Il saggio verte sugli anni di fondazione del fascismo, quelli che vanno dalla fine della guerra alla stabilizzazione del regime. Con una vasta ricognizione della pubblicistica dell'epoca Gentile mette in luce il complesso di credenze, miti, programmi in cui l'ideologia fascista trova l'evoluzione delle posizioni politiche di Mussolini, i miti del dopoguerra, l'antibolscevismo, il nazionalismo, la rivolta contro il mondo moderno, la centralità dello stato.
Emilio Gentile (born 1946 in Bojano) is an Italian historian specializing in the ideology and culture of fascism. Gentile is considered one of Italy's foremost cultural historians of fascist ideology. He studied under Renzo De Felice and wrote a book about him.
Gentile is a professor at the Sapienza University of Rome. He considers fascism a form of political religion. He also applied the theory of political religion to the United States after the September 11 attacks.
Nel dibattito che infuria, spessissimo, sul fascismo, abbondando i luoghi comuni, le interpretazioni superficiali e, sovente, colossali errori che minano una corretta (ma sempre perfezionabile) conoscenza del fenomeno fascista. Il professor Gentile, in questo libro, affronta il delicato tema delle origini ideologiche del fascismo: tema non facile sui cui si sono cimentati tantissimi autori. Con la sua scrittura chiara e senza digressioni inutili, lo storico indaga il periodo che intercorre tra la fondazione dei fasci di combattimento (1919) e la svolta del 1925, quando Mussolini, dopo aver assunto la responsabilità morale del delitto Matteotti, inizia il processo di fascistizzazione dello stato liberale (famoso discorso del 3 gennaio). Un libro certamente complesso per i temi affrontati che, senza un’adeguata conoscenza dei principali fenomeni storici di quel periodo, potrebbe risultare assai difficile. Consigliato per chi, invece, cerca un approfondimento.
I read Part I ("L'ideologia di Mussolini dal socialismo all'interventismo") in Italian -- Gentile's Italian is gorgeous - and about 1/3rd of the remainder in this translation which was so bad it was unreadable: http://www.amazon.com/Origins-Fascist...
In Part I, Gentile demonstrates, through copious quotations from the early writings of Mussolini -- Mussolini himself was an astounding writer -- that Mussolini's early fascism was born from a mixture of Marx and Nietzsche -- an "heroic Marxism" which, under the extraordinary pressures of the War (WWI), exalted the great man and replaced the working-class with the proletarian nation.
If you read some of Mussolini's writings in the original, one appreciates immediately the remarkable energy and genius that inspired a nation -- and, along with a philosophy based on certain false premises, helped lead that nation off the cliff of fascism.
One final point - reading Gregor, Gentile, de Felice, Sternhell -- puts the refutation to the interpretation of men like Denis Mack Smith (http://www.amazon.com/Mussolini-Denis...), for whom Mussolini was simply a charlatan and buffoon. It is, unfortunately, MUCH more complicated than that.
At any rate, time to remove this from "currently-reading", since I'm not likely to return to it anytime soon.
Though I'm not a great fan of Bosworth -- this book is an excellent introduction, as it presents problems and interpretations (that is, it's an extended and readable bibliographical essay, that places competing interpretations in context): http://www.goodreads.com/book/show/57...
This book, originally published in Italian in 1975, is a very important contribution to the history of Fascism. The afterward accompanying the new edition is especially valuable for placing Gentile's ideas about ideology and political religion in dialogue with works on "generic fascism" that have been published in more recent years. However, the 2005 English translation for Enigma publishers is close to being unreadable. What a mess.
Testo ottimo anche se datato. Alcuni capitoli sono ottimi, bellissima l'analisi dell'ideologia del giovane Mussolini, così come quella su Giovanni Gentile e Bottai. In molti casi si ha tuttavia la percezione che l'autore si contraddica più volte nel momento in cui egli tenta di dimostrare a ogni costo che il fascismo non aveva una ideologia dove al proprio interno ci stava tutto e il contrario di tutto (in altre parti del testo si fanno affermazioni al riguardo di segno contrario). A volte l'autore confonde dissidi di tipo tattico-politico con quelli di tipo ideologico. Non ho apprezzato l'analisi del pensiero di Alfredo Rocco, fatto passare per un semplice reazionario e avvalendosi poco di fonti primarie per descriverne il pensiero. Forse per riuscire a ricavare un modello ideologico del fascismo è superiore l'affresco fatto da Sternhell, al quale pure si rivolgono in questo libro delle critiche interessanti e in parte giuste.