In un tempo di solitudini forzate, frequentazioni virtuali, amicizie algoritmiche, dove tutto sembra svolgersi via social media, come si trasforma e può trasformarci un sentimento antico, profondo e raro come l’amicizia? Per capirne la natura, dobbiamo confrontarci con alcune figure centrali della filosofia, a partire da Socrate e dalle domande che ci il legame tra amici nasce dalla somiglianza, dall’avere abitudini e radici in comune, o è la diversità ad attrarci? In che senso l’amicizia può sconfiggere la morte e farci amare la natura? Perché, invece, per Aristotele è «il cemento della polis» e per Montaigne è un mélange senza regole né obblighi? La sua vera dimensione, oggi, è l’infinito viaggiare dello scrittore Álvaro Mutis? Dalla saggezza greca alla modernità di pensatori e poeti, visioni e voci per guardare al mondo come a un campo di gioco, in cui rispondere al nostro bisogno di senso e diventare migliori insieme agli amici.
Pietro Del Soldà (Venezia, 1973) è scrittore, autore e conduttore radiofonico, docente. È autore e conduttore dei programmi di Radio3 Tutta la città ne parla e Zarathustra. Ha inoltre collaborato ad altri programmi di approfondimento culturale come “Uomini e Profeti”, “Radio3Mondo” e “Pantheon”. E’ dottore di ricerca in filosofia all’Università Ca’ Foscari di Venezia e scrive di filosofia per la Domenica del Sole24Ore. Ha scritto Il demone della politica (Apogeo 2007), Non solo di cose d’amore. Noi, Socrate e la ricerca della felicità (Marsilio 2018, premio Biblioteche di Roma 2018, premio Alessandro Leogrande 2019), Sulle ali degli amici. Una filosofia dell’incontro (Marsilio 2020, premio Città delle Rose), La vita fuori di sé. Una filosofia dell'avventura (Marsilio 2022).
Un interessante riflessione sull'amicizia, molto attuale soprattutto ora in tempi di pandemia dove il rapporto con le persone care si è visto forzatamente ridotto davanti a uno schermo, con una perdita non indifferente di comunicazione e comunione di sentimenti. Attraverso la rilettura di alcuni dialoghi di Platone, la voce di Aristotele e gli essais di Montaigne Del Soldá ci conduce alla scoperta di alcuni punti di vista inconsueti che danno nuova luce al nostro modo di rapportarci con l'altro.
«Se vuole essere vera e coinvolgente, l'amicizia deve mantenere sempre una carica dirompente di mobilitazione totale della persona, in grado di mettere in crisi persino i tratti ben definiti che ne strutturano l'identità. In definitiva, l'esperienza di quest'amicizia radicale passa attraverso un'espropriazione continuamente rinnovata. È un legame che ci arricchisce, ma lo fa spogliandoci, ci dona molto, ma privandoci di qualcosa, e proprio per questo il suo dono è il più grande. [...] L'amicizia è, insomma, un incessante uscire da sé».
“Che cos’è l’amicizia? È un legame più o meno intenso dell’amore? È una questione puramente privata o pubblica?” Queste sono tre delle domande principali che questo libro mi ha posto. “Sulle ali degli amici” fa riflettere molto sul significato dell’amicizia, proponendo al lettore una sorta di paragone tra i rapporti sociali che si hanno al giorno d’oggi e quelli che sperimentavano gli uomini dell’antica Grecia, ai tempi di Platone e Socrate. Un importante salto nel passato, in grado di creare spunti per una riflessione consapevole sul presente che viviamo nel XXI secolo, sempre più caratterizzato dall’individualismo e dal narcisismo.
Consiglio fortemente la lettura di questo libro e personalmente ritengo che quest’ultimo sia adatto ad un pubblico di almeno 15 anni.
Socialità libera, facilità di spostamento, relazioni fluide, rapporti virtuali e asincroni non hanno portato ad amicizie vere ma ad un mondo di rapporti frammentari:"Io"ipertrofici e "noi"guerreschi. Siamo animali sociali e politici: la polis e la necessità di creare qualcosa di bello sono a fondamento dell'amicizia. Tocca, ancora una volta, tornare ai grandi pensatori, da Socrate e Aristotele fino a Montaigne e Nietzsche.