Una vecchia baleniera riadattata per una missione esplorativa estrema. Un equipaggio poco motivato, e dubbioso sull’esito della spedizione. Un capitano tutto d’un pezzo e due esploratori che ancora non sanno di essere destinati a diventare leggendari. L’anno è il 1897 e Jean Jansen non c’entra niente con questa storia, ma si ritrova a bordo e dovrà fare almeno un pezzo di strada con quell’equipaggio. Cercando la strada di casa, troverà il vero senso della sua vita. Toni Bruno crea una storia di invenzione nel cuore di una vicenda reale, quella della Spedizione belga in Antartide, diventata leggendaria. Con l’eleganza del narratore di razza, ci porta per mare e ci affida alle onde, certi solamente del fatto che saprà portarci a destinazione. Questa è la prima metà della storia, la cui conclusione uscirà a fine del 2020.
Nato a Catania nel 1982, Toni Bruno vive e lavora a Roma.
Autore legato all’attivismo politico e all’editoria indipendente, ha disegnato per Case editrici quali Newton Compton Editori e per riviste come L’Unità, Il Misfatto, Mamma!, Antifanzine, ZTL Free Press, Sherwood Comix e tante altre. Ha illustrato i booklet degli album Siamo Guerriglia, Rumbo al socialismo XXI e Banditi senza tempo della Banda Bassotti.
Ha pubblicato numerosi romanzi grafici quali Non mi uccise la morte: La storia di Stefano Cucchi (Castelvecchi Editore, 2009), Lo psicotico domato (Nicola Pesce editore, 2010) e Kurt Cobain: Quando ero un alieno (Edizioni BD, 2013), successivamente tradotto anche negli Stati Uniti, in Canada, in Spagna, in Brasile e in Francia.
Nel 2016, per la casa editrice BAO Publishing pubblica Da quassù la terra è bellissima.
Puntavo tantissimo su questa graphic novel e invece a malincuore devo dire che mi ha un po' delusa. La storia aveva di per sé un gran potenziale, tuttavia la bellezza si perde tra i disegni a tratti confusionari, difatti i personaggi sembrano spesso condividere le stesse fattezze ed è stato davvero difficile distinguerli. Inoltre la scelta del colore, per quanto significativa sia stata, non ha facilitato la lettura. Dalla trama mi aspettavo qualcosa di più intenso, peccato.
Io e Toni Bruno abbiamo un rapporto complesso. Avevo letto pochi mesi fa “Da quassù la terra è bellissima” e non ero rimasta particolarmente colpita. Stesso ragionamento per la Belgica. L’idea di fondo mi piace (adoro le storie di mare) ma i personaggi sono troppi simili, anche stilisticamente parlando, per cui seguirli nel corso della narrazione non è semplice. Ci sono poi troppi uomini le cui storie secondarie più che intrecciarsi si ingarbugliano, creando molta confusione. I disegni sono molto belli, ma alle volte le tinte li rendono un tantino foschi. C’è del potenziale essendo solo il primo volume (non so di quanti) ma se la storia dovesse proseguire com’è iniziata allora credo finirà in una grossa delusione.
Non sono molto soddisfatta da questo fumetto, probabilmente mi aspettavo qualcosa di diverso. I personaggi li ho trovati piatti, spesso li confondevo fra loro, e la storia non avventurosa come mi aspettavo
Veramente una bella sorpresa questo La Belgica (Il canto delle sirene), la storia è scritta e disegnata da Toni Bruno e prevede un arco narrativo ampio e uno sviluppo in due volumi, questa prima parte tuttavia è già sufficiente per inquadrare l’opera e per tirare un primo bilancio. Il perno portante del racconto è quello dell’avventura marinaresca, l’autore si inserisce in un solco letterario decisamente classico e mette al centro di tutto la vera storia della nave Belgica famosa per il suo viaggio negli inospitali territori dell’Antartide (1897-1899), allo stesso tempo determinanti sono le vicende umane di diversi personaggi, figure realmente esistite come il capitano della spedizione De Gerlache, l’esploratore Amundsen e il medico Cook ed altre frutto della fantasia dell’autore. Il collante tra il resoconto storico e la vicenda di fantasia è rappresentato dal personaggio di Jean Jansen, scaricatore senza prospettive nel porto belga di Ostenda il giovane si ritrova per una serie di circostanze tragicomiche (determinanti le malefatte del gatto nero Nansen) clandestino a bordo della Belgica, in partenza per un’avventura tanto ambiziosa quanto pericolosa. Seguiamo quindi il nostro protagonista che di colpo perde tutte le certezze del suo “piccolo mondo” e si ritrova sopraffatto da un “grande mondo” che non conosce e con il quale deve fare i conti, a questo si aggiunge il rammarico di aver lasciato a terra la donna che ama e che intende sposare, tuttavia la situazione obbligata che si trova a vivere muterà lentamente in un inevitabile percorso di crescita, formazione e consapevolezza, un viaggio alla scoperta di se stessi e della vita intesa come grande avventura.
L’accuratezza storica e l’evidente lavoro di documentazione non inficia mai la scorrevolezza del racconto, è anzi uno sfondo affascinante che non diventa mai didascalico o pesante, nel lungo e travolgente prologo a dominare sono azione e ironia, Toni Bruno dimostra di saper gestire bene i tempi della narrazione e i molti personaggi in scena, una volta entrati nel suo mondo la lettura fila via con grande piacere. Ho apprezzato anche lo stile grafico, un tratto molto essenziale ma funzionale che nasce dal bianco e nero e che viene valorizzato dalle mezzetinte tendenti al grigio, la sensazione è quella di immergersi in un altra epoca e il risultato finale è ottimo, a mio avviso la soluzione migliore per una storia di questo tipo che proposta a colori avrebbe perso parte del suo fascino. Di certo consigliato a chi ama le avventure in mare ma anche a chi resta colpito dalle buone ricostruzioni storiche, Toni Bruno miscela con grande mestiere questi due elementi in un racconto che unisce leggerezza ed emozioni, inevitabile per me recuperare il secondo volume da poco pubblicato da Bao Publishing.
Letto perché è impossibile resistere ad un'avventura marinaresca. La storia è avvincente (sia la parte inventata che quella vera) ma la caratterizzazione grafica dei personaggi non è all'altezza (davvero si assomigliano un po' tutti). Interessante il diario di bordo dell'autore al termine del fumetto. Conclusa la lettura si vuole leggere il secondo volume.
Read because I can't resiste a nautical adventure. The story is captivating (both the fictional one and the real one) but the drawings aren't good enough (the characters look all the same and it's very difficult to distinguish them). Very interesting the author's logbook at the end of the volume. When the book is over you want to read the second volume.
Una bella storia marinaresca basata su fatti realmente accaduti, che però con questo primo volume sembra volerci solo dare un lungo preambolo della vicenda, lasciando la parte più "succosa" al seguito, e per questo la sensazione arrivati alla fine della lettura è di essere rimasti un poco a bocca asciutta. I disegni realizzati a mezzatinta sono bellissimi per lo più, anche se si fa fatica a distinguere alcuni dei personaggi perchè, almeno all'inizio, sembrano avere dei character davvero troppo simili. Insomma, tutti simili, ma tutti disegnati benissimo! Penso proprio prenderò prossimamente il seguito perchè ho bisogno di avventure disastrose tra i ghiacci! <3
Ci sono viaggi per cui si è pronti, altri che si programmano per così tanto tempo che si finisce per essere impazienti alla partenza...e infine ci sono viaggi che non ci si aspetterebbe mai di compiere, ma forse é proprio questo a renderli quello di cui non sapevamo di avere bisogno. Non vedo l'ora di finire il viaggio con Jean, credo che ne avessimo un gran bisogno entrambi
Avrei dato un voto più alto, ma alcune sezioni sono un po' confuse, o meglio, ho fatto confusione tra i vari personaggi. La storia in sé è molto bella, personaggi molto interessanti e, alcuni, molto ben caratterizzati. Magari è un mio problema, proverò a rileggerlo.
Il primo volume de La Belgica, la storia di Toni Bruni sulla prima spedizione in Antartide è un misto tra un diario di bordo ed un racconto venuto dal mare. La storia ha quei tratti dolci tipici dei racconti sulla vita marittima, sempre divisi tra le gioie ed i dolori di una vita fatta di sacrificio e speranza, tra mare e terra, tra famiglia e libertà.
Tuttavia, in questo primo volume de La Belgica, la storia si ferma un pochino tra le rive del mare non riuscendo quasi mai a salpare del tutto e restando incollata in quella scelta grafica attuata dall'autore per restare più fedele possibile al diario della spedizione al quale si è ispirato.
Spesso si fatica a distinguere i personaggi del racconto, disegnati molto simili tra loro, e molto della storia è basato sulle sensazioni del mozzo protagonista, piuttosto che sull'avventura che sta vivendo. Un uomo semplice, senza troppi pretese dalla vita, che riuscirà a trasformarsi in un ottimo marinaio grazie proprio a questo suo carattere dolce e pacato, simile ad un mare calmo in una notte serena.
La psicologia dietro ai personaggi è la base su cui si erge questo volume, che forse meriterebbe qualche tavola capace di portare il lettore sulla cresta dell'avventura, per essere goduta ed apprezzata maggiormente. Speriamo che la seconda parte porti con se anche una ventata di risposte alle eccessive domande che sorgeranno al lettore che si immergerà nella lettura senza essersi preparato a cosa andrà incontro.
Una lettura maggiormente apprezzabile da chi cerca storie sul mare, ma non necessita di avventura o del brivido della scoperta per potervici immergere.
La Belgica racconta, nel mondo delle nuvole parlanti, un viaggio che ha messo a dura prova l’istinto di sopravvivenza di un equipaggio per più di un anno, che è partito da Ostenda nel 1897 e, giunto in Antartide, è rimasto bloccato nei ghiacci per più di un anno, facendo ritorno nel 1899(fatto storico). Nel primo numero “Il canto delle sirene”, troviamo uno sfortunato Jean Jansen, scaricatore di porto, imbarcatosi per errore sulla nave, una ex baleniera riadattata per le esplorazioni scientifiche. In seguito a un tentativo di furto a bordo, Jansen batte la testa e si risveglia in mare aperto, in viaggio con la ciurma del capitano De Gerlache. Nel secondo volume “la melodia dei ghiacci”, troviamo Claire, l’amata, che a lungo attende notizie del giovane da quando, quella notte, sparisce per una serie di coincidenze incredibili. Ed è attraverso i loro occhi che seguiamo questa vicenda eccezionale. Un’avventura che mostra le mille evoluzioni dei comportamenti umani in situazioni estreme e come l’amore può sopravvivere alle distanze ed alle disgrazie. Bellissime entrambe le edizioni disegnate in mezzetinte con inchiostro del 900 , il Pelikan 4001, un inchiostro ferrogallico chiamato così nel 1898 e che poi farà diventerà la Pelikan una delle fabbriche d’inchiostro più importanti nel mondo.
Non che mi aspettassi molto da Toni Bruno, ma le storie di viaggi in nave ad esplorazioni mi hanno sempre affascinato. Qua non ci arriviamo neanche alle esplorazioni, ci si perde prima.
La storia parte confusa perché i personaggi sembrano tutti uguali. Alla fin fine, un giovinetto poco furbo rimane su una nave per sbaglio e deve adattarsi a essere un mozzo fino all'arrivo a Funchal, in Portogallo. A casa tutti lo cercano e sperano di guadagnare qualche soldino con poca fatica. Lui, pian piano, si adatta. Anche se la nave è vecchia e non ha molti fondi per dar da mangiare ai marinari che ci lavorano.
Come detto. Confuso, perché all'inizio tutto ruota intorno a dieci centesimi (o dieci franchi) di pesce. Poi ci sono due tipi che vogliono fare soldi e il ragazzo - che ha tanto di fidanzato - si trova come clandestino sulla Belgica. Ma confuso... E non si capiva bene chi fossero tutti quei personaggi sulle pagine perché erano tutti uguali tra loro.
Inoltre, lo stesso Bruno offre uno spoiler enorme alla fine del volume... E, insomma, io non sapevo della storia della Belgica e quando lui mi ha rivelato cos'è successo veramente... Beh, caspita... Perché io adesso devo comprare il secondo volume?
Inizialmente mi ha lasciato un po' confuso. I luoghi ed i personaggi si assomigliano molto e questo è rende un po' difficile seguire la storia nelle prime cinquanta, sessanta pagine. Anche la strana colorazione in scale di grigi non aiuta. Sembra che ci sia come un velo, una sorta di filtro grigio sui disegni, e l'autore ha scelto anche di lasciare su ogni pagina delle macchioline, che sembrano schizzi d'acqua o sbavature d'inchiostro.
Tuttavia, una volta che la Belgica, l'imbarcazione su cui si svolgono le vicende, prende il mare, tutto diventa più semplice e coinvolgente. Abbiamo infatti due set molto chiari, dentro e fuori a nave.
Non direi che mi abbia particolarmente emozionato, ma il secondo volume mi aspetta!
Per quanto riguarda a storia un buon inizio, non avventurosa come pensavo ma considerando che si tratta del primo volume di una storia più lunga ci può stare perchè ritratta evidentemente di un volume introduttivo. Meno bene sui disegni, lo stile in realtà è molto bello ma i volti dei personaggi sono tutti uguali il che rende ovviamente molto difficoltoso seguire la storia perchè non li si distingue.
La storia della spedizione in Antartide e delle prime scoperte scientifiche sulla resistenza dell'uomo alle basse temperature si prospetta interessante, ma la suddivisione in più volumi fa sì che questo primo volume sia abbastanza scarno, e il problema più importante che ho rilevato è stata la difficoltà nel distinguere i personaggi l'uno dall'altro.
Delusissima, perché avevo amato moltissimo il suo precedente ma qui ho dovuto mollare circa a metà: per me impossibile seguire la storia (che sembrerebbe molto interessante) perché non riesco a distinguere i personaggi, se devo sforzarmi ogni volta per capire chi è chi mi passa la poesia.
Storia di fantasia con aspetti storici reali. Racconta parte della spedizione in Antartide della famosa nave La Belgica. Primo volume spero presto di leggere il secondo e saperne di più di questa fantastica spedizione scientifica.
Mi piace molto lo stile e i colori, ma ho seria difficoltà a distinguere i personaggi sulla nave (chi è Cook (il medico)? Chi è il membro che si sente male? Chi è il capitano? Sono tutti molto simili tra loro.
The idea was good, but it didn't work for me... I just didn't like the style. Plus all the characters look totally the same (except one or two) so I got lost in the story!
Prima parte di due di una storia a fumetti che ripercorre l’impresa della Belgica nella sua corsa all’Antartide.
Verità e finzione si abbracciano in modo efficace e credibile. Al centro, la storia di un mozzo, Jean, trovatosi per caso e per sfortuna a bordo, ma che trasformerà la propria disavventura in un’esperienza unica, appassionante e in una causa in cui crede davvero.
Sono sempre stata affascinata dalle avventure, soprattutto marinaresche, grazie al grande amore che nutro verso Coleridge.
I disegni a inchiostro sono davvero molto belli, espressivi e avvolgenti.
Nonostante trovi la storia molto interessante - io amo il genere avventura/viaggio - ho avuto parecchia difficoltà ad inquadrare la trama di questa graphic novel. Ho trovato troppi personaggi simili tra loro, poco distinguibili anche a causa del tratto: lo stile del disegno secondo me è pazzesco, tuttavia penalizza la comprensione globale dell’opera in quanto è faticoso riconoscere e tenere a mente tutti i personaggi presenti. Detto questo la storia mi ha comunque catturato e aspetto incuriosito il seguito.