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1919. La grande illusione

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28 giugno 1919, Palazzo di Versailles. Nella stessa reggia che mezzo secolo prima aveva ospitato la proclamazione del Secondo Reich, siedono i rappresentanti di quarantaquattro Stati chiamati a ratificare il trattato che metterà la parola fine alla Grande Guerra. Un evento di portata globale, che - per la prima volta nella storia - attira l'attenzione massiccia di media e opinione pubblica. Sulla conferenza di pace si appuntano speranze, progetti e aspirazioni di natura diversa: richieste di indipendenza e autodeterminazione, bisogno di stabilità, l'esigenza di sancire un nuovo ordine che garantisca la concordia internazionale, ma anche desideri di rivalsa, spinte nazionalistiche, richieste di giustizia. E, su tutto, la rabbia delle popolazioni coinvolte nel conflitto. Elementi difficili da conciliare. Tanto che, già negli anni Trenta, in molti avrebbero attribuito alle scelte compiute in quella sede la responsabilità di ciò che si iniziava a delineare: la fine della Repubblica di Weimar, l'ascesa al potere dei nazisti e l'avvento della Seconda guerra mondiale. A cent'anni dalla controversa conferenza di pace, questo volume ne propone al lettore un bilancio lucido e scevro da pregiudizi, basato su una ricostruzione puntuale, precisa, documentata e al contempo avvincente. Eckart Conze ci mostra come il conflitto sia continuato nelle menti e negli animi di popoli piagati dagli scontri e infiammati dalla propaganda. Mentre antichi imperi venivano cancellati dalle cartine e nuovi Stati nazionali reclamavano il proprio spazio, le lotte proseguirono. E quella pace che nessuno voleva si mostrò presto per ciò che era realmente: una grande illusione.

585 pages, Kindle Edition

Published June 18, 2019

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Eckart Conze

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Profile Image for Donato Colangelo.
142 reviews7 followers
June 23, 2024
Non per tutti. Libro molto dettagliato e ben scritto, ma trattazione che in certi punti si fa pesante. È una storia complessa quella che Conze ci descrive. È una storia in cui si intrecciano molteplici rivendicazioni di carattere storico, politico, economico, a tratti anche molto ricercato. Ma è una storia condita, come giusto che sia, da aspetti giuridici fondamentali. È proprio su questo punto che ho trovato alcune sezioni del libro un po’ difficili da seguire.
Il fallimento di Versailles è arcinoto - basta aprire un libro di storia per rendersene conto. Tuttavia è facile a volte ridurre il tutto ad una “voglia di rivalsa” dei tedeschi, elemento che sicuramente ha giocato un ruolo nell’atteggiamento della Repubblica di Weimar e del Reich nazista degli anni ‘30, ma che non è tuttavia il punto di partenza dello scoppio del secondo conflitto mondiale: è piuttosto un punto di arrivo. Il libro di Conze spiega perchè Versailles fu un buco nell’acqua di dimensioni colossali. Lo fa in lunghi capitoli meticolosamente argomentativi, ma sapientemente descritti.
È chiaramente un volume interessante per una comprensione maggiore delle dinamiche del primo dopoguerra, anche e soprattutto per quelle che interessarono l’est Europa. È anche un volume che mette a nudo la verità più semplice, quella che ne “I sonnambuli” veniva discussa da C. Clark: non ci sono buoni e cattivi per definizione in questa storia. E non c’è invasione del Belgio neutrale che tenga. Le decisioni prese a Versailles furono erronee, spinte da incoerenza, egoismo, desideri di dominio e ipocrisia. L’Europa e il mondo ne stanno pagando ancora le conseguenze.
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