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Gli strumenti dello storytelling

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Che differenza c'è tra una sceneggiatura, un racconto per bambini, un fumetto, un romanzo giallo o un'opera teatrale? Dal punto di vista dell'intreccio, nessuna. Cambieranno la sintassi, la forma della scrittura, il lessico, ma non gli elementi strutturali di cui ci serviamo per raccontare una storia.
Vincenzo Cerami nei suoi Consigli a un giovane scrittore dichiara: «Sono usciti libri che parlano della scrittura letteraria o della sceneggiatura cinematografica, altri che studiano la drammaturgia teatrale, ma una visione generale che ponga sotto lo stesso ombrello i diversi modi di scrivere non mi è mai capitata sotto gli occhi. E se penso che i linguaggi creativi (tranne la poesia) hanno come dato comune la narrazione, appare francamente singolare».
Ecco, in questo volume si è scelto di dare a quell'ombrello il nome di storytelling e di mostrare come la narrazione sia base comune a più generi e più linguaggi prima di tutto per la struttura del suo intreggio.
In autori molto diversi, come Sepúlveda, Pitzorno, Moehringer, Zerocalcare, Alcott, Simenon, Čechov, Pirandello, Steinbeck, vissuti in epoche e contesti molto lontani tra loro, riusciremo a trovare tante analogie e qualche deviazione dalla norma. Gli intrecci si disegnano su medesimi percorsi e meccanismi. Interiorizzarli è quanto di meglio possiamo fare, da scrittori, per liberarcene e liberare l'ispirazione.

125 pages, Paperback

Published January 1, 2018

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Z. D'Aleo.
Author 4 books994 followers
August 16, 2022
Questa volta la recensione la scrivo più per me che per voi, ma non vedetela come un puro atto di egoismo. Se funziona per me allora funzionerà meglio per voi.
Vediamo se ho capito...

Partiamo dal principio. Anzi, partiamo da prima del principio.
Maria Carla Virzì, leggo da dalla quarta di copertina, è una Storyteller catanese che da anni si occupa di scrittura, formazione e didattica. Laureata in Comunicazione a Siena e specializzata in Sceneggiatura cinematografica alla Holden di Torino, tiene corsi di aggiornamento docenti in ambito letterario e gestisce eventi culturali. Tra le sue opere di letteratura per l’infanzia: Tancredi folle d’amore Andrea Pacilli Editore) e Hans e le avventure yoga (della serie Lilaya). Ha coideato Chi è l’asso?, uno strumento didattico finalizzato all’apprendimento della grammatica italiana nelle scuole.

Bene, ma non benissimo. Vi spiego.

Magari è un problema solo mio, ma ho una fissa per lo “scegliere” di chi fidarmi, soprattutto quando voglio imparare qualcosa. Sì, lo so, si tratta di un manuale di 15 euro.

Vero. E il mio tempo?
E il mio studio su questo manuale?
Mi servirà a qualcosa? Mi porterà a pensare di aver accorciato un pezzettino di strada verso la mia meta o mi porterà ad allungarla?

Posso fidarmi di questa persona che totalmente sconosco?

Beh, parliamo di scrittura. È semplice, no?
Se scrive un manuale di scrittura allora scrive.
Scrive un manuale di storytelling.
Non è il primo manuale che leggo, non è il primo corso che seguo, qualcosa già da me la so. Andiamo a vedere come lavora di storytelling.

E invece no. Non riesco a trovare suoi libri da leggere prima di leggere il manuale.

E mi sento un po’ come uno sposino in procinto di andare dal prete per chiedere consigli sul proprio matrimonio.

Vero, il prete di situazioni familiari magari ne ha viste tante e forse il suo parere è più autorevole proprio perché può vedere tutto con una certa distanza, ma il consiglio che cerco io è di tipo obiettivo? Posso fidarmi?

Non sarebbe meglio andare a chiedere aiuto a qualcuno che conosco e che stimo con, magari, cinquant’anni di matrimonio alle spalle?


Io aspirante scrittore, perché mai dovrei andare a seguire i consigli di chi i libri non li scrive?

Ecco perché considero oro tutto quello che dicono o che potrebbe dire Neil Gaiman, o Rick Riodan, o Cecilia Randall, o Zerocalcare, o Alessandro Baricco, o Jonathan Stround o anche quello stronzo di Martin. Perché ho letto le loro opere e mi sono piaciute. Ho riletto le loro opere, le ho studiate e le sto studiando e le trovo ben fatte secondo tutto quello che posso capire e ho capito finora.

Ma di Maria Carla Virzì, mi posso fidare?

La risposta è nì.

Non posso di certo dire di sì, ma nemmeno di no.

Quindi, sappiate che è con il beneficio del dubbio che ho letto questo manuale e con il beneficio del dubbio ve ne parlo.

Sapete che cos’è lo Storytelling?
Boh, se provate a capirlo dall’introduzione l’unica cosa che otterrete sarà un bel mal di testa.

Avete presente quando i professori dicevano a tua mamma: “è intelligente ma non si applica”? Io sì, purtroppo, e questo manuale è buono ma poteva essere scritto meglio.

Per essere una che lavora con le parole scrive in modo criptico, bisogna spesso leggere due o tre volte le frasi per capirle e non perché il concetto sia difficile, ma semplicemente perché lo scrive male.

Vi faccio un esempio, proprio all’inizio, subito dopo la prefazione:

“Iniziamo dalla madre delle nostre scelte lessicali. Storytelling. Alessandro Baricco nel secondo episodio delle sue Mantova lectures, dedicato ad Alessandro Magno, ci suggerisce una definizione: «Sfila via i fatti dalla realtà, quel che resta è storytelling». È una definizione molto suggestiva che aspira a restituirci la realtà come una narrazione dalla quale i fatti sembrano quasi scomparire.
Senza lo storytelling la realtà non esiste, si spinge a dire l'autore di Novecento [...]”

No, aspe che?

“Senza lo storytelling la realtà non esiste.”
«Sfila via i fatti dalla realtà, quel che resta è storytelling».
A me non sembrano la stessa cosa.

Ora, dovrei andare a sentirmi la lezione di Baricco (cosa che farò sicuramente perché come detto prima di Baricco mi fido) per capire se quello che mi vuole dire ha senso.

Partiamo male, ma continuiamo...

“Senza lo storytelling la realtà non esiste, si spinge a dire l'autore di Novecento, raccontandoci sullo stesso piano le vicende di Alessandro Magno come sono inscritte su una moneta del tempo e quelle dei librai francesi cinguettate da un tweet, le narrazioni evocate da una tela di Weyden e quelle sprigionate da un'aria di Brahms, da una poesia di Rilke o dalla mappa della metropolitana di Londra, per condurre lo spettatore ora sui sentieri della verità, ora su quelli della felicità, ora su altri spunti tematici.”

Boh, raga. Che voleva dire? Mi sono confuso, chiedo a voi... Chi ha preso appunti? Ah, erano questi gli appunti? Penso che chiederò ricevimento, perché qui sta dando una serie di info a lei note che per me sono il nulla cosmico. Infodump, anche perché...

“Non lo so se la realtà non esista senza lo storytelling, quello che so è che lo storytelling ci consegna una realtà organizzata in percorsi di senso o meglio una realtà che si trasforma secondo percorsi di senso. Ecco come mi piace guardare allo storytelling: come alla realtà che muta inseguendo dei percorsi di senso. Mutamento e senso. Trasformazione e significazione.”

Ma se per te non è, forse, nemmeno valido quello che hai scritto prima, perché lo hai scritto? Per riempire tre righe o per confondermi prima del tempo?

Vabbè, l’importante è essere arrivati al punto chiave:

“Ecco come mi piace guardare allo storytelling: come alla realtà che muta inseguendo dei percorsi di senso. Mutamento e senso. Trasformazione e significazione.”

E ora, la parte migliore della recensione:
Interrogazione!
Ragazzi, allora, cos’è lo storytelling?

...
...
...
...

AHAHAHAHAHHAHA

Ecco, è questo il problema principale di questo manuale. Riesce a farti credere cretino.

Storytelling: Affabulazione, arte di scrivere o raccontare storie catturando l’attenzione e l’interesse del pubblico. (Grazie treccani.)

Storytelling: l’arte di scrivere o raccontare storie.

Come?
Ora puoi mettere quello che vuoi.

Storytelling: l’arte di scrivere o raccontare storie attraverso percorsi di senso in grado di mutare e trasformare la realtà.

Vabbè, non voglio fare la lezione, il mestiere dell’insegnante è il suo, io volevo solo scrivere una recensione. XD
Dunque... questo era per fare un esempio pratico.

Sappiate che andrà avanti così per tutto il tempo, dirà un sacco di cose interessanti, ma per capirle dovrete, o avere già una certa dimestichezza, o tornare più e più volte sui vari punti e cercare di decifrarle. (Quando, in realtà, a mio avviso, da pigro e ignorante, bastava una frase diversa per aiutare i pigri e ignoranti come a me a capire tutto meglio.)

D’altronde ne è consapevole lei stessa, lo storytelling è innato nell’uomo, tutto è storytelling, dalla favola, al libro per bambini, alla pubblicità, al colloquio di lavoro, al discorso col cassiere del supermercato... noi (scrittori, o aspiranti tali), che siamo interessati a creare delle strutture che possano essere le migliori possibili per raccontare la storia che abbiamo in mente, cerchiamo di studiare le varie strutture per semplicità, ma alla fine perfino un bambino è in grado di raccontare una storia con tanto di premessa, sviluppo e risoluzione, passando dall’evento centrale al death point per poi avere un momento di illuminazione e una fase di rilascio dopo il massimo climax nel terzo atto, senza avere la ben che minima idea di cosa siano tutte le cose precedentemente citate.

Ecco, questo manuale ti può aiutare ad avere un’idea “chiara” (lol) di cosa siano tali elementi. E siccome è proprio questo il senso del manuale (vedi titolo), posso dire che, alla fine sì, vale la pena leggere questo volume e sì ci possiamo fidare di quello che dice Maria Carla Virzì.


Cosa troverai in questo manuale:
Per iniziare, definizioni:
(Storytelling – Storia – Racconto – Fabula – Intreccio – Ordine – Durata – Frequenza (e vari tipi)
L’importanza della trasformazione.
L’importanza del tema.

Cenni di struttura: struttura in atti – scaletta – struttura in tre atti.

E in particolare troverai (largamente esplicitata) la seguente struttura:


Primo atto

Impostazione della storia A – mondo esterno – linea d’azione
- Evento scatenante
- Primo punto di svolta
- Domanda centrale
- Posta in gioco per l’eroe.

Impostazione della storia B – mondo interno – linea della trasformazione
- Valori dell’Eroe
- Momento determinante, indice di debolezza fatale
- Domanda centrale

Impostazione della storia C - linea della relazione
- Relazione dell’eroe
- Domanda centrale

Impostazione del contesto

Secondo atto

Sviluppo della storia A – mondo esterno – linea d’azione

Fase della resistenza
- Eventi gestiti male, eroe bloccato o che agisce malamente
Fase del rilascio
- Evento centrale
- Periodo di grazia
- Caduta
- Death Point
- Secondo punto di svolta
- Domanda centrale e posta in gioco per l’eroe

Sviluppo della storia B – mondo interno – linea della trasformazione

Fase della resistenza
- Vecchi valori dell’eroe
- Frustrazione
Fase del rilascio
- Momento di illuminazione
- Nuovi valori dell’eroe

Sviluppo della storia C - linea della relazione
Fase della resistenza
- Relazioni che si esauriscono
Fase del rilascio
- Relazioni che rinascono

Terzo atto

Risoluzione della storia A – mondo esterno – linea d’azione
- Sacrificio dell’Eroe
- Climax finale
- Risoluzione

Risoluzione della storia B – mondo interno – linea della trasformazione
- Rilascio dei nuovi valori dell’Eroe
- Climax finale o momento della trasformazione

Risoluzione della storia C - linea della relazione
- Equilibrio delle relazioni


Al fine di semplificarvi la lettura, vi consiglio (vivamente) di leggere/vedere/conoscere la trama delle opere che usa come esempi.

Le opere citate (maggiormente) come esempi sono:
- Un polpo alla gola, Zerocalcare,
- I promessi sposi, Alessandro Manzoni,
- Reparto n°6 di Cechov
- Open, Agassi
- (500) giorni insieme
- Il fu Mattia Pascal, Pirandello
- Corte d’Assise, Simenon
- La mafia uccide solo d’estate
- Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico


A mio avviso, la parte più interessante del manuale è quella che riguarda “il tema dell’opera”. Il modo in cui il tema possa, anzi debba essere considerato parte integrante della struttura di un’opera al fine (principale) di creare empatia e identificazione, è molto interessante.


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Profile Image for Tamburino.
135 reviews
March 6, 2022
Non capisco molto l'utilità di questo manuale, se non come riassunto di altri più noti (per gli autori più pigri) ed espansione degli esempi oltre il mondo della sceneggiatura.
Profile Image for Marco.
Author 1 book2 followers
February 28, 2021
Una spiegazione chiara e limpida. Consigli, regole e tecniche di narrazione descritte senza perdersi in inutili giri di parole ma che entrano subito nel vivo con esempi di validi autori, scrittori e sceneggiatori.
Libro bellissimo e consigliato.
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