Vorrei essere come il palloncino blu tatuato sulla mia schiena. Sono attratta dalle cose sospese, dagli aerei, da tutto quello che trova in se stesso la forza per sollevarsi da terra.
Vorrei essere come il palloncino blu tatuato sulla mia schiena. Sono attratta dalle cose sospese, dagli aerei, da tutto quello che trova in se stesso la forza per sollevarsi da terra. Chi cresce senza madre ha una visione della vita diversa. Così è per Giulia: fuori si mostra forte, ma dentro è ferita e sola. A diciott'anni, ha imparato a dare del tu al senso di vuoto che vive dentro di lei e che non si può «colmare con nulla, nemmeno con il dolore». Ha imparato ad aggrapparsi alle poche persone di cui si fida, a ricostruire una mappa del cuore tra le pareti verticali dei palazzi di Milano e le linee dei tram su cui viaggia immersa tra centinaia di volti anonimi. Ha imparato a giocare con le parole, a inventarne di nuove nel tentativo di dare un nome ai suoi sentimenti e agli attacchi di panico che non la abbandonano dal giorno in cui sua madre se ne è andata per sempre. Ma quando, per volontà del padre, è costretta a trasferirsi a Taranto dai nonni materni, abbandonando le sue poche certezze, il senso di vuoto sembra divorarla. Eppure nella città del Sud, davanti a cui si spalanca l'enigma del blu infinito del mare, Giulia incontra Romeo, il suo esatto opposto: ha fascino, è sicuro di sé, tutti lo venerano e lo temono allo stesso tempo. Tranne lei che, non sapendo nulla di lui, ha il coraggio di guardarlo negli occhi. Oltre le apparenze, Giulia - la ragazza nuvola: «nascondi, ma non cancelli mai» - e Romeo si scoprono simili, inseparabili e disperatamente innamorati.
Penso che parlare di un libro che non ci è piaciuto sia più facile rispetto ad un libro che abbiamo amato. La scrittura è indubbiamente bella, un italiano ben scritto e scorrevole. Ho iniziato il libro contenta perché si tratta del mio autore italiano preferito, dopo poche pagine inizio ad avere i primi dubbi: Perché inserire un passaggio interamente dedicato alle mancanze? Perché presentare dei personaggi inutili e farli passare come importanti? Perché non scavare più affondo? Partendo dal fatto che più che una storia sembrava una rilegatura di pensieri legati alla mancanza e alla nostalgia. Una prima parte che vede 120 pagine di vuoto, di inutilità e poi 100 pagine di storia d'amore. Non mi è piaciuto tutto questo prolungamento iniziale per poi dedicare veramente poco alla storia d'amore. Mi è sembrato tutto così superficiale, raccontato velocemente per passare alla scena successiva. Ho continuato a ripetermi per tutta la lettura: "Ora migliora, ora migliora..." ma andava solo peggiorando, rimanevo sempre più delusa. La storia d'amore che sboccia in 5 nano secondi e dopo viene portata avanti per poco, non mi sono affezionata ai personaggi. L'unica nota positiva è stato il colpo di scena finale che mi ha lasciata comunque con l'amaro in bocca e con mille domande. Lo consiglio? No, a malincuore sono stati soldi mal spesi. Ha scritto libri migliori e mi dispiace dover fare una recensione negativa ma voglio essere vera e questo è. Personaggio preferito: Romeo
Questo libro si propone di essere un retelling contemporaneo della tragedia shakespeariana “Romeo e Giulietta eppure ciò che colpisce più di tutto il resto è di certo l’analisi interiore e psicologica della nostra protagonista.
L’autore riesce a farci empatizzare dalle prime righe con Giulia, ragazza diciottenne che, nonostante la sua giovane età, ha già vissuto esperienze che hanno stravolto la sua vita. Attraverso quella che dovrebbe essere la sua estate più bella, quella che segue gli esami di maturità, impariamo a conoscerla meglio, conoscere la sua interiorità, che alla fine è quella di tutti noi.
Respira: è il consiglio che mi sento di darvi prima di iniziare questo libro, perché sarà come un vortice emotivo che vi trascinerà nel profondo della vostra anima. Vi aiuterà ad affrontare una molteplicità di temi, conflitti inferiori, più di tutti la solitudine e la sensazione di angoscia di fronte ad un mondo che sembra più grande di noi e, talvolta, gli attacchi di panico che ne derivano.
A chi consiglio questa lettura? davvero a tutti, ma soprattutto agli adolescenti.
Bel libro, ho amato l'astrattezza dell'autore nello scrivere nei panni della protagonista, Giulia, il suo pensiero fantasioso ma anche saggio a cui si legano i suoi ricordi. Ad un tratto il suo mondo sembra crollare quando lei deve trasferirsi dai nonni ma incontra lui, Romeo, che la aiuterà a superare ogni paura. Un libro, che ti fa comprendere molte cose, come l'importanza della figura di una madre, ma anche la paura di dimenticare e l'importanza dell'amore in ogni sua sfaccettatura.
Che scriva bene non lo metto in dubbio, ma sta diventando ripetitivo e banale, la maggior parte del libro è scritto in sequenze riflessive che dopo un po' stancano (parer mio) e non ha una vera e propria trama, è insomma il Romeo e Giulietta dei poveri
Giulia, una ragazza di Milano, bella e intelligente. Ha voglia di vivere, ma forse non troppa: dopo la morte di sua madre non è più riuscita a riprendersi. Ha le sue amicizie, le persone di cui si fida, soprattutto di Agnese, che viene descritta come una sorella per Giulia. Eppure questo non basta per farle tornare un po’ di luce, i suoi attacchi di panico sono frequenti e spesso anche molto forti e incontrollabili. Dopo il suo trasferimento a Taranto, la sua vita cambierà per sempre, ma non solo per il mutato ambiente, ma perché non conosce i suoi nonni materni dove andrà a vivere per volontà del padre, non sa nulla di loro come loro non sanno nulla di lei. Giulia però, non sa ancora che finirà per amare quella città, soprattutto dopo aver conosciuto il suo Romeo. Appartengono a mondi diversi, a famiglie in confilitto, perciò le cose non andranno come i protagonisti avrebbero desiderato. Un amore tormentato, chiaramente tragico, ma molto bello e pieno di significato. Ho conoscito Adessoscrivo sul profilo di Riccardo Bertoldi che faceva pubblicità al suo amico. Mi sono incuriosita vermante tanto, mi piace conoscere nuovi scrittori, nuovi modi di vedere le cose e di scriverle. Mi sono fidata di Riccardo, così sono andata in libreria e ho acquistato Respira, curiosa e ansiosa di leggerlo. Beh non mi sono pentita! Un libro che merita di essere letto e riletto, pieno di tanti valori. La sua scrittura è fluida, scorrevole, chiara. Mi è piaciuto molto anche perchè credo che non sia facile rivisitare un’opera risalente a fine del ‘500, ma ne sono rimasta vermente soddisfatta. Questo è stato il primo libro che ho letto dello scrittore, ed ha centrato in pieno ciò che sono i miei gusti letterari. Presto nella mia immensa libreria, si aggiungeranno anche gli altri.
Mi dispiace ammettere che questo libro, primissimo approccio verso la scrittura dell'autore, non ha saputo stupirmi dopo innumerevoli raccomandazioni entusiaste delle mie amiche. Anche se possiede un lessico e una scrittura veramente corretta, non sono riuscita mai ad entrare totalmente nella testa della protagonista, rimanendo uno spettatore distaccato che osserva senza sentirsi invaso. Proponendo un tema forte, ero convinta di uscirne sconvolta da questa lettura ma...mi dispiace ammettere...è rimasta lontana da me. Non capisco il motivo e non so come "giustificare" questo distacco ma non me la sento di consigliare questo libro. Sicuramente non avrò compreso al massimo la chiave di lettura, fino a quel momento, il mio parere resta fermo su questo punto.
Penso che questo libro si possa definire “il libro del nulla”. Cento pagine iniziali di avvenimenti velocissimi e riflessioni immense, ogni parola si collegava a una riflessione, pesantissimo. Quando finalmente è iniziata la storia d’amore, il racconto si è velocizzato ancora di più, non mi sono nemmeno affezionata a Romeo, mi sembrava quasi un personaggio secondario. I concetti sono stati toccati veramente in modo superficiale e rapido. Inoltre posso dire che il finale mi ha davvero delusa: la mafia ha vinto su due giovani ragazzi che cercavano di sconfiggerla… È un bel messaggio? Non credo proprio. Sicuramente non il suo miglior libro.
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Mi ci sono rivista molto nei sentimenti di Giulia, purtroppo direi, che affronta il crescere senza la madre e soffre seppure dopo tanto tempo per la sua scomparsa. Una storia moderna di un Romeo e una Giulietta dei nostri tempi e un contesto Italiano che tutti conosciamo. Molto scorrevole, lo consiglierei per una lettura d’evasione non troppo impegnativa.
La storia di romeo e Giulietta come mai è stata raccontata. Descrive alla perfezione i problemi degli adolescenti di oggi e credo che possa meritare tutto. Ho pianto alla fine del libro, solo pochi libri riescono a farti piangere.
Non è il mio preferito tra i libri di Adessoscrivo ma l'ho apprezzato sempre per il suo modo di scrivere e di farti avvicinare facilmente ai suoi personaggi. La storia è molto bella, ha una trama semplice ma allo stesso tempo complessa. Ciò che non mi ha entusiasmato è la struttura del libro ma rimane comunque un'ottima lettura
«Le persone che hanno perso qualcuno o qualcosa, che hanno subito una sconfitta, le riconosci subito: sono quelle che non si piangono addosso ma si danno da fare.»
Si tratta di un retelling di Romeo e Giulietta ambientato in una Taranto moderna. Giulia, la protagonista, ha perso la madre. Il padre parte per lavoro e la ragazza è costretta ad andare a vivere con i nonni materni di cui conosce molto poco. La ragazza non sa il motivo per cui la madre era fuggita anni addietro dalla casa paterna, ma si renderà conto, a proprie spese, di essere l’erede di una delle famiglie più potenti della malavita di Taranto. Quando poi finirà per innamorarsi di Romeo, che si rivelerà essere la persona sbagliata (soprattutto per la propria famiglia), la tragedia non potrà che consumarsi.
“Respira” è un romanzo piacevole, scorrevole, dai capitoli brevi e ricco di riflessioni. L’ho trovato perfetto come lettura per un target di giovani studenti. Ho apprezzato molto la riflessione sulle generazioni di cui riporto qui una citazione:
«Ma voi non avete pazienza, questa generazione non ha pazienza e deve impararla, perché le cose davvero importanti nella vita non si ottengono subito, la felicità non ve la darà un’app che vi chiede solo di fare click ma ve la daranno l’amore, la gratificazione lavorativa e altri fattori che richiedono tempo e costanza. Per conquistare la sicurezza in voi stessi avrete bisogno di tempo, è un percorso che non si compie in un giorno. Sentite questa parola, pazienza.»
“Dicono che siamo quello che ci è stato fatto: siamo quello che non ci hanno insegnato a sopportare, direi io.”
Un’aspra favola moderna che ha una morale ben incastrata tra le pagine, in mezzo a riferimenti e citazioni dei più grandi tra cui Dante, Catullo e, ovviamente, Shakespeare. Si tratta di un romanzo pregno di riflessioni che, leggendole, ti sbattono in faccia una realtà che non tutti conoscono ma che molti vivono sulla loro stessa pelle. Una vera e propria sberla, per me.
Pagina dopo pagina si scoprono i sacrifici veri della gente, il dolore delle perdite e dello scoprire chi si nasconde sotto le maschere che ci circondano, il comprendere cosa è giusto e cosa è sbagliato e attraversare quel confine tanto sottile e sfumato che li divide.
Questa è una storia cruda, la storia di chi sa vedere oltre le apparenze, di chi sa accettare la vera natura delle persone, conviverci e a volte anche amarla, di chi si ritrova senza alcuna certezza e di chi si vede sfuggire via tutto tra le dita, di chi guarda in faccia al male senza sapere come affrontarlo ma ci prova lo stesso, di chi perde più di quanto abbia mai avuto o mai desiderato avere e di chi ama chi si ritrova sul lato opposto della spaccatura e riesce a non convincersi nemmeno per un momento che questo forte sentimento sia sbagliato, nonostante le insistenze degli altri.
Certo, non vi fu mai una storia più infelice di quella di Giulietta e del suo Romeo.