«mi avevi dato la possibilità di evadere da me stesso e di istallarmi in un altrove di cui eri la messaggera»
André Gorz (1923–2007), figlio di un industriale ebreo, è stato un filosofo e giornalista francese, fondatore dell'ecologia politica. Nel 1964, insieme a Jean Daniel, ha fondato Le Nouvel Observateur. Amico di Sartre e di Marcuse, è stato uno dei grandi intellettuali della Francia del secondo dopoguerra.
Gorz muore suicida all'età di 84 anni, insieme con la sua affascinante moglie, Dorine Keir, afflitta da una grave malattia degenerativa (*), nel settembre 2007.
Questo libro, scritto solo un anno prima del suicidio, Gorz lo dedica a Dorine, cui si rivolge come in una intima e appassionata conversazione. Ripercorre così le tappe fondamentali della loro intensa vita in comune, mettendo in risalto il ruolo fondamentale di lei, sia sul piano affettivo che su quello più squisitamente intellettuale.
Nel 1970, al ritorno da Cambridge, in Massachusets, Dorine riporta a Parigi parecchi libri, tra cui Our Bodies, Ourselves. “Noi e il nostro corpo” è poi diventato un libro-guida per parecchie generazioni di giovani donne e … non solo.
«Tu non avevi avuto bisogno di scienze cognitive per sapere che senza intuizioni né affetti non c’è né intelligenza né significato. I tuoi giudizi rivendicavano imperturbabilmente il fondamento della loro certezza vissuta, comunicabile ma non dimostrabile. L’autorità – chiamiamola etica – di questo giudizio non ha bisogno del dibattito per imporsi.».
Indubbiamente questo libro costituisce un atto di amore. Un omaggio, un riconoscimento al ruolo fondamentale svolto da Dorine, mentre lui era sempre completamente assorbito dal suo lavoro, dal suo ruolo pubblico.
Ho letto le sue ardenti manifestazioni di amore e gratitudine, ma non riesco a non pensare a quanto tardivamente (un anno prima della morte) sia arrivata questa dichiarazione d’amore. Raffinate espressioni appassionate, che però mi sono sembrate, per tutto il libro, coniate da qualcuno che non ha mai trascurato di guardare al suo ombelico. Forse ingeneroso, ma tant’è. Magari è solo invidia.
Midori, grazie!
(*) nel 1973, a Dorine venne diagnosticata una aracnoidite, infiammazione cronica delle meningi e del midollo, che provoca forti dolori incurabili e debilitanti agli arti e alla schiena e altri disturbi neurologici. La malattia era stata causata dal Lipiodol, che le era stato iniettato otto anni prima, prima di un’operazione di un’ernia del disco paralizzante. Il radiologo le aveva assicurato l’eliminazione della sostanza entro otto giorni. «Dopo otto anni, una parte del liquido era salita nelle fosse craniche, un’altra parte si era incistata a livello delle cervicali.»