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I colpevoli

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«Non voglio più vederti», dice un bambino a suo padre, che se ne è andato di casa. Lo dice, ma poi soprattutto lo fa. Si rifiuterà d’incontrarlo per trentasette anni. Il bambino che ha pronunciato quella frase, il bambino che ha abbandonato il padre rovesciando la prassi secondo la quale, semmai, accade il contrario, è l’autore di questo libro. È lui, ormai adulto, a raccontare la ricostruzione del rapporto – impossibile eppure concretissimo – con il padre, a mettersi in gioco senza infingimenti, a ferirsi, a denudarsi una riga dopo l’altra. Usando l’io come una clava, per rompere tutti i vetri e tutti i muri. In cerca di un senso, di una direzione. Cosa significa, concretamente e simbolicamente, tradire e abbandonare? C’è una giovane donna seduta nel luogo in cui avvenne il tradimento più famoso della storia: l’assassinio di Giulio Cesare. È in attesa che lui – il bambino diventato adulto – pronunci una delle due frasi che, in un modo o nell’altro, le cambieranno la vita: «Lascerò lei per te», oppure «Non posso farlo». E lui pronuncerà la sua frase, e con quella frase forse rifonderà la sua esistenza, proprio come ha fatto il padre trentasette anni prima. Tutte le nostre vite sono costellate di tradimenti e di abbandoni, ma queste pagine – che danno forma a un’indimenticabile e torrenziale lettera al padre – raccontano con forza e verità la storia di una riconciliazione, ricostruiscono un ponte sospeso su un abisso per dare senso compiuto alla parola perdono.

216 pages, Hardcover

First published May 5, 2020

4 people are currently reading
95 people want to read

About the author

Andrea Pomella

15 books22 followers
Sono nato a Roma quando c’erano gli anni di piombo. Ho pubblicato monografie su Caravaggio e su Van Gogh, il saggio sulla povertà 10 modi per imparare a essere poveri ma felici (Laurana, 2012) e il romanzo La misura del danno (Fernandel, 2013). Una volta ad Ales mi hanno dato il premio Gramsci per un racconto di guerra. Io ne vado molto fiero, Gramsci non so.

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Profile Image for Orsodimondo.
2,465 reviews2,441 followers
September 3, 2024
CONSIDERA LE COLPE



Andrea Pomella ritorna ancora una volta all’evento che ha segnato la sua vita nel male, nel dolore, e nella depressione: la separazione dei genitori, il padre che se ne va di casa. Il bambino traduce quel gesto in un tradimento e abbandono, e decide, a soli sette anni, di usare la stessa moneta: tu non mi vuoi, e allora anch’io non ti voglio più, vai via dalla mia vita. “Non voglio più vederti” gli scrive su un foglio/lettera che gli consegna a mano. Per sempre.

Per sempre non sarà: ma padre e figlio non si vedono né si sentono per ben trentasette anni. L’adulto - che non ha mai chiesto di essere la sua montagna, esattamente come la citata canzone di Tim Buckley – se ne va per vivere con un’altra donna - con la quale resterà tutta la vita e della quale in queste pagine si parla il minimo indispensabile, prossimo allo zero, senza mai darle un nome. Da questa unione non nascono altri figli, ma la donna ha già una coppia di bambine coetanee di Andrea, come sembra desumersi dal capitolo “Fatamorgana” che racconta la disastrosa vacanza a Cerenova.



Questa sofferta esperienza ha nutrito già il primo magnifico romanzo memoir di Pomella, L’uomo che trema, di cui questo I colpevoli sembra quasi essere il seguito, la continuazione (consiglio di rispettare l’ordine di lettura, e ritengo anche scrittura: prima l’altro e poi questo).
E se leggendo la bandella mi sono detto, di nuovo!, ancora!, c’è voluto meno di un attimo per capire che la scrittura e il talento di Pomella avrebbero saputo trasformare la stessa storia in una nuova esperienza di lettura.
E anche se non sempre si sa ciò che si è vissuto - quel che una volta era vita concreta, oggi è una sostanza fragile e vaga, impalpabile come la neve in un globo di vetro - Pomella sa abbastanza bene cosa ha vissuto, cosa ha sofferto per riuscire a plasmare lo stesso materiale in un secondo altrettanto magnifico romanzo memoir.


In copertina Julia Krahn: Benedizione e colpa, 2010.

Il tradizionale “io” di un narratore in prima persona si fa qui spesso seconda persona, diventa un “tu” quando il protagonista si rivolge direttamente al padre: e sono i momenti in cui le vibrazioni sono così intense da raggiungere la soglia del silenzio.
Per me perfino più appassionante del precedente perché qui la struttura è meno diaristica e più aperta alla riflessione letteraria, e artistica in genere: dal modello della Lettera al padre di Kafka, attraverso la lettera di Giacomo Leopardi al padre Monaldo - entrambe mai lette in vita dal genitore che le ha ispirate e cui sono indirizzate – per altri esempi, si passa per Jung, e si arriva al “puer aeternus” di Hillman, e non è così facile accettare che noi cattolici siamo figli di una religione che accetta il tradimento del padre nei confronti del figlio (il silenzio di dio mentre Gesù muore sulla croce).



La capacità di tradire gli altri è affine alla capacità di guidare gli altri. Una paternità compiuta le possiede entrambe. Fino a prefigurare il tradimento come un supremo atto d’amore.
Dunque, tu non sei stato vile, l’egoista, lo sciagurato, il meschino, l’indegno; sei stato il padre. Nient’altro. Poiché la legge di natura impone che il padre presto o tardi tradisca il figlio, e impone che senza questo atto di tradimento il figlio non possa divenire adulto, e a sua volta padre.
Tradirò anch’io mio figlio? E in che forma? E anche ammesso che io presti tutte le attenzioni del caso e che arrivi a non tradirlo, sarebbe per lui un bene? O è davvero necessario che io lo tradisca, perché lui possa in maniera compiuta diventare un uomo?

[La prima che hai detto, o uomo-che-trema, sicuramente non la seconda.]


Julia Krahn

Come se fosse percorso narrativo autonomo e a se stante c’è la storia della storia con Pris, la donna conosciuta in rete che diventa amante, lascia il marito, si trasferisce a Roma. Ma, l’amore con lei, se portato fino in fondo, vorrebbe dire “attraversare la terra dei traditori”: può un figlio tradito dal padre imboccare la stessa strada?

Indimenticabile, per me sommamente struggente, il capitolo dedicato a quei due meravigliosi musicisti, padre e figlio, Tim e Jeff Buckley, il cui cammino esistenziale ricalca quello di Andrea e suo padre.
Bentornato.

Profile Image for marco renzi.
299 reviews101 followers
July 1, 2020
La mia recensione su «Minima et Moralia»:

http://www.minimaetmoralia.it/wp/colp...

«Lo stile asciutto e quasi invisibile di Andrea Pomella resta qui invariato, così come la struttura del racconto che alterna, come si è visto, parti narrate a digressioni, con il ricorso a citazioni sempre al servizio della narrazione.

I colpevoli paga forse lo scotto d’esser venuto dopo un libro in parte più compiuto e riuscito; tuttavia, ciò non lo rende meno interessante e meritevole di lettura: oltre a contenere questioni private che possono farsi universali, è anche segnato da una forte urgenza espressiva e dalla necessità, più psicologica che estetica, di proseguire nella chiusura di un cerchio aperto anni fa e che potrebbe ancora esser rimasto tale.»
221 reviews1 follower
September 25, 2020


Ho appena terminato questo libro e l'ho trovato profondo, intenso e toccante perché ha come tema il complesso rapporto tra genitore e figlio. È la storia di un figlio che dopo 37 anni di lontananza perdona, ritrova e ricostruisce il rapporto con il proprio padre.
È anche un libro sul perdono.
Lo consiglio, buona lettura.📚📚📚
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for ritarda.daria.
92 reviews7 followers
July 25, 2020
Come si fa a (ri)costruire il rapporto con il padre dopo una separazione durata trentasette anni? Come si fa a non vederlo più come l'origine del rancore, della frustrazione, della rabbia profonda?
La riconciliazione è un percorso lungo e faticoso, un viaggio introspettivo .
Lungo la strada l'arte, la musica e la letteratura saranno di fondamentale importanza per giungere preparati nella terra sconosciuta dei traditori.
Lì bisognerà mettersi in discussione, bisognerà essere disposti a imparare la lingua dei colpevoli per poter perdonare.
Per iniziare un nuovo viaggio uno al fianco dell'altro.
Profile Image for chiara_librofilia.
424 reviews34 followers
July 28, 2023
Sarà che ho amato molto "L' uomo che trema" trovandolo bellissimo e doloroso ma questa sorta di seguito, pur essendo scritto benissimo e nel solito stile al quale Andrea Pomella ci ha abituati, l'ho trovato leggermente più debole.
Profile Image for Fede La Lettrice.
838 reviews88 followers
June 17, 2020
Andrea Pomella ha il dono di saper parlare del perdono e di coinvolgere il lettore in delicatissime vicende personali.
Voto: 3&mezzo/5
Displaying 1 - 6 of 6 reviews

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