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Dawla: La historia del Estado Islámico contada por sus desertores

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Gabriele del Grande se revela con este libro como un gran periodista. Su investigación se inicia en septiembre de 2005 en las prisiones de Siria y atraviesa la revuelta de 2011, la insurrección armada contra la dictadura de Al-Assad y la instauración del Estado Islámico.

672 pages, Paperback

First published April 17, 2018

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About the author

Gabriele Del Grande

9 books4 followers

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Displaying 1 - 13 of 13 reviews
11 reviews
January 8, 2021
Complimenti a Gabriele del Grande per aver raccontato una storia, attraverso le vite e le scelte dei 4 protagonisti, di una stravolgente intensità. Si capisce che è frutto di un lavoro appassionato, minuzioso e sicuramente a tratti pericoloso, di ricerca. Libro consigliatissimo!!!
Profile Image for Sergio Garrido García.
96 reviews10 followers
October 4, 2021
Una terrible historia real demasiado bien escrita. Una historia de ciencia ficción basada en la edad media. Lo mejor que he leído este año.
100 reviews
December 10, 2018
Nonostante il soggetto pesante il libro è ottimo, un reportage che ti prende e allo stesso tempo pone tante domande dando qualche risposta ma soprattutto dando spunti di riflessione. Ho imparato davvero molto leggendo il libro. 4 (4.5) stelle al posto di 5 perché nonostante l'epilogo avrei voluto leggere la conclusione delle storie in più dettaglio, tanto mi hanno preso!
Profile Image for Ellison Moorehead.
56 reviews1 follower
Read
May 25, 2025
Spoiler: son malos malos malos malísimos. Madre del amor hermoso, qué malos. Pobres sirios. Cuánto han sufrido con unos y con otros.

Como dijo mi admirado profe, Ignacio Álvarez Ossorio: se lee como una novela policiaca. Pero como es real da muchísimo más miedo. Pienso en el autor periodista, y él cerca de sus entrevistados, todos hombres que dan y han dado mucho miedo, aunque al final empatizas con ellos (!?), y tengo ya miedo del tercer nivel, miedo por él, un poco a lo Saviano con Gomorra. Todo mal, todo tiros y traiciones y detenciones y duplicidades y degollamientos.

Ha habido veces leyendo que apoyaba a la aviación norteamericana en sus bombardeos. ¿Corremos un tupido velo? ¿Habla de lo bien que lo hace el autor? ¿De lo cruento de todo lo relacionado con el estado islámico? ¿De mi imperialismo (no del todo) subterrado?

Terminado el libro me gustaría leer análisis sobre el génesis del daesh y la politización extrema del islam en un contexto de invasiones estadounidenses y las dictaduras también cruentas de Asad y Sadam Husain. Me falta análisis después de tantas vivencias personales. Un poco de perspectiva para enmarcar lo local y casi anecdótico. Teoría e historia para calmar mi nerviosismo ante tanta prohibición y tanta esclava sexual y tanto espía. Pero un libro solo no puede tenerlo todo. Aunque este libro lo tiene casi casi todo. Casi.


El autor tiene un año menos que yo. Y merece un aplauso y un reconocimiento. Gracias, Gabriele.
1 review
April 20, 2020
Scavando nell'intimità dell'esistenza che solo un giornalista può fare, "Dawla" entra nella testa e nel corpo di chi,per una ragione o per un'altra, ha voluto dedicare la propria esistenza alla causa dello Stato Islamico:c'è chi ha preso le armi per continuare,a suo modo,la lotta contro la tirannia degli Al-Assad e dei suoi torturatori; c'è chi,tramortito dalla retorica millenarista e apocalittica del Daesh, è andato in Siria per prepararsi alla venuta della fine del mondo; infine, e questa secondo la mia personale opinione è la parte più meritevole di attenzione del libro, c'è chi decide di lavorare tra le ombre e il silenzio per stanare i nemici del Califfato. Quello che il lettore si trova innanzi è una inedita e straordinaria testimonianza di quello che è realmente accaduto in quella parte di mondo,ripulito dalla propaganda da una parte e da sterili e freddi analisi dall'esterno dall'altra.
Commovente,a mio avviso, è l'incipit del libro,dove il protagonista della storia assiste in prima persona alle prime avvisaglie del Dawla,pur non prendendone parte,dalla fredda e angusta prigione ,ebbra di sangue e miseria dell'Uomo, nella quale la Dittatura lo ha confinato per anni.
Profile Image for Giuseppe Lio.
31 reviews1 follower
October 22, 2018
Un libro davvero interessante, scritto da un giornalista di quelli che per raccontarti una storia vanno sul posto a viverla sulla propria pelle, a volte, come in questo caso, rischiando anche in prima persona.
Consiglio a tutti di leggerlo, sia per imparare qualcosa su un mondo che nella maggior parte dei casi conosciamo solo per quel poco (e chissa' quanto attendibile...) che ci raccontano i media occidentali, sia per cercare di aprire un po' la nostra mente nel leggere anche la storia raccontata da quelli che sono universalmente definiti come "i cattivi" di turno.
Profile Image for Michele Cordini.
3 reviews
September 5, 2018
Assolutamente da leggere. Un libro duro, ma ricco e coinvolgente, frutto di un lavoro di tanto coraggio, talento e passione. Gabriele Del Grande si dimostra uno scrittore di gran talento che dovrebbe essere preso come essere preso come modello di giornalismo. Spero di ricordarmi di scrivere una recensione più corposa, perché libri come questo, poco noti al grande pubblico, meritano un grande sforzo di passaparola per esser diffusi.
Profile Image for Sara Bombardieri.
108 reviews
January 27, 2019
Libro appassionante, ben pensato e ben scritto. Molti termini traslitterati dall'arabo (avendolo studiato ho apprezzato ancora di più il libro). In questo libro si può trovare uno sguardo che è giusto dare a questa realtà.
5 reviews
April 5, 2021
Molto forte, sia per la crudezza delle storie che racconta, sia per la quantità di cose che ho scoperto di ignorare sulla storia del Daesh. Bellissimo (e dolorosissimo) reportage. Gabriele del Grande è impareggiabile.
46 reviews
October 13, 2022
Gabriele riesce a raccontare il Dawla con una lucidità e semplicità unica. Riesci a capire gli intrecci e immergerti nei luoghi e nei vissuti delle persone. Penso che sia un libro fondamentale per capire l’ISIS
2 reviews
November 12, 2018
Un libro ben scritto, un racconto che tira pugni allo stomaco ma che informa su una realta` complessa che spesso viene raccontata dai media in bianco e nero, annullandone la complessita`
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