“Capita che le anime tornino con tutto il corpo in questo mondo. Oppure semplicemente non riescono ad andare via. I fantasmi…sapete cosa sono i fantasmi? Sono quelle persone strappate alla morte che però hanno già abbandonato la vita.”
☆ 4/5 | Layla, tra adolescenza, psicologia ed esoterismo. Ma cosa si intende per esoterismo?
La Treccani afferma che: in ambito filosofico e religioso, si dicono esoteriche le dottrine e gli insegnamenti segreti, che non devono essere divulgati perché destinati a pochi. Nella storia delle religioni e delle filosofie, il termine è stato usato per indicare gruppi o orientamenti di pensiero che si presentano come portatori di dottrine riservate a pochi discepoli o iniziati, e ne rifiutano quindi la divulgazione, occultandole in espressioni rituali, simboliche, mitologiche che solo gli aderenti al gruppo possono comprendere. Le dottrine esoteriche si presentano sempre come verità di particolare valore, soprattutto ai fini della salvezza individuale, della liberazione dal male, del progresso spirituale.
Dopo aver ampliato la nostra cultura in merito, possiamo quindi iniziare a parlare di “Layla” le cui colonne portanti, come già annunciato, sono la psicologia e l’esoterismo sotto un ponte che prevede lo scorrere della quotidianità di quattro semplici ragazzi: Layla, la ragazzina minuta che racchiude insicurezze e timidezza. Sara, con la sua passione per la moda, la fissazione per Instagram e le diete. Pisto, bravo con i computer, con una personalità solare e migliore amico di Gabriel, il ragazzo che ama scrivere sul proprio blog di concetti scientifici, storie psicologiche e segreti di Napoli.
Perchè è la bellezza di Napoli lo sfondo di questa storia piuttosto particolare. La Napoli dalle vedute mozzafiato, la Napoli con la sua cultura e il suo bellissimo dialetto, la Napoli piena di fascino e luoghi di religione.
La storia inizia con l’arrivo di Layla in città. Della sua vecchia Firenze non ha più nemmeno gli amici e deve accantonare la sua timidezza e le sue stranezze per poter essere amica di qualcuno e vivere felice i giorni a Napoli. Diventare amica di Sara, la sua compagna di banco, le stravolgerà la vita. Un’amicizia carica di dolcezza che la porterà a legarsi anche a Gabriel e Pisto, amici da sempre. Con loro le giornate passano velocemente e in maniera felice, con loro Layla comincia ad amarsi di più.
Ma è davvero tutto reale o quello che sta vivendo è un sogno chimico? La Layla che Sara, Gabriel e Pisto impareranno a conoscere, è davvero la parte reale o la ragazza ha dei segreti che non ha mai raccontato a nessuno?
E poi, chi è davvero La Sposa che nel libro compare tra un capitolo e l’altro attraverso i suoi pensieri, i suoi scritti e le sue azioni?
Sin dalle prime pagine il libro ci trascina in una spirale di domande e fatti incerti, come il legame tra Layla e le sue zollette zuccherate dalla carta colorata, come il rapporto tra suo padre e Anna, che vuole occuparsi del benessere della famiglia. Il lettore si pone dei quesiti che, con la narrazione calzante e fluida, cerca di risolvere con il volgere delle pagine.
Tutte domande che in un modo alquanto sconvolgente troveranno le risposte proprio alla fine del libro. Questa capacità di Massimo nel fomentare la curiosità del lettore l’ho apprezzata solamente quando ho terminato la lettura. Perchè, devo ammettere, sin dall’inizio non riuscivo proprio a capire dove l’intera faccenda stesse andando a parare.
Ho apprezzato, quindi, lo stile fluido e fresco, anche se ho trovato qualche macchia con refusi che mi hanno disturbata un po’ e un’impaginazione dispersiva. Questo, ovviamente, un lavoro di editing che va al di là e al di fuori del lavoro di scrittore. Perchè di Massimo Piccolo mi sono anche piaciute le caratterizzazioni dei personaggi, quei lati che li hanno resi molto reali.
E poi c’è il blog di Gabriel. Mi sono appassionata davvero molto a leggere le sue pagine frutto di un miscuglio tra psicologia, scienza, magia ed esoterismo. Tutti argomenti che mi affascinano parecchio e per questo decido di concludere la recensione con un aforisma che Gabriel ha utilizzato per concludere un articolo del suo blog:
“Tutti gli uomini sono pazzi, e chi non vuole vedere dei pazzi deve restare in camera sua e rompere lo specchio. Marchese de Sade.”
Ringrazio lo Staff di Moon Over, Massimo Piccolo e Cuzzolin Editore per questa collaborazione🌹
Terminato questo romanzo è stato come aver vissuto un po’ nella Napoli misteriosa dove il libro è ambientato. Seguendo Layla la ragazza protagonista e gli altri personaggi, Gabriel, Sara, Pisto e Bianca mi sono davvero avventurato nella parte della città più antica ed esoterica, ricca di misteri, di credenze, di riti e di un pizzico di magia. Il mistero che circonda la protagonista in realtà, se gli occhi del lettore sono allenati da anni di letteratura gialla come i miei, non è così difficile da scoprire ma il romanzo rimane comunque godibile nonostante questo. Del resto il libro ha quasi più la struttura di uno young adult italiano piuttosto che di un vero e proprio giallo. I personaggi non sono tutti ben delineati certo è che Layla e Gabriel spiccano sopra gli altri specialmente quest’ultimo grazie agli interessanti articoli del suo blog. Insomma una lettura piacevole con uno stile scorrevole perfetto sicuramente per un’età più giovanile ma non solo.
Ho sempre avuto una profonda curiosità verso il cosiddetto esoterismo. So che per una che si è sempre definita amante della scienza quest'affermazione appare quasi contraddittoria. Eppure se ci pensiamo bene fin dagli albori dell'umanità ciò che era nascosto era semplicemente ciò che no si conosceva se non con l'immaginazione. Nei vecchi libri di mitologia celtica si accennava spesso ai dardi degli elfi. Questi piccolissimi spilli penetravano nella carne e facevano ammalare. Erano invisibili e pertanto impossibili da individuare se non quando il soggetto colpito non mostrava strani segni: sudori freddi, bolle sul corpo, rossori e febbri altissime. Fin da piccola (perché ero già un piccolo genio) non potevo non riunire questa leggenda all'azione dei virus sul nostro corpo, anch'essi invisibili, anch'essi portatori di mille sintomi diversi. E cosa dire dei racconti mitologi della creazione di stampo egizio? Impossibile non leggervi un riferimento all'astronomia. Fu grazie al meraviglioso mulino di Amleto che si comprese come la leggenda in fondo non era che un racconto poetico di antiche e dimenticate scoperte scientifiche. Il mulino stesso sede di uno strano dio non era altro che un modo per parlare di un fenomeno importantissimo come la precessione. Cosi, negli anni fecondi della mia gioventù perduta mi sono messa a indagare più approfonditamente i libri sacri ritrovando e cercando di trovare in essi i loro vero fulcro fatto di dati, sperimentazioni e fatti. E cosi, quando ho avuto l'onore di leggere Layla ero quasi preparata, pronta a assorbirei il messaggio profondo del testo: che in fondo la vita stessa è e resta, anche con tutta la tecnologia che possediamo un vero autentico mistero. In ogni momento apparentemente banale noi possiamo scorgere le tracce del divino. Attraverso un monumento, attraverso un calcolo integrale, attraverso la proporzione aurea che tanto serve a magnificenti edifici per poter brillare attraversando i tempi, attraversato la musica che è resta matematica, suono e numero e richiama il racconto di quel verbo lontano che diede forma al caso. Lo troviamo nei racconti dei fantasmi, nelle ghost stories che albeggiano nelle città più impensabili di questa nostra bella Italia, come Napoli, Torino, Roma. Passeggiando per i vicoli di Napoli non è difficile entrare in un ambiente sacro, reso ancor più imponente dall'opera pregiata di un artista, un certo Sanmartino capace di dare vita alla materia inanimata, capace di rendere il velo che copra il cristo impalpabile e reale tanto che la mano sente il bisogno di sollevarlo. E cosa dire delle meravigliose macchine anatomiche di un grandioso principe, il principe della scienza ammantato si da una funesta aura, di alchimista e di servo di Satana, con la sua voglia di scoprirei luoghi più segreti dell'universo e di andare li, dove anche gli angeli esitano. E passeggiando per Roma, nella piazza più caratteristiche della città vecchia, la signora esausta da troppo malgoverno, in quel parco dalle ville voci e dai mille colori che resiste strenuamente ai tentativi di omologazione, non sarà affatto strano trovarsi di fronte alla porta del marchese di palombara, con i suoi segreti che profumano di chimica e puzzano di zolfo. E vi consiglio anche di fare un altro a Bomarzo, e attraversare come in un avventura cavalleresca il parco dei mostri, un alchemico percorso di morte e rinascita, e sostare per un po' dentro la bocca del demone, e sentirsi pronti a uscirne totalmente cambiati, coni sensi quasi distorti da una meraviglia capace di far tremare. In ogni parte, nonostante un modo che desidera essere controllato, che desidera il ritorno di un grande fratello capace di toglierci il fardello del libero arbitrio l'esoterismo sarà il mezzo con cui l'umanità tenterà la sua strenua difesa. E' grazie ai simboli, ai riti strani, alle strette di mano particolari che la democrazia ebbe una speranza di emergere, che forse l'America ebbe il suo primo afflato di vita, che poterono essere ideate le carte dei diritti. Che Napoli, in questo libro misterico come ogni antico rituale torna a essere la riverita signora dei flutti, il luogo in cui il sommo pulcinella usci dal ventre del Vesuvio portando con se quella guascogna irriverenza che rese possibile l'essenza stessa della ribellione: la risata. E' nel ridere dei potenti che pulcinella, Pasquino e ogni eroe popolare hanno preparato il terreno per i nostri diritti, per sconfiggerei n modo non violento l'oppressore. E l'oppressore è oggi il rischi odi una società tecnocratica che si sostituisce al tatto, all'odorato, alla vista, all'esperienza diretta. E questi ragazzi non sono altro che le vere energie di un modo che non è ancora pronto a sentirsi sconfitto: l'ingenuità, la curiosità, la bellezza, la grazia, il mistero e persino la disperazione dei vinti, che nonostante il sommo desiderio di diventare evanescenti non cedono alle leggi di un società che rende morti i vivi e fa dei vivi dei cimeli di morte. Layla non è solo un racconto omaggio alla bella e perduta città di Napoli. E' un omaggio a quel segreto dell'uomo immortalato da poeti. Letterati, scienziati, saggi, mistici e esoteristi che non permette alla vita di degradarsi in un qualcosa di scontato e di banale. Come Layla noi siamo capaci di risorgere, di continuare a cercare il sole capace di scaldarci le membra congelate dall'indifferenza. Perché se è vero che: I veri fantasmi sono le persone strappate alla morte che hanno però già abbandonato la vita e' vero anche che la vita è quella forza propulsiva, quel movimento circolare che non intende abbandonare noi. La vita qua mostrata in ogni sfaccettatura dalla gioia al dolore, dalla delusione alla frustrazione, dalla necessità alla condivisione, è la vera protagonista, tanto da amare chi si arrende e spronarlo se mi si permette il termine, a darei n culo a ogni fallimento. Perché come disse Einstein in ogni stringa del tempo c'è la possibilità di ricreare un nuovo presente e dare origine a un diverso futuro.
Per te, che sei lassù tra le stelle per te e che sai che non servono le stringhe del tempo per tornare da me perché sei nel mio sangue e rinasci ogni mattina nei miei occhi.
È una Napoli scevra dalle dinamiche che la attanagliano nella quotidianità e che spesso ne costituiscono uno stigma a fare da sfondo a questo romanzo di Massimo Piccolo che tra le pagine di “Layla” ci porta a conoscere, con passione e dovizia di particolari, una città ricca di tradizioni e angoli poco conosciuti. Napoli è lo scenario in cui si sviluppa questo lavoro dai toni contemporanei la cui trama è fruibile da un pubblico giovane così come da quello più maturo, in cui i quattro protagonisti, Layla, Gabriel, Sara e Pisto, affiancati da “La sposa” si muovono tra questioni non facili in cui permeano elementi appartenenti alla sfera del paranormale e dell’esoterico. L’autore, in queste pagine, mette in evidenza una particolare abilità nel tratteggiare il carattere e il profilo psicologico dei quattro liceali i cui intrecci sanno tenere incollato il lettore fino all’ultima pagina, facendo convivere nella storia piacevoli elementi di contemporaneità ad altri dalle caratteristiche più misteriose, quasi “noir”. Sono il mistero, le scelte compiute dall’autore nella caratterizzazione dei personaggi, le descrizioni di una Napoli da scoprire gli elementi che costituiscono i punti di forza di un romanzo che si legge bene (a parte qualche piccolo refuso), pensato e scritto con uno stile mai banale e piacevole. Strani accadimenti e lo scorrere della vita dei protagonisti sapranno far compagnia al lettore che ha voglia di misurarsi con una storia dei giorni nostri, in cui si intersecano piani decisamente poco scontati e mai banali.
"Layla" di Massimo Piccolo (Cuzzolin Editore) è un bel romanzo pop. Layla, Sara, Gabriel e Pisto sono i quattro protagonisti di questa storia ambientata in una Napoli inedita, piena di mistero ma anche di bellezza. Una Napoli lontana dai problemi in cui siamo abituati a vederla calata, e che invece ci svela la tradizione, i profumi, i vicoli e la particolarità di alcuni luoghi che nelle pagine vengono descritti nei particolari. E poi c'è "La sposa", l'elemento perturbante e magnetico del racconto; "La sposa", attraverso le sue riflessioni sussurra indizi che accompagnano il lettore fino alla fine, e lo aiutano a comporre il quadro finale, di cui però resterà qualche pezzo mancante. Infatti, alla fine del romanzo, le suggestioni sono così reali che verrà voglia di approfondirle. È questa la grande forza di "Layla", riuscire ad accogliere tematiche difficili, come il paranormale e l'esoterismo, in maniera puntuale con un'evidente ricerca alle spalle e nulla di lasciato al caso. Un altro punto positivo è la descrizione psicologica dei protagonisti, quattro liceali, dunque anagraficamente lontani dall'età dell'autore, che egli riesce a tratteggiare perfettamente, per cui, arrivati all'ultima pagina, con un nodo ancora stretto nello stomaco per la tensione, ci dispiacerà non sapere più nulla di Layla, Gabriel, Sara e Pisto, di quel disperato desiderio di accettazione tipico dell'adolescenza, e della loro lotta per trovare il proprio posto nel mondo.
Unica piccola pecca che è mio dovere segnalare, i refusi presenti all'interno del testo, che non sono ovviamente imputabili all'autore.
Insomma, un romanzo che non ha nulla da invidiare ad alcuni libri ormai cult del panorama editoriale, perfetto per un target young adult, ma adatto anche a lettori più navigati.
✾ Layla si presenta subito, ti guarda negli occhi e ti induce ad ascoltarla.
✾ Domina la copertina con assoluta naturalezza, polo magnetico di un libro dalla fisicità appagante e promettente.
✾ Lei ha bisogno di raccontarti la sua storia per esistere, per sentirsi viva, per uscire dalle tenebre che l’avvolgono...
✾ Layla ci trasporta tra le vie di una Napoli magica, tra il profumo di basilico e limone, dove le leggende hanno il sapore dolce-amaro del caffè.
✾ Tutto è nuovo, dalla casa in cui vive con il padre, alla scuola, alle strade da esplorare, ai visi in cui riconoscersi per ritrovarsi ...
✾ Sara, la nuova esuberante compagna di banco, diventerà presto il fulcro intorno a cui ruoterà la vita sociale di Layla.
✾ Per un anno intero seguiremo il piccolo gruppo di amici che, tra disagi e buoni propositi, cercherà di scansare gli inganni della vita.
✾ La mente scientifica di Gabriel, l’Alberto Angela del gruppo, vacillerà e oscurerà la lucidità del lettore più attento.
✾ Agli appunti della Sposa Vergine, evanescente e inafferrabile protagonista delle pagine più nere del libro, viene affidata la memoria più oscura dell’esoterismo partenopeo.
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✯ Briciole, indizi, sospetti... tutti sapientemente disseminati tra le righe di questo Noir dalla frizzante voce contemporanea.
✯ Il rapporto osmotico tra mistero e razionalità, tra passato e presente dona fluidità a questa storia sempre in bilico tra un dubbio ed una speranza.
✯ Varie gradazioni di nero accompagnano il Lettore tra le storie tramandate di generazione in generazione, tra i miti di una cultura antica.
✯ Il registro espressivo, che assume varie tonalità a seconda della prospettiva, contribuisce ad amplificare pensieri ed ansie dei vari personaggi, conferendo loro tridimensionalità e credibilità.
✯ L’attenzione ai risvolti psicologici e l’accurata ricerca storica dell’Autore sono la base dell’impalcatura narrativa di questo vibrante ed incalzante Romanzo.
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Layla vi incanterà e vi conquisterà, la sua è una storia nuova, con profonde radici nel fertile terreno letterario. Un Noir contemporaneo da leggere tutto d’un fiato.
♡ Felicissima di aver conosciuto #Layla e grata a Massimo Piccolo per questa opportunità.
“Layla” è una lettura fatta di amicizia e di primi amori, di esoterismo e di morte, di valori e di tradizioni. È la storia di cinque ragazzi e della loro quotidianità, il racconto delle loro giornate in cui momenti di spensieratezza si alternano a piccoli drammi.
Ma cosa c’è di così interessante nella vita di semplici liceali?
C’è Layla, una ragazza timida e insicura che si è trasferita a Napoli con suo padre. C’è Sara che, bella e popolare, sta cercando di costruirsi un futuro nel mondo della moda.
C’è Gabriel, sempre pronto a dare una spiegazione scientifica a quegli eventi che apparentemente nessuno riesce a comprendere. C’è Pisto, migliore amico di quest’ultimo e genio indiscusso dell’informatica, e c’è Bianca, la cui vita è spesso oggetto di numerosi chiacchiericci.
Ed infine c’è lei, La Sposa. Un personaggio che è esso stesso un mistero e che ricopre un ruolo fondamentale nel riuscire a posizionare ogni tassello della trama al suo posto.
«Era da un po’ che La Sposa stava lavorando a questa regola. Che L’elemento “perturbante”, una volta calato in un contesto, portasse un progressivo scompiglio di equilibri e comportamenti con esiti sempre più drammatici l’era stato chiaro fin dal primo caso. Ma con quali effetti si insinuava tra i poveri sfortunati rimasti per caso impigliati nella spirale della ragnatela del “perturbante”?».
A fare da sfondo alle vicende dei ragazzi c’è una Napoli contemporanea fatta di vicoli stretti e luoghi comuni ma, allo stesso tempo, anche di antiche credenze, di storia e di tradizioni.
Massimo Piccolo, l’autore, dà vita ad un intreccio sorprendente che si riesce a mettere realmente a fuoco solamente una volta arrivati all’ultima pagina.
Il lettore si ritrova sommerso di domande. È inevitabile iniziare ad elaborare teorie per riuscire a razionalizzare ciò che sta leggendo. Diventa quasi una sfida. E poi alla fine capisce.
“‘O quàcchio jango attuppa ‘o niro e so tene stritto ‘nzine, ‘o quacchio niro attuppa ‘o jango e sso accuppati tutti quanti!“
Lo stile dell’autore è magnetico e incalzante. Inoltre, l’ho trovato così fluido che immedesimarsi nei panni, nei pensieri e nelle scelte dei cinque ragazzi è stata una passeggiata. Massimo è capace di far venire i brividi anche se nella storia non ci sono mostri.
“Layla” è un romanzo che tiene compagnia e che non si dimentica. Se dovessi scegliere un solo aggettivo per descriverlo, sceglierei “enigmatico“.
Layla, protagonista di questo romanzo, è una giovane ragazza dalla personalità introspettiva: poco sicura di sé, spesso si sente come fosse invisibile o di troppo, piccola, nonostante la sua voglia di crescere.
Ad essa sono legati gli altri personaggi: ho trovato i giovani protagonisti realistici e complessi, ma ho riscontrato delle difficoltà nel comprendere gli adulti, poiché le loro azioni e motivazioni rimangono nebulosi, non permettendo di comprenderli nella loro interezza.
Il romanzo presenta una struttura particolare: alla narrazione base, alterna pagine del blog di uno dei ragazzi (Gabriel) , la vita della misteriosa Sposa Vergine, nonché cambi di POV; i capitoli si alternano velocemente, mai troppo lunghi (alcuni lunghi mezza pagina), e lo stile si suddivide tra quello classico e una forma che ricalca la messaggistica.
Ho trovato la struttura di "Layla" particolare, giovane e innovativa, ma al tempo stesso mi è parso che i vari metodi si perdano nell'insieme. Il "Blog" e "La Sposa", aiutano a mantenere l'esoterismo vivo all'interno delle pagine - anche se in modo diverso -, ma ho avuto l'impressione che la parte dedicata al quotidiano, per quanto verosimile, sia fin troppo densa di avvenimenti e informazioni non necessari alla trama di base, rendendo di fatto il ritmo piuttosto altalenante.
Le tematiche affrontate in questo romanzo sono molte (abuso di sostanze, autolesionismo, violenza fisica e psicologica, componente esoterica e logica), e complesse; alcune tuttavia hanno poco contesto e poche spiegazioni, non dando sempre il modo di comprendere il perché siano state inserite all'interno della narrazione.
Sfortunatamente il mistero è per me risultato piuttosto ovvio fin dall'inizio, ma come lo è stato per me, può non esserlo per altri.
Un romanzo dalle tematiche molto forti ed importanti, con cui purtroppo non sono riuscita ad entrare in sintonia. Ma se l'esoterismo vi affascina, così come i temi trattati, buttatevi!
"Magari era così silenziosa perché erano gli altri che parlavano troppo."
Ciao lettori! Oggi sono qui per parlarvi di un libro che, ahimè, penso sia poco conosciuto ma che mi ha catturata sin dall'inizio e mi ha tenuta incollata alla pagine sempre di più nel dispiegarsi della storia.
Devo dire che quando mi é stato chiesto se volessi leggere e recensire questo libro ho accettato perché sono rimasta subito colpita dalla trama, ma non pensavo che la storia potesse prendermi così tanto. Nel corso della lettura ho sentito più volte il bisogno di segnarmi sensazioni provate durante alcuni avvenimenti, avevo la necessità di parlarne subito...
Per quanto riguarda i personaggi, la storia ruota intorno a Layla, una ragazzina trasferitasi da poco a Napoli da Firenze e dei suoi nuovi amici: Sara, Gabriel e Pisto. Layla é una ragazza timida e dolce ma che allo stesso tempo mi ha trasmesso da subito una profonda sensazione di inquietudine. Sara è un'amica leale sulla quale poter contare, così come Pisto e, infatti, mi sono piaciuti fin dall'inizio. Gabriel lo conosciamo sia leggendo le sue pagine di blog, che mi hanno subito coinvolta, sia leggendo le sue avventure con gli altri protagonisti. E ho apprezzato molto anche lui.
Ma oltre a loro c'è la Sposa. Una figura che da quando compare porta mistero e ansia pressante nella storia. La prima volta in cui appare, infatti, c'è stata una scena che mi ha fatta rabbrividire e rimanere malissimo. In generale, tutti i paragrafi su di lei sono piuttosto inquietanti e ricchi di elementi misteriosi e paranormali...
Ci sono parecchie scene forti che mi hanno colpita e mi hanno fatta stare male. Vengono trattati temi quali la non accettazione del proprio corpo, l'autolesionismo, la violenza sessuale... Insomma, temi che toccano e lasciano un'impronta sul lettore. Non ci sono scene troppo esplicite, ma in ogni caso ci sono stati davvero momenti che mi hanno fatta rabbrividire. E altre vicende che mi hanno fatta riflettere.
L'autore ha uno stile di scrittura scorrevolissimo e riesce a far entrare totalmente il lettore nel libro. L'ambientazione realistica è meravigliosa, sono stata a Napoli solo una volta, ma mi é piaciuta da impazzire.
L'unico difetto di questo libro è stato il fatto che in alcune parti dei capitoli si passava dal punto di vista di un personaggio all'altro solo girando pagina, senza uno stacco vero e proprio e questo mi ha confusa un po '. Ma questo non ha compromesso per nulla il piacere della lettura.
Se siete amanti del mistero, delle storie piene di suspense e amate i finali inaspettati, questo libro fa assolutamente al caso vostro!
In questi tempi caratterizzati dalla restrizione come forma di altruismo, ma che pur sempre restrizione resta, purtroppo mi è capitato di essere meno ricettiva agli stimoli provocati dalla lettura. A volte i libri salvano, diciamo anche spesso. “Layla”, di Massimo Piccolo mi ha salvato da una monotonia difficile da rompere con un romanzo originale, ben strutturato, dalla trama leggermente oscura.
Layla è un’adolescente che si trasferisce da Firenze a Napoli, ha molta nostalgia dei suoi affetti e dei suoi amici. La fatica dell’adattamento è descritta come una profonda agonia, soprattutto perché suo padre le impone diverse limitazioni: niente social network, poche connessioni virtuali, e non può rientrare a casa oltre la mezzanotte.
Parallelamente alla storia di Layla, avvolta dal mistero del suo passato, si sviluppa la storia di un gruppo di amici appassionato di riti, magia e di blog, usati per divulgare tutte queste informazioni. Gabriel è uno di questi ragazzi ed è stato decisamente il mio personaggio preferito: curioso, preciso, acuto, intelligente, audace. Nel suo blog vengono pubblicati dei posti interessanti quanto macabri, come la leggenda dell’albero dei morti, o la pericolosità della fede.
Gli altri ragazzi sono adolescenti chiusi nelle loro vite un po’ superficiali e spensierate: Pisto, Sara, Bianca. I loro interessi sono standardizzati, tipici della fase adolescenziale, da qui spicca decisamente l’acume di Gabriel con la sua innata curiosità per tutto ciò che è oscuro e misterioso.
La terza sfaccettatura del romanzo è quella dedicata alla Sposa vergine, una donna che pratica antichi rituali di magia per liberare le persone che si presentano da lei dalla negatività o da eventi traumatici.
Pian piano le tre narrazioni si intrecciano e tutto appare improvvisamente logico, una volta compresa quale sia la difficoltà di Layla, sarà impossibile separarsi da questo libro. Ho molto apprezzato la leggerezza di una tematica così controversa, che spaventa e inibisce.
Da navigata lettrice di romanzi gialli, thriller e noir, avevo compreso da subito il destino di Layla ma leggerlo con la consapevolezza di aver avuto l’intuizione giusta è stata un’esperienza davvero profonda. Ci voleva qualcosa di “diverso”, i libri ti salvano, e a volte i libri scelgono quando essere letti.
"I veri fantasmi sono le persone strappate alla morte che hanno, però, già abbandonato la vita".
Questa frase ci terrà compagnia per tutto il tempo che saremo letteralmente rapiti da questo romanzo che vedremo ambientato in una Napoli diversa dal solito.
Una trama che si intreccia meravigliosamente bene narrando una storia di esoterismo e mistero, magie e leggende, citazioni molto belle e che colpiscono. Le vite di 5 ragazzi che nella loro quotidiana adolescenza si trovano a contrastare passioni e piccoli inconvenienti dati dalla loro età. Racconti paralleli scritti in maniera così scorrevole e pulita che una pagina tira l'altra, e un misterioso personaggio che solo alla fine del romanzo verrà svelato nella sua identità.
Impossibile non identificarsi con i personaggi, tutti, chi per un verso chi per un altro, trasferiscono nel lettore la sensazione di essere quel Gabriel, quella Sara, quel Tommaso, quella Layla, di vivere quelle ansie, paure, tremori che li travolgono. Temi affrontati in modo semplice, alla portata di tutti e una visione del mondo adolescenziale pulita e realistica.
Non voglio andare oltre, perché finirei per raccontare ogni pagina del libro e dar vita ad un altro romanzo, vi consiglio la lettura immediata di questo romanzo a cui assegno il massimo del voto.
3,5 stelline Un romanzo che si addentra nella vita degli adolescenti in maniera molto realistica e coinvolgente. A partire dai dialoghi e dalle dinamiche tra ragazzi il tutto ci viene raccontato con semplicità e realismo. Io per prima mi sono sentita parte di quel gruppo di ragazzi empatizzando con loro.
La parte appunto che definirei young adult secondo me è il punto forte di questo romanzo perché è riuscita a far emergere in maniera molto convincente la vita degli adolescenti di oggi.
La parte noir, in cui ci si addentra in temi esoterici e del folclore napoletano, è quella che più mi ha dato da pensare dopo aver terminato la lettura. Molti sono gli argomenti trattati ma non ben dipanati nel finale. Tanti argomenti e poche spiegazioni. Come si suol dire troppa carne al fuoco. Come anche la figura del padre di Layla che mi è risultata in un primo momento una figura chiave, ma che alla fine non sono riuscita a capire rimanendo una presenza poco chiara.
I personaggi, per quanto riguarda i ragazzi, sono tutti molto ben delineati e caratterizzati sia a livello caratteriale che a livello più introspettivo e questo ha dato forza alla storia. Per quanto riguarda gli adulti, le ho trovate figure molto sfocate, poco delineate.
La scrittura di Piccolo a me è piaciuta molto, molto scorrevole e coinvolgente che mi ha sempre tenuta incollata alle pagine.
In definitiva posso dire che per me è stata una lettura molto piacevole con qualche lacuna sui temi dell’esoterismo che viene inserito ma non ben argomentato. Un buon romanzo per ragazzi.
Ho avuto il piacere di leggere il romanzo "Layla"grazie all'autore che mi ha contattato per propormi una collaborazione. Questa lettura è stata davvero speciale. Non avevo mai letto niente ambientato a Napoli prima. Non sono ancora caduta nella rete di Elena Ferrante perché mi piace aspettare che un libro sia passato per assaporarlo di più, aspettare il momento giusto. Forse questo è stato il momento giusto per Layla, che mi ha raccontato un po' di questa città che non ho ancora visitato. La storia di Layla, nonostante inizia con incertezza, mi ha rapito, non fin dalle prime pagine, ma con calma. Se dovessi descriverlo lo inserirei nei thriller piuttosto che con gli altri libri di narrativa, proprio per lo stato emotivo che ti fa raggiungere. Arrivi ad un certo punto della storia che devi sapere,capire, conoscere che cosa sta succedendo. Ho provato questa sensazione soltanto quando ho letto il thriller "La ragazza del treno" e il giallo "La verità sul caso Henry Quebert". La storia di Layla è particolare. Mi ha sorpreso: mi aspettavo tutt'altra storia. Il finale mi ha stupito proprio per questo fatto! "No!" Ho pensato quando mi mancavano solo alcune pagine "Non può essere così!". Mi aspettavo tutt'altro risvolto ce poi si è risolto con quest'evocazione dell'esoterismo, una tematica di cui non avevo mai letto prima in maniera diretta, o, almeno, non in questo ambito. Dal punto di vista tecnico la narrazione mi è piaciuta tanto, anche il dettaglio di inserire le chat dei ragazzi, che rende il tutto più realistico, più vicino alla realtà adolescenziale di oggi, in puro stile Skam, dopotutto.
Un libro talmente misterioso e affascinante che DEVE per forza essere conosciuto da tutti. Un trama accattivante che si riversa tutta sulla lettura, talmente veloce e rapida da non lasciare respiro. Scritto in maniera molto particolare, con passaggi dai blog di Gabriel, alle conversazioni telefoniche alle avventure viste con gli occhi dei vari protagonisti, non vi darà scampo fino alla fine, che si rivelerá assolutamente degna di tutto il libro. Si entra nella mente della piccola Layla e si vede il mondo con la sua insicurezza, facendola sembrare pagina dopo pagina sempre più fragile. É come se fosse un film in bianco e nero, in cui i colori sono dati dalle zollette di zucchero che lei si mangia ogni tanto. Un libro profondo, di avventura, mistero ambientato in una Napoli che sembra tanto bella quando oscura. Ho apprezzato ogni parola del libro e l’ho adorato dalla prima all’ultima pagina
❝I veri fantasmi sono le persone strappate alla morte che hanno, però, già abbandonato la vita...❞
𝑻𝒓𝒂𝒎𝒂: Siamo a Napoli e una giovane ragazza di nome Layla vi si è appena trasferita da Firenze insieme al suo papà. Layla è una ragazza chiusa, piena di paure, ansie e fatica a fare amicizia, ma grazie alla sua nuova compagna di classe Sara riesce a farla entrare nella sua piccola cerchia di amici che comprende il suo fidanzato Gabriel e quello scapestrato di Pisto. Nonostante il forte legame che si instaura tra loro, la vita di Layla è un po' avvolta nel mistero. Ha perso la madre e dice di avere un padre violento e proprio per questo i tre ragazzi cercheranno di aiutarla, ma non è tutto. Oltre alla storia di questi ragazzi, spicca la figura di un'altra donna misteriosa chiamata La sposa vergine, non si sa esattamente chi è e di cosa si occupa. Aiuta le persone che pensano di avere figli, fratelli, sorelle posseduti, ma non è una esorcista. Cosa accomuna tutti questi personaggi è un intreccio da lasciare senza parole.
𝑪𝒐𝒏𝒔𝒊𝒅𝒆𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊: Layla è stato il primo libro del 2024 e devo dire che cinque stelline se le merita tutte! Da amante dell'horror ho trovato questo libro di una inquietudine che pochi libri riescono a darti. E' uno di quei libri che non vedi l'ora di tornare a casa per continuare a leggere perché DEVI sapere! Uno di quei libri che fatichi a mettere giù la notte anche se hai la sveglia presto e questo non solo perché la trama è bella, ma anche grazie alla penna dell'autore che scorre fluida tra le pagine e che nonostante tutti gli intrecci riesce a spiegarti tutto e bene. Ogni singolo personaggio è ben caratterizzato, i dialoghi sono esattamente quello che ti aspetti da dei liceali, quindi l'autore è riuscito a caratterizzare benissimo non solo gli adulti, ma anche i giovani e non è da tutti. Ogni volta che compariva la Sposa Vergine mi rapiva totalmente avvolgendomi nel mistero. Il mio personaggio preferito però è Pisto, ragazzo super intelligente, ma che si lascia un po' andare negli studi. Simpatico, sempre attivo e con la voglia matta di innamorarsi. Forse un po' bruttino, ma andiamo, chi sa resistere ad una sana risata?
In conclusione devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa: dalla trama, dallo stile di scrittura, dal finale che è un susseguirsi di avvenimenti in cui è impossibile chiudere il libro...infatti ho fatto tardi quella notte, ma oh, ne è valsa la pena! Quindi se siete amanti del brivido e del mistero vi consiglio di non perdervi questa lettura!
Se siete alla ricerca di un romanzo d’atmosfera “Layla” di Massimo Piccolo è il libro per voi. Lo scenario vi stregherà e la storia vi coinvolgerà appieno.
Se l’idea di un ponte fra il mondo dei vivi e dei morti vi incuriosisce e vi intriga, vi basterà seguire Gabriel nelle sue ricerche nei luoghi più suggestivi di Napoli; o conoscere La Sposa.
Se vi affascinano i personaggi ambigui, che sfuggono alla vostra comprensione fino alla fine del libro, questo è il romanzo per voi.
Layla è un romanzo luminoso e oscuro, un gioco di diadi che riguarda l'amicizia, l'amore, la città, la realtà, la verità e tutti i loro opposti. Gli auguro di diventare la serie tv per la quale ha vinto il Bando Film Commission Regione Campania perché è intrigante e avvince proprio per la credibilità di quella luce e di quel buio.
Layla è una ragazzina insicura, fragile, dolcissima e timida. Non parla molto, ma avrebbe tantissimo da dire. Entra piano piano nel cuore degli altri, in punta di piedi, chiedendo permesso. È così che conquista i suoi amici: Sara, che la salva anche da sé stessa, che con la sua leggerezza le porta ventate d’aria fresca; Pisto, che la fa ridere anche quando lei non vorrebbe, che ama tutte le donne e che non si dimentica mai di dirle quanto è bella; Gabriel, che con un solo sguardo le fa tornare a battere il cuore, che la respinge perché si sente irrimediabilmente attratto da lei.
Layla è bravissima a scuola, per orientarsi nella sua nuova città (Napoli) segue il mare e non si perde, si conosce alla perfezione e sa quando è il momento di fermarsi. Piange spesso, mangia delle caramelle di colore diverso che la aiutano ad arrivare alla fine di ogni giornata e a condurre una vita da adolescente quale è.
La sua vita cambia nel giro di poco tempo, facendole capire da subito che certe cicatrici restano indelebili e sono così fragili da potersi aprire e iniziare a sanguinare in qualsiasi momento. • Massimo Piccolo costruisce una storia labirintica e pagina dopo pagina si è convinti di aver percorso la strada giusta che porta all’uscita, per poi arrivare alla fine e rendersi conto che non è così. Allora devi riavvolgere il nastro e rivalutare tutto, ogni gesto, ogni parola, ogni emozione, sotto un’altra luce.
Ho avuto anche momenti di scoraggiamento e smarrimento durante la lettura, dovuti al fatto che pensavo che questa storia non portasse da nessuna parte. Ma, come dicevo, l’unico modo per uscire dal labirinto è continuare a camminare, e ora ho capito che quello che mi ha portata fino alla fine è stato il grido d’aiuto di Layla e di tutte quelle come lei.
Massimo Piccolo, l'autore, mi ha catapultato nel mondo di cinque adolescenti (Layla, Bianca, Sara, Gabriel e Pinto), un notaio e due donne: Anna e La Sposa Vergine, in una Napoli tanto bella e incantevole quanto esoterica e misteriosa. Recensione completa sul blog: https://lasabbianellaclessidra.blogsp...
3.5⭐️ Ho letto questo libro nel momento giusto, bisognosa di prendermi una pausa da letture pesanti e angosciose. Non credo che sia un titolo dalle troppe pretese, e personalmente non mi aspettavo una storia imperdibile, ma devo ammettere, adesso che l’ho terminato, che i personaggi un po’ mi mancano. Infatti, il pregio principale di questo libro è proprio la caratterizzazione dei ragazzi che lo popolano; caratterizzazione che avviene tramite diversi punti di vista, messaggi, messaggi vocali, articoli di blog. Ogni personaggio è costruito in maniera abbastanza solida, a mio parere, dando anche modo di individuare sfaccettature, pregi e difetti di ognuno di loro. Layla, Sara, Gabriel e Pisto risentono degli eventi intorno a loro, cambiano nel corso della narrazione, e tutti si trovano immersi nel vortice di contraddizioni e sentimenti che è l’adolescenza. Mi hanno tenuto compagnia in questi giorni di solitudine forzata, e mi ci sono anche un po’ affezionata.
Il libro ha tanto margine di miglioramento, che spero arriverà con il tempo e con nuove revisioni del testo, soprattutto per eliminare i refusi e per gestire meglio qualche parte del testo.
LAYLA è un romanzo pieno di tante cose: adolescenza, esoterismo, amore, tristezza, problemi, feste, pizza, ma la cosa che rende tutto davvero speciale è la città di Napoli. Tutta la trama è montata in modo che arrivi a dirti “ho capito, dai dai continuiamo!” e girata la pagina c’è qualcosa che ti fa cambiare completamente prospettiva. È così piena di plot-twist che non riesci a smettere di leggere, divori pagina dopo pagina senza quasi accorgertene. Io per tutto il tempo ho tenuto le parti di un personaggio per poi trovarmi alla fine con le braccia a penzoloni e la bocca spalancata. Ve lo consiglio davvero, leggetelo e lasciatevi trasportare dalle sue surreali atmosfere e vicende
E’ incredibile come le storie dei vari ragazzi si intreccino perfettamente tra di loro, come anche quella della Sposa Vergine si intrecci alla loro e come alla fine del libro ogni cosa ha finalmente un senso e ti fa sentire quasi bene, ogni cosa finalmente ha un posto e possiamo riuscire a catalogarla, analizzarla e a trovare un senso a tutte le azioni compiute da i vari personaggi.
E’ molto bella anche l’immagine di Napoli che ci vuole trasmettere l’autore: non la solita Napoli di cui sentiamo spesso parlare al telegiornale, Napoli non è solo questo. Napoli è amicizia, cultura, cordialità e accoglienza. Napoli è tante cose, aprite gli occhi e il cuore e imparerete a rendervene conto.