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Alpi ribelli. Storie di montagna, resistenza e utopia

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Nei secoli le Alpi sono state rifugio e megafono delle anime libere, contrarie e resistenti.
Questo libro racconta la loro storia.

Dalla leggendaria lotta di Guglielmo Tell, un filo sottile lega le terre alte alla tentazione della ribellione. In oltre settecento anni di storia, le 'Alpi libere' hanno avuto seguaci autorevoli e interpreti esemplari.
Dagli artigiani eretici che si sacrificarono con Fra Dolcino ai piedi del Monte Rosa, ai partigiani che fermarono i nazifascisti sulle montagne di Cuneo e Belluno, fino ai movimenti contemporanei contro il treno ad alta velocità in Valle di Susa. Questo libro raccoglie le storie dei montanari e degli alpinisti che seppero disubbidire agli ordini, costruendo sulle montagne rifugi di resistenza, avamposti di autonomia e laboratori di innovazione sociale.
Come una risorgiva carsica che emerge dalle profondità del tempo, la montagna si ricorda di essere diversa e fa sentire la sua voce fuori dal coro. Una vecchia idea, forse un'utopia, che non ha ceduto al consumismo delle pianure e rinasce di tanto in tanto in forme nuove e dirompenti. In mezzo al conformismo della maggioranza valligiana, si alza il grido di chi rivendica una diversità geografica e culturale, compiacendosi dell'antico vizio montanaro di sentirsi speciali e ospitare i diversi, i ribelli, i resistenti, gli eretici.

Paperback

Published March 29, 2018

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Enrico Camanni

41 books14 followers
Enrico Camanni è uno scrittore, giornalista e alpinista italiano.

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Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for Mosco.
466 reviews46 followers
December 27, 2018
A tratti interessante, a tratti molto meno.
C'è sempre quel sottile pessimistico senso di "ai miei tempi", "dove andremo a finire", che, nei libri di montagna, si suddivide il mercato con le storie di avventura macha e tosta.
Un po' di leggerezza sorridente non mi darebbe fastidio, ogni tanto. Non sono i tempi della leggerezza? Ah, verissimo, ma sono un po' stufa delle lamentazioni.

inoltre:
Per andare a Sarentino da "Trento, San Michele, Ora, Bolzano, Avigna" non si passa per Avigna. Spero che non ci siano inesattezze simili su zone che non conosco, ma il dubbio mi inquieta.

Ancora, si parla di Alto Adige e dell'italianizzazione forzata:
Nel 1939 cambia il vento. Le maestrine tornano da dove erano venute e arriva il professore tedesco. Il primo giorno il professore fa l’appello in classe e i ragazzi rispondono forzando l’accento.
Il 1939 è l'anno delle opzioni. Da wikipedia:
In seguito all'avvicinamento dell'Italia fascista alla Germania nazista furono implementate le opzioni in Trentino-Alto Adige. Alla popolazione di lingua tedesca fu imposto di scegliere se diventare cittadini tedeschi e conseguentemente trasferirsi nei territori del Terzo Reich o se rimanere cittadini italiani integrandosi nella cultura italiana e rinunciando a essere riconosciuti come minoranza linguistica. Professori tedeschi nel 1939 a Sarentino? Boh! E' dopo l'8 settembre che l'Alto Adige diventa parte del Reich. Mi pare ci sia un po' di confusione fra le date, mi pare eh. Spero che non ci siano inesattezze simili su date che non conosco, ma il dubbio mi inquieta.

Critica sull'edizione elettronica, la mia per lo meno, Laterza, presa in biblioteca: il discorso diretto e le citazioni, porca puzzola, vanno evidenziati. Da virgolette, corsivo, lineette, quel piffero che preferite. Un leggerissimo cambio di dimensione carattere non è sufficiente su un e-reader. Sul mio, per lo meno.

Uff.

Profile Image for Parimpari.
23 reviews6 followers
December 5, 2017
INARRIVABILE BUZZATI

Amo la montagna e amo la letteratura, magari sono io che mi sto incaponendo nel cercare qualcosa che non è dato.
La narrazione non appassiona quasi mai, non c'è sogno, non c'è poesia, risulta in piatto stile cronachistico.
Mi spiace ma mi convinco sempre più che i giornalisti amanti della montagna non possiedono quel quid dell'affabulazione (tutti eccetto uno, che ne possedeva invece in misura eccelsa...)
Le riflessioni sul futuro e sul destino della montagna poi... tutto vero, per carità, ma vanno bene per le riviste specializzate.
Insomma, inarrivabile Buzzati!
Profile Image for Bobparr.
1,173 reviews92 followers
October 4, 2021
Mi sono immerso per qualche giorno un un mondo per me nuovo, tra ribelli attuali della Val di Susa e antichi ribelli dei secoli scorsi. In mezzo fioriscono nomi più o meno noti, da Comici a Messner, da Revelli a Piaz, da Tina Merlin a Guido Rossa. Capanni è bravo a tenere desta l’attenzione: gli aneddoti si sprecano, le storie si intersecano e il politico (l’agire, il senso politico) sottostà a molte tracce.
Fondamentale mi è stato cercare i nomi sconosciuti sul web: si incontrano vite e storie che completano il libro in maniera eccelsa. Continuo a leggere e tengo desta la fiammella di quella croda, di quell’odore di legna bruciata, di quella fatica in salita che tutti abbiamo provato e che qui fa da sfondo amplissimo.
Come ci si poteva aspettare, molto Piemonte in queste pagine.
Profile Image for Lidia Giulia.
3 reviews13 followers
February 7, 2023
‘Sono cambiati i tempi, i linguaggi e le generazioni, abbiamo riempito molti vuoti e dissipato troppa bellezza, ma ci restano quelle creste profilate come domande nel cielo. Schiaffi di pietra alla società liquida. Ostinatamente provocanti, disobbedienti anche al nostro disincanto.
Se non ci parlano di cose alte, se non ci esortano una volta ancora ad alzare gli occhi e aprire la mente per guardare oltre, allora le Alpi non esistono.’

Grazie Enrico, ho scoperto e riflettuto tanto grazie a questo libro.
L
Profile Image for Svalbard.
1,169 reviews70 followers
May 10, 2023
Le Alpi viste attraverso gli occhi e l’azione dei ribelli, nel senso più ampio del termine. Le Alpi, anche, come terra proprio del suo costituzionalmente portata alla ribellione, frequentata da tutti quelli che nel sistema e nell’ordine delle pianure non ci si trovano e non lo accettano. Si parte dai dolciniani, i seguaci dell’eretico Dolcino e poi si passa dai valdesi, con il loro capo guerrigliero Janavel, che fecero di alcune valli piemontesi il cuore della loro resistenza. Poi, avvicinandosi al nostro mondo, altre sono le figure che entrano in tema: ovviamente i partigiani, ma anche quelli che contestano l’imprenditoria di pianura che cerca di fare della montagna solo un’area di sfruttamento: impianti sciistici, speculazione edilizia, opere ciclopiche e inutili che alla montagna non servono (la funivia dei ghiacciai sul Monte Bianco e sì, anche la TAV in Valsusa che hanno portato disastri invece di benessere o il Vajont denunciato dalla giornalista Tina Merlin), i montanari che abbandonano la loro terra e altri che invece arrivano dalle pianure, delusi dalla vita urbana e alla ricerca di un altro mondo possibile. E gli alpinisti, quelli inquadrati e quelli, appunto, ribelli, i cosiddetti free-climber, per i quali non era più la vetta a contare ma la via per arrivarci, o anche non arrivarci, perché la vetta non è più necessaria. Ma anche i conflitti tra naturalisti che vogliono parchi e tutela della fauna, e montanari che invece vogliono poter vivere del loro territorio, come già fecero i minatori di Cogne mettendo in piedi una specie di utopia di marca socialista.

Il libro è scritto, più che bene, benissimo, con uno stile che ricorda molto quello dei Wu Ming: parlare di storie minime ma collegandole insieme in uno schema globale e sistemico. E molti sono i nomi che si rincorrono nelle sue pagine: abbiamo già detto di Dolcino, Janavel, Tina Merlin, ma ci sono anche Messner, Alexander Langer, Guido Rossa il sindacalista ammazzato dalle Brigate Rosse (grande alpinista) e molti altri, compresi partigiani e misconosciute donne alpiniste, sempre volutamente tenute in ombra rispetto ai “grandi” scalatori dell’altro sesso.

Devo tra l’altro fare ammenda. L’autore di questo libro, Enrico Camanni, alpinista lui stesso, fu direttore di una rivista di alpinismo, Alp, che quando usciva io avevo parecchio snobbato in quanto il suo aspetto patinato mi faceva pensare alla versione “pop” della storica Rivista della Montagna, che invece compravo e leggevo con attenzione. Scopro adesso che invece con ogni probabilità proprio quella era la versione “sovversiva” della cultura montana, un po’ per la direzione di un alpinista-scrittore che, come dicevo, non sfigurerebbe affatto, per stile e idee, nella scuderia dei Wu Ming, un po’ per il fatto che il direttore della sua casa editrice, Vivalda, era stato Mario Dalmaviva, già militante di Potere Operaio incarcerato negli anni del terrorismo (forse senza ragione, all’epoca se avevi certe idee la galera era una cosa più garantita che garantista).
Profile Image for Clara Mazzi.
777 reviews45 followers
November 3, 2020
Enrico Camanni, è essenzialmente un giornalista e come tale lo è la sua prosa, dal respiro corto e dai toni enfatici, tesa a catturare incessantemente l’attenzione del lettore da quotidiano, veloce, mordace, acuta e commovente. Uomo di vasta cultura e ben preparato, esperto del mestiere non che alpinista di un certo livello, raccoglie qui una serie di articoli (non credo che siano nati come tali, ma lo sono di fatto) in cui illustra personaggi e fatti sparsi sull’arco alpino che hanno detto di no ad imposizioni calate dall’alto, fossero esse in tema di religione, di economia (per esempio la creazione di impianti sciistici), ambientali (come Mountain Wilderness) o culturali come la storia dello scisma del CAI. Uno scritto di divulgazione, interessante e accattivante anche se alle volte un po’ troppo veloce nel passare da un argomento all’altro o da un personaggio all’altro all’interno dello stesso capitolo, facendo un po’ un minestrone (coloratissimo, per carità) di situazioni che avrebbero potuto godere del più ampio respiro offerto dal libro invece che da un quotidiano. Alle volte però la divulgazione viene confusa con approssimazione e questo fa danno al valore del lavoro che resta comunque di valore e utile.

Profile Image for Erica.
2 reviews
May 8, 2020
La storia delle montagne raccontata attraverso le Resistenze, dai Valdesi al Vajont al movimento No Tav. Per ricordare che le montagne non sono solo periferie della pianura.
Profile Image for Luca malagoli.
131 reviews3 followers
January 1, 2021
una serie di racconti collegati tra loro molto interessante e originali, con connessioni per me nuove e scoperte di poesie e scrittori decisamente interessanti.
2 reviews2 followers
August 6, 2020
L ho trovato molto interessante e stimolante! Perfetto per chi cerca spunti per poi volendo approfondire in un secondo momento. Bello il filo conduttore che accomuna le storie: l essere ribelli, controcorrente, tutto questo in difesa di un'idea una fede che si possa o meno condividere. L ho trovato molto ben scritto. Mi ha ricordato "ribelli" di pino cacucci, non per il modo di scrittura ma per l organizzazione del libro e il filo conduttore che si è voluto seguire!
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