In a newly designed package, a reissue of one of the most heartbreaking and heartfelt books on the cultures of the Mediterranean ever written.
A short sublime book exploring the themes closest to Jean-Claude Izzo’s heart: his native Marseilles, the sea in all its splendour, and Mediterranean noir—the literary genre his books helped to found. This collection of writings shows Izzo, author of the acclaimed Marseilles trilogy, at his most contemplative and insightful as he reflects on his native city, with its food, its flavours, its passionate inhabitants, and its long, long history of commerce and conviviality. Here he allows these abiding preoccupations to take centre stage.
Reminiscent of Henry Miller’sThe Colossus of Maroussi and the lyrical essays of Antoine de Saint-Exupery and Albert Camus, as uplifting and touching as Daniel Klein’sTravels with Epicurus, this slim volume will appeal equally to gourmets who delight in the strong flavours of Mediterranean cuisine, to those enchanted by travel along the Riviera, and, naturally, to aficionados of noir fiction.
Jean-Claude Izzo was a French poet, playwright, screenwriter, and novelist who achieved sudden fame in the mid-1990s with the publication of his three noir novels, Total Chaos (Total Khéops), Chourmo, and Solea: widely known as the Marseilles Trilogy. They feature, as protagonist, ex-cop Fabio Montale, and are set in the author's native city of Marseille. All have been translated into English by Howard Curtis. Jean-Claude Izzo's father was an Italian immigrant and his maternal grandfather was a Spanish immigrant. He excelled in school and spent much of his time at his desk writing stories and poems. But because of his “immigrant” status, he was forced into a technical school where he was taught how to operate a lathe. In 1963, he began work in a bookstore. He also actively campaigned on behalf of Pax Christi, a Catholic peace movement. Then, in 1964, he was called up for military duty in Toulon and Djibouti. He then worked for the military newspaper as a photograph and journalist.
Jean-Claude Izzo si considerava un autentico marsigliese in quanto era in parte italiano, in parte spagnolo e in parte il resto del mondo. E si considerava di un altro posto, figlio di esule, non una sola razza, non una sola lingua, non una sola terra, ovunque si sentiva a casa**.
Questa breve raccolta postuma di riflessioni e spunti contiene, trattiene e racconta il nero dei vicoli, le malinconie, la sua insofferenza per i razzisti e per il veleno di Le Pen. Ci sono un paio di tramonti sul Vieux Port, le citazioni da Rimbaud a Camus, alcune ricette per le acciughe, la luce opalesceente del Pastis con ghiaccio, le sue idee originali sul poliziesco. E poi ancora: il profumo del Cassis, due note di Miles Davis, la solitudine che non passa mai, un'idea del Mediterraneo come luogo di intrecci, come sentimento da condividere. Aglio, basilico e menta sono spezie, profumi, sapori e stato mentale.
Les Goudes, luogo montaliano per eccellenza. Arrivando dall’Italia, lo si incontra prima di entrare in città. È la zona delle calanche.
Un concentrato (novanta pagine) della grandezza di Izzo, che ci ha lasciati troppo presto, della sua infinita umanità, delicatezza, gentilezza, profondità, talento. Ovunque tu sia, Jean-Claude, spero tu stia bene e sia in buona compagnia, tu che hai davvero amato la gente di tutto il mondo.
Sì, come Montale sono pessimista. Il futuro è disperato. Ma non sono io a essere disperato, è il mondo... Io dico che possiamo resistere, trasformare, migliorare, ma in ogni caso siamo in trappola.
Lettura imperdibile per chi ha amato Fabio Montale. E per chi ama Marsiglia.
I Voyageurs, di Bruno Catalano, sono sculture dell’artista, ex marinaio, collocate in diverse parti del mondo. Questa è quella di Marsiglia, scultura per un mondo in transito.
**Intendo dire che ovunque mi trovo, sono a casa mia. Anche in quei paesi di cui non padroneggio la lingua. Mi basta leggere un racconto di viaggio, un romanzo di uno scrittore per appropriarmi del suo territorio, dei suoi ricordi. E diventare il suo gemello. Questa sensazione l’ho provata per la prima volta leggendo ‘Nozze a Tipasa’ di Camus. Mi sentivo algerino. Mi venne voglia di Algeria, appassionatamente. Dopo, poco dopo, mi sono ritrovato in Etiopia. A Harar, per l’esattezza. All’inseguimento di Rimbaud. Avevo appena vent’anni. Lì ho imparato la libertà del ramingo, quella di muoverti non per scoprire, incontrare, imparare, ma per fonderti nell’altro, e vedere con i suoi occhi l’ “altro mondo”, quello da cui provieni. Quindi sono stato anche etiope. Sono stato egiziano, una notte, al Cairo. Turco, qualche volta. Ma anche irlandese, e argentino per amore. Spesso mi succede ancora di essere italiano, o spagnolo. E se è vero che sono stato di tanti altri paesi, oggi sogno di essere del Laos, a volte anche del Giappone, per via di uno scrittore di nome Haruki Murakami. Certe volte, ve lo devo dire, non so nemmeno più se ho vissuto all’Avana, a Bali, a Missoula o a Shanghai, oppure semplicemente se ho letto troppo Cendrars, Hemingway, Luis Sepúlveda, Jim Harrison e James Crumley, Vicki Baum, Stevenson, Melville, Conrad, e Mac Orlan, che oggi nessuno legge più. Tutto questo ha poca importanza, in fin dei conti. Il vero e il falso. L’immaginario è una realtà, a volte più reale della stessa realtà.
’Treize Coins’, il bar di Ange in rue Sainte Françoise, vicino al Vieux Port, rifugio amato da Montale per un bicchiere di mauresque (pastis e sciroppo d’orzata) e un piatto di verdure ripiene o di trigliette in salsa bohemienne.
If you haven't read Izzo before, this will serve as an intro to his style of writing and also his more famous noir series. There is a small story at the end where we get a glimpse of the hero of his trilogy - it even has a list of that character's favorite food, music and books. These are mostly light, sometimes super light essays.
These are beautiful shorts, tales of love, food and connections. His love for the city Marseille is written so beautifully I felt like I was there enjoying it with him. His love of food, had me drooling. Why wasn’t there any recipes? I wish travel guides were written so emotionally. I’ve never read his work before but enjoyed his background stories on his noir writings. This is not something I normally read, but I thoroughly enjoyed this little trip down memory lane with Jean-Claude Izzo
Quick Review: I was hoping for a certain depth in the essays, and I'm not sure I found what I was looking for... The short story, however, is a fitting example of Izzo's contributions to noir. These essays provide a look into the crafting of the details and settings which color his fiction. I'd consider reading it again, after some time and further thought.
One positive, though, is the number of musicians, regional writers, etc. mentioned throughout the essays. Perhaps these writers, etc. will have works more in line with what I was hoping to read here.
Standouts: "The Blue and the Black," "Here, My Darling, Taste This,"** "Marseilles: A Musical Trading Port," and "Marseilles Between Sea and Light."
** (Izzo is completely right, though: one should immediately visit the markets of where one visits/is passing though.)
... ma diciamocela, questa della E/O, che comunque è una delle mie case editrici preferite, è un po' una paraculata... Nulla di nuovo sotto il sole, con questo librino, piuttosto caro, vista la mole, dispensato con fanno gli spacciatori con i tossici in astinenza. Quindi, se sei un grande appassionato di Izzo, piglialo, che è l'ultima cosa "nuova" che potrai leggere di lui. Se non lo conosci ancora, passa di corsa a "Casino totale" e se, come è probabile, ne rimarrai impigliato/a per sempre allora, alla fine, arriverai anche a questo.
Stuck at home, where it's hot, dry and about three hours from the ocean I was craving a diversion to take me somewhere else mentally. After reading this slim volume of essays about the Marseilles the author loves so passionately I need to save the money to visit there for a few weeks. Solely for the purpose of reading Izzo's Marseilles Trilogy in a variety of bars along the port.
This book was received as an ARC from Europa Editions - Europa Compass in exchange for an honest review. Opinions and thoughts expressed in this review are completely my own.
I was intrigued from the start when I read the description of this book but what I did not expect, was for this book to be a memoir rather than a cookbook. Even though it was written in the memoir style, Izzo was so descriptive in his book that it felt like I was on tour of Marseilles with him tasting all the wonderful food and smelling all of the aromas of garlic, mint and basil. I also loved in one of the chapters how he remembers that the first girl he ever kissed smelled of garlic and that is how he fell in love with the aroma. Even though I was a little disappointed that there were no recipes featured in the book, I still enjoyed it and I know a lot of our community members will too.
We will consider adding this title to our Cooking collection at our library. That is why we give this book 5 stars.
Una raccolta di saggi o meglio di brevissimi brani del grande autore marsigliese. Un'operazione comprensibile per un autore amatissimo ma poco prolifico. Un libro evocativo e pieno di sapori e di riflessioni.
Un libretto che esalta una parte della Francia che amo tanto e che dimostra tutto l'amore che Izzo aveva per la sua eclettica città e per tutto il Mediterraneo in ogni sua sfaccettatura. Un mini racconto, una dimostrazione d'amore e tante riflessioni scritte come sempre in modo magistrale.
"Sono spesso amori segreti quelli che dividiamo con una città" (Camus) Un libro che è un'espressione d'amore per una città, i suoi sapori e i suoi profumi. Mi piace solo ricordare alcune frasi di Izzo. AGLIO: Come l'ebbrezza di un primo bacio. Quindi, dico io, contro tutti i vampiri succhiasangue che ci rubano le energie, ci svuotano il cervello e ci prosciugano il cuore, mangiate aglio, bevete vino. Questa è la vita. Perché, per parafrasare lo scrittore Jim Harrison, senza l'aglio e il vino continuare per la nostra strada in questa vita può essere davvero dura. MENTA: Seminate menta intorno a voi... Scoprirete allora che ci sono sempre mille e una notte per i vostri sogni. E vi prenderete cura della menta come fosse la più bella delle amanti. BASILICO: Non temete, l'abuso di basilico e l'abuso d'amore non nuocciono alla salute. ... Solo l'essenziale conta, non il superfluo. E qui esiste soltanto il piacere della giornata. Domani è domani, tutta un'altra storia. La felicità mediterranea è questo, un modo di dare senso alla giornata, giorno per giorno. E infine non può mancare il pensiero di Izzo sul giallo: Scrivere gialli non è un altro modo di militare. E' solo una maniera di trasmettere i miei dubbi, le mie angosce, le mie felicità, i miei piaceri. E' una maniera di condividere.
This book reads like a small snack showcasing a taste of the Mediterranean. Some stories fell a bit flat and I enjoyed the sections discussing food the most. I had not heard of the genre “Mediterranean noir” prior to exploring this book. Although this is more of a collection of breezy essays with a taste of Izzo’s Montale, his love for Marseille and the landscape,people,food that shaped him is clear. There were many references I missed as it is a place unfamiliar to me. It seems Izzo has a cynical worldview which made me sad but I understand.
Un inno a Marsiglia, alla sua inclusività e al suo cuore Mediterraneo (di entrambe le sponde, non solo europeo). Letto in preparazione ad un viaggio, mi sono sentita già lì!
A volte la vita e l’opera di uno scrittore coincidono, altre volte lo scrittore scrive quel che avrebbe voluto vivere. Molto più raramente accade che un autore riesca a dare la misura della vita stessa, in termini poetici, filosofici e concreti nello stesso momento. È il caso di Jean Claude Izzo, marsigliese di padre italiano e madre francospagnola, che nella sua breve vita è stato molte cose. Bibliotecario, soldato in Africa (finito in carcere militare), poeta, giornalista, attivista del Movimento Cattolico Internazionale per la Pace, iscritto al partito socialista, militante comunista e soprattutto scrittore dilettante.
Il primo passo mosso in questa direzione risale al ‘93 quando il trimestrale “Gulliver” pubblica un racconto che costituisce il punto di partenza per il primo romanzo, pubblicato anni dopo nella Série Noire di Gallimard, “Casino totale”, edito in Italia da e/o.
Il libro vince diversi premi e il pubblico accoglie il protagonista Fabio Montale come nuovo eroe del poliziesco, tanto da farlo diventare protagonista di un telefilm con Alain Delon mai visto sui nostri schermi. La storia potrebbe andare avanti come ogni altra che ha a che fare con i personaggi seriali, dal lineare Maigret di Siemenon al tortuoso Adamsberg della Vargas. Ma il lucido dilettantismo di Izzo lo salva dalla trappola e la trilogia di Marsiglia, di cui “Casino totale” è il primo tassello, si rivela unica nel suo genere. Ogni personaggio che si rispetti ha un destino e il suo creatore ha il dovere di farglielo compiere. Un dovere nei confronti del pubblico e del personaggio stesso. Montale fin dalle prime battute rivela determinazione e fragilità, irrequietezza e disillusione. È sempre in bilico tra idealismo e scetticismo. Non ha risposte, solo domande e il lettore comprende subito che presto dovrà cadere.
L’abilità stupefacente di Izzo è quella di aver costruito un storia senza eccessiva premeditazione. Ha lanciato Montale nelle spire della vita, lo ha evocato e lo ha reso umano con la sua scrittura tentennante, sempre sull’orlo del patetico o di una visione del reale troppo poetica e filosofica, una visione che un romanzo non può quasi mai permettersi.
L’asso nella manica del marsigliese è la mancanza di trucchi del mestiere preconfezionati, l’approccio libero alla materia letteraria e un pizzico di genio. Caratteristiche che lo allontanano dalla folta schiera di autori noir che si fondono e si confondono. Il noir di Izzo non ha precedenti se non quelli della tragedia greca. Non a caso nello stesso anno della scomparsa dello scrittore, la Série noire diretta dall’amico Patrick Raynal ha dato alle stampe una nuova edizione dell’Edipo re alimentando l’annosa e inutile questione che separa la letteratura alta da quella di genere.
In “Marseille”, un’antologia postuma che raccoglie scritti e racconti inediti di Izzo, pubblicata da questa parti qualche mese fa con il titolo “Aglio, menta e basilico”, c’è un testo breve, “L’azzurro e il nero”, che liquida a priori ogni obiezione sollevata alla scelta di Raynal. l’Edipo re inizia più o meno così: un uomo arriva da solo in città, tutti lo guardano, al suo passaggio sbarrano porte e finestre... L’incipit è quello classico del noir e l’opera sofoclea quindi non solo rientra nella categoria ma ne è antesignana. La tragedia, scrive Aristotele nella Poetica, è imitazione di una azione nobile e compiuta, la quale per mezzo della pietà e della paura porta alla purificazione di queste passioni. Lo stesso può dirsi delle storie narrate da Jean Claude Izzo. La tragedia greca ha però anche qualcos'altro in comune con i suoi romanzi, un quid che ne è diventato marchio di fabbrica: La mediterraneità. Intesa come ultima (e primigenia) frontiera del romanzo di genere. Il Mare nostrum è lo specchio in cui si rivela il presente globalizzato attraverso una storia di millenari scambi culturali, economici e conflittuali. La Marsiglia di Izzo si confonde con la Harar di Rimbaud, l’Algeri di Camus, la Tangeri di Burroughs e con Napoli, Genova, Istanbul, Barcellona, Biblo, Atene...
Il termine noir mediterraneo, coniato ad hoc per i libri di Izzo, ha nella modernità forse un solo precursore, lo Straniero di Camus. Laddove però Meursault, lo straniero, assomiglia in realtà a Diamantis, il protagonista di “Marinai perduti” (il capolavoro di Izzo), più che a Montale in quanto l’ago della bilancia si sposta in quest’ultimo caso su un disperato senso di giustizia e sulla sensazione che il mondo sia come il Mediterraneo: abitato da splendide e terrificanti presenze. Ciò che hanno in comune invece, Meursault, Diamatis e Fabio Montale è lo sguardo lucido e tormentosamente sereno in grado di scorgere l’assurdo e di passare oltre.
A volte la vita e l’opera di uno scrittore coincidono, altre volte lo scrittore scrive quel che avrebbe voluto vivere. Molto più raramente accade che un autore riesca a dare la misura della vita stessa, in termini poetici, filosofici e concreti nello stesso momento. È il caso di Jean Claude Izzo, marsigliese di padre italiano e madre francospagnola, che nella sua breve vita è stato molte cose. Bibliotecario, soldato in Africa (finito in carcere militare), poeta, giornalista, attivista del Movimento Cattolico Internazionale per la Pace, iscritto al partito socialista, militante comunista e soprattutto scrittore dilettante.
Il primo passo mosso in questa direzione risale al ‘93 quando il trimestrale “Gulliver” pubblica un racconto che costituisce il punto di partenza per il primo romanzo, pubblicato anni dopo nella Série Noire di Gallimard, “Casino totale”, edito in Italia da e/o.
Il libro vince diversi premi e il pubblico accoglie il protagonista Fabio Montale come nuovo eroe del poliziesco, tanto da farlo diventare protagonista di un telefilm con Alain Delon mai visto sui nostri schermi. La storia potrebbe andare avanti come ogni altra che ha a che fare con i personaggi seriali, dal lineare Maigret di Siemenon al tortuoso Adamsberg della Vargas. Ma il lucido dilettantismo di Izzo lo salva dalla trappola e la trilogia di Marsiglia, di cui “Casino totale” è il primo tassello, si rivela unica nel suo genere. Ogni personaggio che si rispetti ha un destino e il suo creatore ha il dovere di farglielo compiere. Un dovere nei confronti del pubblico e del personaggio stesso. Montale fin dalle prime battute rivela determinazione e fragilità, irrequietezza e disillusione. È sempre in bilico tra idealismo e scetticismo. Non ha risposte, solo domande e il lettore comprende subito che presto dovrà cadere.
L’abilità stupefacente di Izzo è quella di aver costruito un storia senza eccessiva premeditazione. Ha lanciato Montale nelle spire della vita, lo ha evocato e lo ha reso umano con la sua scrittura tentennante, sempre sull’orlo del patetico o di una visione del reale troppo poetica e filosofica, una visione che un romanzo non può quasi mai permettersi.
L’asso nella manica del marsigliese è la mancanza di trucchi del mestiere preconfezionati, l’approccio libero alla materia letteraria e un pizzico di genio. Caratteristiche che lo allontanano dalla folta schiera di autori noir che si fondono e si confondono. Il noir di Izzo non ha precedenti se non quelli della tragedia greca. Non a caso nello stesso anno della scomparsa dello scrittore, la Série noire diretta dall’amico Patrick Raynal ha dato alle stampe una nuova edizione dell’Edipo re alimentando l’annosa e inutile questione che separa la letteratura alta da quella di genere.
In “Marseille”, un’antologia postuma che raccoglie scritti e racconti inediti di Izzo, pubblicata da questa parti qualche mese fa con il titolo “Aglio, menta e basilico”, c’è un testo breve, “L’azzurro e il nero”, che liquida a priori ogni obiezione sollevata alla scelta di Raynal. l’Edipo re inizia più o meno così: un uomo arriva da solo in città, tutti lo guardano, al suo passaggio sbarrano porte e finestre... L’incipit è quello classico del noir e l’opera sofoclea quindi non solo rientra nella categoria ma ne è antesignana. La tragedia, scrive Aristotele nella Poetica, è imitazione di una azione nobile e compiuta, la quale per mezzo della pietà e della paura porta alla purificazione di queste passioni. Lo stesso può dirsi delle storie narrate da Jean Claude Izzo. La tragedia greca ha però anche qualcos'altro in comune con i suoi romanzi, un quid che ne è diventato marchio di fabbrica: La mediterraneità. Intesa come ultima (e primigenia) frontiera del romanzo di genere. Il Mare nostrum è lo specchio in cui si rivela il presente globalizzato attraverso una storia di millenari scambi culturali, economici e conflittuali. La Marsiglia di Izzo si confonde con la Harar di Rimbaud, l’Algeri di Camus, la Tangeri di Burroughs e con Napoli, Genova, Istanbul, Barcellona, Biblo, Atene...
Il termine noir mediterraneo, coniato ad hoc per i libri di Izzo, ha nella modernità forse un solo precursore, lo Straniero di Camus. Laddove però Meursault, lo straniero, assomiglia in realtà a Diamantis, il protagonista di “Marinai perduti” (il capolavoro di Izzo), più che a Montale in quanto l’ago della bilancia si sposta in quest’ultimo caso su un disperato senso di giustizia e sulla sensazione che il mondo sia come il Mediterraneo: abitato da splendide e terrificanti presenze. Ciò che hanno in comune invece, Meursault, Diamatis e Fabio Montale è lo sguardo lucido e tormentosamente sereno in grado di scorgere l’assurdo e di passare oltre.
There's not much here. A few essays about how he loves his hometown of Marseilles and the Mediterranean, and then a bit on a his noir trilogy, which I'd like to read but have been unable to track down.
I did like the part about Oedipus being the original noir. Not just the grim outcome, but the fact that it starts with a stranger coming to a town where he's unwelcome, and that it's short enough that you can read it in a single sitting, like all good noir.
A pleasant read with some interesting ideas. Definitely veers into what I perhaps unfairly think of as stereotypical Frenchman faults (tired tropes of "mysterious" women, tendency towards pompousness, strangely flat description) but when balanced against the good parts (genuinely moving moments of feeling, intriguing juxtapositions and musings on Mediterranean culture), it comes out ahead.
mera operazione commerciale e che racconta a varie voci il romanzo noir, dei brevi racconti di Izzo tra cui un Montale inedito e sempre la città, protagonista assoluta. Unica nota positiva del libro, le parole con cui Izzo si riferisce al mio babbo adottivo (ancora inconsapevole) Erri De Luca.
The author searches for plurality among the human community in Marseilles, while retaining an unabashed regionalism in his yearning for local foods and wines. This book could well have been titled Marseilles Masala.
A beautifully written short collection of essays containing a love letter to Marseille that neatly encapsulates why I love the city. "Paris is an attraction. Marseille is a passport".
This small volume is a love letter to the City of Marseilles. Izzy writes vividly about the city’s smells and tastes. As he tells it, that seems to be how he experiences life. The piece on the joys of fresh basil, olive oil and ripe tomatoes will make you hungry! His description of how he believes bouillabaisse was created — “out of the ugly looking, inedible, in sellable scorpion fish” seems apocryphal but absolutely plausible. It would have been a delight to share a meal with this man.
He does not really describe what the city looks like except when he describes the different way light appears depending on time of day and location. I’ve never been to Marseilles so I don’t know how accurate his descriptions are but he does make the city seem magical.
Indeed he makes the case for the magic in every locale. For Izzy, it is all in the eye and the mind of the beholder. My favorite piece in this book was “I Am At Home Everywhere.” Here he explains his theory that many travelers don’t really want to see a place. They want to possess the place. In contrast, Izzy wants to see a place from the perspective if those who know it well (the Other). Reading works by authors who are native or who have made their home in a place seems to be a key entry point for him. I try to do the same when I travel so that point resonated with me. Izzo’s openness to getting to know the people who live in a place are the key to his ability to find the magic wherever he goes. I look forward to opportunities to put into practice when we can travel again.
Until that day, there are worse ways to spend a hour than by letting Izzo take you away to the Mediterranean and seeing it through his eyes.
Garlic, Mint, & Sweet Basil is a collection of short sensual epicurean essays about food, culture, and experience by Jean-Claude Izzo. Originally published in 2003, this reformat and re-release by Europa Compass is due out in late July 2020. It's a quick read at 128 pages and is available in ebook format (earlier editions available in other formats).
This was a sweet and nostalgic collection of short writings about the author's love affair with the Mediterranean area and more specifically the Riviera. The author was something of a renaissance man, poet, playwright, and novelist, but these essays are more personal and felt more open and conversational. Despite being listed in the cooking, food, & wine categories, there are no recipes contained herein. This is a nice boutique collection of short musings.
This would be the perfect gift for oneself or others, especially given that travel is seriously restricted and/or simply impossible during the current pandemic situation and likely to remain so for some time. I got such a summery holiday feeling reading this short book.
Four stars. Lovely work.
Disclosure: I received an ARC at no cost from the author/publisher for review purposes
Jean Claude Izzo, poeta e scrittore, se ne è andato nel 2000, a 55 anni. Ci ha lasciato la sua famosa trilogia di Montale e altri libri, altrettanto belli e poetici. Questo, pubblicato in Francia nel 2006, è una semplice raccolta di suoi scritti che ci parlano del fascino del mare, della sua Marsiglia, del suo noir mediterraneo, di Fabio Montale e, sì, anche del cibo, degli aromi e delle spezie che caratterizzano la cucina mediterranea. Aglio e Basilico in primis. Sono riflessioni di poche pagine, dove Izzo condensa la sua visione del mondo e il suo amore per Marsiglia e per i paesi e i popoli che affacciano sul Mare nostrum. «... e sai che qui nel Mediterraneo ti verrà sempre dato tutto, a condizione di volerlo, e di protendere lo sguardo e le mani.» Ci regalerà anche un breve e intenso racconto con l’ex-flic Montale... «Montale non appartiene a nessun partito. Ha dei valori. Dubita. È solitario. Ma crede in un certo numero di cose.». Se avete amato la sua ‘Trilogia’, questa piccola raccolta avrà un valore consolatorio e di conferma della comunanza di valori con questo marsigliese franco-italo-spagnolo.
A collection of essays by the late Jean-Claude Izzo, this little book is essentially a love letter to is home city of Marseilles, France. Izzo, however, does not think of himself or his city as French, but rather Mediterranean. Izzo celebrates the diversity and chaos of a city whose people come from elsewhere. He describes walking down the street and encountering an array of smells, cuisine, and music all representing different places and cultures.
One of my favorite quotes from the book is, "Marseilles always exaggerates. That is her essence."
Izzo is best known foe his triology of noir novels that take place in Marseilles. This book also spends some time talking about the trilogy and their protagonist, Fabio Mantale.
Premesso che ritengo che Izzo sia uno degli autori contemporanei più importanti e che avevo letto solo ottime recensioni di questo libro, definito come il suo capolavoro, devo ammettere che ero un po' restio a cominciarlo. Una storia di barboni con le loro vite alla deriva ... ma ... per quanto scritto bene temevo fosse poco coinvolgente o comunque distante dalla mia/nostra realtà. E invece pagina dopo pagina si viene coinvolti dalla storia e dal personaggio principale fino ad immedesimarsi totalmente. Bellissimo il libro ... immenso Izzo !!!