il romanzo viene organizzato presentandoci tre punti di vista narranti: il primo è quello della protagonista indiscussa, Fa Minako, il cui personaggio è quello che viene approfondito maggiormente (e per buone ragioni) all’interno del volume; abbiamo poi quello del fratello, Fa Shuǐlóng, padre di famiglia, servitore dello shōgun; abbiamo, infine, il punto di vista di Naito, personaggio misterioso e con la battuta sempre pronta, anche lui personaggio chiave della vicenda.

Spero ci possa essere in qualche modo un seguito, in quanto personalmente l'ho trovato molto ben scritto e l'ambientazione davvero ben caratterizzata. Varrebbe la pena risfruttarla in futuro.
Profile Image for Laura Costantini.
Author 47 books99 followers
July 9, 2022
Bel fantasy che mi ha messo a dura prova perché destreggiarsi tra nomi e leggende del folclore giapponese non è semplice. La storia però è bella e ben scritta e la protagonista, Minako, è un ottimo personaggio, sfaccettato e duplice (leggendo capirete il perché). La trama è intricata, ricca di colpi di scena, alcuni prevedibili, altri veramente fulmini a ciel sereno. Possiede l'amarezza malinconica del tramonto citato nel titolo perché racconta una fine. Ma, come spesso accade, per dolorosa che sia, la fine è un inizio. Consigliato.
54 reviews
November 6, 2023
La trama mi è piaciuta, l idea generale del libro l ho adorata. Me lo sono letto in due giorni.
Scorre benissimo e si fa leggere molto bene.
Per essere un libro autoconclusivo poteva spendere qualche parola in più tutto si svolge velocemente e la fine ti lascia un po' l amaro in bocca.
Profile Image for Davide Cencini.
Author 24 books28 followers
April 15, 2022
Lettera d'amore alla cultura giapponese da un autore validissimo, che ha svolto un eccellente lavoro di documentazione. Da leggere assolutamente
Profile Image for Sara Ambrosini.
2 reviews2 followers
January 27, 2022
Bella l’idea, peccato che sia stata rappresentata non nel migliore dei modi. Mentre l’inizio è partito bene con una buona caratterizzazione dei personaggi e dello svolgimento dei fatti, ora di arrivare al dunque è stato chiuso tutto in modo troppo apprensiva e veloce (quasi come se l’autore non vedesse l’ora di finire il libro, lasciando meno spazio alla trama), lasciando quindi l’amaro in bocca.
Displaying 1 - 15 of 15 reviews