Salve lettrici, se vi dicessi Amabile Giusti cosa vi verrebbe in mente?
A me sicuramente la simpatia di Carlotta, la tenacia di Jacko, l’incompleto Max e il grande cuore di Marcus.
Tutti loro sono personaggi nati dai libri dell’autrice e sono tutti impressi nel mio cuore.
Quelli qui citati sono i protagonisti di alcuni dei miei libri preferiti e Amabile, secondo me, è una delle migliori penne italiane.
Non vi dico dunque con quanto entusiasmo ho aspettato che uscisse il suo nuovo scritto “Perché la notte appartiene a noi”.
La storia, ambientata nella fredda e innevata Alaska, racconta della ingenua Mira, una ragazza che colleziona fiocchi di neve e che non è mai andata oltre il suo piccolo e poco popolato paese.
Mira è una grande sognatrice e il suo sogno più grande è quello di girare il mondo. Sogna anche il grande amore e l’incontro con Kade le farà desiderare che quell’amore sia selvaggio.
Kade è un tipo tutto tatuaggi e segreti.
Si è appena trasferito in Alaska e nessuno sa nulla di lui. Nessuno sa da cosa si nasconde, da cosa fugge. Nessuno sa chi è. Nessuno sa che nella sua vita precedente era il Drago. Un uomo con le squame sull’anima.
Kade è un personaggio oscuro e misterioso, per questo tutte lo
spiano, tutte lo desiderano, ma lui non dà confidenza a nessuno. A nessuno tranne che alla curiosa Mira.
Tra i due nasce fin da subito uno strano rapporto che inizialmente si potrebbe definire come una forte antipatia ma che, piano piano, si tramuta in altro.
Mira desidera Kade in tutti i modi. Lo desidera nel suo letto e fuori, soprattutto lo desidera nel suo cuore e lo desidera talmente tanto che neppure il solitario e aggressivo Kade saprà resistere all’attrazione che c’è tra loro.
Come potete capire, amiche del Confine, questa storia racconta una selvaggia e passionale storia d’amore.
L’autrice aveva promesso che ci avrebbe appassionato come aveva fatto precedentemente con Marcus ma, a mio parere, non ci si è avvicinata nemmeno.
Kade somiglia un po’ a Marcus, qualcosa in lui richiama il protagonista del romanzo precedente, ma per me Marcus è insuperabile.
Ci tengo a precisare che ogni storia è autoconclusiva, quindi non posso e non voglio paragonarle.
Vi parlerò esclusivamente di cosa mi ha colpito in questo volume.
Ho adorato innanzitutto entrambi i protagonisti. Entrambi forti ma incapaci di resistere al richiamo del loro amore.
Entrambi pronti a tutto per difendere il loro amore e disposti a rinunciare a tutto per l’altro, anche alla vita.
Ma parliamo di Kade...
L’autrice con Kade ha senza dubbio voluto sperimentare qualcosa di nuovo. Kade è pericoloso e selvaggio.
Lui è il drago e il lupo. È un personaggio oscuro e il suo cuore è nero. Ma non sarebbe la Giusti se non ci avesse regalato qualcosa di speciale. Kade si mette senza dubbio a nudo per noi, in tutti i sensi, e ti entra nel cuore, ma secondo il mio modesto parere, questa volta la vera star è Mira.
La Giusti ci regala sempre delle protagoniste femminili fenomenali, ma questa volta si è superata. Ho adorato più Mira che Kade, infatti.
Lei è una vera forza della natura, è dolce e tenace e senza dubbio coraggiosa.
Mira si fa adorare fin dalle prime pagine, così come fin dalle prime pagine si riconosce lo stile impeccabile dell’autrice.
Il romanzo scorre veloce e non annoia di certo.
È una storia passionale e ci insegna molto. Ci insegna a guardare oltre ai pregiudizi e oltre le lastre di ghiaccio che spesso mettiamo davanti al cuore per proteggerlo. Ci insegna a realizzare i nostri sogni e a trovare qualcuno con cui condividerli, a non accontentarci e a puntare in alto.
Nella letture ci scontreremo con tante emozioni e tanti personaggi interessanti, ma oltre a Mira e Kade soltanto la lupa è riuscita a conquistarmi. La lupa rappresenta Kade in tutto e per tutto. È fiera, oscura e solitaria, ma il vero capo branco di questa storia è Mira. Il suo cuore è un faro luminoso per Kade.
Quindi, care lettrici? Che altro aggiungere?
Consiglio assolutamente questa lettura, che seppur non mi ha colpito come le altre, mi è piaciuta.
Mi è sembrato che mancasse sempre qualcosa o forse semplicemente ero partita con delle aspettative più alte. Ero sempre in cerca di qualcosa in più e con dispiace devo dire che non l’ho trovato. Non per questo posso dare un voto basso. La storia c’è, lo stile anche, ma siccome stimo e adoro quest’autrice, mi aspettavo qualcosa in più.