Chiudete gli occhi e provate ad immaginare novecentomila galline.
Un numero enorme. Provate a immaginarle stipate, una accanto all'altra, in un grande capannone.
E in uno di questi capannoni, in Iowa, si ritrova catapultata Janey, una quindicenne cresciuta a New York dalla madre, che non ha mai conosciuto il padre e che da un giorno all'altro decide di volerlo conoscere: allora la nuova Janey dice addio alla vecchia Janey e dà una brusca direzione alla sua vita.
Da New York si avventura in Iowa per conoscere il padre.
Cosa sarebbe successo se non avesse preso quella decisione? L'incontro con il padre però non si rivela temporaneo. La vita di Janey è di nuovo scossa da un altro evento e quella che era il suo punto fisso, sua madre, ad un certo punto non ci sarà più.
In un rincorrersi rocambolesco degli eventi ecco che Janey si ritrova a fare l'ispettrice negli allevamenti di galline ovaiole: che razza di lavoro è?
“Janey tirò fuori l’opuscolo e lesse ad alta voce, «un’ispettrice negli allevamenti di galline ovaiole? Che poi che cazzo di lavoro è?»
A volte, come in quel momento, Janey immaginava la Janey morta, quella rimasta «tragicamente» uccisa nell’incidente insieme alla madre. La immaginava mentre aleggiava sopra di loro osservandole entrambe: la Janey non morta a New York e la Janey non morta in Iowa. Su, in cielo, la Janey morta era una specie di super-Janey, tanto che adesso, mentre in Iowa la nuova Janey diceva «ispettrice», una parola che la vecchia Janey avrebbe avuto poche occasioni di pronunciare, la super-Janey poteva leggerle nella mente, vedere che i suoi pensieri si erano fermati di colpo cinque secondi prima, quando il padre aveva pronunciato la parola madre. La super-Janey poteva vedere la parola madre impressa nel cervello della nuova Janey come un marchio a fuoco. E magari la super-Janey poteva vedere la vecchia Janey a New York, e chissà, forse in quel momento aveva anche lei in testa la parola madre, per esempio perché sua madre (la loro madre) era appena entrata dalla porta e si stava togliendo l’impermeabile e si lanciava in un racconto, e la vecchia Janey la guardava, ridendo. Per un attimo la nuova Janey si chiese se anche la sovrapposizione dei pensieri contava, se la super-Janey poteva rilevare anche un legame così tenue, insieme forte e fragile come una ragnatela, il pensiero più elementare, probabilmente il primo pensiero del neonato quando ancora non è in grado di nominarlo: madre.”
Janey conosce Cleveland, che è legata alla madre di Janey, Olivia, che le aveva fatto da babysitter quando era piccola. Cleveland è un'ispettrice, un'addetta cioè per la sicurezza del consumatore e il benessere delle galline.
Janey, Cleveland, Annebelle, Dill mettono in atto un piano pazzesco: liberare tutte le novecentomila galline.
Un romanzo ambientalista che denuncia la "cattiveria" degli uomini che non rispettano la natura e che sottopongono gli animali a condizioni di nonvita per intensificare gli allevamenti e produrre, produrre, produrre.
Un romanzo visionario che immagina un mondo in cui questi allevamenti intensivi possano finalmente avere fine:
“Ma le future galline non saranno sole. Gli uomini cattivi saranno scomparsi una volta per tutte, e i polli non svilupperanno mai le mani, non raggiungeranno mai altezze tali da rendere possibile la distruzione di massa. Prenderanno solo quello di cui avranno bisogno. Scorrazzeranno sulla terra, mangeranno l’erba e gli insetti superstiti, risanati e rinforzati. Vivranno.”
Tra 3 e 4 stelle.